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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.
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martedì 19 maggio 2015

Ma esattamente,

quanto dura il periodo cambio stagione? 
Voglio dire, per quanto ci si puo' appellare al primaverile capro espiatorio per ogni mancanza e defaiance?
Perchè io continuo ad essere rincoglionita come una foca tutte le mattine, che mi sveglio in ritardo o in anticpo, che vado a dormire presto o tardi. 

Con un padre morto, una madre matta, la famiglia paterna con cui non parli fin da bambina, la famiglia materna con cui i rapporti sono tesi da un paio d'anni e il tuo matrimonio in  vista... cadere nell'autocommiserazione è facile e veloce. 
Ho imparato a concedermi il lusso del vittimismo solo di recente, con le persone più vicine che mi fanno sentire abbastanza a mio agio da poterlo fare santuariamente mi concedo frasi spicciole come sono sola al mondo, a nessuno frega niente di me ma in assoluto il soggetto con cui più mi do al piagnisteo libero è l'OminodelCervello, quando siamo io e lui da soli è un continuo di autocopatimento come se tutto il male fosse nella mia vita, io fossi la persona più sfortunata sulla terra e tante altre fregnate. 
Sabato la terapeuta me lo ha detto chiaramente: preparati perchè questo sarà un anno di infinita gioia ma con momenti di forte dolore. ed è vero, avrò di che dire che non c'è mio padre ad accompagnarmi all'altare, non ho una famiglia, e chi più ne ha più ne metta.

Ieri però è successa una cosa che mi ha fatto pensare, o meglio, ricordare... ricordare come stanno effettivamente le cose nella realtà.
Erano le sette e quarantacinque, Ego era pronto per uscire di casa, io ero appena passata dall'essere sdraiata ad essere seduta sul letto con il consueto stropiccio in viso, la Gigghi era ai piedi del letto sdraiata pacifica, il Ggatto, ombra di Ego, è salito sul letto. Ego si è avvicinato a darmi un bacio, Il Ggatto si è messo in mezzo a noi due e la Gigghi si è avvicinata. siamo rimasti così, qualche minuto, a farci carezze, darci baci e farci sorrisi senza dire una parola, con il sottofondo delle fusa del Ggatto.
E così mi sono ricordata che è vero che la vita mi ha tolto qualcosa e qualcos'altro me l'ha dato sbagliato, mal funzionante, ma mi ha anche dato tutto questo e tutto questo non è poco.

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martedì 5 maggio 2015

Domani

rivedrò la M., la andrò a prendere in aereoporto alle quattordici, la porterò all'ospedale o a casa dei genitori di A. a posare le valige e poi in ospedale... come vorrà lei. non mi piaceva l'idea di prendere un permesso in questo momento ma poi ho deciso di farlo e metterrmi a sua completa disposizione domani per salvaguardarmi così il prossimo weekend dai rimorsi di coscenza. mi sono inventata che sabato sarò fuori tutto il giorno con la B. per la scelta delle tende - dato che M. sa che la mia amica B. sta per entrare in casa con il fidanzato... in realtà la B. non mi ha mai parlato di tende, non so nemmeno se ha le finestre - e che domenica non ci saremo tutto il giorno per una gita in moto organizzata da tempo - che è comunque una mezza verità.
lo so, sono una pessima persona e una pessima amica, ma non so fare di meglio.
comunque domani sono disposta anche a girarmi mezzo piemonte in macchina a mie spese - non che lei mi abbia mai proposto cinque euro di benzina o autostrada - ma ho bisogno di avere questo sabato libero.
Ripeto, sono consapevole di essere una pessima persona e una pessima amica, tuttavia ci sono un sacco di però che aiutano tantissimo la mia coscenza pesante a non schiacciarmi.
Sorvolando sul però dei però, ovvero che a distanza di due mesi dall'incidente di A. che ha spazzato via tutta la questione in ballo di quanto noi non fossimo dei buoni amici, due mesi in cui io e Ego ci siamo fatti in quattro per aiutarli, abbiamo viaggiato su e giù dall'ospedale senza tirarci mai indietro, abbiamo offerto pranzi, cene e letto in cui dormire.. la M. non mi abbia mai detto una parola a riguardo, fatto una battuta, una simpatica allusione, niente di niente... ci sono i però sporadici che ogni volta mi fanno cadere le braccia.
Per esempio. fino a qualche settimana fa prima di andare a trovare A. avevamo l'abitudine di chiedere se desiderava qualcosa, un giorno Ego gli ha proposto un panino e lui ha risposto un panino tonno pomodoro e maionese. io sono uscita dal lavoro e sono andata apposta al supermercato a comprare tonno, pomodoro, un tubetto di maionese e pane fresco, ho indossato un paio di guanti di lattice e per la prima volta nella mia vita ho toccato il tonno per fare due panini strabordanti di maionese ad A., famoso per l'alto consumo di maionese. gli abbiamo quindi portato i panini ma era tardi e lui non aveva più fame così gliel'abbiamo messi in frigo con su scritto il nome. passati due o tre giorni nessuna mi aveva detto nulla a riguardo così ho chiesto ad M. mentre eravamo al telefono li ha poi magiati i panini A.? li avevi messi in frigo e la sua riposta è stata solo un morso... io mi son sentita una merdaccia e gli ho risposto non era buono? e la sua risposta è stata non so... ma non gli andava. Ora. io non so di certo il tipo di persona che fa le cose per sentirsi dire grazie, sopratutto quando si parla di cose così insignificanti, ma qui si tratta di basica educazione. a me hanno insegnato che in casi come questo si dice era buonissimo, ha gradito, grazie mille o qualcosa di simile, pure se il panino faceva talmente cagare che l'avete dato ai piccioni dal balconcino della medicheria, perchè l'altra persona è partita a comando a comprarti esattamente gli ingredienti che gli hai chiesto e ha speso dei soldi e del tempo.
Oppure. la scorsa settimana mi ha detto di aver acquistato il biglietto aereo per domani, io le ho detto di farmi sapere se aveva bisogno che la andassi a prendere. sabato non mi aveva ancora detto nulla per cui le ho detto io, spiegandole le motivazione di cui sopra, che se non si fosse già organizzata diversamente lunedì avrei preso il permesso al lavoro e sarei andata io a recuperarla così ci saremmo viste qualche ora. la sua risposta è stata si, ok, però ti fai spiegare bene la strada dall'aereporto all'ospedale? perchè l'altra volta ci abbiamo messo un ora mentre quando mi ha portato D. ci abbiamo messo solo mezz'ora, se ti fai spiegare la strada da Ego ok sennò piuttosto mi faccio venire a prendere da Caio che lui la sa. Cioè, voglio dire. non è che io l'altra volta non l'abbia portata in ospedale rimanendo risucchiata da un vortice spazio temporale che ci ha fatto arrivare diciotto ore dopo, semplicemente non ho imboccato la giusta uscita autostradale quindi siamo rientrate in torino e abbiamo dovuto riprendere l'autostrada, ci abbiamo messo circa mezz'ora in più perchè c'era anche molto traffico sì... ma già di grazia che ti vengo a prendere, che non ti dico di prenderti un taxi, che non ti dico di darmi venti euro per la benzina o di pagare almeno quei tre euro di autostrada, o no?
Ogni volta di fornte a queste cose io divento verde, poi gialla, poi fuxia, poi respiro, poi spengo il telefono mezza giornata, e alla fine rispondo usando la parte più razionale di me, quella che mi impone compostezza e ingenuità io me la faccio spiegare di nuovo bene da Ego ma se hai fretta e non vuoi rischiare chiedi pure a Caio perchè non garantisco di non sbagliarla di nuovo. fammi sapere. E finisce così, non succede niente, ma io do scena a una serie televisiva mentale in cui io sono nata storta e dopo trent'anni non ho ancora realizzato che sono io a guardare il mondo dall'angolazione sbagliata e non è la terra a doversi raddrizzare.

Spergiurando di riprendere l'appuntamento felino in maniera degna dal prossimo martedì, oggi vi mostro questo bellissimo regalo della excollegaamica D. che ho appeso alla porta di casa... L'ha realizzato lei stessa intagliando il legno e pitturando, sotto vi riporto anche le foto a cui si è ispirata perchè la somiglianza, sopratutto del Ggatto, è straordinaria.



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martedì 10 marzo 2015

Roba da Gatti: Ci siamo.

Anche per il Ggatto è arrivata la pubertà e con essa il momento della sterilizzazione.
Venerdì sarà il grande giorno. mamma&papà hanno preso la giornata di permesso dal lavoro, alle dodici lo lasceremo dal veterinario, andremo a casa a pranzare velocemente, alle quindici saremo dal dentista per entrambi e appena finito andremo a recuperarlo.
Questa giornata dovrebbe segnare un sospiro di sollievo sul calendario: il Ggatto sarà apposto, io avrò finito con l'apparecchio e sarò filodotata e Ego avrà i denti puliti dopo la detartrase... belle cose insomma, ma per ora l'ansia la fa da padrona.
C'è tutta la parte pratica della questione a spevantarmi, come fare a farlo digiunare dalla mezzanotte del giorno prima senza far digiunare anche la Gigghi, per esempio. Entrambi ormai riescono ad aprire tutte le porte di casa ad esclusione di quella del bagno ma ovviamente non posso chiudere uno dei due in bagno per tutta la notte. E poi il trasportino, quello che stiamo usando adesso è di stoffa e molto grande, comprato l'anno scorso con la speranza che risultasse più comodo per i viaggi con LaGigghi quando ancora ci illudevamo di abituarla a spostarsi al mare, dopo che era riuscita a sfondare letteralmente quello di plastica a colpi di testa che manco Maradona. all'ultima visita il Vet ci ha chiesto se intendessimo usare quello per l'operazione guardandolo con un po' di dissenso e lì si è insinuato in noi il dubbio della non idoneità dello strumento con tutte le conseguenti paranoie. Questo trasportino di stoffa potrebbe romperlo con le unghie, con molta immaginazione ed energia dopo un'anestesia totale, quello di plastica ha quel pezzetto rotto e potrebbe riuscire ad uscire infilandoci la testa. l'unica soluzione sarebbe comprarne uno nuovo ma per quest'unica occasione mi dispiace sprendere dei soldi e avere in poi in mezzo alle palle un terzo ingombro che, con tutti gli scongiuri del caso, si usa due volte l'anno.
L'intervento nei maschi è molto meno invasivo rispetto alla sterilizzazione femminile infatti quello che mi preoccupa non è l'intervento in sè ma la parte emotiva. Ormai del nostro Vet ci fidiamo cecamente ma rimane il fatto che il piccolo si troverà lì da solo con uno sconosciuto, per quanto gli sia simpatico e gli faccia sempre un sacco di moine, e si risveglierà lì dolorante in un posto che non conosce senza di noi.
Il Ggatto non è sensibilino come la sorella, tuttavia sono illusa che si sia ormai dimenticato di quei giorni abbandonato in un aereoporto e della sua prima mamma che l'ha salvato e che quindi ora conosca solo il tepore di una casa colorata, della sua copertina di pile, delle palline piumate e dei miei capelli dentro cui dormire la notte per cui ho paura che l'esperienza sia per lui shockante. Per la Gigghi sono convinta che un po' lo sia stata, magari è stata una coincidenza temporale ma sta di fatto che è diventata così paurosona e asociale solo dopo l'operazione.
Ego non mi è d'aiuto alcuno, più passano i giorni più diventa isterico e mi domanda perchè cazzo dobbiamo farlo... la razionale debbo essere io e quindi potete capire che la situazione è problematica.
Da venerdì quando rientremo in casa non metterò più piede fuori almeno fino a domenica, il Vet ci ha già detto che il giorno seguente non avrà bisogno di alcuna assistenza ma secondo lui anche la Gigghi non ne avrebbe avuto bisogno... in realtà ci eravamo passate la giornata a letto, la accompognavo nella lettiera, l'ho imboccata ma sopratutto le ho fatto tantissime coccole e l'ho rassicurata, cosa di cui lei davvero mi esprimeva il bisogno. non riesco ad immaginare come sarebbe stato se quel giorno fossi andata a lavorare come mi aveva detto di fare il Vet con tranquillità.
Lei sembrava più grande ai tempi, aveva anche due mesi in più, il Gigatto pare ancora piccino e fa ancora più effetto mandarlo sotto i ferri. Ha ancora il musetto da cucciolo furbetto che aveva quando è arrivato, sole le orecchie sono cresciute e paiono due parabole. fisicamente è grosso ormai quasi quanto la Gigghi, magrissimo anche lui, ma con quel visino mi risulta difficile credere che si monterebbe la prima che passa con gran entusiasmo. Tra l'altro ho scoperto solo ieri, a tre giorni dall'operazione, che quei versetti diversi che ha fatto nell'ultimo mese sono segni del calore. ero convintissima che solo le feminne diventassero canterine nel periodo e tutti i giorni io e Ego ripetevamo quanto fosse chiaccherone il piccolo al punto di risultare quasi petulante. Non chiacchera, c'ha voglia, il ragazzo. Anche la pipì non scherza, dato che lui la fa nel bidè poi, l'odore dei feromoni si espande per benino in tutta la casa non appena la fa finchè non spruzzo l'igenizzante che copre. I sintomi non ci mancano insomma, e menomale perchè sennò avremmo sicuramente aspettato. 
In bocca al lupo al nostro piccolino!


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martedì 3 marzo 2015

Roba da Gatti: Lotte da divano

Che ti guardi?!! vieni qui se hai il coraggio...
Meoooo
Mia.. Mie...
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martedì 24 febbraio 2015

Roba da Gatti: Adolescenti

L'insonnia fa schifo ma devo riconoscere che certe cose, fatte nel cuore della notte da sola facendo attenzione a non fare rumore per non svegliare il coinquilino e a non muovere parti del corpo che potrebbero svegliare i pelosi... hanno il loro perchè.
Viene in mente di fare cose che normalmente non faresti, stanotte per esempio mi sono guardata tutte le foto che ho nell'i-phone - da ieri a marzo 2013 - una per una, riscoprendone di bellissime che non sapevo di avere. ho cambiato tutti gli sfondi  possibili nel telefono ma sopratutto ho spostato in un apposita cartella tutte le foto più belle dei pelosi. In questo modo per la Rubrica del Martedì non dovrò più scorrere tra un'accozzaglia di foto che era un lavoro ogni volta lungo e demotivamente.
Ora il problema è un altro: mi sono venute talmente tante idee che non so quale scegliere per il post di oggi.
 






Dato che ho un gran sonno, rimarrò in tema rischiando seriamente di cadere addormentata con la testa sulla tastiera.
Al momento dell'inserimento del piccolo, tutti mi dicevano che dopo gli iniziali soffi, ringhi, graffi e musi lunghi un bel giorno li trovi a dormire insieme e lì inizia un grande amore.
Ecco. Loro non dormono insieme, mai.
Fanno praticamente tutto insieme, ma dormire proprio no.
Per questo c'è una foto praticamente per ogni volta in cui accidentalmente si sono trovati a dormire vicini - la maggior parte delle volte causa svenimento senza preavviso del piccolo, ora che sta crescendo infatti succede sempre meno spesso.
L'immagine dei due gatti che dormono serafici uno accanto all'altro è tra le cose al mondo che più mi rilassa, mi auguro che possa accadere più spesso in futuro una volta passata l'adolescenza.






...notare l'entusiasmo della Gigghi.

Ma il punto è, perchè non dormono vicini? 
Perchè se c'è una cosa che amano più del dormire è rompersi i maroni a vicenda. La Gigghi quando dorme, dorme. per lei dormire è una cosa importante che va fatta bene e nella giusta quantità. 
Puntualmente lui arriva vicino a lei e la guarda un attimo, gli fa un versetto dei suoi, lei apre mezzo occhio e gli offre una leccatina a mo' di coccola mettiti qua e dormiamo, ma lui no, lui le sale sopra.

 



Lui ricambia la leccatina, parte un limone di qualche secondo, poi potrebbero mettersi a dormire e invece no.
Caso A: Lui decide di morderle la collottola o acchiapparle la coda e iniziare a giocarci e lei giustamente si scazza dando il via alla lotta potente
Caso B: Lei si incaponisce di doverlo lavare a tutti i costi, lui un po' la lascia fare poi si stufa e la morde dando il via alla lotta potente.
Di dormire insieme per ora non se ne parla! Ho raccontato questa cosa al veterinario quando mi ha chiesto come andava il rapporto tra i due e il suo commento è stato: so' adolescenti.

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martedì 17 febbraio 2015

Roba da Gatti: 17 febbraio - Festa nazionale del Gatto

Il post felino di oggi era pronto per essere pubblicato quando scopro che oggi è la Festa nazionale del Gatto - che manco sapevo esistesse, gattara mediocre che sono.
Che bello!

Celebro il loro giorno così, con l'unica cosa che so fare in quasi tutte le sue situazioni... scrivere due righe.
Auguri amori miei, 
che ogni giorno da quando ci siete voi è una festa davvero.
Siete Casa, Famiglia, Amore quello vero.
Siete il mio posto sicuro in questo caos spaventoso che è la mia vita di questi anni. 
Sogno per voi tempi più tranquilli in cui sarò più a casa, sarò più accondiscendente, sarò più attenta.
Scaldate ogni cosa con la vostra presenza, il gelo del silenzio dopo che con papà si litiga, il vuoto che a volte sento dentro la sera quando siamo soli e aspettiamo che arrivi, le notte insonni che senza di voi erano eterne.
Grazie per la pazienza che avete di corrermi dietro da una stanza all'altra finchè non mi fermo, quando volete qualcosa ma io sono al telefono e non vi guardo.
Grazie di non portarmi rancore quando ho fretta e chiudo la porta dell'armadio, o un cassetto, o la lavatrice, con voi dentro.
Prima che ci foste voi ero un poveraccia ma non lo sapevo.
Siete la cosa più bella che ho fatto nella mia vita e l'ho fatta senza fare un bel niente.
Auguri!

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martedì 3 febbraio 2015

Roba da Gatti: La madre è certa e il padre pure.

Pranzo con la collega andato. bene, oserei dire. il Ggatto ha evitato di pisciare mentre ci lavavamo le mani e non sono crollate montagne di pentolame da un anta. 
La collega mi è sembrata molto più interessata a chiaccherare con me e giocare con i pelosi piuttosto che a ispezionarmi gli angoli in cerca di polvere, questo mi porta a pensare che sia effettivamente la bella persona che credo. 
La conferma me l'ha data il comportamento della Gigghi che come sappiamo odia il genere umano tutto e si rifiuta di averci a che fare, che io a confronto sono l'anima della festa. 
Per non sbagliare lei scappa al suono del campanello e riappare solo se si accorge che l'intruso è Ego o la S. 
Mal sopporta persino la collegaamica D. che è portatrice di cibo, punto debole della signorina. 
Ebbene, la collega E. sembra esserle piaciuta e fatto salvo qualche fuga senza motivo apparente, è rimasta in zona, ha pranzato e le ha pure annusato le scarpe. 
Appena entrate li abbiamo trovati sul bracciolo del divano con i musini cuoriosi a guardare di chi fosse la voce in più alla mia. solitamente il Gigatto attende appena dietro l'angolo dell'entrata pronto a cercare di uscire appena apri la porta e lei arriva poi con tutta calma a salutare - a parte i giorni in cui le girano e devo andare a salutarla io. 
Quando capita come oggi la scena è uno spasso, il faccino più grande di lei dietro e quello più piccolo di lui davanti, che spuntano dall'angolo come un cartone animato... prima o poi riuscirò ad immortalare il momento. Lui ci è subito venuto incontro e di norma LaGigghi sarebbe scappata sotto il divano, invece è rimasta lì a scrutarci e si è defilata solo quando siamo entrate in salotto. poco dopo è riapparsa al richiamo della pappa e si è messa a mangiare tranquilla, la collega E. ha provato ad accarezzarla e le ha fatto chiaramente capire di non gradire ma poi ha continuato a ronzarle intorno e ha anche tentato di salire sul tavolo mentre mangiavamo.

Ormai i caratteri dei due sono nettamente distinti. E' vero che lui è piccino e non ancora castrato quindi potrebbe cambiare ma certi tratti secondo me sono chiari da subito così come la Gigghi se pure da piccina fosse un po' più affabile, si capiva già perfettamente che era un' antipatica e che meno le si avvicinavano meglio stava.
I due, come da cliché, sono agli antipodi. 
Lui è esibiozionista, così socievole da essere quasi stressante, caciarone, basta che ci sia casino ed è contento, nelle situazioni più caotiche in cui la sorella va a rintanarsi nell'armadio chenonsisamai, lui si butta nella folla e fa di tutto per farsi notare. A chiunque entra in casa concede il meglio di se con stusciamenti vari, fusa e agguati, ci tiene molto a far vedere tutti i suoi giochi e ti porta la pallina devi debitamente tirare per non rivederla mai più perchè lui non è un gatto da riporto. Fa vedere quanto è bravo ad arrampicarsi e se trova la giusta posizione ti plana pure sulle spalle tutto orgoglioso. è presente, deve essere lì con noi, addosso, deve vedere, deve ascoltare.  
Insomma, Il Gigatto è tutto suo padre e La Gigghi è tutta sua madre. 



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martedì 27 gennaio 2015

Roba da Gatti: L'Imitone

Il Ggatto compierà 5 mesi il 29 gennaio ed è in piena fase emulazione. 
anche lui, come a suo tempo La Gigghi, imita tutto quelle che riesce. 
imita me, imita la sorella ma sopratutto imita Ego, suo grande amore. 
Tra loro c'è il feeling che c'è tra me e La Gigghi... le coccole quelle vere con gli occhi succhiusi, le carezze con i gommini e i versetti compiaciuti. la differenza è che lui va in brodo di giuggiole per un nonnulla che riguardi suo padre e lo fa ovunque senza pudore alcuno, La Gigghi invece ha bisogno che non ci sia nessuno, che ci sia silenzio e che io non mi dedici ad altro che a lei.
Come avevo già constatato La Gigghi è poco felina e molto umana nei modi, sicuramente per colpa nostra che l'abbiamo trattata come una bambina fin dal primo giorno. 
Il Ggatto imitone quindi, sta diventando esattamente come lei.
Qui vi avevo fatto vedere come faceva la cacca la Gigghi, dopo i primi mesi di attenta analisi delle nostre sedute.
Indovinate come fa la pipì il Ggatto?



Sua sorella lo osserva sdegnata
...e poi lo lava, che lui è uno zozzone.
Lui, ahimè, la fa nel bidè.
Quando è arrivato ha iniziato immediatmente a farla nella lettiera, poi un bel giorno ho trovato della pipì nella doccia e iniziando ad osservarlo ho capito che la faceva nel bidè ma la precisione nel centrare il buco era tale che al mio rientro non trovavo alcuna traccia. Inutili i tentativi di dissuaderlo prendendolo appena si mette in posizione e mettendolo nella lettiera - la fa lì quella volta e la volta dopo torna nel bidè. La doccia abbiamo imparato a tenerla chiusa ma il bidè è impossibile, ho pensato a coprirlo con qualcosa ma non lo faccio per timore che poi la faccia altrove in luoghi ben più ardui da pulire. Credevamo fosse una cosa di passaggio mentre ad oggi, tre mesi che è con noi, sembra che lui non abbia alcuna intenzione di cambiare abitudini. Inizialmente il veterinario temeva che avesse dolore/bruciore anche se era molto piccolo per avere già un infiammazione. mi aveva detto di stare attenta alla pipì, che non ci fosse sangue che non ho mai trovato così come non ho mai individuato altri sintomi di una cistite. Quindi il veterinario ne ha concluso che si tratta di un disturbo comportamentale e quando gli ho detto che ama guardare noi mentre facciamo la pipì, sopratutto Ego di cui segue la faccenda appassionatissimo, ha sentenziato che è sicuramente una questione di emulazione. Vuole farla come Ego quindi usa il sanitario - probabilmente se lasciassimo aperto il wc avrebbe preso a farla lì cadendo pure nel buco una tantum - ed è ecco anche perchè spesso appoggia solo le zampe posteriori e cerca di stare "in piedi" per farla, con scarsi risultati ora che è piccino ma buone possibilità di riuscirci in futuro con l'esercizio. 
La Gigghi, che come ormai sapete è maniaca dell'igene e bacchettona, non se ne fa una ragione e ogni volta lo guarda ad occhi sgranati per poi obbligarlo a lasciarsi pulire da capo a piedi appena finisce. 
E io spruzzo igenizzante come se piovesse. 

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martedì 20 gennaio 2015

Roba da Gatti: Di feste pelose

Primo appuntamento 2015 della rubrica felina.
Sono un tantino bloccata, ci sarebbero talmente tante cose di cui raccontare che non so da dove iniziare. 
Ho trascurato l'appuntamento perchè quando ho poco tempo per scrivere do priorità ad altro e perchè il martedì pare esserci una congiura cosmica per cui è sempre un giorno di merda.

Inizierei dalle feste, passate anche per i Ggatti. 
Babbo Natale è arrivato anche per loro, ed è eccoli mentre scartano i regali:





LaGigghi ha capito che la cosa la riguardava e ha "aiutato" Ego ad aprirle il pacchetto mentre il piccolo se n'è infischiato finchè è stata solo carta e ha iniziato ad interessarsi solo a giochino scartato.
Mentre Ego faceva questo sul divano, io facevo il video da pazza maniaca "il primo natale del Ggatto" che si aggiungerà a quello dell'anno scorso "il primo natale della Gigghi". 
Se mai deciderò di riprodurmi mi auguro di aver avanzato un po' d'entusiasmo.

Il capodanno dei Gagtti invece è stato in Gcasa con il televisore acceso a volume sostenuto, l'amicagattaraD. è andata ad accenderglielo e a rispegnerlo il giorno seguente. era la prima volta che li lasciavamo da soli da quando il Ggatto è arrivato. Ricordiamoci che il Ggatto è stato voluto con l'intenzione di dare una compagnia alla Gigghi, con grande sollecitudine di Ego, altrimenti sarebbe arrivato tra anni in una casa più grande e più adatta al calpestio di dodici zampe. ebbene, io ero tranquilla, mentre Ego era in ansia esattamente come prima dell'arrivo del Ggatto. si trattava di tre giorni e due notti mentre noi eravamo a Barcellona e se la sono cavata egregiamente, la cosa che ci preoccupava erano i petardi ma al nostro ritorno non sembravano averne risentito per niente.
Durante il viaggio dall'areoporto a casa sono partite le scommesse sulle reazione dei pelosi, io quotavo che LaGigghi sarebbe stata felice di vederci e rufianona e che il piccolo avrebbe fatto l'offeso almeno le prime ore, Ego votata il contrario. 
Ecco, la reazione dei pelosi è stata quella di due che stanno dormendo e tu che arrivi tutto allegro e chiaccherone gli dai un bel disturbo, alla facciazza nostra. 
Chissà che alla fine noi ci facciamo un sacco di paranoie e sti due stanno molto meglio quando noi non ci siamo?!  
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mercoledì 10 dicembre 2014

Roba da Gatti: Amore della mamma




Piccolo scalatore di alberi di Natale,
Ladro compulsivo di elastici per i capelli,
Notturno impastatore seriale del mio collo,
Amore della mamma


 










Ora anche tu vieni definito tale, ora anche tu ti senti ripetere che sono la tua mamma. abbiamo fatto grandissimi progressi.
Tu lo hai capito che per me eri un intruso. quello che sporca, che non sta mai fermo, che fa spidercat sulle zanzariere, che bisogna controllare a vista. e con grande dignità ne hai preso atto, hai continuato a rincorrere palline e prenderti le coccole quando arrivavano cercando di disturbare il meno possibile.
Tu sei molto diverso dalla Gigghi, lei alla tua età era pretenziosa da morire. chiedeva coccole, attenzioni, cibo, e guai a non assecondarla.
Tu sei l'opposto di lei, non chiedi mai nulla e se ti viene dato ringrazi con quegli occhioni grandi che esistono soltanto da tre mesi ma portano dentro tante cose.
Tu l'hai capito che sei stato fortunato. l'hai capito che la tua prima mamma ti ha salvato a pochi giorni di vita. L'hai capito che il tuo primo mese in quel bagno di pochi metri con i tuoi fratellini era un privilegio in confronto al parcheggio di quell'aereoporto dove la tua mamma vera non sarebbe più tornata. Quando hai visto per la prima volta il papà gli sei andato subito incontro, ti sei fidato di lui, hai capito, e anche se arrivando hai trovato una mamma nervosa e una sorella per niente felice di conoscerti, tu hai capito che eri a casa.
Sei bellissimo per noi anche se in questo momento stai crescendo tantissimo e sei tutto sproporzionato. noi ti chiamiamo il pipistrello, perchè adesso hai orecchie grandissime ma il faccino ancora piccolo piccolo. 
Con quegli occhioni grandi guardi il mondo con l'entusiasmo di un bambino e l'umiltà di chi sa già stare al mondo.
Sei l'amore della mamma, anche se a volte si comporta come se tu e tuo padre foste il male nel mondo, quelli che sporcano e disordinano dove lei pulisce e riordina in un giro di boa senza fine - un po' come te quando tenti di afferrarti la coda. 
La mamma non vede l'ora di arrivare a casa la sera e affondare il naso in quel tuo pelo argento, anche se la prima cosa che fa quando apre la porta è urlarti di stare indietro perchè tu cerchi di uscire sul pianerottolo in tutti i modi. anche se vi lascia zampettare per giorni su una stuola di capelli, polvere e sabbietta di lettiera e le vostre ciotole non sono sempre pulite, perchè sei piccolo e fai macelli e la mamma a volte non gliela fa'.
Passerei ore a guardarti mentre segui La Gigghi e la imiti in tutto quello che fa. quando sale nel punto più alto dove tu non sai ancora arrivare e tu ti metti seduto e la guardi con l'ammirazione di chi sogna davvero, quando sale sulla cucina a reclamare la cena e allora ci sali anche tu ma non ti osi a chiedere e rimani lì a guardarci curioso.
 Non ti ho voluto ma sei esattamente come ti avrei desiderato se ti avessi voluto.
Amore della mamma, questa è la tua casa.
 

martedì 18 novembre 2014

Paparazzate 3

Oggi post fotografico, perchè non c'è miglior modo di raccontarvi cosa combinano questi due qui - e manco il tempo, a dire il vero.








Scrivete anche voi per la Roba da Gatti e venite ad aggiungere il vostro post qui sotto alla faccia di rana!