Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.
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giovedì 21 settembre 2017

Giorni bui come non se ne vedevano da un po'.

In realtà il giorno di merda è stato ieri, oggi dovrebbe essere anonimo, che sia benedetto, ma se ieri alle ventidue ero sull'orlo di una crisi di nervi, oggi ne assaporo l'amaro e non so cosa sia peggio.
Tra le piccole sfighe di ieri c'è quella di non aver trovato posto dal mio parrucchiere per domani, il che mi ha sputtanato tutti i programmi che avevo. Non ho chiamato prima perché ho aspettato che la S. si degnasse di dirmi se saremo andate assieme o meno, e alla fine sono rimasta inchiappettata io come ogni volta da quando il suo utero è stato abitato. Mi farò mai furba a riguardo? 
Così domattina devo andare in banca con mia madre e a svolgere un paio di compiti similari veloci dopodiché non so come sfruttare il pomeriggio libero e sprecarlo mi dispiacerebbe assai. Probabilmente andrò da Ego che mi ha chiesto più volte di vedere il nuovo ufficio e mi ha pure invitato a pranzo, cosa mai successa in due anni che lavora in proprio. 
Poi un opzione sarebbe stata vedere l'amica C. che sto evitando di andare a comprare il pane da lei per la vergogna da quante volte l'ho rimbalzata promettendole di farmi sentire per un venerdì pomeriggio... è che non ho tanta voglia di andarmene per negozi al momento sapendo che andrò a breve in centro a Torino per i capelli e lì un po' di shopping ci scapperà sicuramente. 
L'altra opzione sarebbe quella di mettermi a lavorare su un po' di foto - devo ancora elaborare quelle del viaggio a Venezia, di pasqua! - ma era una cosa che volevo tenermi per ottobre quando i capi saranno quasi tutto il mese negli usa e so già che mi straccerò i maroni tutto il giorno tutti i giorni e mi porterò in ufficio la memoria esterna. 
La terza opzione, la più saggia, è quella di fare un po' di pulizie... qualcosa tipo il bagno a fondo, o i vetri, considerando pure che venerdì prossimo, di grazia, dovrei non esserci.
Se continuo così non farò un tubo. 
Stasera Ego ha allenamento e io stirerò, che lo potrei anche fare domani ma mi scazza passarmi il venerdì pomeriggio a stirare, mi pare di sprecare il tempo, e poi per far cosa stasera? 
E' di nuovo uno di quei periodi in cui tutto deve avere un senso altrimenti non lo riesco a fare. 
Una serata sul divano da sola non sarebbe inaccettabile.
Le mie serie tv le guardo ma solo mentre stiro altrimenti lo considererei tempo buttato.
Di leggere e scrivere non se ne parla a meno che non sia in ufficio che tanto ci devo stare tot ore a forza.
Lo yoga lo faccio pochissimo e pensando a cosa devo far dopo, solo se ho finito di fare quello che mi ero programmata e aspetto Ego per cenare. Su questo so di dovermi impegnare, è troppo importante per il mio sistema limbico (...).
Passerà, son momenti, di me non mi preoccupo più, so di essere innocua a me stessa.
 

mercoledì 20 settembre 2017

Ieri sono stata dal notaio.

Da individui con una visione normale della realtà il viaggio per arrivare a quella che sarà la nostra casa sarebbe visto come un grande puzzle a cui aggiungere pezzettini fino ad ad avere il disegno completo. Non è che i pezzi del puzzle si trovino già disposti in ordine di inserimento, ca va sans dire, ma piano piano si trova l'incastro perfetto ed ecco il disegno prendere forma.
Io invece, che normale non sono, vedo un grande groviglio di fili colorati da cui dover sciogliere ogni volta un nodo per poter tirare un filo e ancora non mi è chiaro cosa vedrò alla fine, forse miro a tanti fili di colori diversi ben disposti al loro posto, forse a un gomitolo ordinato seppur di diverse sfumature.
Ecco, ieri mi pare di aver sciolto un nodino scoprendo come fare a sciogliere quello grande che tiene il filo di questo colore unito tutti gli altri.
Un piccolissimo passo insomma, che è l'alternativa allo stare fermi e lagnarsi.
Quando in quaranta minuti sciolgo un nodino mi pervade una sensazione di trionfo che neanche il giorno in cui ho firmato per chiudere tutti i casini con i parenti, che neanche il giorno dopo il matrimonio, che neanche tutte le volte che ho visto mio padre uscire dalla sala operatoria vivo.
Ma quando il nodino risulta troppo stretto e la sua risoluzione non viene esclusa ma semplicemente rinviata è tutta un'altra storia. 
Inizio a chiedermi se ha senso, ancora, se ho voglia, ancora, se quando sarò nella mia casa mi dirò che ne è valsa la pena.
E' difficile accettare di dover lottare come un mulo per cose che la maggior parte delle persone fanno con un semplicità estrema e senza sforzo alcuno.
Quest'anno, combinazione, la maggior parte dei nostri amici sta comprando casa. 
Nessuno di questi ha dovuto nemmeno domandarsi se poteva usufruire delle agevolazioni sulla prima casa, tutti hanno avuto i genitori almeno di uno o dell'altro o in alcuni casi di entrambi che hanno contribuito in maniera più o meno importante all'anticipo permettendo loro di avere un mutuo vivibile e/o corto, che gli hanno fatto da garanti in banca, che gli hanno regalato la camera da letto, i materassi, il bonsai di buon auspicio da mettere in ingresso.
La Pollyanna che c'è in me sempre pronta a vittimizzarsi esce fuori in tutto il suo splendore, si perde a sognare a passeggiate per il campo con mio padre a controllare le transenne con su scritti i nostri cognomi, i suoi commenti, la sua felicità che c'era sempre qualsiasi cazzata io facessi, il suo appoggio anche quando non era d'accordo.
Io e Ego la casa la viviamo tanto, sopratutto da quando ci sono i mici e sopratutto d'inverno. D'inverno io sono capace di non uscirne dalle diciotto del giovedì pomeriggio al lunedì mattina e solo perché alle nove devo essere in ufficio. La casa per me è la chiesa, è il mio posto sicuro dove posso decidere chi e cosa far entrare, pronto ad accogliermi sempre in qualsiasi condizione.
Ora i miei 36 mq sono questo, a volte rimango ancora imbambolata a guardarmi intorno e pensare cos'era, alla faccia schifata di mia madre ai tempi nell'affermare che si trattava di "due stanze", e vedere quanta vita, quanto calore, quanta roba si porta dietro negli anni... il bene, il male, la vita.
Mi chiedo, la casa nuova saprà essere questo? potrà competere? mi sentirò a casa?
O tutti questi sforzi mi daranno una casa grande e anonima dove mi sentirò esposta, sola?
Naturalmente l'omino del cervello mi fa notare che nessuno mi obbliga a farlo, che sono anni che mi lagno del poco spazio e ora che finalmente si sta concretizzando non sono mai contenta.
E' che sono stanca di fare fatica, di dover sudare sempre per ogni cosa, e sento che non è finita qui, che sarà sempre un po così, che faticherò ancora e ancora, un po' per tutto. 
C'è chi nasce e cresce con una strada diritta da percorrere, c'è chi dovrà affrontare sempre e per sempre sentieri impervi intervallati da brevi pianure.
Chissà se alla fine, almeno, ci sarà un premio. 

martedì 27 settembre 2016

Ieri non ho fatto in tempo

a finire di stilare il mio bel programmino della settimana che mi si è sputtanato tutto quanto. 
Ecco perché qualche tempo fa avevo deciso che non avrei più fatto programmi oltre le ventiquattro ore, me ne ero dimenticata.
Alla fine questa sarà una settimana di quelle da cardiopalma, sopratutto oggi e domani. 
Oggi parto con un bonus perché sono straordinariamente sveglia dalle sette e ho già rigovernato buona parte della casa, mi ero impegnata a farlo pensando di andare a farmi cerettare il baffo in pausa pranzo ma purtroppo l'estetista mi ha appena dato picche per cui avrò la pausa pranzo intera e va bene anche così. 
Sono un mostro tra la frangia lunghissima che si apre in due stile scolaretta e il baffo in evidenza, macosacivogliamofare.
La Gcasa deve essere apposto per quando alle diciassette arriverò direttamente dall'ufficio con l'elettricista - padre della S., marito della Matre della S. notissima pettegola sempre aggiornata, dal marito appunto, sul livello di polvere e ordine delle case altrui - che forse non mi entrerà nemmeno in casa perché in realtà deve verificare l'antenna sul tetto. Poi lo accompagnerò dall'inquilina del primo piano che ha problemi con il citofono e, anche se non avesse finito, per le diciotto e quindici al massimo li mollerò per l'aperitivo con la B. con prima un passaggio dal macellaio - ieri era chiuso, continuo a non memorizzare gli orari di apertura e chiusura dei negozi del paese dove vivo dalla nascita.
Poi stasera si cucina, voglio già fare anche la parmigiana stasera in modo da essere più tranquilla domani quando andrò anche appunto dall'estetista,  e attenderò le cotture studiando.
Ieri sera ho finito tutto il diario di bordo del matrimonio e fatto tante altre cose, alla mezza ero a letto ma è arrivato Ego appena mi stavo addormentando facendo il suo solito baccano. Quando lui si è finalmente sdraiato, i mici hanno iniziato a fare lotta greco-romana con annessi urli spaventosi, non so quante volte Ego si è alzato a dividerli e alla fine penso di essermi addormentata non prima delle tre... spero di recuperare stasera anche se sarà difficile, se Ego mangia alle undici bisogna almeno dargli il tempo di digerire.

Lo scorso weekend ho fatto due tristi scoperte nel mio armadio. 
La prima riguarda il piumino sintetico ikea comprato l'anno scorso - con sacco da utilizzare "da brutto" lavando via i peli dei mici quando mi pare, ricorderete una decina di post a riguardo. Io e Ego siamo delicatini, che nel caso specifico significa freddolosi, per cui la settimana scorsa avevamo deciso che nel weekend avremmo tirato fuori il piumone in barba al calendario che ci segnalava ancora in settembre. Domenica quindi ci siamo adoperati e dopo aver fatto aprire ad Ego tutte le scatole ordinet sull'armadio e tutte quelle dentro l'armadio - da notare quanto Ego da dopo il matrimonio sia sempre molto disponibile nelle operazioni casalinghe, strano ma vero - e dopo aver verificato in ogni posto dove poteva potenzialmente essere, la verità mi ha colpito come un epifania improvvisa: il piumone giace in lavanderia, quella da sette euro e novanta della Coop vicino a casa dei miei suoceri, da una cosa tipo inizio maggio. 
Insieme al flash di dov'è la ricevuta mi è venuto anche quello del cartello sulla porta della lavanderia: non si risponde dei capi non ritirati entro 90 giorni dalla consegna. Chissà. Se rivedrò il mio piumone o no. Sopratutto perché per altri giorni non riuscirò ad avvicinarmi al luogo dove viene trattenuto.
L'altra triste scoperta riguarda il mio giubbotto di eco pelle nero di Zara, a cui ho scoperto un inizio di spelacchiamento nel colletto esattamente come successo a quello beige buttato la scorsa stagione, con la differenza che quest'ultimo era una roba di simil cartone marchiato Pinkie e pagato tipo venticinque euro mentre quello di Zara avrebbe dovuto essere di altra fattura.
Le scuse per comprare qualcosa di nuovo giovedì pomeriggio lievitano.
 
Mi sento una schifezza, pelosa e grassa. sono ingrassata da dopo il matrimonio, non saprei di quanto ma azzarderei un tre kg tutti, i jeans continuano comunque a chiudersi eppure io mi sento una balena... ciclo, vieni a me, so che sei lì dietro l'angolo.. Non venire con me in Croazia e in Romania con un pantalone nero strettissimo e il mio capo che non sta zitto un attimo, ti prego...
 

lunedì 26 settembre 2016

Come accade ormai tutti i lunedì

sono distrutta. 
Nel senso che ho tosse cavernosa, raffreddore e indolenzimento sparso, ma anche nel senso che ho sonno e me ne sarei rimasta volentieri a letto.
Ieri sera ci siamo messi sotto le lenzuola alle due ma tanto anche quando andiamo a dormire presto io fatico ad addormentarmi la domenica perchè dormiamo troppo al mattino.
Questa sarà una settimana pesante nella quale io e Ego ci vedremo pochissimo per cui ieri sera ci siamo concessi una cena da American Graffiti - passata a rievocare entusiasmati colori e nomi dei cibi mangiati durante il nostro viaggio di nozze che poi purtroppo non hanno soddisfatto le aspettative perchè molto diversi nei sapori - e un film al cinema - Trafficanti, carinissimo.
In realtà stiamo uscendo spesso, questo è il periodo delle sagre di paese nella nostra zona e ogni weekend andiamo in giro a mangiare e bere, però siamo sempre con amici, mai da soli.
Per me sarà una settimana pesante anche in ufficio e proprio per scherno intendo passare ogni attimo libero a mandare curriculum nell'etere... oggi il viaggio della prossima settimana si sta ancora formando in tutti i suoi dettagli ma da domani dovrò preparare tutto il materiale per le varie riunioni.
Stasera Ego sarà a cena con l'amico napoletano di passaggio al nord senza l'amica M., ospite da un altro amico che è uno dei due testimoni di nozze di Ego, e io e la M. abbiamo premuto perchè si mangiassero una pizza tra uomini che ci sembra cosa buona e giusta.
Io farò un veloce passaggio in macelleria e al pet -shop dopodichè mi dedicherò tutta la sera al completamento della parte di diario - e quindi da scrivere a mano, in silenzio e con calma - del nostro weeding book, che è ormai diventato un faldone spesso quasi dieci cm. Sarà poi solo da portare a foderare,  avevo provato con i fogli pretagliati che si comprano in cartoleria ma è fuori misura per cui la cartolaia mi ha detto che se glielo lascio un giorno ci pensano loro.
Domani invece farò un aperitivo veloce con la B. a cui devo restituire una chiavetta usb in cui le ho messo foto varie dei nostri matrimoni e una marea di foto e video che ho ritrovato facendo il lavoro di archiviazione delle scorse settimane, primi tra tutti i video della nostra vacanza post-maturità ad Ibizia che non le ho mai dato e mi rinfaccia da dieci anni.. sarà una bella sorpresa. Per le otto sarò a casa, Ego arriverà non prima delle unidici dall'allenamento e svolte due o tre mansioni casalinghe potrò scegliere di iniziare a studiarmi il manuale di fotografia che sto stampando a pezzetti goni volta che i capi non ci sono o di continuare a scrivere.
L'importante novità del weekend è che ho iniziato a scrivere. Iniziato a scrivere il libro mi pare troppo come affermazione, non oserei pronunciarla con la voce, ...diciamo che ho iniziato a scrivere della roba in un file word, per il libro. Al momento più che scrivere dovrei fare delle ricerche di alcuni testi, trovarli nella libreria del kobo e mettermi a leggerli, ma battere sulla tastiera è molto più esaltante e mi conosco abbastanza da sapere che mi fermerò solo quando avrò esaurito le idee e sarò obbligata a sbattere il muso contro la realtà di dati che mancano. Ma non mi preoccupo, non mi corre dietro nessuno e ho sempre saputo che iniziare non era che, appunto, l'inizio. Aver aperto un nuovo file word e aver trasformato diverse note dell'i phone in qualche pagina scirtta è già un grandissimo passo che andava fatto da tempo.
Sono felice di questo e anche del piano di battaglia che ho verso la fotografia. 
Sono felice solo di questo, si potrebbe dire, dipende da che lato la si guarda.
Mercoledì avrò a cena il cognato vecchio e sono molto tranquilla a riguardo... preparerò il ragù per gli agnolotti domani sera e martedì dopo l'ufficio avrò il tempo di fare la parmigiana di papate e una carne di cottura veloce che devo ancora scegliere. La Gcasa sempre più o meno apposto e sempre più o meno pulita sta iniziando a dare i suoi frutti, sulla mia psiche ma anche nella pratica.
Giovedì pomeriggio sarò in permesso, passerò a prendere la S. a mezzogiorno e andremo a Torino. Pranzetto dei nostri , alle 14.30 il parrucchiere per entrambe e poi fino alle 19,00-19,30 ce ne andremo a zonzo per negozi premaman e non, a fare un po' di shopping. Le proporrò di continuare con un cinema, magari anche cenando a casa e uscendo di nuovo dopo, perchè il giorno dopo lei riparitrà e la rivedrò solo sotto natale con un grande pancione ma mi rendo conto che la giornata sarà già molto stancante così per cui sono pronta a ricevere un no e farmi una altra serata di studio/scrittura con Ego ad allenamento.
Inizierò a pensare a che cavolo mettermi nei tre giorni di workout della prossima settimana solo dopo giovedì perchè spero di comprarmi qualcosina in giro anche se non voglio spendere granchè sopratutto per cose prettamente da ufficio... Venerdì o sabato li passerò a fare un po' il punto dei vestiti di mezza stagione/invernali che ho perchè tanto ormai qui fa un freddo cane mattina e sera, poi di conseguenza farò la valigia... è anche il caso che metta mani nei tre cassetti più cestina sul comò delle gioie - come le chiama mia nonna ma che nel mio caso sono quasi tutte di plasticona - sopratutto riguardo agli orecchini... potrei azzardare a mettere il primo paio di pendenti da quando ho fatto i buchi? o il primo paio di bigiotteria? Sulla seconda ipotesi ho molte più remore e sono arrivata a pensare di buttare in blocco tutti gli orecchini che possiedo che non siano almeno d'argento... poi però vedo le farfalle al luncinetto comprate a Santa Margherita Ligure da quell'amabile signora con la bancharella al porto, le ciliegie rosse prese dall'etnico vicino alla coop a poco più di vent'anni, chinchaglierie varie regalatomi dalle amiche di rotorno da viaggi importanti... e inizio a chiedermi se privarmene non essendo allergica ma solo paranoica non sia stupido.
Vi lascio con un referendum: il nuovo Harry Potter sì, il nuovo Harry Potter no? Devo scaricarmi un libro per i sei voli che prenderò la prossima settimana + prevedibilissima insonnia in hotel, escludo le letture che dovrei citate sopra perchè sarà già abbastanza pesante quello che avrò intorno a me e voglio qualcosa che mi rapisca, e lui è uscito... il punto è, sarà il solito brodo allungato di chi non sa accettare la fine e rimettersi in gioco con una nuova storia? tutti quei soldini ne varranno la pena? Le recensione sono così disparate e contrastanti che fare una media è impossibile, qui bisogna andare a sentimento. 

giovedì 22 settembre 2016

Da quando

ho prenotato la visita dall'otorino per il 10 di ottobre, mi sento una malata cronica che attende le cure. 
Mi soffio il naso ogni mattina per almeno le prime due ore da anni ormai, certi giorni di più e certi di meno, eppure mi mortifico per lo strombettare del mio naso in ufficio, tossisco anche un po' e impreco, come se fosse una cosa nuova. Guardo il calendario e conto i giorni smaniando per una cura risolutiva che spero la dottoressa mi darà, quando fino alla scorsa settimana erano almeno quattro anni che dicevo "devo chiamare l'otorino". 
E' incredibile quello che fa la nostra mente.
Al momento sto disperatamente cercando di scaricare Dropbox con la stupida speranza che essere iscritta trasformi per magia un documento fatto di merda e impossibile da stampare se non perdendoci una giornata ad una pagina per volta, in un bel pdf pronto alla stampa in un solo click.
Voglio farmi un ripassone delle basi di fotografia e approfondire cose che nel corso base sono state trattate velocemente, prima che inizi il corso avanzato, tra circa un mese, e vorrei farlo con il manuale che mi ha mandato mio cognato di circa 240 pagine con molte illustrazioni e davvero ben spiegato. Il problema è che questo è in realtà un e-book e non un normale documento in pdf, e lo so che me lo potrei mettere sul kobo - potrei? si puo fare? fino ad ora ho sempre comprato i libri, regolato la luce e al massimo connesso nuovi wi-fi - ma io voglio la carta... un malloppo pesante da mettermi sulle gambe, pagine da sporcare, evidenziare, sottolineare, aggiungere note a margine con la matita... si può fare anche con l'e-reader, ma non è la stessa cosa.
Alla fine temo che mi comprerò un libro vero su amazon e rinuncierò all'impresa, dopo un pomeriggio e una mattinata sprecate a smanettare senza risultato.
Vorrei fare troppe cose, ed è un po' il problema del momento.
Fin ora sono stata affaccendata con i postumi del matrimonio e di una casa lasciata allo sbando per mesi, ma ho anche sistemato tutte le foto che possediamo in un archivio scrupoloso copiato su pc e hardisk e che voglio mettermi su dropbox ora che ne conosco l'efficiente esistenza e acquisito una routine casalinga che mi permette di avere una Gcasa sempre piuttosto decente e di non ammazzarmi di pulizie nei weekend , tutto questo mi ha tenuto anche lontana da qui. 
Stasera finirò il libro che sto leggendo e sono determinata a non iniziarne altri almeno per una decina di giorni, nel weekend pulirò a fondo il bagno e velocemente il resto, e dalla prossima settimana dovrei aver toccato il punto zero e iniziare davvero a fare qualcosa. Questa è l'idea, la realtà è che il punto zero davvero non lo si raggiunge mai perchè la quotidianità è una ruota che gira ma spesso non va da nessuna parte... non faccio in tempo a pagare le bollette e archiviarle che ne arrivano già delle altre, per fare l'esempio più banale. 
Ed è così per tutti, ma non tutti sono maniaci del controllo e dell'ordine come la sottoscritta.
Vorrei dedicarmi per bene alla fotografia, studiando ma anche esercitandomi e dedicando del tempo al consulto di siti a tema, pagine fb dedicate, siti e pagine instagram di fotografi che mi piacciono... coltivare la passione e non eseguire compitini velocemente come ho fatto fin ora. 
Vorrei dedicarmi alla scrittura sul serio, iniziare finalmente a buttare giù qualcosa che possa avere un futuro, ma anche leggere di più, approfondire certi argomenti di cui poi vorrei scrivere, e poi ho scoperto Wattpad e tante altre cose che mi emozionano solo a pensarci.
Ci proverò ma ottobre sarà un mese difficile... mi sono ormai dovuta rassegnare a fare il mio lavoro ancora per un po', quindi la prima settimana sarò tre giorni in Croazia e due in Romania con il mio capo, l'ultima ci saranno qui in visita i nostri fornitori più importanti, le due settimane di mezzo, che a quattro giorni a settimana/sei ore al giorno passano in uno schiocco di dita, saranno impegnate nel post viaggio da clienti e nella preparazione all'accoglienza dei fornitori. Intanto inizierà il corso di fotografia, ci sarà il compleanno di Ego da organizzare e il cambio stagione armadi da farsi...
Non sarà un bel mese, sarò quasi sempre di pessimo umore e non so quanto tempo riuscirò a ritagliarmi per queste cose, ma ci proverò. 
Magari per consolazione riuscirò a prenotarmi un weekendino lungo per il ponte dei santi... chissà!

martedì 6 settembre 2016

E' incredibile

come si possa vedere una persona più e più volte e non guardarla.
Non è la prima volta che mi capita. Forse sono una persona che guarda attraverso, forse mi sono persa un sacco di roba.
Così indifferente da non ricordarmi il nome, così poco importante da salutare distrattamente, neanche quel saluto che se posso io lo evito. Il saluto attento di quando ti importa.
L'ho guardato e di colpo l'ho visto, ho visto che ha occhi piccoli, fessure che brillano.
Spalle grandi e rassicuranti, voce che anche quando non canta pare farlo.
Un sorriso bello, che quando non è sincero si vede subito.
Avevo fatto uguale, lo faccio sempre. 
Mi accorgo e mi vergogno al pensiero che loro mi vedevano già prima. E chissà che ho fatto, chissà che ho detto mentre non guardavo. 
 

giovedì 1 settembre 2016

L'insegnante

del corso di fotografia mi ha appena scritto in una mail che tra pochi giorni uscirà il calendario dei nuovi corsi e io sento uno sfarfallio allo stomaco che manco quando siamo andati in gita all'aereoporto di Caselle con la scuola materna.
Il viaggio negli Usa è stato propedeutico ad un sacco di cose, una di queste è sicuramente l'acquisizione della consapevolezza di quanto la fotografia sia roba mia. Metto la reflex al collo, getto l'occhio nell'obbiettivo, e tutto quello che ne rimane fuori perde importanza e realtà, non fa più male.
Non credo proprio che potrà mai derivarne un lavoro ma non mi importa, la passione basta, ed è questo pensiero che mi fa capire che sono sulla strada giusta... così come quando ballavo sapevo che non sarei mai diventata una Carla Fracci ma non mi importava affatto, la danza di per sé bastava come nutrimento per corpo e anima fine a se stesso.
E averlo scoperto proprio quest'anno - vi ricorderete che non volevo iscrivermi perché non mi sembrava l'anno giusto, mi ha praticamente obbligato Ego - mi sembra quasi un dono... come se la passione avesse cercato me, deciso di venirmi a dare un asso nella manica in un momento in cui avevo davvero bisogno di un salvagente.

Pensieri profondi che mal si adattano alla mia faccia di oggi.. quarto giorno lavorativo e prima sveglia ritardata, ho bollato puntuale per il rotto della cuffia ma non mi sono pettinata - questo carré lungo con onde e frangia sbarazzina lo permette abbastanza - e mi sono truccata al vetro specchiato della macchinetta del caffè mentre la stessa me ne partoriva uno, sotto l'occhio divertivo del povero collega maschio che mi ha anche detto che non c'è molta differenza se mi trucco... senza pensare, da buon penedotato, che potrebbe anche non essere esattamente un complimento.
Sono andata a dormire alla stessa ora delle altre sere ma devo aver dormito male a causa della incazzatura che mi sono portata a letto.
Gnoccata della nonnadeficiente a casa di miacuginadeficiente, che adesso che la nonna non ce la fa più significa che la nonna da gli ordine e chi c'è li esegue. 
Come spesso accade quando non frequento il parentamedeficiente per un po', è come se mi dimenticassi chi sono e cosa fanno - razionalmente lo ricordo ma prevale un senso viscerale, una consuetudine inculcatami da bambina che mi spinge a pensar bene e quasi avere piacere di vederli e fare qualcosa con questa gentaccia. Questo per giustificare che ero dispiaciuta di non poter partecipare alla produzione degli gnocchi e riuscire ad arrivare solo per mangiarli... dispiacere svanito in un pochi minuti appena entrata in casa. 
Agitazione palpabile che persino le Barbie di mia nipote LaPiccola stipate tutte nude con solo le scarpe sul letto rigido della loro casa rosa, parevano avere occhi fuori dalle orbite più del solito, come se anche loro fossero esauste dopo un pomeriggio passato tra le urla di bambini, sudando a fare gnocchi sula terrazza con mia nonna che gli ulrava cose nelle orecchie e mia madre che le ulrava di non urlare.
Miacuginadeficiente sembrava avere la febbre, occhio vitreo, pallidissima, non rispondeva alle domande come in uno stato di trance.. preparazione della cena descritta in modo esaustivo dai dodici anni di mia nipote LaGrande "un inferno". Dopo i canonici dieci minuti di caos folle - ma cosa fai, quella pentola è troppo piccola! ma questa pentola è gigante, l'acqua non bollirà mai! si attaccano così, siete delle incapaci. mamma, ma a che ora inizia Dora? sono troppo dolci, qualcuno sali il ragù. mettete i bambini a tavola. Madrina ma secondo te è più bello Rovazzi o Fedez? mezzo kg di arrosto è troppo, sprecate la roba. tu stai zitta che non sai nemmeno come si fa un arrosto, vatti a sedere! Mettete Dora a quella bambina prima che la uccida - si è mangiato e chiaccherato dei soliti argomenti, sopratutto degli assenti. 
Dopo il dolce e il caffè miamadredeficiente, miaziafacciadimerda e mianonnadeficiente hanno dato inizio a un teatrino in salotto, noi altri fuori in terrazza, io seduta a terra con La Piccola impegnate nel fare trecce a Elsa di Frozen e compagnia bella.
Tre pincher spelacchiati che si urlavano addosso con la ferocia di pitbull esagerando al punto di sembrare caricature di loro stesse... urla, morsi, denti scoperti, ringhia feroci. Le guardavo e vedevo tre pincher vecchietti con vuoti di pelo qua e là, che con la bocca aperta diventavano giganti pitbull colanti di bava e appena chiusa tornavano ed essere dei piccoli cagnolini con zampe così corte e deboli che parevano potersi spezzare. La pantomima è andata avanti un ora d'orologio, inutili i tentavi di chi entrava a prendere un bicchiere d'acqua o pisciare di dirgli che non era la sede e che c'erano dei bambini che ascoltavano. La fine sembrava essere arrivata quando miaziafacciadimerda se n'è andata portandosi via sua madre ma, dopo dieci minuti è suonato il campanello. Subito ho pensato che non fosse possibile, questa gente ha sessant'anni dai, avrà dimenticato qualcosa... poi ho lanciato la bambina che mi si era addormentata addosso e sono andata a vedere e, ahimè, davvero c'era il pincher vecchio che abbiava di nuovo senza essere entrato nemmeno in casa, sull'uscio, in mezzo al pianerottolo di un palazzo da venti condomini, e il pincher piccolo, mia madre, che rispondeva mugulando e zampettando da dentro. Sono intervenuta in difesa di mia madre ma sopratutto in ripresa della scena vergognosa in atto e il risultato è stato quello sperato, il pincher vecchio ha salutato con un vaffanculo caloroso e se n'è andata ma soltanto perché il fatto che io parli è qualcosa di così raro da portare sgomento e di norma silenzio nel parentado - ne è immune però la mia genitrice, che una volta chiusa la porta ha riaperto le danze con noi. 
Il problema è qualcosa che ha a che fare con l'assistenza a mia nonna, egoista bugiarda e viziata che vorrebbe che i figli non avessero una vita loro e corressero al suo capezzale ogni volta che schiocca le dita, ma non mi importa una mazza della lite in sé, di chi ha ragione e chi ha torto. Mia madre mi ha fatto pena per il solo fatto che sua sorella possiede una dialettica che le permette di rivoltarla come un calzino anche se ha torto mentre mia madre no e, anzi, quando è agitata per lo più balbetta. Non riuscivo però a darle ragione per più di tre minuti consecutivi così li alternavo con altrettanti nei quali le ricordavo che anche lei è una bugiarda e io lo so bene, che fa la vittima da tempi immemori, che ha un età cognitiva pare ai compagni di classe di mia nipote. Per la prima volta è intervenuto anche Ego nella conversazione, un evento unico.
Appena mi sono resa conto del male che mi stavo facendo sono fuggita, ho salutato tutti e me ne sono andata a casa mia non mancando di sottolineare che ogni volta che li vedo mi ricordo perché non li vedo con conseguente teatrale mal recitato dispiacimento dei proprietari di casa, abituati e quasi divertiti da queste scenette.
Oggi, senza la cena sullo stomaco, la rabbia gonfia e una bambina di cinque anni che mi ripete in loop nell'orecchio destro lascia stare i grandi, vieni a giocare con me ho un vuoto dentro che non sentivo da parecchio. E decido che mai e poi mai mi farò ancora fregare da me stessa prendendo parte a questi loro assurdi momenti di aggregazione. Perché la cosa che più mi lascia vuota è proprio questa, è il fatto che i pincher poi soffrano come cani, appunto. Organizzano queste stronzate per stare tutti insieme, per far felice la nonna poi tutti insieme si scannano, la nonna se la mangiano, si dicono cose orribili, vomitano le cene preparate con cura mai arrivate a digestione, non dormono tutta la notte, soffrono per giorni, meditano vendette infami. poi per magia dimenticano, si uniscono per festeggiare un nuovo nemico e ricominciano tutto da capo, in un loop infinito di dolore e fasulle gioie brevissime. E a me questa cosa corrode, inacidizza l'animo, e anche il colon si direbbe. 
Per cui basta. Natale al massimo, con la pasqua avevo già chiuso. chissenefrega della mia nuova cugina, di questa nuova bambina di tre mesi col quale non instaurerò un rapporto, che mi vedrà come una cugina grande e lontana sfuggente e un po' stronza. 
E se avrò dei figli sopratutto, non permetterò mai che anche loro conoscano il vuoto, che si riescano ad immaginare così bene il dolore di ognuna di queste donne da sole nel suo letto quando i cani hanno smesso di abbaiare e arrivano a morderti per davvero, a mangiarti da dentro. 

mercoledì 8 giugno 2016

Ci siamo.

secondo e terzo, pompatissimo, ricchissimo, gonfiatissimo, save the date... andati.
Provo ancora un brivido di adrenalina al pensiero, anche se domani sarà già trascorsa una settimana - oggi la settimana scorsa boccheggiavo, bisogna ricordarsele le cose per far si che non si ripetano.
Mi sarebbe tanto piaciuto poter scrivere che è andato tutto perfettamente, ma è una di quelle cose che non succede a me. accontentiamoci di un è andato come è andato l'importante è che sia finito, che non era mica il mio di matrimonio - cazzarola.
Partendo dall'addio al nubilato... che è sicuramente la cosa andata meno bene. all'aperitivo c'era un afa che ero incredula e continuavo a guardare il cielo chiedendo se qualcuno mi stesse prendendo per il culo... avevo messo il vestitino giallo alla fine, convintissima che mi sarebbe arrivato il ciclo in serata - e invece era solo l'ansia - e menomale perchè con i jeans non sarei sopravvissuta. sono riuscita a non bere fino a mezz'ora prima che arrivassero tutte ma alla fine ho ceduto con uno spritz che a stomaco vuoto mi ha dato esattamente quel senso di rincoglionimento che non volevo e alle presentazioni con le invitate ero rigida come uno stoccafisso. appena ordinata la cena sono andata in bagno a farmi un mantra di rigenerazione con l'amica V. che mi pettinava i capelli incollati al collo dal sudore. da lì è andata decisamente meglio, la B. era felice, rideva, stava con tutte le invitate e fare le foto è stato facile ma come da previsioni sono arrivata alla fine della passeggiata post cena distrutta... Avevo già i piedi in fiamme, collo e spalle fuoriuso da fotocamera e borsa, e le borsone con la roba che ovviamente nessuno si è offerto di tenere, che mi avevano tagliato i polsi. Ho preso la decisione più saggia e ho rimesso i sandalini bassi prima di andare in discoteca e ringrazio tuttiisanti di averlo fatto. In discoteca tutto è andato esattamente come nei miei peggiori incubi... il pr con cui avevo preso contatti non c'era, mi ha dirottato ad un altro che ha esordito davanti a tutte sparando prezzi molto più bassi di quelli faticosamente concordati con le ragazze per avere il numero minimo sindacale di bottiglie. Il tavolo faceva schifo e ce lo hanno cambiato ma dopo poco è arrivato un energumero che voleva cacciarci, chiamavo il tipo ripetutamente e non rispondeva... dopo due ore sono iniziati anche i problemi con i pass di uscita che mi aveva dato, alcune ragazze riuscivano ad uscire ed altre no.. ho pagato io quello che serviva e alla fine questa serata mi deve essere costata almeno duecento euro ma ho volutamente deciso di non mettermi a fare i conti per non incazzarmi.
Per finire in bellezza, la B., ciucca come un cavallo, mi fa una scenata alle quattro perchè vuole andare a casa... dicendomi che ha la tosse e che se al suo matrimonio ha quaranta di febbre è colpa mia. me la levano dalle mani prima che possa prenderla e catapultarla direttamente nel Po' ma intanto la cosa mi ha annientato... dopo poco ha riprende a fare la cretina in giro, si diverte e si dimentica, e quando alle sette la scarico a casa mi abbraccia e mi ringrazia... Sicuramente rimarrà una di quelle cose che lei fingerà di non ricordare causa alcool e io terrò in canna ed essendo una signora non tirerò mai fuori ma ricorderò.
Mercoledì, il pre serenata è stato come da previsioni da incubo... la pettinatrice ci ha messo ancor più del solito a farmi i capelli volendo essere certa che mi stessero per il giorno dopo e quindi ho fatto le corse dei pazzi per essere pronta alle diciannove e trenta, peccato che Ego non fosse pronto... Siamo arrivati alle otto, trafelati, e io ero talmente in ansia di non riuscire a montare il cavalletto e impostare il video prima che arrivasse lei e partisse la serenata che non ho salutato nessuno, e la maggior parte della gente non la conoscevo per cui ho fatto la figura della pazza e della maleducata... Ho cercato di rimediare presentandomi un po' in giro più tardi quando mi sono rilassata, sopratutto con i testimoni dello sposo, ma intanto le facce di certe mogli non lasciavano molto all'immaginazione... A mezzanotte io e Ego attaccavamo i cartelloni nella via degli sposi e all'una ero sotto la doccia che riepilogavo mentalmente di aver preparato tutto il necessario per il giorno seguente quando la sveglia è suonata alle sette e mezza. All'apericena ho fatto l'errore di mangiare tutto quello che mi garbava in una botta di fame chimica post stress e ho così reso inutili tutti gli sforzi di dieta delle ultime settimane, il giorno dopo avevo un bel pancino gonfio dentro al tubino che temevo qualcuno mi avrebbe chiesto di quanti mesi ero... I capelli non hanno tenuto... facevano abbastanza schifo sopratutto perchè con tutta la lacca che mi avevano messo sembravo mora. Indossate le scarpe mi è preso un colpo, i piedi scivolavano... se non mi fosse venuta ad un certo punto l'idea di strappare via la soletta interna che evidentemente era di un materiale che mi faceva sudare, non so sinceramente come avrei passato la giornata senza sembrare una papera. Come nei miei peggiori incubi alle noveeventicinque Ego si rilavava i capelli perchè non gli piaceva come erano venuti... sono arrivata alle nove e quarantacinque a casa della sposa che grazie al cielo non se n'è neanche accorta perchè c'era chi aveva fatto peggio di me, ovvero l'altra testimone... che, signori, mi ha lasciato sfangare di brutto, alla fine, crollando miseramente e oserei dire finalmente. La ragazza sostiene di aver avuto la febbre a trentanove tutta la notte, a causa di una mastite improvvisa al seno sinistro. a giudicare dal colorito ben roseo e dalla sua figaggine per niente scalfita, più di una persona ha avuto forti dubbi a riguardo... questo le ha inizialmente giustificato il ritardo e poi la giacca con sopra la stola che ha tenuto durante tutta la cerimonia. poi anche la sparizione per più di un ora appena usciti dalla chiesa e le altre ripetute durante gli antipasti. al primo dei primi è riapparso il marito con il lord al seguito dicendo che la Princess si era addormentata in macchina dopo aver allattato il pupo e che sarebbe andato a svegliarla di lì a poco, che la febbre le era di nuovo salita parecchio. Al secondo primo è sparito anche lui e tra i primi e i secondi la Princess mi ha mandato un whastapp per avvertirmi del fatto che se ne erano andati perchè lei stava troppo male e poi comunque dovevano ancora fare le valige per la notturna partenza per FoVmenteVa - che vi pregherei di pronunciare con la R del marito dentista - e di salutarle tanto la B. che non aveva potuto venire a salutare perchè in quel momento diluviava. 
Ripeto, nel caso non fosse chiarissimo, ...che questa se n'è andata dal matrimonio durante i primi senza nemmeno salutare. che la testimone d'onore, quella figa che menomale che c'è lei e che ha regalato diadema, bracciale di diamanti, intimo di chanel, super abbronzante di dior e album ricordi per la sposa - che che minchia è poi l'album ricordi della sposa bene non lo so - e che la chiama mio mur tivigoliotantobene se n'è andata dal matrimonio durante il primo dei primi, signori. insomma.. salutate la capolista.
In loro favore si puo spezzare soltanto una lancia che comunque non li giustifica.. la B. si è dimenticata di segnalare che sono vegetariani per cui loro non potevano mangiare praticamente nulla se non due gamberetti e le patate del contorno.. è una cosa gravissima ma io comunque, essendo pure la testimone, sarei rimasta lì a costo di mangiare pagnotte di pane e grissimi per non svenire.
La faccia della B. quando le ho fatto leggere il messaggio non me la dimenticherò mai.. e non vedo l'ora che rientri dal viaggio di nozze per vedere se mi dirà qualcosa a riguardo o ne avrà ben donde.
Il tempo lì ha graziati, le previsioni erano davvero pessime e invece al mattino durante i rinfreschi c'è stato un sole che spaccava le pietre e si è annuvolato soltanto mentre eravamo in chiesa - la cerimonia è durata un ora e quarantacinque, volevo spararmi... alla fine in chiesa non c'era più nessuno - e ha piovvoginato soltanto quando eravamo ormai dentro al castello. Gli ha guastato soltanto il taglio della torta che era programmato a bordo piscina, piscina peraltro vuota.. ci sarebbero tantissime cose da dire riguardo al posto scelto e sopratutto al catering ma credo che la piscina vuota con lattina di cocacola al fondo tra i detriri renda abbastanza l'idea - o forse ancor meglio savoidardi e amaretti tolti dalle confezioni e messi in piatti d'alluminio davanti ai commensali in quello che loro definivivano nel menù buffet dei dolci?!
Gli sposi erano felici e credo che non si siano accorti proprio di niente.
Non si saranno accorti di quanto fosse scabroso il mago ingaggiato per intrattenere gli ospiti che più che intrattenerli li importunava, di quanto freddo facesse nel castello e che la gente andava fuori per scaldarsi, di quanto noi amici fossimo stanchi e sfatti e volessimo solo andarcene a casa alle ventuno quando loro continuavano a metterci in mano delle birre.
La B. era felice come non l'avevo mai vsta. da quando le abbiamo chiuso il vestito ha iniziato a correre di qua e di là come una bambina salutando tutti incurante dello strascico. quel velo di merda ha raccolto ogni granello di polvere che passava e arrivati in chiesa era già nero...uscita dalla chiesa mi ha detto guardami la scarpa destra dove la giarrettiera si era accomodata sulla caviglia... io l'ho presa e me la sono nascosta in borsa - robe che a me farebbero venire i capelli dritti mentre lei era talmente felice che non glie ne fregava una mazza di quello che accadeva.
Ora gli sposini sono alle Bahamas con buona pace di molta gente e a pensarli lì che se la spassano provo una sensazione di beatissima libertà, salvo ricordarmi un secondo dopo che ora a noi mancano quaranta giorni....!  

I tre giorni di ponte alla fine non sono stati esattamente di relax, tra rigenerare una casa che giaceva abbandonata a se stessa da settimane, occuparmi di bollette e assicurazioni e l'inaspettata nascita di mia cugina - ebbene si, proprio una cugina vera, di primo grado! - di cui racconterò nel prossimo post, ma sopratutto tediati dal mio preciclo e da una sensazione di inadeguatezza che questi giorni matrimoniali mi hanno lasciato addosso... ho ripreso in mano le redini soltanto da lunedì anche se questa settimana tra il ciclo e la stanchezza accumulata sta procedendo abbastanza fiacca... penso che quando vedremo il 15 sul calendario e ci renderemo conto che manca un mese... si salvi chi può!

mercoledì 1 giugno 2016

Sono stanca stanca stanca.

indipendentemente dalle ore di sonno che riesco a farmi, sto dormendo davvero male. sono agitata, stufa e stanca e non vedo l'ora che sia lunedì prossimo o almeno venerdì e che questo masso di matrimonio sia passato. In realtà venerdì, sabato e domenica, dovrebbero essere belle giornate rilassanti a confronto di tutte quelle dell'ultimo mese - non ho avuto il tempo di organizzare un bel niente quindi decideremo il da farsi sul momento - ma non avrei neanche voglia di staccare la spina, soltanto di andare avanti per la mia strada e senza questi impicci che mi hanno già succhiato via troppa energia.
Ieri è stata tosta, ero tornata alle due dalla bevuta con le compagne di corso lunedì sera, in pausa pranzo sono passata a ritirare in lavanderia la camicia di Ego che indosserà al matrimonio della B., in farmacia a comprarmi un doposole e al supermercato a fare un po' di spesa, arrivata a casa ho mangiato alla velocità della luce e lavato i denti per poi poter rimanere al telefono fino all'ultimo minuto con la Super F. con gli auricolari rassettando casa. alle diciasssette sono passata al pet shop per comprare le pappe ai pelosi e mi sono presa l'acquazzone in testa per trovarlo chiuso con le luci accese.. sono andata a casa mettermi una gonna e recuperare superabbronzante, salviette struccanti e cerchietto per capelli, sono ripassata al negozio che era finalmente aperto e poi a fare la lampada. A casa doccia, finito di rassettare tutto quello che non eo riuscita a fare a pranzo, preparato cena velocemente che Ego doveva cenare presto per andare a giocare a calcetto alle nove, stirato il mio vestito per il matrimonio, i suoi pantaloni per il matrimonio e altre due cose che erano asciutte dato che questa settimana non stirerò oltre. alle unidici scrivevo i cartelloni da attaccare nella via di casa della B. stasera, ennesimo check degli outfit miei e di Ego sia per il matrimonio che per stasera - ma per stasera deciderò all'ultimo in base al tempo perchè vorrei mettere il vestitino usato per sposarmi ma danno tempesta e fulmini e in caso mi metterò un jeans con un tacco che avrei voluto evitare dovendo io muovermi molto per fare le foto tutta la sera. Alle unidici e trenta ero a letto, avevo steso una lavatrice, ne avevo attaccata un altra e impostato la partenza ritardata alla lavastoviglie. 
Dovrei aver fatto tutto per il matrimonio, oggi non avrò molto tempo. uscita di qui andrò a prelevare e a comprarmi il tabacco, a fare l'ultima lampada, a casa a docciarmi e mangiare e alle tre debbo essere dalla parrucchiera che in media ci mette due ore a farmi la piega... alle sette e mezza dobbiamo essere alla location della seranata e dovrò ridocciarmi, decidere cosa mettermi e risistemarmi il trucco. potrei scommettere che stanotte verso l'una sarò lì che mi controllo i peli delle gambe e allineo pochette, stola, scarpe nello sgabuzzino, che non chiuderò occhio e che domattina sarà una corsa contro il tempo.
A coronare il tutto, ieri sera Ego mi annuncia che le previsioni sono cambiate e per domani sono previste abbondanti piogge, fulmini e tuoni. Ho pianto io come una bambina mentre stiravo perchè mi dispiace per lei, non oso immaginare come si senta lei... stamattina le ho soltanto chiesto se ha un grosso ombrello in caso dovesse servire e mi ha risposto di sì. anche per me non sarò una passeggiata se pioverà, morirò di freddo - e quando ho freddo con la pelle d'oca mi si vedono pure tutte le vene nelle gambe, tutte queste lampade si riveleranno inutili - dovrò correrle dietro cercando di farle sporcare il meno possibile quei due metri e venti di velo che ha e mi bagnerò come un pulcino. 
Anche i cartelloni che le ho preparato, se stanotte pioverà a secchiate così, domattina saranno delle schifezze sciolte... 
Ma ci si può far poco, quindi... gambe in spalla, vado a sposare la B. e torno.
 

martedì 31 maggio 2016

E' come se

la vita continuasse a farsi beffa di me.
Potremmo pensare che voglia mettermi alla prova oppure più semplicemente che mi prenda per il culo.
Forse è la mia punizione per tutte le volte che mi sono sentita arrivata, le volte in cui ho azzardato uno sguardo di compassione verso le amiche single per le quali il matrimonio è un utopia, quelle in cui mi sono addirittura permessa di pensare che forse dopo un padre morto, una madre matta e una famiglia stronza, almeno almeno meritavo un matrimonio felice, una mia di famiglia che non fosse matta o stronza o morta.
Non bastava evidentemente la crisi di Ego di novembre e la rottura di tutti gli equilibri, l'arrivo di uomo che sembrava fatto su misura per me ad offrirmi una via di fuga. ora che sono serena e convinta delle mie decisioni, ma sopratutto legalmente e - pare - felicemente sposata, ad un mese e mezza dal matrimonio "di vetrina" mi si palesa una situazione che ho sognato e desiderato per circa quindici anni.
I pochi di voi che mi seguono dal primissimo blog potrebbero ricordarsi di quello che chiamavo l'ex-storico - che passati dieci anni, storico non lo è per niente - con cui non ci siamo mai più rivolti la parola da quando ci siamo lasciati a sedici anni io e diciassette lui.
Quello che è rimasto lì, che quando in tutti questi anni l'ho incrociato al supermercato, alla festa del paese, nel parcheggio delle poste, mi ha fatto quell'effetto lì. per rendere l'idea, l'ultima volta era natale dell'anno scorso... dovevo andare a pagare il bollo in autoscuola, sono scesa dalla macchina, l'ho visto davanti alla porta dell'agenzia e me ne sono tornata in macchina a testa bassa come una ladra... gambe che tremavano e farfalle nello stomaco.
L'unico essere maschile con cui ho avuto un qualcosa che ha sempre avuto il peso di quelli con cui non ho avuto qualcosa.. non so se mi spiego. gli altri sono c''è stato quello che c'è stato e poi è finito, lui è non mi ha voluto abbastanza e non ci è stato quello che ci poteva essere.
L'unico che ho sempre pensato potesse avere una chance contro il mio Ego.
Mi si palesa suo fratello, che ai tempi aveva una decina d'anni e adesso è un venticinquenne figo da paura. mi chiede perchè mangio crecker alle quattro e mezza di sabato notte in una discoteca, gli rispondo perchè asciuga e lui rilancia dicendomi che sotto c'è suo fratello e potrei andare a salutarlo. gli rispondo che con il fratello non ci si è mai salutati e lui se ne va. dopo una quindicina di minuti mentre ci mettiamo in coda per uscire me li vedo arrivare insieme, e l'ex-storico con cui il saluto non c'è mai stato mi bacia e mi abbraccia come se fossi sua sorella. Iniziamo un discorso che finirà alle 8.30 del mattino daavanti a un caffè in autogrill. un discorso di quelli tutto un ma ti ricordi? ma ce l'hai ancora la mia maglietta? come si chiamava quello lì?! aspetta, aspetta, non dirmelo che indovino.
mi annusa tipo segugio e dichiara che la mia pelle ha lo stesso profumo di quindici anni fa. mi si infila in macchina.
Io muoio di sonno e gioco con i capelli per non svenire, lui parla e parla e parla. mi racconta della lontananza con lei e della sua sofferenza. 
Sostiene che: in tutti questi anni non ha mai smesso di pensarmi e avrebbe sempre voluto cercare un contatto. di aver avuto un sacco di problemi con lei  a causa mia nei primi anni, così come io ne avevo con il Topo. si mangia le mani per non aver saputo quando mi sono lasciata col Topo prima che mi mettessi con Ego. di ricordarsi ogni volta che in questi anni ci siamo guardati dritto in faccia senza salutarci - data, luogo e com'ero vestita. - e, gran finale, che se ci siamo incontrati proprio adesso un motivo c'è e che se io voglio lui è pronto a lasciare baracche e burattini e frequantarci. 
così. 
senza mezzi termini. 
senza patemi d'animo verso la tipa con cui sta da un anno dopo essersi lasciato con me, col quale però pare sia in rotta dato che lei vive da due anni a londra senza intenzione di tornare e lui non ha alcuna intenzione di trasferirsi. 

Va considerato che, cose come queste dette da lui, io me le sono sognate la notte ad un ritmo di una volta a settimana fino ai venticinqueanni circa... fino a Ego.
Perchè tra me e lui è stata una storiella ma mica neanche tanto. Ora la vedo con gli occhi di un adulto ma capisco che come prima esperienza di entrambi non sia stato qualcosa che si dimentica e forse, prendendo per vero almeno la meà delle cose che mi ha detto, sono stata stupida in tutti questi anni a pensare che sia stato così solo per me.
Tra tutti i tira e molla siamo stati insieme quasi tre anni. prime esperienze sessuali, prime uscite pubbliche accompagnati, primi coinvolgimenti dei genitori. per me primi dolori, primi malatissimi modi di misurare l'amore verso me stessa attraverso gli occhi di un uomo. per lui prime delusioni, quando per vendetta ho limonato con suo cugino, e con il suo amico, e con l'altro suo amico. 
Queste cose, tre anni di queste cose, avrebbero un valore anche oggi, come potrebbero non averle a quell'età lì? Forse anche io in qualche modo l'ho segnato seppur in maniera differente.
Lui è stato il mio primo argomento di discussione in terapia, stavo con gli Occhiazzurri eppure continuavo a non sentirmi degna di nulla perchè non c'era più lui ad apprezzarmi ed era un po' come se il suo dirmi non vai bene bastasse a farmi pensare che non sarei andata bene mai e per nessuno. era come se mi avesse lasciata lui mentre ero io che ero scappata a gambe levate da un giorno all'altro senza alcun preavviso non facendomi mai più nè vedere nè sentire. All'inizio vevo troppa paura che tornando indietro non avrei trovato niente di diverso, poi di un rifiuto da quando è subentrata lei.
Quella sensazione lì, quella di non essere amata abbastanza, di avere un occhio perennemente critico e blaterante di disapprovazione puntato addosso, se mi concentro riesco ancora a sentirla. 
Esco tranquilla per il mio paese da pochissimi anni e solo grazie a mio padre e Ego che al ritmo di colazione e aperitivo al bar mi hanno fatto scoprire che il mio è sì un paese piccolo, ma oltre all'ex-storico ci sono più o meno altre 6.900 persone che lo abitano secondo l'ultimo istat. 
La mia terapeuta sostiene che io sia stata cresciuta senza insegnamenti verso un patrimonio di autostima e fiducia in me stessa e che quel poco che ognuno di noi ha naturalmente in dotazione mi sia stato distrutto da quel ragazzo che avevo in adolescenza, che è lui.

Lo guardavo, a pochi centimetri da me, constatavo che ha dei bruttissimi denti adesso ma che se si esclude quello è diventato un gran bel ragazzo, cosa che quando eravamo ragazzini non era affatto. i miei gusti per l'uomo non bello erano già quelli da bambina e lui mi faceva letteralmente impazzire mentre ora, ad averlo così vicino da sentirne il profumo, non ho sentito niente. sarà stato anche il sonno, mi è sembrato di vivere un film. Mi sono sentita dire delle cose che avrei pagato per sentire, mi sono presa delle soddisfazioni enormi... gli ho detto che la sua fidanzata è un cesso - perdonatemi, lo so che non si fa - che pure lui pensavo sarebbe cresciuto meglio, che era un ragazzino psicopatico e che adesso gli stava bene che si mangiasse le mani perchè se solo si fosse sforzato ai tempi di farmi sentire un po' più al sicuro, un po' più apprezzata, probabilmente non lo avrei mai lasciato. Siamo riusciti a discutere un ora abbondante di situazioni verificatesi quindicianni fa tra adolescenti sotto un viale alberato con l'ombelico di fuori e gli zaini invicta. Ci siamo fatti un sacco di risate. mi ha ripetuto il suo numero di telefono una decina di volte perchè gli ho detto di non ricordarlo più e non volerlo salvare, ma la realtà è che me lo ricordavo eccome ...mi ricordo pure quello di casa sua qua e quello della casa al mare in Campania. mi ha fatto promettere che gli avrei mandato le foto della scatola che ho dichiarato di avere nell'armadio di casa dei miei dentro cui ci sono i pochi bigliettini che mi aveva scritto, l'unico regalo che mi aveva fatto e la sua boccietta di profumo vuota.
Questa scatola in realtà ce l'ho a casa mia, me la sono portata quando mi sono trasferita li con Ego a mo di cimelio. Per ora non gli ho mandato un bel niente e spero di riuscire a resistere. ho guardato la sua foto  profilo di whatsapp e la frequenza con cui accede.
La tentazione ce l'avrei, per riaprire quella scatola, per fare ancora due risate, ma ho paura di riannegare in un mare infinito di merda e ritrovarmi, di nuovo, tra tre mesi a chiedermi come è potuto accadere e come si fa ad uscirne.   

Se sto buona e brava è la chiusura di un cerchio, l'ultimo della mia vita rimasto aperto sul quale nutrivo pochissime speranze di recupero. devo solo stare brava e buona.
Ci sentiamo Michi, si divorzia anche.

giovedì 26 maggio 2016

Per non dimenticare - matrimonio della B.

Abbiamo iniziato con l'assurda - a mio parere - richiesta, di avere me e l'altra testimone vestite identiche come se fossimo delle damigelle - è una cosa che posso capire in matrimoni di un certo tipo, non nel suo che è un matrimonio di paese, con ripetto parlando, in una parrocchia di mille anime. lo trovo quasi ridicolo. 
Con l'altra testimone ci si conosce perchè eravamo tutte e tre al liceo insieme, i primi anni abbiamo avuto anche una certa confidenza poi ognuno ha preso a far parte del suo gruppetto e lei e la B. non erano nello stesso di cui facevo parte io. Con la B. ci siamo poi riavvicinate nel periodo della leva essendo dello stesso paese, con l'altra testimone non ci siamo mai più frequentate ma fortunatamente è una persona con cui non ho mai avuto niente da ridire, anzi... lei ha un negozio di articoli per la casa con la mamma e negli anni sono spesso passata a comprare qualcosa e a salutarla con piacere.
Questa è una gran figa... alta, fisico mozzafiato, occhi azzurri e i soldi di famiglia per avere anche un gran stile.
Ha avuto un bambino di recente e come tutte le fighe non si è sformata di un cm, anzi è se possibile migliorata perchè allattare le ha gonfiato un po' il seno che prima era mancante.
Io a fianco a sta gnocca, vestite uguali. e vestite uguali... attenzione, attenzione... di rosso.
di rosso a giugno, perchè la B. e il futuro marito hanno scelto bianco e rosso come colori del matrimonio.
Glisso sui commenti perchè fortunatamente io non sono nè un tavogliolo nè la torta e quindi non mi riguarda.
La mia gastrite è iniziata quando ci ha riunito in una colazione a casa sua mesi fa dove, con il bambino che urlava come un acquila nelle nostre orecchie, abbiamo concordato che ognuno avrebbe guardato i negozi per i fatti suoi e poi ci saremmo scambiate eventuali idee in un apposito gruppo whatsapp. Neanche a farlo appposta i vestiti quest'anno sembravano fare uno più schifo dell'altro, per non parlare del fatto che di rosso non vi era l'ombra. ad un certo punto abbiamo quindi pensato di fare una giornata tutte insieme in centro torino a bettere negozi ed è in quella occasione che ho iniziato a capire l'andazzo della cosa... quando l'altra testimone ha dichiarato che non sarebbe venuta perchè il gagno nei negozi non sa stare, non le fa provare la roba e strilla come un indemoniato ttuto il tempo e poi il sabato è l'unico giorno in cui c'è suo marito e vanno a fare la spesa... Il mio invece si gratta tutta la settimana per cui figurati, non avevo proprio un cazzo di meglio da fare. Io e la B. abbiamo fatto km, io ho provato le cose più improponibili, fotografate e mandate alla principessa che con i suoi tempi ci rispondeva da casa, ma niente... Un mese fa, ormai disperate, abbiamo preso un tubino rosso di Mango su Zalando, ci siamo riunite a provarlo a casa dalla B., io mi sono dovuta ordinare un taglia in meno - eh no, non è una bella cosa, perchè lei è perfetta... sono io che ho poco culo - e li mi sono cadute le palle quando la principessa ha dichiarato di avere già scarpa e stola da utilizzare e che avendo la borsa dei pannolini del bambino non avrebbe avuto una pochette.
Così ho passato le ultime tre settimane a cercare disperatamente un giacchino e una scarpa beige che si abbinassero con una stola beige che ho utilizzato nel 2011 per il matrimonio di miacuginadeficente e infine la pochette l'ho presa rossa come il vestito perchè trovare la scarpa dello stesso colore della stola è stata un impresa titanica e infatti il bolerino è più scuro - e mi auguro di non doverlo assolutamente usare.
Anche sulla pettinatura alla fine la B. ha ceduto messa di fronte al fatto che tanto la principessa ha i capelli fino alle spalle con riga laterale biondo pannocchia e io li ho lunghi fino al culo, castano chiaro con il frangione e che per quanto avessimo fatto la stessa pettinatura non saremmo mai state uguali.
Io farò una piega boccolosa - come avevo al mio matrimonio in comune - e basta, il che mi permette di lavarmi i capelli la sera prima e andare solo a farli mettere in piega dalla mia parrucchiera che si è resa gentilmente disponibile ad aprirmi il negozio in un giorno di festa, un ora prima di andare a casa della B. che fortunatamente è nella via dopo.
Dopo è arrivata la richiesta di organizzargli l'addio al nubilato. Io, perchè la princess per accordo pre-matrimoniale con il marito non partecipa agli addii e poi comunque lei è troppo impegnata con il piccolo lord urlatore nonostante la tata filippina che vive con loro e quindi non ne avrebbe avuto il tempo. Io invece, che me la gratto da mattino a sera, ho ricevuto l'onere ma da condividere con un altra amica tamarrissima della B. che doveva fare tutto lei e si è rivelata inadeguata dopo dieci minuti d'orologio e ad oggi informo costantemente di che cacchio faccio ricevendo in risposta molti pollici alzati su whatasapp e niente d'altro. Ha iniziato a mandare a cagare gente nel gruppo creato su whatasapp alla prima domanda in più e ho subito capito che se non avessi preso in mano io le redini sarebbe stato un puttanaio. parecchio tempo dopo infatti, il futuro marito della B. mi ha spiegato che questa amica della B. ha qualche problemino... cosa che lei non mi aveva minimamente accennato.
La princess non ha il tempo nemmeno di usare il cellulare che, poverina, sollazzarsi il pupo mentre la filippina le pulisce casa e seguire il marito nelle gare con il cavallo in scuderia è davvero impegnativo, per cui ho curato io i rapporti con il testimene del futuro marito della B. che naturalmente non è una persona normale ma un cacacazzo di prima categoria, secondo me anche un po' mitomane. Siamo partiti da settecento euro di regalo a testa... che io mi ci sono chiamata fuori immediatamente ancor prima di averlo mai visto in faccia. discuti e discuti siamo arrivati a € 350,00 che è decisamente più accettabile, dividendo in 4 le fedi e il Bimby. Poi da lì la qualunque che, per inciso, continua... il biglietto per il bimby. il testo del biglietto per il bimby. i cartelloni fuori dalla chiesa. le colombe da lanciare. il video con le foto. l'orario di rientro dall'addio al celibato. il copripalle per l'addio al celibato che vanno tutti a giocare a paintball e sia mai che qualcuno ci lascia gli zebedei. la copia del documento di identità per il pulman da affittare. 
Si procede con richiesta, pervenuta settimana scorsa, di partecipazione alla serenata che il futuro marito le farà la sera prima del matrimonio... occasione in cui noi testimoni potremo consegnargli questo benedetto bimby. un'oretta sotto casa loro, consegna regalo e tanti saluti dopo la schitarrata che l'indomani siamo tutti svegli all'alba? Ma ovvio che no. Il volpone che si sposerà ha affitato una villetta con piscina a pochi km dal nostro paese dove allestirà un apericena, ha invitato quasi tutti gli invitati giovani del matrimonio e prevede di mangiare e bere dalle diciannove, fare il bagno in piscina e cantare non so quale cazzo di canzone alla B. accompagnato da amici con strumenti. E io, naturalmente, sono quella che dovrà prelevare con una scusa la povera B. a dodici ore dal suo matrimonio e portarla lì. Quando ho fatto presente al volpone che la gente forse c'ha due cose da prepararsi e vorrebbe andare a dormire, che avere mezzi invitati in postumo sbornia il giorno dopo non è il massimo e sopratutto che io dovrei prepararmi tutto e lavarmi i capelli e un altro paio di cose che non sono cazzi suoi, la sua risposta è stata abbi pazienza Mico, prendeti mezza giornata di ferie. 
Ovviamente Princess, lord urlatore e marito dentista non ce la fanno e faranno giusto un salto veloce per la consegna del regalo ma poi subito a casa che l'urlatore deve dormire il giusto. 
Io dovrò pure aspettare che se ne vadano a dormire tutti perchè devo attaccargli dei cartelloni sotto casa, e il mattino seguente dovrò essere a casa sua alle nove e mezza - quindi dalla parrucchiera alle otto e mezza, quindi svegliarmi come minimo alle sette - per aiutarla a vestirsi perchè ha paura che sua madre vada in panico e non le sappia più legare il corpetto, la princess naturalmente arriverà quando riesce perchè sai il bambino. Il corpetto l'ho visto legare mezza volta, dato che ha sempre portato la princess con lei alle prove dell'abito, ha chiesto a me venerdì scorso ma l'omino del cervello in versione malefica mi ha anche detto che non le sarebbe stata di alcuna utilità la princess nel transporto di vestito, velo, scarpe, con il bambino in braccio. 
Penserete che sia finita qui, ed invece no. Siamo chiamati a presenziare anche domenica 3 luglio, ad un pranzo più pomeriggio in piscina in un agriturismo in collina, tutti i testimoni più consorti e prole, che sarebbe il nostro regalo come testimoni. un'idea anche carina se non fosse per il fatto che forse forse la penultima domenica prima del MIO matrimonio avrei avuto qualcosa da fare anche io - poi vogliamo parlare del fatto che devo mettermi in costume a fianco a quella strafiga? no, non parliamone. 
Oggi manca esattamente una settimana e sarei pronta a scommettere che verrà fuori dell'altro. 
Le "fatiche" devono ancora avvenire tra la giornata di sabato e quelle di mercoledì e giovedì prossimo, ma a livello emotivo sono tre mesi che fatico. ho faticato per non mandarli affanculo dandogli degli egoisti egocentrici, per non mandare affanculo la B. facendole notare la disparità tra me e l'altra testimone e di non aver mantenuto il nostro patto iniziale di non darci compiti gravosi l'un l'altra e non metterci in condizioni di dover spendere troppi soldi quando abbiamo appreso che ci saremmo sposati a così poca distanza l'una dall'altra, per non mandare affanculo l'innumerevole quantità di capre con cui ho avuto a che fare durante questi lunghi mesi.
Faticato a stare galla nel mio sentirmi continuamente inadeguata, troppo brutta, troppo poco socevole, troppo grassa, troppo impegnata, troppo poco presente, troppo poco generosa di regali - naturalmente la princess non ha fatto una mazza ma le ha regalato il diadema di diamanti che indosserà sul velo, intimo per il dopo di Chanel, bracciale d'oro. 
Venerdì prossimo sarà una delle giornate migliori della mia vita tutta.

Prossimamente le differenze tra Micole testimone della B./la B. testimone di Micol.

lunedì 23 maggio 2016

Oggi ho le batterie scariche.

ho pranzato con un piattone di penne all'amatriciana scaldate, figlie della mia totale incapacità di fare le dosi di pasta giuste - ogni volta che faccio un primo potremmo sfamare anche i vicini. 
ho imparato a fare il sugo dopo sei anni di troppo cotto, troppo crudo, bruciato, acido, salato, insipido.. e cavolo se mi viene buono adesso. 
carboidrati, dicevo ...ma le batterie sono sempre scariche.
è il primo lunedì dopo innumerevoli settimane in cui potrei anche permettermi di rimanere poco reattiva, primo lunedì senza il corso di fotografia.
Non ho neanche impegni post ufficio particolarmente gravosi... andrò a comprare la pappa dei pelosi che scarseggia e, se la cartoleria è aperta - vivo in questo paese da sempre eppure non riesco a memorizzare i giorni di chiusura dei quattro negozi che ci sono - cartoncini vari per prepare i giocchi dell'addio al nubilato della B. E' però anche l'unico giorno di questa settimana di fuoco in cui avrò un po' di tempo per occuparmi della casa quindi una volta rientrata inizierò a fare cose sparse finchè non sarà ora di preparare cena. 
Dopo cena vorrei stirare anche un po' e andarmene a dormire presto, perchè come tutti i lunedì avrei le ore perse di questa notte da recuperare. 
Ormai la so a memoria. La domenica Ego mi fa dormire troppo, tra la mattina che tiriamo lungo e il riposino pomeridiano. ogni domenica notte puntualmente, alle due sono sul divano con una tazza di qualcosa in mano... quando è camomilla, quando è martini - che in tazza di hellokitty ha il suo perchè.
Stanotte avevo voglia di scrivere, ma come tutte le volte che ho voglia di scrivere di notte mi sono trattenuta, perchè lo so che se accendo e mi ci metto va a finire che non vado più a domire.
Avevo voglia di scrivere del modo in cui mi manca. di quella boiata che avevo letto che se qualcuno ti manca dopo la mezzanotte non vale, che ti manca davvero se ti manca alle dieci del mattino mentre sei pieno di roba da sbrigare in ufficio, o alle tre di una domenica pomeriggio mentre sei circondato dai tuoi amici. 
così ho pazientato fino a stamattina per constatare che mi manca ancora, anche di più, mentre alle dieci del mattino sono in ufficio e mi sto bevendo il terzo caffè con il capo che parla parla e parla.
non mi manca lui, che in fondo mi è sempre mancato, mi manca quella sensazione di dicembre e gennaio, quel sapere che bastava chiudere gli occhi e andare a tastoni con la mano come fanno i bambini, per trovarlo lì che mi cercava anche lui. chissà come sta, che fa, cosa pensa, cose dice, cosa beve. mojito al cocco o marocchino alla nutella. oggi è un giorno da camicia o da t-shirt, maglioncino o giacca? chissà quanti capelli ha perso da quando non lo vedo, perde capelli lui quasi quante parole mi perdo io.
Oggi è uno di quei giorni addormentati che per quanto mi sforzi rimane tale costringendomi a rimanere a mezza via, con un piede nell'assopimento dei ricordi verso tutti quei dolori che ogni mattina scanso a destra per far iniziare la giornata, e l'altro nella realtà che mi sono faticosamente costruita e che vissuta a pieno mi fa pensare che non mi manchi proprio niente. 
Io e Ego sembriamo sporchi di colla, sempre appiccicati quando ci è possibile. una mano, un gomito, un ginocchio, qualcosa che si tocca o qualcosa da tenere e stringere, ci annusiamo, ci addormentiamo nei colli, ci respiriamo addosso e ci diciamo cose nel sonno o la mattina appena svegli. 
Lui continua a dirmi che finalmente mi sono sbloccata, va a finire che aveva ragione lui, che un giorno scoprirò che il torto era il mio. Sto bene, lo accolgo sorridendo quando arriva la sera, tutto un abbraccio, un bacione, un sorriso... io e lui stretti ci sbaciucchiamo la Ggigghi che scocciata ci lascia fare, il Ggatto che gli salta sulla spalla come un pappagallo e rimaniamo così, increduli pure noi. 
Lui ogni tanto si infila e mi morde. mi ricorda quando il Gigatto si incazza perchè la Gigghi è con noi sul letto, aspetta che si alzi e stang, le morde il calcagnetto a tradimento. Lui mi morde il culo, senza preavviso e apperente costanza temporale, per ricordarmi che l'ho desiderato lì sul quel divano, e poi quell'arrosto non gliel'ho mai fatto, per farmi continuare a chiedere all'etere insistentemente quando ce l'aveva con me e quando con lei, giorno, ora, minuti, secondi. 
Poi passa. come oggi, un giorno tranquillo. come i carboidrati, che saluto.. e ci vediamo ad agosto in qualche hamburgher americano.  

martedì 3 maggio 2016

Venti minuti per scrivere.

Pubblicherò, a costo di pubblicare un nghsaybtcnysthcksinthdunekgnsdjte.
Non ho tempo per scrivere, e neanche per dormire. o meglio, non riesco a dormire quando sarebbe ora di farlo e poi di giorno muoio di sonno e rischio di addormentarmi ovunque.
Sono stanca, stanca, stanca. Ho male alla cervicale, mi fa male pensare, e sono stanca. Questa domenica non voglio mettere il becco fuori casa e pensare a qualcosa fino all'ora di cena - andremo a cena con excollegaamicaC. e compagno per consegna invito - e ci penso come si pensa all'acqua gasata dopo aver mangiato il polletto piccante del Befed.
Due mesi e una settimana, anche se ormai mi pare una fonte di stress anche il viaggio di nozze e sogno direttamente settembre quando sarò sposata, americanizzata e "diplomata" in fotografia.
evaffanculoachimelohafattofare.
Mi spiace da morire non riuscire a tener traccia di questi giorni, di questi mesi, che saranno comunque per me indimenticabili e continuo a sperare che la settimana prossima vada meglio e magari prima o poi potrebbe succedere.
Comunque oggi non ho tempo di iniziare nessuno degli argomenti di cui vorrei scrivere quindi dopo le solite righe di lamentele che ci stanno sempre e rompono bene il ghiaccio, voglio ricordarmi del pranzo di oggi che sto ancora digerendo. Bicchiere di barbera rosso, lasagne classiche come si fanno qui da noi, crepes cotto e fontina, tiramisù. Io, collega E., Wonderwoman, Sudur, a casa della Managerdistacipp in tuta con un sorriso sulle labbra che non le vedevo da anni o forse non le avevo mai visto. 
Si è licenziata. così, da un giorno all'altro, senza dirci una mazza... e oggi ci ha invitato a casa sua per salutarci. Non avevo ancora fatto in tempo a rendermi conto di aver trovato un amica nella mia vicina di ufficio, del ruolo importante che stava ricoprendo nella mia vita negli ultimi anni ed ora sono ancora indecisa tra l'egoismo e l'affetto. non so se sono più incazzata perchè mi ha lasciato qui a sbolognarmi da sola il vecchio rincoglionito senza possibilità di replica o più felice per la sua liberazione. 
So che la invidio, di quell'invidia sana di quando il tuo amico aveva già saltato la staccionata e pensavi cavolo, voglio anche io quel coraggio lì. Perchè ora che l'ha fatto lei, che era la quotatissima nei rotocalchi per affondare insieme alla nave, ora pare che lo possa fare chiunque.
Posso farlo anche io, posso liberarmi anche io, posso decidere anche io che non ho bisogno di lui e del suo misero stipendio arretrato di tre mesi. Posso far passare questi mesi, sposarmi, farmi il congedo matrimoniale, le ferie, e poi a settembre posso farlo anche io.
C'è un piccolo particolare soltanto... la casa che ci vogliamo comprare? il mutuo?
E chi dorme più...

mercoledì 20 aprile 2016

Non tutti i mali

vengono per nuocere, anche la tonsillite. pure la tonsillite recidiva, quella della settimana dopo, quella che ti pare di avere un masso appoggiato alla tonsilla sinistra e non più solo una manciata di ghiaia. Però l'ho capito oggi, ieri ho pianto e bestemmiato ad ore alterne. 
chissà, magari un giorno realizzerò che anche lui era uno di quei mali non venuti per nuocere ma per insegnare qualcosa.
Praticamente io ho preso, sì, una pastiglia di antibiotico ogni otto ore, ma due al giorno... perchè io non avevo mai sentito di un antibiotico che va preso più di due volte al giorno e non sono stata lì a farmi tanti domande... stavo sedici ore scoperta ed è "come se non lo avessi preso" ha decretato il medico. così domenica sera, quando ormai pensavo che la tonsillite fosse un ricordo lontano, ho cominciato ad avere lo stesso dolore della settimana prima ma molto più forte. c'erano i miei suoceri a cena e io ho iniziato ad impazzire terrorizzata dall'idea di stare male di nuovo e dover sprecare altri preziosissimi giorni utili e ho scritto un delirante messaggio su facebook al mio medico che l'ha letto subito e mi ha bellamente ignorato. La mattina dopo è stato un rewind del lunedì precedente, alle unidici scappavo dall'ufficio con le ultime forze a disposizione, mollavo la macchina davanti allo studio medico e mi precipitavo dentro per uscirne in lacrime mezz'ora dopo. lacrime esponenzialmente aumentate quando ho trovato la multa sul parabrezza, che io una multa nel mio paesino di cinquemila anime non l'avevo mai presa e non credevo fosse possibile. 
Ho pianto il non poter comandare il mio corpo e non poter decidere io quando è ora di tirare e quando di fermarsi. Ho pianto l'essere stata così idiota da scherzare con la mia salute per una disattenzione. Ho pianto il non avere qualcuno che mi venga a trovare quando sto male così, una mamma a farmi la minestrina, un papà a portarmi il gelato. Ho pianto le troppe cose che ho da fare e sapere che ho passato mesi a fissare profili instagram e pensare agli unicorni rosa e che ora le cose da fare mi stanno schiacciando. Ho pianto l'avere un lavoro che nonostante non paghi, sia in senso figurato che letterale, riesce ancora a schiacciarmi al punto di farmi stare in angoscia per non poterci andare. 
Poi ho dormito, tutto il giorno, a botte di tre ore ciascuna. 
E poi stamattina ho realizzato quante delle cose che devo fare le posso fare da casa mia, occupandomi anche di casa mia, insieme ai miei mici, nella pace della mia casa. e ho capito che non solo oggi sarei stata a casa e me ne sarei fregata del lavoro ma ne sarei stata a casa anche domani così come da disposizioni del medico e ne avrei goduto a pieno portandomi avanti con le cose che voglio fare tra venerdì e sabato. 
che in fondo noi decidiamo cosa fare di ciò che ci succede, noi decidiamo quando smettere di soffrire, noi decidiamo come stare. noi. io.

mercoledì 13 aprile 2016

Mi era già successo

che il mio corpo ad un certo punto mi dicesse eh no bella de mamma... qui comando io! Anni fa, quando correvo anche più di così.
Sarà stata la follia della settimana scorsa o più semplicemente la sudata epocale causata da ciclo e trentotto gradi dell'auto, asciugata furbamente da tre linee di aria condizianata... fattostà che ho iniziato ad avere dolori sparsi e mal di gola rientrata da Milano sabato mattina e ieri mattina mi sono alzata dal letto che non riuscivo nemmeno a muovere il collo. Sono andata direttamente dal medico, senza passare nemmeno dall'ufficio - cosa che per me significa dolore e ipocondria livello allarme Defcon - e quest'ultimo dopo avermi sperculato di fronte alla mia diagnosi googleiana di mononucleosi mi ha diagnosticato tonsillite e enorme placca sulla tonsilla sinistra, intimandomi di stare in mutua "che tanto, ti viene la febbre". "non mi viene la febbre" ne ho concluso io e "te l'avevo detto" ne ha concluso lui, quando dopo un paio d'ore lo chiamavo per fargli emettere protocollo di mutua dai fumi sudati del mio divano.
La giornata di lunedì quindi è andata così, saltata visita alle Nipoti alle quali devo ancora consegnare i regali di Pasqua e sopratutto saltato il corso di fotografia alla sera, cosa che mi ha provocato un fortissimo giramento di palle che mi è passata la febbre ma avevo bruciore di stomaco da vendere.
Dovevo stare male proprio di lunedì? con tutti i giorni della settimana a disposizione?
A sfottò, ieri mattina mi sono svegliata che mi sentivo benissimo e ho saltato come un grillo fino a mezzanotte inoltrata. Credo sia l'antibiotico che mi rende iperattiva perchè la scia continua, persino la scimmiaurlatrice non sta ferma e zitta un attimo, blablablablablablahfbcysmricabkriblablablablablabla.
Ieri sono andata a lavorare, ho stirato, mi sono docciata con annessi capelli, ho riordinato panni stirati e non, fatto due lavatrici, riposto i piatti lavati da Ego, schiacciato la Gigghi in mezzo alla porta di casa (...), recuperato pomata per infezione all'occhio del Ggatto, e sopratutto finalmente messo mano al nostro WeddingDiary che chiedeva aggiornamenti da gennaio. 
Per oggi ho già terminato di raccogliere finalmente adesioni/lamentele/fanculi dalle partecipanti all'addio al nubilato della B., definito due cosine con la Super F., stampato un po' di cartacce da archiviare e fatto il punto della situazione dei punti della situazione da vedere con il capo. Debbo, correre a prelevare e acquistare due cose in cartoleria, poi correre in comune a consegnare documenti per il matrimonio e se ce la faccio anche in posta. mangiare qualcosa, rientrare in ufficio, uscita dall'ufficio avrò un ora che probabilmente impiegherò nel rigovernare casa dopodichè verrà a prendermi Ego e andremo a Torino per la terapia, usciti dalla terapia ci prenderemo qualche schifezza al Mac da mangiare a casa e poi le ore rimanenti sarebbero quelle a disposizione per noi.
Ogni mattina sento la tempia destra che pulsa pericolosamente non appena accendo la prima sigaretta dopo il caffè a circa dieci minuti dal risveglio. Le cose da fare per il mio matrimonio e quello della B. stanno aumentando ogni giorno e non riesco a non pensare anche alle cose da fare in casa, su me stessa e per il corso.
avrei tanto bisogno di scrivere delle cose che dovrei fare ma non ho il tempo di farlo, guarda un po'.
Nel frattempo al lavoro è il deliro, non perchè ci sia del lavoro ma perchè la collega Managerdistacipp ha avuto un altro attacco al nervo trigemino ed è in mutua fino a data da destinarsi e questo tradotto in volgarese significa che il capo me lo puppo tutto io, tutto tutto. 
Oggi è un incognita, ce la faccio? non ce la faccio?
Ma se prendo l'antibiotico qualche giorno in più, dato che mi da queste botte di adrenalina, se ne accorge qualcuno?     

lunedì 4 aprile 2016

C'è una grandissima novità,

di quelle che hanno veramente a che fare con il no time to despair.
Al terzo mese di stipendio arretrato, le quattro coraggiosissime impiegate superstiti hanno tirato fuori gli attributi e hanno chiesto udienza ai capi. non mi soffermo sui dettagli scabrosi di quanto il loro atteggiamento agguerrito se la sia data a gambe non appena hanno varcato la soglia dell'ufficio, il punto è che non hanno ottenuto una mazza a livello monetario ma hanno sì ottenuto consenso alla loro richiesta di cambiare orario a far data da oggi.
E' con incredula gioia che quindi vi annuncio formalmente che Micol, dopo dieci anni dieci - esattamente il prossimo nove aprile - di saltuariamente onorato, servizio... ha ottenuto un part-time. vero e non più immaginario.
Nello specifico lavorerò tutte le mattine dalle otto e trenta alle dodici e trenta e al mercoledì pomeriggio dalle tredici e trenta alle diciassette e trenta. Cose da capogiro.
Stamattina alzarmi di nuovo alle sette come negli anni in cui le vacche erano grasse e tutti i quindici del mese era una festa, è stato un po' traumatico così come sicuramente lo sarà mercoledì lavorare otto ore consecutive, ma non ci lamentiamo... sopratutto perchè questa variazione non ha incluso alcun furto ulteriore di ore che era la seconda catastrofica possibilità tenuta in considerazione dopo quella in cui ci sfanculavano direttamente.
Tempo. per pulire casa, tenere bene casa, scrivere, leggere, vedere i nipoti, cucinare, dedicarmi alla fotografia, mandare avanti il mio progetto, fare cose per il matrimonio, fare sport, dormire. 
Tempo. quello che ho chiesto alla vita per anni, e che mi viene regalato così... quando ho finalmente imparato a fare tutto nel tempo in cui prima facevo niente. Forse ho fatto pena al karma, che dopo anni di mazzate ha voluto farmi un regalo e sapendo lui tuttecose, ha voluto evitarmi l'esplosione o di arrivare al mio matrimonio brutta grassa e con le occhiaie, o a quello della B. senza vestito, o alla mostra di fine corso con delle foto di merda.
Tempo, dicevamo. E per assurdo questa settimana sono già fullybooked,  nonostante il quaranta per cento di tempo in più, ma so bene che altro non è che lo strascico della nullafacenza degli ultimi mese e sono carica come una molla. una molla che ogni tot ore si accascia e deve ripetersi il mantra interiore per non fermarsi a dormire sul divano o bersi un martini ben prima dell'ora consentita ma pur sempre una molla.
Oggi il programma è il seguente: arrivo in Gcasa per le dodici e quaranta, rassetto casa in abbianamento al pranzo - la giusta sequenza sarà determinata dalla fame, sono passata dall'inappetenza anoressica alla fame chimica, ed è un casino - poi potrò scegliere tra lavaggio piatti stagnanti nel lavandino, scopettata + lavaggio simbolico dei pavimenti, riversata della cesta dei documenti/corrispondenza sul tavolo e conseguente loro riordino, il tutto da interrompere verso le sedici e trenta quando dovrò impacchettare i due regalini di pasqua dei Nipoti, farmi una doccia, e uscire di casa armata anche di borsa della macchina fotografica e cavalletto per recarmi in paese a: fare un aggiuntina al regalo di compleanno per Miacuginanevrotica - che è stato il 9 febbraio e non ho mai avuto il tempo di portarle prima d'oggi... - andare al pet-shop a procacciare cibarie ai pelosi, andare in agenzia viaggio a firmare il contratto per la lista nozze. a quel punto dovrebbero essere le diciotto e trenta circa e raggiungerò mia Cuginanevrotica e Nipoti per passare qualche ora con loro, cenare con loro e alle venti e trenta partire per la volta dell'esercitazione notturna di fotografia - che il meteo da tuoni fulmini e saette e pazienza, fotograferemo quelle. 
In tutto ciò devo trovare il tempo di inviare una foto all'insegnante - che andava mandata entro stammattina ma ho dimenticato la chiavetta a casa - telefonare al tecnico della lavastoviglie e dirgli che dobbiamo spostare il nostro appuntamento di mercoledì alle quattordici e trenta per il prelevamento della stessa, perchè mercoledì è l'unico giorno in cui lavoro al pomeriggio esonounapippa. Perchè sì, la lavastoviglie non funziona di nuovo, o "ancora", dipende da che lato la guardi... e abbiamo anche il lavandino ancora da cambiare che temo prima o poi ci crollerà sui piedi con conseguenze che non riesco neanche ad immaginare.
Potrei continuare all'inifinto ma per ora mi fermo, gli arretrati da raccontare non mancano.
Non credereste che sia effettivamente io, diversissima sotto certi aspetti ma evergreen sotto altri, se non facessi un improbabile pronostico di come vorrei si svolgessero le prossime settimane per cui... avanti savoia.
Prevedo e spero di riuscire nel corso della prossima settimana a pulire gli interni di tutti i mobili che portano i postumi di due mesi di apri l'anta, lancia, chiudi l'anta e fare una pulizia della casa di quelle serie, vetri compresi.
Prevedo e spero di prendere in fretta le nuove abitudini che questo orario porta con se e non andare in paranoia totale tutti i pomeriggi lasciandomi rapire da loop mentali che ben conosco.
Stay tuned.

giovedì 25 febbraio 2016

Ce lo siamo chiesti tutti,

se Micol avesse perso la testa irrimediabilmente o meno.
E la risposta, carissimi, pare essere proprio affermativa.
Ora, proprio ora, a quattro mesi e tre settimane da un matrimonio la cui organizzazione si può definire in alto mare, con due uomini in testa e un infitià di dubbi, Micol ha:
- iniziato un corso di fotografia
- iniziato a scrivere come ghost writer nella sezione blog di un e-commerce
- avviato un micro progetto come web writer free lance e traduttrice di siti web
e non contenta sta anche meditando di iniziare un corso di pole dance/cardiofitness/yoga il sabato mattina con l'amica V.
Intanto la Gcasa inizia ad olezzare di decomposizione, gli abitanti si vestono con i pochi indumenti ancora non sporchi e stirati, le ciotole dei Ggatti da lavare si impilano, avvocati e banche varie tentano di contattarla invano, le orecchie sono ancora da bucare e la cassetta della posta sta per esplodere.

La mente a scomparti pare averci abbandonato ed ora è il caos. quello da manuale, con tanto di risata isterica ad illuminare occhi vuoti. adrenalina, felicità che altro non è che il riflusso di un dolore compresso e spinto dove non lo puoi vedere.

Sabato vedrò il mio vestito, quello che ho comprato mentre lui meditava di lasciarmi. vorrei provarlo con le converse, quelle nere con le borchie, e i miei occhiali da nerd che il sabato di solito non indosso. uscirei dall'atelier così e me ne andrei in giro per la città lasciando che la strada zozza sporchi il tulle rosa candido e facendo le corna rock a chiunque mi guardi strano.

Tranquilli... faccio du' cosette e torno. 

lunedì 15 febbraio 2016

Anche questa volta è la psicologa che ha stupito me

... pensavo che i miei effetti speciali questa volta l'avrebbero ammattita e invece ci deve proprio essere gente messa peggio di me in giro.
Mi aspettavo che mi sgridasse, che mi spronasse a seguire quella voce interiore che mi urla di scappare, che mi dicesse si, micol, ancora una volta hai sbagliato... ora ci mettiamo qui e ci inventiamo la forza che non hai e di cui necessiti. e invece niente.
Mi ha detto che era ora che mi rendessi conto che Ego è umano e non un supereroe da telefilm. che lei me lo dice da più di dieci anni che la perfezione che vado cercando non esiste, che era inevitabile che anche Ego, il mio uomo perfetto, la mia relazione perfetta, il mio amore perfetto, prima o poi crollasse miseramente davanti ai miei occhi di aspettative inarrivabili.
Mi ha fatto notare come tutto da sempre nella mia vita si riduca a questo, nasca perfetto di una perfezione plastica in cui le cose sembrano essere riflessi della mia analisi e non realtà, vacillino sull'orlo del crollo per anni fino a cascare e distruggersi lasciando una marea di interrogativi alla qui presente quando la realtà è chiara come il sole.
Mi ha detto che Ego ha sicuramente agito in maniera infantile e debole, ma altrettanto sicuramente come meglio poteva. mi ha detto che Ego è umano, che Ego ha le sue fragilità, che posso scegliere di non accettarle ma badando bene al fatto che non troverò mai nessuno che non ne abbia.
Mi ha chiesto cosa mi piace tanto di quegli occhiacalamita e non ho saputo rispondere. il vuoto, la bocca secca, le palpitazioni. sento che è passato dall'inferno ed è tornato, anche lui, come me. tutto qui. dopo mi sono venute in mente un milioni di ragioni per cui con lui mi sento che ogni cosa sia risolvibile, recuperabile, vivibile, ma lì per lì è come se lei me lo avesse messo su un tavolo operatorio e me lo avesse aperto per scoprire che dentro non c'è niente, o almeno niente che io ancora conosca e nessuna certezza che mi piaccia.
Lavoreremo sul bastare a te stessa, ma ricordati che non è come portare una spalla a fare fisioterapia dopo mesi di gesso, e non credere che quelli che dicono di bastarsi da soli e stare bene da soli dicano tutti, tutta la verità. 
Mi ha cazziato per non aver chiamato, come un amica, sottolineando che io il più delle volte mi sento inaiutabile, senza speranze.  
Ho chiamato l'amica V., e anche l'amica S.... mi ha guardato come si guarda un carciofo mezzo marcio che trovi abbandonato in frigo... spiace buttarlo perchè metà è ancora buono, ma chi lo sa se dentro invece non sia già tutto marcio. 
Mi sono interrogata per l'ennesima volta su quanto sia sottile il confine tra l'amicizia e il rapporto medico-paziente, dopo dieci anni abbondanti di terapia, ora che lei inevitabilmente conosce tutti gli anfratti di me ma ormai ne conosco parecchi anche io di lei. e mi ha risposto lei quando è uscita dallo studio ed io ero ancora lì perchè mi ero fermata all'angolo ad iperventilare e rollarmi una sigaretta e ci siamo guardate e avrei voluto chiederle se voleva prendere un caffè e non l'ho fatto e ci siamo salutate e ognugno a casa sua. 
La vostra è una relazione, un matrimonio, normale, come lo sono tutti. la famiglia del mulino bianco è quella che si racconta, questa roba qui che mi stai dicendo è la verità di tutti. Siete umani, tu soffri chiudendo le porte al mondo esterno, rintanandoti in te stessa, prendendotela con chiunque passi per la tua strada anche se non c'entra niente, anche se è lì per farti del bene. lui ha resistito finchè ha potuto e quando non ha più potuto è scappato. poteva restare, poteva spaccarti la testa nel tentativo di cambiartela, poteva scappare sul serio e non tornare mai più. 
ma anche tu potresti soffrire diversamente... cosa risponderesti se ti venisse contestato il tuo modo di soffrire, di arrabbiarti, di reagire alle cose che ti fanno male? non ti parrebbe follia?  
Questo è quella roba lì che viene definita con matromio, stare insieme, amarsi, esattamente questo. 
lui è questo, è quella roba lì. puoi accettarlo? puoi amarlo così? o si o no. 
Lui ha scelto di si perciò è tornato, sa che tu non cambierai, spera che farai meglio, ma ha scelto che resta con te, che sei così, che fai così. tu cosa scegli?
Per la prima volta sono uscita di lì intera, senza sentirmi stuprata, scavata dentro da un cucchiaino da caffè, come mi è sempre capitato. per assurdo questa volta no, questa volta sono entrata intera, compatta, seppur con fatica, e ne sono uscita ancor più compattata, ancora più in piedi. 
Smettila di pensare a quanta sfiga ancora la vita abbia in serbo per te. se ne ha la vedrai, nel frattempo però puoi vivere.