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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.
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giovedì 21 settembre 2017

Giorni bui come non se ne vedevano da un po'.

In realtà il giorno di merda è stato ieri, oggi dovrebbe essere anonimo, che sia benedetto, ma se ieri alle ventidue ero sull'orlo di una crisi di nervi, oggi ne assaporo l'amaro e non so cosa sia peggio.
Tra le piccole sfighe di ieri c'è quella di non aver trovato posto dal mio parrucchiere per domani, il che mi ha sputtanato tutti i programmi che avevo. Non ho chiamato prima perché ho aspettato che la S. si degnasse di dirmi se saremo andate assieme o meno, e alla fine sono rimasta inchiappettata io come ogni volta da quando il suo utero è stato abitato. Mi farò mai furba a riguardo? 
Così domattina devo andare in banca con mia madre e a svolgere un paio di compiti similari veloci dopodiché non so come sfruttare il pomeriggio libero e sprecarlo mi dispiacerebbe assai. Probabilmente andrò da Ego che mi ha chiesto più volte di vedere il nuovo ufficio e mi ha pure invitato a pranzo, cosa mai successa in due anni che lavora in proprio. 
Poi un opzione sarebbe stata vedere l'amica C. che sto evitando di andare a comprare il pane da lei per la vergogna da quante volte l'ho rimbalzata promettendole di farmi sentire per un venerdì pomeriggio... è che non ho tanta voglia di andarmene per negozi al momento sapendo che andrò a breve in centro a Torino per i capelli e lì un po' di shopping ci scapperà sicuramente. 
L'altra opzione sarebbe quella di mettermi a lavorare su un po' di foto - devo ancora elaborare quelle del viaggio a Venezia, di pasqua! - ma era una cosa che volevo tenermi per ottobre quando i capi saranno quasi tutto il mese negli usa e so già che mi straccerò i maroni tutto il giorno tutti i giorni e mi porterò in ufficio la memoria esterna. 
La terza opzione, la più saggia, è quella di fare un po' di pulizie... qualcosa tipo il bagno a fondo, o i vetri, considerando pure che venerdì prossimo, di grazia, dovrei non esserci.
Se continuo così non farò un tubo. 
Stasera Ego ha allenamento e io stirerò, che lo potrei anche fare domani ma mi scazza passarmi il venerdì pomeriggio a stirare, mi pare di sprecare il tempo, e poi per far cosa stasera? 
E' di nuovo uno di quei periodi in cui tutto deve avere un senso altrimenti non lo riesco a fare. 
Una serata sul divano da sola non sarebbe inaccettabile.
Le mie serie tv le guardo ma solo mentre stiro altrimenti lo considererei tempo buttato.
Di leggere e scrivere non se ne parla a meno che non sia in ufficio che tanto ci devo stare tot ore a forza.
Lo yoga lo faccio pochissimo e pensando a cosa devo far dopo, solo se ho finito di fare quello che mi ero programmata e aspetto Ego per cenare. Su questo so di dovermi impegnare, è troppo importante per il mio sistema limbico (...).
Passerà, son momenti, di me non mi preoccupo più, so di essere innocua a me stessa.
 

mercoledì 20 settembre 2017

Ieri sono stata dal notaio.

Da individui con una visione normale della realtà il viaggio per arrivare a quella che sarà la nostra casa sarebbe visto come un grande puzzle a cui aggiungere pezzettini fino ad ad avere il disegno completo. Non è che i pezzi del puzzle si trovino già disposti in ordine di inserimento, ca va sans dire, ma piano piano si trova l'incastro perfetto ed ecco il disegno prendere forma.
Io invece, che normale non sono, vedo un grande groviglio di fili colorati da cui dover sciogliere ogni volta un nodo per poter tirare un filo e ancora non mi è chiaro cosa vedrò alla fine, forse miro a tanti fili di colori diversi ben disposti al loro posto, forse a un gomitolo ordinato seppur di diverse sfumature.
Ecco, ieri mi pare di aver sciolto un nodino scoprendo come fare a sciogliere quello grande che tiene il filo di questo colore unito tutti gli altri.
Un piccolissimo passo insomma, che è l'alternativa allo stare fermi e lagnarsi.
Quando in quaranta minuti sciolgo un nodino mi pervade una sensazione di trionfo che neanche il giorno in cui ho firmato per chiudere tutti i casini con i parenti, che neanche il giorno dopo il matrimonio, che neanche tutte le volte che ho visto mio padre uscire dalla sala operatoria vivo.
Ma quando il nodino risulta troppo stretto e la sua risoluzione non viene esclusa ma semplicemente rinviata è tutta un'altra storia. 
Inizio a chiedermi se ha senso, ancora, se ho voglia, ancora, se quando sarò nella mia casa mi dirò che ne è valsa la pena.
E' difficile accettare di dover lottare come un mulo per cose che la maggior parte delle persone fanno con un semplicità estrema e senza sforzo alcuno.
Quest'anno, combinazione, la maggior parte dei nostri amici sta comprando casa. 
Nessuno di questi ha dovuto nemmeno domandarsi se poteva usufruire delle agevolazioni sulla prima casa, tutti hanno avuto i genitori almeno di uno o dell'altro o in alcuni casi di entrambi che hanno contribuito in maniera più o meno importante all'anticipo permettendo loro di avere un mutuo vivibile e/o corto, che gli hanno fatto da garanti in banca, che gli hanno regalato la camera da letto, i materassi, il bonsai di buon auspicio da mettere in ingresso.
La Pollyanna che c'è in me sempre pronta a vittimizzarsi esce fuori in tutto il suo splendore, si perde a sognare a passeggiate per il campo con mio padre a controllare le transenne con su scritti i nostri cognomi, i suoi commenti, la sua felicità che c'era sempre qualsiasi cazzata io facessi, il suo appoggio anche quando non era d'accordo.
Io e Ego la casa la viviamo tanto, sopratutto da quando ci sono i mici e sopratutto d'inverno. D'inverno io sono capace di non uscirne dalle diciotto del giovedì pomeriggio al lunedì mattina e solo perché alle nove devo essere in ufficio. La casa per me è la chiesa, è il mio posto sicuro dove posso decidere chi e cosa far entrare, pronto ad accogliermi sempre in qualsiasi condizione.
Ora i miei 36 mq sono questo, a volte rimango ancora imbambolata a guardarmi intorno e pensare cos'era, alla faccia schifata di mia madre ai tempi nell'affermare che si trattava di "due stanze", e vedere quanta vita, quanto calore, quanta roba si porta dietro negli anni... il bene, il male, la vita.
Mi chiedo, la casa nuova saprà essere questo? potrà competere? mi sentirò a casa?
O tutti questi sforzi mi daranno una casa grande e anonima dove mi sentirò esposta, sola?
Naturalmente l'omino del cervello mi fa notare che nessuno mi obbliga a farlo, che sono anni che mi lagno del poco spazio e ora che finalmente si sta concretizzando non sono mai contenta.
E' che sono stanca di fare fatica, di dover sudare sempre per ogni cosa, e sento che non è finita qui, che sarà sempre un po così, che faticherò ancora e ancora, un po' per tutto. 
C'è chi nasce e cresce con una strada diritta da percorrere, c'è chi dovrà affrontare sempre e per sempre sentieri impervi intervallati da brevi pianure.
Chissà se alla fine, almeno, ci sarà un premio. 

mercoledì 19 ottobre 2016

Rientro a gamba tesa

perché non ho time, appunto, nemmeno per i classici preamboli doverosi dopo la mancanza.
Sono davvero in altre faccende affaccendata come non mai e, forse per la prima volta, lo dichiaro senza il minimo senso di colpa. Scrivo altrove, leggo molto, qui e voi mancate assai e fino ad oggi non sono riuscita ad incastrarlo ma pazienza, si fa quel che si può, basta che si faccia.
In barba alle mezze stagioni che si dice annichiliscano, sono così piena di energie che potrei venderne a terzi. 
E questa è cosa buona perché con ieri ho dato il via a due settimane di fuoco tanto temute - il viaggio da farsi il 4 ottobre è stato annullato causa broncopolmonite del capo e si farà la settimana prossima con l'aggiunta di un giorno... da lunedì mattina a giovedì sera cambiando quattro nazioni, due voli e un hotel al giorno. 
Vedo venerdì 28 ottobre e il conseguente ponte dei santi all'orizzonte come trofei da conquistarmi correndo.
Dalla seconda metà di settembre alla ricorrenza di Halloween è sempre un periodo di corse folli da ormai parecchi anni eppure ogni anno mi faccio cogliere impreparata.
Venerdì e sabato ho tirato come una pazza svegliandomi presto al mattino e senza fermarmi mai, l'obiettivo era il cambio di stagione delle scarpe + valigia per miniweekend ed era già un obiettivo ambizioso perché arricchito dalla presenza dell'amico A, ospite da noi per due notti, che imponeva preparazione di un certo tipo per pranzo e cena, e manutenzione continua di ordine e pulizie... A mezzogiorno di venerdì mattina avevo già finito il cambio stagione delle scarpe e sabato sera avevo ultimato anche cassettiera dell'intimo e t-shirt e metà esatta dell'armadio.
Anche i coinquilini con più pelo erano sconvolti.
Poi io e Ego siamo partiti domenica mattina per Lenno, sul lago di Como, dove siamo rimasti fino a lunedì in tardo pomeriggio per "festeggiare" il compleanno di Ego che è oggi, utilizzando un smartbox che ammuffiva dallo scorso Natale. Ieri quindi ho corso per rimettere tutto in sesto e sono anche riuscita ad andare a farmi una lampada e lavarmi i capelli entro le ventuno quando c'è stata la prima lezione del corso avanzato di fotografia.
Oggi mi attendono posta e vigili per il pagamento di una multa in pausa pranzo, rassetto casa avvantaggiata da quel che ho fatto stamattina mentre aspettavo che Ego fosse pronto per uscire insieme a colazione. Dopo l'ufficio invece, dovrò andare a ritirare un pacco all'Ups point e in pasticceria a prendere una tortina giusto per noi due, dovrò essere a casa entro le diciotto perché arriverà l'antennista e spero anche di riuscire ad accoglierlo con un pavimento non troppo lurido. Alle venti verrà a prendermi Ego e andremo a mangiare una pizza.
Da incastrare ci sono una montagna di panni che fa ridere da lavare e altrettanti da stirare, un'altra lampada da fare perché sono di nuovo in esplosione acneica da trascuratezza e sciatteria nell'alimentazione e non vorrei passare la settimana prossima a farmi orrendi mascheroni di correttore/fondotinta, risposte da dare alla mia avvocata che mi stressa da reperire stressando a mia volta la commercialista, l'amica B. da vedere che se la rimbalzo ancora una volta mi manda a quel paese, una spesa da fare - nel frigo ci sono solo più uova, latte e pane per tramezzini ed è quello che ho mangiato ieri a pranzo... oggi uguale ma almeno ieri nel latte ci ho messo le gocciole che ora sono finite.
Se tra oggi e domani riesco a lavare e stendere qualche lavatrice domani sera potrei stirare mentre offro l'aperitivo alla B. unendo così l'utile al dilettevole. Venerdì devo andarmi a fare le unghie dalla collega D. alle tredici, se quando rientro riesco a svuotare e pulire la parte di armadio che mi manca, sabato non mi rimane che da prepararmi la valigia e scambiare i giubbotti di mezza stagione con quelli invernali nell'armadio locato nell'androne delle scale, rimettermi in sesto ed uscire a cena con gli amici per festeggiare un po' Ego... ed è fatta, domenica di relax prima di partire per quattro giorni infernali con il capo.
Se questa pera di energia permane, ce la posso fare.

E strano perché non è solo una questione fisica - finché non mi fermo non sento la stanchezza e il fatto che appena mi fermo svengo per me è un bene perché non fatico ad addormentarmi - anche mentalmente è come se avessi un estensione celebrale... forse i duri mesi del matrimonio in cui ho necessariamente dovuto ampliare la funzione multitasking mi hanno definitivamente aperto le porte alla funzione plus. 
E ci piace.

martedì 27 settembre 2016

Ieri non ho fatto in tempo

a finire di stilare il mio bel programmino della settimana che mi si è sputtanato tutto quanto. 
Ecco perché qualche tempo fa avevo deciso che non avrei più fatto programmi oltre le ventiquattro ore, me ne ero dimenticata.
Alla fine questa sarà una settimana di quelle da cardiopalma, sopratutto oggi e domani. 
Oggi parto con un bonus perché sono straordinariamente sveglia dalle sette e ho già rigovernato buona parte della casa, mi ero impegnata a farlo pensando di andare a farmi cerettare il baffo in pausa pranzo ma purtroppo l'estetista mi ha appena dato picche per cui avrò la pausa pranzo intera e va bene anche così. 
Sono un mostro tra la frangia lunghissima che si apre in due stile scolaretta e il baffo in evidenza, macosacivogliamofare.
La Gcasa deve essere apposto per quando alle diciassette arriverò direttamente dall'ufficio con l'elettricista - padre della S., marito della Matre della S. notissima pettegola sempre aggiornata, dal marito appunto, sul livello di polvere e ordine delle case altrui - che forse non mi entrerà nemmeno in casa perché in realtà deve verificare l'antenna sul tetto. Poi lo accompagnerò dall'inquilina del primo piano che ha problemi con il citofono e, anche se non avesse finito, per le diciotto e quindici al massimo li mollerò per l'aperitivo con la B. con prima un passaggio dal macellaio - ieri era chiuso, continuo a non memorizzare gli orari di apertura e chiusura dei negozi del paese dove vivo dalla nascita.
Poi stasera si cucina, voglio già fare anche la parmigiana stasera in modo da essere più tranquilla domani quando andrò anche appunto dall'estetista,  e attenderò le cotture studiando.
Ieri sera ho finito tutto il diario di bordo del matrimonio e fatto tante altre cose, alla mezza ero a letto ma è arrivato Ego appena mi stavo addormentando facendo il suo solito baccano. Quando lui si è finalmente sdraiato, i mici hanno iniziato a fare lotta greco-romana con annessi urli spaventosi, non so quante volte Ego si è alzato a dividerli e alla fine penso di essermi addormentata non prima delle tre... spero di recuperare stasera anche se sarà difficile, se Ego mangia alle undici bisogna almeno dargli il tempo di digerire.

Lo scorso weekend ho fatto due tristi scoperte nel mio armadio. 
La prima riguarda il piumino sintetico ikea comprato l'anno scorso - con sacco da utilizzare "da brutto" lavando via i peli dei mici quando mi pare, ricorderete una decina di post a riguardo. Io e Ego siamo delicatini, che nel caso specifico significa freddolosi, per cui la settimana scorsa avevamo deciso che nel weekend avremmo tirato fuori il piumone in barba al calendario che ci segnalava ancora in settembre. Domenica quindi ci siamo adoperati e dopo aver fatto aprire ad Ego tutte le scatole ordinet sull'armadio e tutte quelle dentro l'armadio - da notare quanto Ego da dopo il matrimonio sia sempre molto disponibile nelle operazioni casalinghe, strano ma vero - e dopo aver verificato in ogni posto dove poteva potenzialmente essere, la verità mi ha colpito come un epifania improvvisa: il piumone giace in lavanderia, quella da sette euro e novanta della Coop vicino a casa dei miei suoceri, da una cosa tipo inizio maggio. 
Insieme al flash di dov'è la ricevuta mi è venuto anche quello del cartello sulla porta della lavanderia: non si risponde dei capi non ritirati entro 90 giorni dalla consegna. Chissà. Se rivedrò il mio piumone o no. Sopratutto perché per altri giorni non riuscirò ad avvicinarmi al luogo dove viene trattenuto.
L'altra triste scoperta riguarda il mio giubbotto di eco pelle nero di Zara, a cui ho scoperto un inizio di spelacchiamento nel colletto esattamente come successo a quello beige buttato la scorsa stagione, con la differenza che quest'ultimo era una roba di simil cartone marchiato Pinkie e pagato tipo venticinque euro mentre quello di Zara avrebbe dovuto essere di altra fattura.
Le scuse per comprare qualcosa di nuovo giovedì pomeriggio lievitano.
 
Mi sento una schifezza, pelosa e grassa. sono ingrassata da dopo il matrimonio, non saprei di quanto ma azzarderei un tre kg tutti, i jeans continuano comunque a chiudersi eppure io mi sento una balena... ciclo, vieni a me, so che sei lì dietro l'angolo.. Non venire con me in Croazia e in Romania con un pantalone nero strettissimo e il mio capo che non sta zitto un attimo, ti prego...
 

lunedì 26 settembre 2016

Come accade ormai tutti i lunedì

sono distrutta. 
Nel senso che ho tosse cavernosa, raffreddore e indolenzimento sparso, ma anche nel senso che ho sonno e me ne sarei rimasta volentieri a letto.
Ieri sera ci siamo messi sotto le lenzuola alle due ma tanto anche quando andiamo a dormire presto io fatico ad addormentarmi la domenica perchè dormiamo troppo al mattino.
Questa sarà una settimana pesante nella quale io e Ego ci vedremo pochissimo per cui ieri sera ci siamo concessi una cena da American Graffiti - passata a rievocare entusiasmati colori e nomi dei cibi mangiati durante il nostro viaggio di nozze che poi purtroppo non hanno soddisfatto le aspettative perchè molto diversi nei sapori - e un film al cinema - Trafficanti, carinissimo.
In realtà stiamo uscendo spesso, questo è il periodo delle sagre di paese nella nostra zona e ogni weekend andiamo in giro a mangiare e bere, però siamo sempre con amici, mai da soli.
Per me sarà una settimana pesante anche in ufficio e proprio per scherno intendo passare ogni attimo libero a mandare curriculum nell'etere... oggi il viaggio della prossima settimana si sta ancora formando in tutti i suoi dettagli ma da domani dovrò preparare tutto il materiale per le varie riunioni.
Stasera Ego sarà a cena con l'amico napoletano di passaggio al nord senza l'amica M., ospite da un altro amico che è uno dei due testimoni di nozze di Ego, e io e la M. abbiamo premuto perchè si mangiassero una pizza tra uomini che ci sembra cosa buona e giusta.
Io farò un veloce passaggio in macelleria e al pet -shop dopodichè mi dedicherò tutta la sera al completamento della parte di diario - e quindi da scrivere a mano, in silenzio e con calma - del nostro weeding book, che è ormai diventato un faldone spesso quasi dieci cm. Sarà poi solo da portare a foderare,  avevo provato con i fogli pretagliati che si comprano in cartoleria ma è fuori misura per cui la cartolaia mi ha detto che se glielo lascio un giorno ci pensano loro.
Domani invece farò un aperitivo veloce con la B. a cui devo restituire una chiavetta usb in cui le ho messo foto varie dei nostri matrimoni e una marea di foto e video che ho ritrovato facendo il lavoro di archiviazione delle scorse settimane, primi tra tutti i video della nostra vacanza post-maturità ad Ibizia che non le ho mai dato e mi rinfaccia da dieci anni.. sarà una bella sorpresa. Per le otto sarò a casa, Ego arriverà non prima delle unidici dall'allenamento e svolte due o tre mansioni casalinghe potrò scegliere di iniziare a studiarmi il manuale di fotografia che sto stampando a pezzetti goni volta che i capi non ci sono o di continuare a scrivere.
L'importante novità del weekend è che ho iniziato a scrivere. Iniziato a scrivere il libro mi pare troppo come affermazione, non oserei pronunciarla con la voce, ...diciamo che ho iniziato a scrivere della roba in un file word, per il libro. Al momento più che scrivere dovrei fare delle ricerche di alcuni testi, trovarli nella libreria del kobo e mettermi a leggerli, ma battere sulla tastiera è molto più esaltante e mi conosco abbastanza da sapere che mi fermerò solo quando avrò esaurito le idee e sarò obbligata a sbattere il muso contro la realtà di dati che mancano. Ma non mi preoccupo, non mi corre dietro nessuno e ho sempre saputo che iniziare non era che, appunto, l'inizio. Aver aperto un nuovo file word e aver trasformato diverse note dell'i phone in qualche pagina scirtta è già un grandissimo passo che andava fatto da tempo.
Sono felice di questo e anche del piano di battaglia che ho verso la fotografia. 
Sono felice solo di questo, si potrebbe dire, dipende da che lato la si guarda.
Mercoledì avrò a cena il cognato vecchio e sono molto tranquilla a riguardo... preparerò il ragù per gli agnolotti domani sera e martedì dopo l'ufficio avrò il tempo di fare la parmigiana di papate e una carne di cottura veloce che devo ancora scegliere. La Gcasa sempre più o meno apposto e sempre più o meno pulita sta iniziando a dare i suoi frutti, sulla mia psiche ma anche nella pratica.
Giovedì pomeriggio sarò in permesso, passerò a prendere la S. a mezzogiorno e andremo a Torino. Pranzetto dei nostri , alle 14.30 il parrucchiere per entrambe e poi fino alle 19,00-19,30 ce ne andremo a zonzo per negozi premaman e non, a fare un po' di shopping. Le proporrò di continuare con un cinema, magari anche cenando a casa e uscendo di nuovo dopo, perchè il giorno dopo lei riparitrà e la rivedrò solo sotto natale con un grande pancione ma mi rendo conto che la giornata sarà già molto stancante così per cui sono pronta a ricevere un no e farmi una altra serata di studio/scrittura con Ego ad allenamento.
Inizierò a pensare a che cavolo mettermi nei tre giorni di workout della prossima settimana solo dopo giovedì perchè spero di comprarmi qualcosina in giro anche se non voglio spendere granchè sopratutto per cose prettamente da ufficio... Venerdì o sabato li passerò a fare un po' il punto dei vestiti di mezza stagione/invernali che ho perchè tanto ormai qui fa un freddo cane mattina e sera, poi di conseguenza farò la valigia... è anche il caso che metta mani nei tre cassetti più cestina sul comò delle gioie - come le chiama mia nonna ma che nel mio caso sono quasi tutte di plasticona - sopratutto riguardo agli orecchini... potrei azzardare a mettere il primo paio di pendenti da quando ho fatto i buchi? o il primo paio di bigiotteria? Sulla seconda ipotesi ho molte più remore e sono arrivata a pensare di buttare in blocco tutti gli orecchini che possiedo che non siano almeno d'argento... poi però vedo le farfalle al luncinetto comprate a Santa Margherita Ligure da quell'amabile signora con la bancharella al porto, le ciliegie rosse prese dall'etnico vicino alla coop a poco più di vent'anni, chinchaglierie varie regalatomi dalle amiche di rotorno da viaggi importanti... e inizio a chiedermi se privarmene non essendo allergica ma solo paranoica non sia stupido.
Vi lascio con un referendum: il nuovo Harry Potter sì, il nuovo Harry Potter no? Devo scaricarmi un libro per i sei voli che prenderò la prossima settimana + prevedibilissima insonnia in hotel, escludo le letture che dovrei citate sopra perchè sarà già abbastanza pesante quello che avrò intorno a me e voglio qualcosa che mi rapisca, e lui è uscito... il punto è, sarà il solito brodo allungato di chi non sa accettare la fine e rimettersi in gioco con una nuova storia? tutti quei soldini ne varranno la pena? Le recensione sono così disparate e contrastanti che fare una media è impossibile, qui bisogna andare a sentimento. 

mercoledì 14 settembre 2016

Ego ha preso a dormirmi addosso

e pare che questa sia la soluzione alla mia insonnia, molto più efficace dello xanas, dell'alcool, degli esercizi di extracorporea e persino della lettura ad oltranza finché la luce del kobo non mi impone di chiudere gli occhi. L'ho scoperto casualmente qualche sera fa, si è appisolato sul divano, io ho spento tutte le luci più invadenti, copertina sulle ginocchia e ho continuato a leggere incurante dell'ora. Quando si è svegliato mi ha chiesto di andare a letto, gli ho risposto che preferivo stare lì, di andarci lui, mi ha risposto che non voleva lasciarmi sola se non avevo sonno e si è praticamente sdraiato su di me, usando la mia spalla e il mio avambraccio come cuscino. La tachicardia che ho di solito dopo le ventitré e che mi impedisce di rilassarmi anche per ore si è lentamente acquietata, mi sono addormentata così. Il giorno dopo nessuno dei due camminava per i dolori alla schiena, ma così ho scoperto che quando mi si preannuncia una notte insonne mentre lui sta per addormentarsi, se si addormenta addosso a me, in meno di un ora in cui leggo tranquilla mi addormento anche io. Nel sonno poi mi divincolo e mi scopro sempre a dormire a pancia sotto, come i neonati, culo a papera e gambe a ranocchia... la mia schiena è conciata sempre peggio, pasteggio a voltaren e acqua minerale, ma almeno dormo... che dal ritorno dagli Usa stava diventando un utopia.
Il respiro di Ego mi calma, mi ricorda chi sono, e sopratutto perché - che è la w che mi tiene sveglia, fondamentalmente. Ora mi piacerebbe anche smettere di fare incubi terribili in cui insetti di ogni genere mi mangiano o mio padre sta continuamente male, si va continuamente in ospedale, si guida ripetutamente nell'isolato delle Molinette con il rosso del permesso per il parcheggio che si riflette sul parabrezza ferma al semaforo.
Ci sono giorni come oggi in cui sento un flusso di calma che mi accompagna e mi pare che tutto giri a ritmo, faccio le stesse cose di quando non c'è, ma mi costano meno fatica. Sarebbe bello capire da dove arriva per riuscire a crearlo quando non c'è... ma non lo capisco, non trovo un senso. A volte spunta nelle giornate peggiori in cui tutto mi fa schifo e ce l'ho con il mondo, a volte non c'è quando sono di buon umore.

Poco fa ho saputo che la S. sta covando una femmina, avremo una femmina, un'altra donna povera crista a cui proveremo a non far commettere i nostri errori. Il nome che le daranno mi piace tantissimo, sono entusiasta in mezzo a tutti gli altri sentimenti che provo per questa cosa, entusiasta perché me la vedo già alta, formosa come sua madre, con occhi sveglissimi e un aura attorno tipo quella che vedo a mia nipote LaGrande... un involucro invisibile creato da chi ti ama da lontano e ti pensa ogni mezz'ora di ogni giorno anche se tu non lo sai.
Ho voglia di scrivere della S. incinta ma poi mi agito appena ci provo, per ora mi limito a farle cucire la qualunque dalla excollegamicaM. cucitrice di professione e fantasticare con sua madre su tutte le schifezze che le farò mangiare alla faccia sua ogni volta che ne avrò l'occasione.
Intanto le pance intorno a me si moltiplicano, la mia leva in particolare sta dando il meglio ma in generale nel mio paese pare ci sia stata un impollinazione generale.. io mi tengo ben stretta il mio doloroso ciclo e il mio vortice di desideri e paure che prima o poi sarà anche da affrontare. 


giovedì 8 settembre 2016

Tutti a casa interi.

E oggi sono distrutta, stanca come se mi fosse passato sopra un camion, ho un sonno pazzesco e l'emicrania. All'una e diciassette ero nel letto, molto prima di quanto avevo ipotizzato... deve avermi stancato la tensione - o iniziare la settimana con un lunedì sera alcolico alla festa di paese non è stata una grande idea e mi sto trascinando il bisogno di riposo.
Un concerto indolore, durato due ore appena, cinque canzoni a testa, incluso il quarto d'ora perso per un problema audio appena Fedez ha iniziato a cantare. Siamo riuscite ad essere anche abbastanza vicine nonostante quando siamo andate a prendere posto fossero ormai le otto.
Io ho passato la serata tesa come una corda di violino sotto gli occhi divertiti dalla B., che è insegnante e anche adesso che non sta lavorando passa comunque molte ore con ragazzini per le ripetizioni e ci è abituata. Messa al mio confronto è come se lei non li vedesse nemmeno, è sempre tranquilla e non si fa toccare dalle loro richieste insistenti quasi non li sentisse, poi però quando apre bocca come per magia loro la sentono... mentre a me guardano con quelle facce da lontra a cui seguono sbuffi e sussurrati checagacazzotuamadrina. Tuttavia quando ho capito l'antifona ho lasciato che fosse la B. a ripetergli di non allontanarsi, smetterla di dare l'asta da selfie in testa a quelli davanti e varie ed eventuali ed è tutto andato molto bene, nessuna scena tragica per mancati autografi come è accaduto l'anno scorso quando io Ego l'avevamo portata insieme a mia cognata e fidanzato.
La mia perplessità riguardo i genitori della ragazzina compagna di LaGrande, è stata confermata prima da miacuginadeficiente che mi ha accolto in casa dicendomi che i genitori di questa glie l'avevano mollata al portone del palazzo e non si erano fatti vivi nemmeno per dire se gradivano riaverla a casa o se la sarebbero venuti a prendere - io e miacuginadeficiente abbiamo dovuto insistere con la ragazzina che sosteneva che la madre si sarebbe fatta viva, per farci dare il numero, e ce l' ha poi dato solo sotto minaccia di non riuscire più a vedere il concerto perché si stava facendo tardi - e dopo, quando a mezzanotte, non avendo ricevuto direttive da nessuno dei sei genitori, ho poi chiamato questa signora che mi ha risposto che loro pensavano sarebbe finito più tardi quindi adesso non erano a casa... di lasciarla da mia cugina che poi se la andava a prendere quando arrivava.. - che tanto, voglio dire... tutti svegli ad aspettare te all'una di notte.
Questa realtà mi cozzerà davanti agli occhi per giorni, nel riflesso dello specchio ci sono io sulla terrazza del Mac Donald, la voce di Fedez che esplode in un saluto e una prova di qualche secondo, la folla del Mac Donald che si precipita nel punto più esposto della terrazza a guardare, tutti che guardano giustamente lui, come di norma farei anche io, io che guardo mia nipote appoggiata alla ringhiera... la B. che mi lancia in un orecchio un qualche commento spinto sui pettorali di Federico Lucia e io che mi ripeto nella testa LaGrande non ti sporgere, non ti sporgere, non ti sporgere. O quando siamo saliti in macchina e mi è tremato un attimo il cuore nel constatare che si era messa nel sedile di mezzo perché in un nano secondo la mia testa aveva immaginato un incidente e avevo pensato che se proprio qualcuno si doveva sbrindellare sul parabrezza che almeno non fosse la mia.  
Da quando so che la S. è incinta, in me si è scatenata una guerra emozionale a tema. Ogni giorno la scimmia urlatrice e l'Ominodelcervello discutono di maternità, genitorialità, panza, nomi, vecchiaia senza figli, mutuo, cuscinoni da allattamento, cd da ascoltare in gravidanza, viaggi intorno al mondo senza figli.  
E ahimè, ha tutta l'aria di essere uno di quei fuochi destinati a durare, che per spegnersi devono trovare un loro sbocco in cui incanalarsi.

La giornata di oggi mi pare ancora lunghissima, ho fatto un po' di spesa in pausa pranzo ma mi sono dilungata in chiacchere con la tipa del banco salumi quindi poi non sono riuscita a rassettare tutta casa. uscita di qui andrò a farmi una lampada trifacciale perché sto notando un tentativo di ritorno alle origini da parte del mio viso a cui non voglio cedere, poi mi ficcherò sotto la doccia comprensiva di capelli e mi metterò a stirare un po' di roba in compagnia della S. su facetime che è sola con la sua pancia abitata causa trasferta del suo penedotato. Alle diciannove e trenta arriverà Ego a prendersi la borsa dell'allenamento - perchè gli uomini la borsa non se la portano dal mattino? gliel'ho anche chiesto più volte ma, poverino, la domanda lo manda in confusione - e per quell'ora spero di aver finito di stirare, avere solo più da riporre negli armadi. 
Preparerò ancora l'impasto dei pancacke che voglio poi preparare domattina a colazione - il venerdì dato che sono a casa, gioco alla brava mogliettina che prepara succulente colazioni... peccato non sia mai prima delle nove e mezza - poi teoricamente dovrei aspettarlo per cena alle 21.30 e c'è una buona probabilità che mi addormenti sul divano. O che mi addormenti adesso se non vado a procurarmi un caffè.

mercoledì 31 agosto 2016

Avevo pensato

di iniziare con due frasi senza lettera maiuscola, verbi avere senza le h, accenti come se piovessero, nessun apostrofo e punteggiatura a cazzo di cane. Ma poi mi son detta che il miglior nutrimento per gli webeti - e ringraziamo Mentana per questa versione di gran classe del nostro vecchio "troll"- è l'attenzione, quindi anche no.
E non venitemi a dire che non si tratta di trollate perché il nome c'è... per me se commenti puramente per rompere i coglioni senza identificarti e lasciare modo di risalire anche al tuo di blog o almeno ad un profilo, sei un troll a tutti gli effetti.
Lo so, dopo due mesi di assenza e tutto quello che dovrei aver fatto nel frattempo, vi aspettavate un esordio più soave. Ma io sono una che si prende i suoi tempi di reazione ma, purtroppo, non si dimentica mai nulla.

Eccomi qui, alla solita scrivania, con una voglia di scrivere che mi scappa dalle mani.
E di scrivere proprio qui, che sembrerebbe un dettaglio di poco conto ma non lo è affatto, perché ho scritto molto... sopratutto in viaggio, appunti di cose che ho poi scritto o scriverò ma che spero siano lo scheletro di qualcos'altro e non post di questo blog, ed è proprio scrivere qui che mi mancava.
Mi sono sposata - che lo so che qualcuno di voi ha pure giustamente pensato che alla fine fossi espatriata in Brasile o Ego se la fosse data a gambe, o avessi usato l'uscita sul retro a qualche minuto dalla cerimonia, ma no.. ci siamo sposati, siamo partiti per gli Usa, ne siamo tornati, siamo andati qualche giorno in Liguria, siamo rientrati, ed eccomi qui... al terzo giorno di lavoro.
Sono naturalmente tentata dalla mia maniacale testolina, di riprendere passo passo e raccontare tutto per poter poi proseguire ma ignorerò l'ominodelcervello perché l'esperienza qualcosa insegna e andrò avanti a muzzum come fanno le persone normali raccontando quando ne ho voglia!
Intanto, per chi lo desidera, sulla pagina facebook c'è qualche foto di me ed Ego da sposi vestiti - sopratutto di me - che cancellerò al più tardi domani sera.

Vi lascio con una carrellata di informazioni sparse fornite in maniera asettica ed impersonale, giusto per aggiornarvi sullo stato attuale delle cose di cui sproloquierò d'ora innanzi.
I mici sono dignitosamente sopravvissuti alla nostra assenza, nel senso che LaGigghi ha addirittura preso 1 kilogrammo di peso, cosa che cercavo disperatamente di farle fare io da un anno, e mi mandava video tramite l'amicaD. mentre si sbaffava gran quantità di tonno dell'atlantico con zucca e ribes e mi diceva di trattenerci quanto volevamo, che loro stavano benissimo.
Ho fatto n. 3344 foto in viaggio di nozze, ca va sans dire che le avrò selezionate per natale, nella migliore delle ipotesi.
L'aziendina di Ego dopo importanti novità sulla sorte del suo, ora a tutti gli effetti, "socio", sta decollando velocemente con grande soddisfazione sua e della qui presente moglie.
La S. è incinta.
Mi sono rasata i capelli, come promesso. ora dimostro si e no anni sedici e avrei le sembianze di una tipa naziskin o di una punk se non fosse per l'abbigliamento da principessa del Galles, nella realtà sembro solo un' idiota che esce di casa sempre e soltanto vestita in shorts, t-shirt e converse - e da qui ci si spiega anche gli anni sedici.
Sono finalmente andata ai sindacati ad informarmi sulle possibilità della mia precaria situazione lavorativa ed ora conservo in me un segreto di speranza che manterrò almeno fino alla seconda metà del mese gelosamente. 
I fori alle orecchie si sono ormai del tutto risanati al punto che cambio orecchini con grande disinvoltura e medito di fare i secondi entro quest'anno.
Mia madre non ha ucciso nessuno al mio matrimonio, non ci ha neanche provato e, che io sappia, non ha nemmeno offeso verbalmente niuno.
L'abbronzatura presa per il matrimonio mi ha risanato la pelle del viso in una maniera che pare permanere e mi impegnerò nel fare in modo che sia così, ogni giorno mi metto quindi soltanto un velo di cipria di una tonalità per me scura ,con grande giubilio.
La fede mi sta figherrimamente bene al dito abbronzato, così come l'anello di fidanzamento si è adattato benissimo nell'altra mano.
Sto straordinariamente mantenendo l'organizzazione impostami dal mese antecedente al matrimonio e la Gcasa pare più o meno un regno fatato.
L'aspirapolvere è spirato.

mercoledì 6 luglio 2016

Come è mai possibile

che un aspirante scrittrice, abbia così serie difficoltà nello scrivere le sue promesse di matrimonio?
E' che non si promette sul serio... si promettesse soltanto, sarebbe facile.
Ti prometto che continuerò a non darti cartoni in faccia ad ogni tuo "non ci ho pensato" "mi sono dimenticato" "lo faccio domani""cinque minuti e parto".
Ti prometto che ricaccierò giù il rigurgito di rancore ogni volta che una piccola scintilla basterà a riaccendere il fuoco di dolore.
Ti prometto che continuerò a smacchiare inutilmente ascielle di camicie raccontandomi che la smetterai di mettere tutto quel deodorante e vestirti senza aspettare che asciughi.
Ti prometto che continuerò a raccogliere i calzini a terra ogni giorno in pausa pranzo e a risponderti "ok", ogni volta che mi dirai "scusa, da stasera li metto io nel cestone" pur sapendo che non lo farai.

Continuano a venirmi in mente soltanto cose sullo stile di ti amo e ti adoro come la salsa al pomodoro, il meglio deve ancora venire, l'uomo non osi separare ciò che dio ha unito, sole cuore amore.
E' difficile ridurre a qualche frase quello che significa per me sposare Ego e sopratutto farlo in maniera socialmente corretta, che i cacchi nostri mica li devono sapere tutti.
Mi ritroverò la sera prima con penna e tacquino come nei film americani?

Al momento sono calma, pacifica, serafica. mi sembra quasi di sentire musica zen nelle orecchie.
Tra due ore potrei star urlando, piangendo, insultando qualcuno. va così, e possiamo anche colpevolizzare gli ormoni perchè sì, signori, il ciclo è arrivato ieri e quindi sono salva... nessuna macchia splatter sull'abito da sposa. ora le mie paure si possono concentrare tutte intorno alle condizioni climatiche e ai brufoli dell'ultimo minuto.
E' che sono felice, e inizio man mano che i giorni passano a pensare che andrà bene in ogni caso, che andrà bene e basta, che tanto gli sposi non si accorgono di un cazzo e menomale.
Che il cammino è stato lunghissimo e che in realtà, purtroppo, per gli sposi il giorno è più la meta che l'obbiettivo.
Ego ha l'ansia notturna, non dorme nonostante lo xanas e le birre con cui ci droghiamo ogni sera.
Io dormo come se mi avessero dato un colpo in testa, mi addormento di schianto, mi sveglio stanchissima e poi ho l'ansia di giorno al punto di sentirmi la lingua gonfia e il respiro che manca.
Ma va tutto bene, andrà tutto bene, ce l'han fatta tutti e ce la faremo anche noi.. oggi gira così e infatti oggi sono riuscita a scrivere mentre gli altri giorni il solo pensiero di aprire la scatola mi faceva star male.

Non credo che riuscirò a scrivere ancora ma per scaramanzia non faccio pronostici.. ci si legge presto. e basta.

mercoledì 8 giugno 2016

Ci siamo.

secondo e terzo, pompatissimo, ricchissimo, gonfiatissimo, save the date... andati.
Provo ancora un brivido di adrenalina al pensiero, anche se domani sarà già trascorsa una settimana - oggi la settimana scorsa boccheggiavo, bisogna ricordarsele le cose per far si che non si ripetano.
Mi sarebbe tanto piaciuto poter scrivere che è andato tutto perfettamente, ma è una di quelle cose che non succede a me. accontentiamoci di un è andato come è andato l'importante è che sia finito, che non era mica il mio di matrimonio - cazzarola.
Partendo dall'addio al nubilato... che è sicuramente la cosa andata meno bene. all'aperitivo c'era un afa che ero incredula e continuavo a guardare il cielo chiedendo se qualcuno mi stesse prendendo per il culo... avevo messo il vestitino giallo alla fine, convintissima che mi sarebbe arrivato il ciclo in serata - e invece era solo l'ansia - e menomale perchè con i jeans non sarei sopravvissuta. sono riuscita a non bere fino a mezz'ora prima che arrivassero tutte ma alla fine ho ceduto con uno spritz che a stomaco vuoto mi ha dato esattamente quel senso di rincoglionimento che non volevo e alle presentazioni con le invitate ero rigida come uno stoccafisso. appena ordinata la cena sono andata in bagno a farmi un mantra di rigenerazione con l'amica V. che mi pettinava i capelli incollati al collo dal sudore. da lì è andata decisamente meglio, la B. era felice, rideva, stava con tutte le invitate e fare le foto è stato facile ma come da previsioni sono arrivata alla fine della passeggiata post cena distrutta... Avevo già i piedi in fiamme, collo e spalle fuoriuso da fotocamera e borsa, e le borsone con la roba che ovviamente nessuno si è offerto di tenere, che mi avevano tagliato i polsi. Ho preso la decisione più saggia e ho rimesso i sandalini bassi prima di andare in discoteca e ringrazio tuttiisanti di averlo fatto. In discoteca tutto è andato esattamente come nei miei peggiori incubi... il pr con cui avevo preso contatti non c'era, mi ha dirottato ad un altro che ha esordito davanti a tutte sparando prezzi molto più bassi di quelli faticosamente concordati con le ragazze per avere il numero minimo sindacale di bottiglie. Il tavolo faceva schifo e ce lo hanno cambiato ma dopo poco è arrivato un energumero che voleva cacciarci, chiamavo il tipo ripetutamente e non rispondeva... dopo due ore sono iniziati anche i problemi con i pass di uscita che mi aveva dato, alcune ragazze riuscivano ad uscire ed altre no.. ho pagato io quello che serviva e alla fine questa serata mi deve essere costata almeno duecento euro ma ho volutamente deciso di non mettermi a fare i conti per non incazzarmi.
Per finire in bellezza, la B., ciucca come un cavallo, mi fa una scenata alle quattro perchè vuole andare a casa... dicendomi che ha la tosse e che se al suo matrimonio ha quaranta di febbre è colpa mia. me la levano dalle mani prima che possa prenderla e catapultarla direttamente nel Po' ma intanto la cosa mi ha annientato... dopo poco ha riprende a fare la cretina in giro, si diverte e si dimentica, e quando alle sette la scarico a casa mi abbraccia e mi ringrazia... Sicuramente rimarrà una di quelle cose che lei fingerà di non ricordare causa alcool e io terrò in canna ed essendo una signora non tirerò mai fuori ma ricorderò.
Mercoledì, il pre serenata è stato come da previsioni da incubo... la pettinatrice ci ha messo ancor più del solito a farmi i capelli volendo essere certa che mi stessero per il giorno dopo e quindi ho fatto le corse dei pazzi per essere pronta alle diciannove e trenta, peccato che Ego non fosse pronto... Siamo arrivati alle otto, trafelati, e io ero talmente in ansia di non riuscire a montare il cavalletto e impostare il video prima che arrivasse lei e partisse la serenata che non ho salutato nessuno, e la maggior parte della gente non la conoscevo per cui ho fatto la figura della pazza e della maleducata... Ho cercato di rimediare presentandomi un po' in giro più tardi quando mi sono rilassata, sopratutto con i testimoni dello sposo, ma intanto le facce di certe mogli non lasciavano molto all'immaginazione... A mezzanotte io e Ego attaccavamo i cartelloni nella via degli sposi e all'una ero sotto la doccia che riepilogavo mentalmente di aver preparato tutto il necessario per il giorno seguente quando la sveglia è suonata alle sette e mezza. All'apericena ho fatto l'errore di mangiare tutto quello che mi garbava in una botta di fame chimica post stress e ho così reso inutili tutti gli sforzi di dieta delle ultime settimane, il giorno dopo avevo un bel pancino gonfio dentro al tubino che temevo qualcuno mi avrebbe chiesto di quanti mesi ero... I capelli non hanno tenuto... facevano abbastanza schifo sopratutto perchè con tutta la lacca che mi avevano messo sembravo mora. Indossate le scarpe mi è preso un colpo, i piedi scivolavano... se non mi fosse venuta ad un certo punto l'idea di strappare via la soletta interna che evidentemente era di un materiale che mi faceva sudare, non so sinceramente come avrei passato la giornata senza sembrare una papera. Come nei miei peggiori incubi alle noveeventicinque Ego si rilavava i capelli perchè non gli piaceva come erano venuti... sono arrivata alle nove e quarantacinque a casa della sposa che grazie al cielo non se n'è neanche accorta perchè c'era chi aveva fatto peggio di me, ovvero l'altra testimone... che, signori, mi ha lasciato sfangare di brutto, alla fine, crollando miseramente e oserei dire finalmente. La ragazza sostiene di aver avuto la febbre a trentanove tutta la notte, a causa di una mastite improvvisa al seno sinistro. a giudicare dal colorito ben roseo e dalla sua figaggine per niente scalfita, più di una persona ha avuto forti dubbi a riguardo... questo le ha inizialmente giustificato il ritardo e poi la giacca con sopra la stola che ha tenuto durante tutta la cerimonia. poi anche la sparizione per più di un ora appena usciti dalla chiesa e le altre ripetute durante gli antipasti. al primo dei primi è riapparso il marito con il lord al seguito dicendo che la Princess si era addormentata in macchina dopo aver allattato il pupo e che sarebbe andato a svegliarla di lì a poco, che la febbre le era di nuovo salita parecchio. Al secondo primo è sparito anche lui e tra i primi e i secondi la Princess mi ha mandato un whastapp per avvertirmi del fatto che se ne erano andati perchè lei stava troppo male e poi comunque dovevano ancora fare le valige per la notturna partenza per FoVmenteVa - che vi pregherei di pronunciare con la R del marito dentista - e di salutarle tanto la B. che non aveva potuto venire a salutare perchè in quel momento diluviava. 
Ripeto, nel caso non fosse chiarissimo, ...che questa se n'è andata dal matrimonio durante i primi senza nemmeno salutare. che la testimone d'onore, quella figa che menomale che c'è lei e che ha regalato diadema, bracciale di diamanti, intimo di chanel, super abbronzante di dior e album ricordi per la sposa - che che minchia è poi l'album ricordi della sposa bene non lo so - e che la chiama mio mur tivigoliotantobene se n'è andata dal matrimonio durante il primo dei primi, signori. insomma.. salutate la capolista.
In loro favore si puo spezzare soltanto una lancia che comunque non li giustifica.. la B. si è dimenticata di segnalare che sono vegetariani per cui loro non potevano mangiare praticamente nulla se non due gamberetti e le patate del contorno.. è una cosa gravissima ma io comunque, essendo pure la testimone, sarei rimasta lì a costo di mangiare pagnotte di pane e grissimi per non svenire.
La faccia della B. quando le ho fatto leggere il messaggio non me la dimenticherò mai.. e non vedo l'ora che rientri dal viaggio di nozze per vedere se mi dirà qualcosa a riguardo o ne avrà ben donde.
Il tempo lì ha graziati, le previsioni erano davvero pessime e invece al mattino durante i rinfreschi c'è stato un sole che spaccava le pietre e si è annuvolato soltanto mentre eravamo in chiesa - la cerimonia è durata un ora e quarantacinque, volevo spararmi... alla fine in chiesa non c'era più nessuno - e ha piovvoginato soltanto quando eravamo ormai dentro al castello. Gli ha guastato soltanto il taglio della torta che era programmato a bordo piscina, piscina peraltro vuota.. ci sarebbero tantissime cose da dire riguardo al posto scelto e sopratutto al catering ma credo che la piscina vuota con lattina di cocacola al fondo tra i detriri renda abbastanza l'idea - o forse ancor meglio savoidardi e amaretti tolti dalle confezioni e messi in piatti d'alluminio davanti ai commensali in quello che loro definivivano nel menù buffet dei dolci?!
Gli sposi erano felici e credo che non si siano accorti proprio di niente.
Non si saranno accorti di quanto fosse scabroso il mago ingaggiato per intrattenere gli ospiti che più che intrattenerli li importunava, di quanto freddo facesse nel castello e che la gente andava fuori per scaldarsi, di quanto noi amici fossimo stanchi e sfatti e volessimo solo andarcene a casa alle ventuno quando loro continuavano a metterci in mano delle birre.
La B. era felice come non l'avevo mai vsta. da quando le abbiamo chiuso il vestito ha iniziato a correre di qua e di là come una bambina salutando tutti incurante dello strascico. quel velo di merda ha raccolto ogni granello di polvere che passava e arrivati in chiesa era già nero...uscita dalla chiesa mi ha detto guardami la scarpa destra dove la giarrettiera si era accomodata sulla caviglia... io l'ho presa e me la sono nascosta in borsa - robe che a me farebbero venire i capelli dritti mentre lei era talmente felice che non glie ne fregava una mazza di quello che accadeva.
Ora gli sposini sono alle Bahamas con buona pace di molta gente e a pensarli lì che se la spassano provo una sensazione di beatissima libertà, salvo ricordarmi un secondo dopo che ora a noi mancano quaranta giorni....!  

I tre giorni di ponte alla fine non sono stati esattamente di relax, tra rigenerare una casa che giaceva abbandonata a se stessa da settimane, occuparmi di bollette e assicurazioni e l'inaspettata nascita di mia cugina - ebbene si, proprio una cugina vera, di primo grado! - di cui racconterò nel prossimo post, ma sopratutto tediati dal mio preciclo e da una sensazione di inadeguatezza che questi giorni matrimoniali mi hanno lasciato addosso... ho ripreso in mano le redini soltanto da lunedì anche se questa settimana tra il ciclo e la stanchezza accumulata sta procedendo abbastanza fiacca... penso che quando vedremo il 15 sul calendario e ci renderemo conto che manca un mese... si salvi chi può!

giovedì 19 maggio 2016

Da quando

la Managerdistacipp.., che sarebbe il caso di iniziare a chiamare excollegaM., si è licenziata, il capo mi succhia l'anima. Le manca parlare con lei quindi parla con chiunque, si medita di mettere un occhiale da sole al cactus alle sue spalle... sia mai che lo riesca a intrattenere qualche ora. anche perchè la mia reattività non è molto diversa da quella che avrebbe una pianta grassa, che mi chiedo tutti i giorni come faccia a non rendersi conto che la maggior parte delle cose che mi dice me le ha già dette, sono noiose a livelli ridicoli e sopratutto che c'ho scritto in faccia quanto poco me ne frega. il problema poi sarebbe anche di tipo lavorativo perchè se mi passo tutte le sei ore nel suo ufficio a ciacolare, quando le metto in pratica le grandi idee che lui mi rivela ciacolando? puntualmente arriva dopo pranzo e mi chiede se ho fatto la tal cosa. ma quando? se siamo stati tutta la mattina a ripetere le stesse puttanate di ieri pomeriggio, puttanate tra l'altro che mai vedranno la luce perchè non hai il becco di un quattrino per metterle in pratica?
Al lavoro così, fuori dal lavoro così all'ennesima potenza. Ho un calendario serratissimo da qui al matrimonio della B., è tutto organizzato abbastanza da riuscire a viverci dentro, occuparmi di me stessa, della mia relazione coniugale e della casa anche se poi spesso calcolo malissimo i tempi e mi ritrovo a mezzanotte a stendere i panni, per non parlare del fatto che se da qui al 2 giugno mi venisse raffreddore sarei davvero in merda. Venerdì 3 mi immagino una ola dell'universo tutto, degli alberi circostanti la mia casa, dei miei figli pelosi, dei miei capelli, ...tipo quella che si palesa quando rientro dalla fiera tedesca a settembre ogni anno. 
Sono consapevole del fatto che da lunedì 6 giugno ripartirà il panico, quello vero - quello anche ragionevole se vogliamo, dato che il matrimonio è il mio - ma almeno quel weekend lì tirerò un sospiro di sollievo per essermi tolta il secondo save the date dell'anno.
Non essendo purtroppo riuscita a scriverne negli ultimi mesi, mi rendo conto che non vi possiate fare un idea di quanto possa essere stato impegnativo per me che non sono nè lo sposo nè la sposa ma solo una delle due povere testimoni. 
Da lunedì entro ufficialmente nelle due settimane di fuoco, piene di manicure, pedicure, lampade, sedute dalla parrucchiera.. primo evento sabato sera prossimo, addio al nubilato organizzato interamente da me che ad un addio al nubilato serio non ci sono neanche mai stata. Poi mercoledì 1 sera, poche ore prima del matrimonio, serenata a sorpresa alla sposa con non so quanti invitati e non ho capito dove e a far cosa... so solo che ci sarà una piscina, del cibo, dell'alcool e che sarò io la stronza che deve portare la sposa lì con una scusa a dodici ore dal suo matrimonio - che se provassero a farlo con me diventerei violenta. Ho espresso tutte le mie perplessità allo sposo, quelle sul dare questo impegno a tutti e quelle mie personali che lavorerei fino alle 17.00 e poi c'avrei anche due cose da fare dato che la mattina dopo dovrò essere all'alba a casa di quella rompicoglioni di sua - quasi -  moglie... ma la sua risposta è stata molto poco diplomatica e molto molto egoista prenditi il pomeriggio di ferie Mico, abbi pazienza. eccerto, a disposizione.
Giorno dopo finalmente matrimonio, sialodatoilsignore.
Ieri ho ricevuto l'ultimo pezzo mancante della mia mise, la pochette, che oggi all'ora di pranzo sotto il sole più caldo che questa primavera sbiadita ci concede ho debitamente confrontato con l'abito per costatarne che si tratta di due rossi completamente diversi. mezz'ora fa ne ho ordinata un'altra e ho prenotato il reso di questa... ce la faccio se questa quando arriva è, di grazia, dello stesso colore. se non ce la faccio userò una busta biodegradabile del simply.    

Oggi avvocato appena uscita dall'ufficio, poi capatina veloce in un centro commerciale per le mie lenti a contatto e, se trovo cosa voglio ad un prezzo accettabile, acquisto di un profumo per me ed uno per Ego, da mettere in tutte queste occasioni che ammorberanno da qui a fine agosto. Poi correrò a casa dove dopo aver mangiato qualcosa di ultralight che mi viene la nausea solo a pensarci, affronterò una montagna di panni da stirare approfittando di Ego ad allenamento. 
Domani invece sarà un'altra giornata di quelle toste, partirò presto con la B. per ultima prova e ritiro del suo abito, rientrata andrò a cercarmi un abitino per il suo addio - che dovrei aver già trovato, colore e taglia permettendo. 
Rientrata a casa vorrei riuscire a pulire almeno il forno e il vetro del bagno che mi trascino mancante, prima che arrivi Ego a prendermi per l'ultima seduta di terapia... in tutto questo dovrebbe passare mia madre e pure il corriere di zalando a ritirare la pochette. 
Del weekend non ne scrivo perchè solo a nominarlo ho già le palpitazione per cui se sono sempre viva semmai ve lo racconto lunedì.  
 

mercoledì 20 aprile 2016

Non tutti i mali

vengono per nuocere, anche la tonsillite. pure la tonsillite recidiva, quella della settimana dopo, quella che ti pare di avere un masso appoggiato alla tonsilla sinistra e non più solo una manciata di ghiaia. Però l'ho capito oggi, ieri ho pianto e bestemmiato ad ore alterne. 
chissà, magari un giorno realizzerò che anche lui era uno di quei mali non venuti per nuocere ma per insegnare qualcosa.
Praticamente io ho preso, sì, una pastiglia di antibiotico ogni otto ore, ma due al giorno... perchè io non avevo mai sentito di un antibiotico che va preso più di due volte al giorno e non sono stata lì a farmi tanti domande... stavo sedici ore scoperta ed è "come se non lo avessi preso" ha decretato il medico. così domenica sera, quando ormai pensavo che la tonsillite fosse un ricordo lontano, ho cominciato ad avere lo stesso dolore della settimana prima ma molto più forte. c'erano i miei suoceri a cena e io ho iniziato ad impazzire terrorizzata dall'idea di stare male di nuovo e dover sprecare altri preziosissimi giorni utili e ho scritto un delirante messaggio su facebook al mio medico che l'ha letto subito e mi ha bellamente ignorato. La mattina dopo è stato un rewind del lunedì precedente, alle unidici scappavo dall'ufficio con le ultime forze a disposizione, mollavo la macchina davanti allo studio medico e mi precipitavo dentro per uscirne in lacrime mezz'ora dopo. lacrime esponenzialmente aumentate quando ho trovato la multa sul parabrezza, che io una multa nel mio paesino di cinquemila anime non l'avevo mai presa e non credevo fosse possibile. 
Ho pianto il non poter comandare il mio corpo e non poter decidere io quando è ora di tirare e quando di fermarsi. Ho pianto l'essere stata così idiota da scherzare con la mia salute per una disattenzione. Ho pianto il non avere qualcuno che mi venga a trovare quando sto male così, una mamma a farmi la minestrina, un papà a portarmi il gelato. Ho pianto le troppe cose che ho da fare e sapere che ho passato mesi a fissare profili instagram e pensare agli unicorni rosa e che ora le cose da fare mi stanno schiacciando. Ho pianto l'avere un lavoro che nonostante non paghi, sia in senso figurato che letterale, riesce ancora a schiacciarmi al punto di farmi stare in angoscia per non poterci andare. 
Poi ho dormito, tutto il giorno, a botte di tre ore ciascuna. 
E poi stamattina ho realizzato quante delle cose che devo fare le posso fare da casa mia, occupandomi anche di casa mia, insieme ai miei mici, nella pace della mia casa. e ho capito che non solo oggi sarei stata a casa e me ne sarei fregata del lavoro ma ne sarei stata a casa anche domani così come da disposizioni del medico e ne avrei goduto a pieno portandomi avanti con le cose che voglio fare tra venerdì e sabato. 
che in fondo noi decidiamo cosa fare di ciò che ci succede, noi decidiamo quando smettere di soffrire, noi decidiamo come stare. noi. io.

mercoledì 13 aprile 2016

Mi era già successo

che il mio corpo ad un certo punto mi dicesse eh no bella de mamma... qui comando io! Anni fa, quando correvo anche più di così.
Sarà stata la follia della settimana scorsa o più semplicemente la sudata epocale causata da ciclo e trentotto gradi dell'auto, asciugata furbamente da tre linee di aria condizianata... fattostà che ho iniziato ad avere dolori sparsi e mal di gola rientrata da Milano sabato mattina e ieri mattina mi sono alzata dal letto che non riuscivo nemmeno a muovere il collo. Sono andata direttamente dal medico, senza passare nemmeno dall'ufficio - cosa che per me significa dolore e ipocondria livello allarme Defcon - e quest'ultimo dopo avermi sperculato di fronte alla mia diagnosi googleiana di mononucleosi mi ha diagnosticato tonsillite e enorme placca sulla tonsilla sinistra, intimandomi di stare in mutua "che tanto, ti viene la febbre". "non mi viene la febbre" ne ho concluso io e "te l'avevo detto" ne ha concluso lui, quando dopo un paio d'ore lo chiamavo per fargli emettere protocollo di mutua dai fumi sudati del mio divano.
La giornata di lunedì quindi è andata così, saltata visita alle Nipoti alle quali devo ancora consegnare i regali di Pasqua e sopratutto saltato il corso di fotografia alla sera, cosa che mi ha provocato un fortissimo giramento di palle che mi è passata la febbre ma avevo bruciore di stomaco da vendere.
Dovevo stare male proprio di lunedì? con tutti i giorni della settimana a disposizione?
A sfottò, ieri mattina mi sono svegliata che mi sentivo benissimo e ho saltato come un grillo fino a mezzanotte inoltrata. Credo sia l'antibiotico che mi rende iperattiva perchè la scia continua, persino la scimmiaurlatrice non sta ferma e zitta un attimo, blablablablablablahfbcysmricabkriblablablablablabla.
Ieri sono andata a lavorare, ho stirato, mi sono docciata con annessi capelli, ho riordinato panni stirati e non, fatto due lavatrici, riposto i piatti lavati da Ego, schiacciato la Gigghi in mezzo alla porta di casa (...), recuperato pomata per infezione all'occhio del Ggatto, e sopratutto finalmente messo mano al nostro WeddingDiary che chiedeva aggiornamenti da gennaio. 
Per oggi ho già terminato di raccogliere finalmente adesioni/lamentele/fanculi dalle partecipanti all'addio al nubilato della B., definito due cosine con la Super F., stampato un po' di cartacce da archiviare e fatto il punto della situazione dei punti della situazione da vedere con il capo. Debbo, correre a prelevare e acquistare due cose in cartoleria, poi correre in comune a consegnare documenti per il matrimonio e se ce la faccio anche in posta. mangiare qualcosa, rientrare in ufficio, uscita dall'ufficio avrò un ora che probabilmente impiegherò nel rigovernare casa dopodichè verrà a prendermi Ego e andremo a Torino per la terapia, usciti dalla terapia ci prenderemo qualche schifezza al Mac da mangiare a casa e poi le ore rimanenti sarebbero quelle a disposizione per noi.
Ogni mattina sento la tempia destra che pulsa pericolosamente non appena accendo la prima sigaretta dopo il caffè a circa dieci minuti dal risveglio. Le cose da fare per il mio matrimonio e quello della B. stanno aumentando ogni giorno e non riesco a non pensare anche alle cose da fare in casa, su me stessa e per il corso.
avrei tanto bisogno di scrivere delle cose che dovrei fare ma non ho il tempo di farlo, guarda un po'.
Nel frattempo al lavoro è il deliro, non perchè ci sia del lavoro ma perchè la collega Managerdistacipp ha avuto un altro attacco al nervo trigemino ed è in mutua fino a data da destinarsi e questo tradotto in volgarese significa che il capo me lo puppo tutto io, tutto tutto. 
Oggi è un incognita, ce la faccio? non ce la faccio?
Ma se prendo l'antibiotico qualche giorno in più, dato che mi da queste botte di adrenalina, se ne accorge qualcuno?     

giovedì 7 aprile 2016

E niente, la pellicola si riavvolge.

Niente part-time, perchè il figlio di puttana ha provato, ma non gli piace, e si guardano gli interessi dell'azienda, non quelli dei lavoratori, e a chi non sta bene può lasciargi le dimissioni sulla sua scrivania.
Ieri pomeriggio le madonne sono volate, gli ho detto chiaramente di darmi i soldi che mi spettano prima di aspettarsi che noi si guardi ancora gli interessi dell'azienda, lui ad un certo punto era così blu che pensavo gli prendesse un altro angina pectoris e io avevo le tempie che pulsavano e me le sono portate fino a letto.
Il risultato è lo zero tondo, come ogni volta, perchè io la soddisfazione di licenziarmi e rimanere con niente in mano non gliela do', piuttosto mi metto in mutua per i prossimi sei mesi.
E' ormai inevitabile che da settembre io mi cerchi una nuova occupazione ma fino a quel momento continuerò con l'atteggiamento zen degli ultimi mesi a fare l'orario che ho sempre fatto dal 2013 - con l'unica differenza che sarà fisso di riposo il venerdì e non più a rotazione un giovedì a testa - concnentrandomi su matrimonio, viaggio di nozze e ferie.
Atteggiamento zen da domani, che oggi mi girano ancora come eliche con l'aggravante del ciclo arrivato stamattina anticipato di quattro giorni e quindi ho già male a collo, spalle, schiena, ovaie, testa, mi sento un mostro e conitnuo a imprecare perchè se avessi saputo non mi sarei organizzata una giornata folle come quella che avrò e la serata a milano dall'amica V. di domani sera.
Volevamo anche andare al mare con Ego da sabato pomeriggio a lunedì pomeriggio ma lo convincerò a rimandare scusandomi con ciclo, bilancio familiare, giornata di ferie lunedì che sembrerebbe una ripicca e piccoli cuccioli a casa di cui vi racconterò al prossimo giro.
Tra venti minuti scappo a rigovernare casa nell'attesa del tecnico della lavastoviglie alle 14,30, poi dovrò affrontare una telefonata che prevedo tragica con l'amica della B. con la quale sto organizzando la festa di addio al nubilato, poi mi darò alla mia doverosa depilazione e dopo essermi rimessa in sesto andrò a casa della mia collega a rifarmi il semipermanente alle unghie passando prima dalla farmacia a recuperare dell'ibuprofene. Finite le unghie raggiungerò mia madre per una pizza - anche per questo aprirò un post a parte.
I preparativi del matrimonio hanno subito un accelerata pazzesca e iniziamo ad entrare nel vivo dell'ansia più violenta e dei compiti più gravosi... se a questo ci aggiungo il bisogno disperato della mia casa di subire una pulizia approfondita dentro e fuori e il cambio stagione che prima o poi sarà da fare... sapendo di non avere più tutti i pomeriggi liberi... inizio ad iperventilare.
Oggi no, oggi dico che: non ce la posso fare. 
 

martedì 5 aprile 2016

Oggi è

il nostro settimo anniversario, l'ultimo da fidanzati - o così pare.
Questo comporterà una pizza fuori stasera, che siamo in spese e noncèuncazzodafesteggiare e la serata insieme... che in questo periodo, nonostante si condivida il letto, non è cosa così scontata.
Ho un sonno pazzesco... più che altro hanno sonno gli occhi, molto infastiditi dalla luce bianca che illumina queste giornate stile londinese. quest'anno non mi sono fatta fregare e non ho ancora rimosso e lavato il piumone del letto, fa di nuovo un freddo porco. Ieri sera l'uscita in notturna sarebbe stata uno spasso se non fosse che ci piovviginava in testa e che faceva davvero freddo... a fine serata non riuscivo più a muovere le dita delle mani e sono arrivata a casa con un inizio di mal di gola e da scongelare.
Il bilancio del primo giorno part-time è positivo. 
Ho capito che il più grande nemico dell'orario part-time è l'abbiocco post-pranzo. 
ma se la vinci quella mezz'ora, sei arrivato.
Ci sono stati un paio di incovenienti quali un millepiedi che passeggiava con nonchalance sui panni ad asciugare sullo stendino che ho schiacciato con un colpo di vocabolario francese/italiano, ma dopo aver atteso mezz'ora a fissarlo che scendesse da una asciugamano. 
Nel frattempo ho ricevuto risposta dell'ultima benedettissima partecipante alla festa del benedettissimo addio al nubilato della B. - che sì, deve organizzare limortacci la sottoscritta - appuntato due nuove telefonate da fare oggi e ricevuto posticipo dell'appuntamento dalla terapista che era fissato per giovedì e che mi cade davvero a fagiuolo. Io e Ego stiamo facendo terapia di coppia da qualche settimana, nella speranza di riuscire a superare non troppo ammaccati le vicissitudini degli ultimi mesi, perchè tempo e sopratutto soldi non ne avevamo già abbastanza pochi.
Quindi... oggi uscirò alla mezza, andrò dal panettiere a comprarmi qualche carboidrato da sgranocchiare mentre guido e mi dirigerò verso il centro commerciale di un paese a venti minuti dal mio a cercare un vestitino degno per venerdì sera che sarò a Milano dall'amica V.
Tornata a casa mi darò alla montagna di documenti/corrispondenza che ieri non sono riuscita ad affrontare, e rigovernando anche casa non credo mi rimarrà altro tempo prima di uscire nuovamente per: fare una veloce spesa al fine di avere un pranzo da portarmi domani in ufficio - ho deciso che nel mio giorno full-time non andrò a casa a pranzo per quaranta minuti scarsi che mi rimarrebbero da stare in casa, rimarrò in ufficio e ne approfitterò per fare cose... domani credo che mi metterò a selezionare le foto fatte da inizio corso ad oggi e vedere cosa si salva, dovendo anche inviarne cinque all'insegnante entro domenica prossima - tornare in agenzia viaggi a dare la quota per l'assicurazione e riconsegnare i documenti firmati da Ego e incontrarmi in gioielleria alle diciottoetrenta con la B. per la fatidica scelta delle fedi che pagheremo noi testimoni. ultimata l'operazione andremo a farci un aperitivo finchè Ego non verrà a prendermi per andare a cena.
In tutto questo dovrei ricevere telefonate da Mioziodeficente a tema musica matrimoniale e dall'amica della B. con cui sto organizznado la festa di addio, e dovrei ricordarmi di chiamare io la parrucchiera per prenotarmi una piega domani pomeriggio dopo il lavoro. 
Mi piacerebbe incastrare anche la puntata di ieri sera di Grey's Anatomy, considerando che domani sarà una giornata da urlo e arriverò a casa dopo la piega alle diciannoveetrenta nella migliore delle ipotesi, senza essere mai passata da casa e con otto ore di lavoro sul groppone dopo anni. 
Ce la posso fare. a non morire di sonno, non attaccare pianti isterici e non chiamarlo, intendo. a non andare in paranoia potente perchè mancano solo tre mesi e sono nella merda, perchè la casa fa schifo e invece di stare a casa a pulirla continuo ad organizzarmi weekend milanesi ad alto tasso alcolemico ogni volta che Ego ha una partita, a non guardare le sue foto e lasciare che gli organi interni vadano sulle montagne russe.
Posso farcela, quando non ce la faccio è perchè non lo voglio... giusto? giusto.  
Ce la posso fare.
   

lunedì 4 aprile 2016

C'è una grandissima novità,

di quelle che hanno veramente a che fare con il no time to despair.
Al terzo mese di stipendio arretrato, le quattro coraggiosissime impiegate superstiti hanno tirato fuori gli attributi e hanno chiesto udienza ai capi. non mi soffermo sui dettagli scabrosi di quanto il loro atteggiamento agguerrito se la sia data a gambe non appena hanno varcato la soglia dell'ufficio, il punto è che non hanno ottenuto una mazza a livello monetario ma hanno sì ottenuto consenso alla loro richiesta di cambiare orario a far data da oggi.
E' con incredula gioia che quindi vi annuncio formalmente che Micol, dopo dieci anni dieci - esattamente il prossimo nove aprile - di saltuariamente onorato, servizio... ha ottenuto un part-time. vero e non più immaginario.
Nello specifico lavorerò tutte le mattine dalle otto e trenta alle dodici e trenta e al mercoledì pomeriggio dalle tredici e trenta alle diciassette e trenta. Cose da capogiro.
Stamattina alzarmi di nuovo alle sette come negli anni in cui le vacche erano grasse e tutti i quindici del mese era una festa, è stato un po' traumatico così come sicuramente lo sarà mercoledì lavorare otto ore consecutive, ma non ci lamentiamo... sopratutto perchè questa variazione non ha incluso alcun furto ulteriore di ore che era la seconda catastrofica possibilità tenuta in considerazione dopo quella in cui ci sfanculavano direttamente.
Tempo. per pulire casa, tenere bene casa, scrivere, leggere, vedere i nipoti, cucinare, dedicarmi alla fotografia, mandare avanti il mio progetto, fare cose per il matrimonio, fare sport, dormire. 
Tempo. quello che ho chiesto alla vita per anni, e che mi viene regalato così... quando ho finalmente imparato a fare tutto nel tempo in cui prima facevo niente. Forse ho fatto pena al karma, che dopo anni di mazzate ha voluto farmi un regalo e sapendo lui tuttecose, ha voluto evitarmi l'esplosione o di arrivare al mio matrimonio brutta grassa e con le occhiaie, o a quello della B. senza vestito, o alla mostra di fine corso con delle foto di merda.
Tempo, dicevamo. E per assurdo questa settimana sono già fullybooked,  nonostante il quaranta per cento di tempo in più, ma so bene che altro non è che lo strascico della nullafacenza degli ultimi mese e sono carica come una molla. una molla che ogni tot ore si accascia e deve ripetersi il mantra interiore per non fermarsi a dormire sul divano o bersi un martini ben prima dell'ora consentita ma pur sempre una molla.
Oggi il programma è il seguente: arrivo in Gcasa per le dodici e quaranta, rassetto casa in abbianamento al pranzo - la giusta sequenza sarà determinata dalla fame, sono passata dall'inappetenza anoressica alla fame chimica, ed è un casino - poi potrò scegliere tra lavaggio piatti stagnanti nel lavandino, scopettata + lavaggio simbolico dei pavimenti, riversata della cesta dei documenti/corrispondenza sul tavolo e conseguente loro riordino, il tutto da interrompere verso le sedici e trenta quando dovrò impacchettare i due regalini di pasqua dei Nipoti, farmi una doccia, e uscire di casa armata anche di borsa della macchina fotografica e cavalletto per recarmi in paese a: fare un aggiuntina al regalo di compleanno per Miacuginanevrotica - che è stato il 9 febbraio e non ho mai avuto il tempo di portarle prima d'oggi... - andare al pet-shop a procacciare cibarie ai pelosi, andare in agenzia viaggio a firmare il contratto per la lista nozze. a quel punto dovrebbero essere le diciotto e trenta circa e raggiungerò mia Cuginanevrotica e Nipoti per passare qualche ora con loro, cenare con loro e alle venti e trenta partire per la volta dell'esercitazione notturna di fotografia - che il meteo da tuoni fulmini e saette e pazienza, fotograferemo quelle. 
In tutto ciò devo trovare il tempo di inviare una foto all'insegnante - che andava mandata entro stammattina ma ho dimenticato la chiavetta a casa - telefonare al tecnico della lavastoviglie e dirgli che dobbiamo spostare il nostro appuntamento di mercoledì alle quattordici e trenta per il prelevamento della stessa, perchè mercoledì è l'unico giorno in cui lavoro al pomeriggio esonounapippa. Perchè sì, la lavastoviglie non funziona di nuovo, o "ancora", dipende da che lato la guardi... e abbiamo anche il lavandino ancora da cambiare che temo prima o poi ci crollerà sui piedi con conseguenze che non riesco neanche ad immaginare.
Potrei continuare all'inifinto ma per ora mi fermo, gli arretrati da raccontare non mancano.
Non credereste che sia effettivamente io, diversissima sotto certi aspetti ma evergreen sotto altri, se non facessi un improbabile pronostico di come vorrei si svolgessero le prossime settimane per cui... avanti savoia.
Prevedo e spero di riuscire nel corso della prossima settimana a pulire gli interni di tutti i mobili che portano i postumi di due mesi di apri l'anta, lancia, chiudi l'anta e fare una pulizia della casa di quelle serie, vetri compresi.
Prevedo e spero di prendere in fretta le nuove abitudini che questo orario porta con se e non andare in paranoia totale tutti i pomeriggi lasciandomi rapire da loop mentali che ben conosco.
Stay tuned.

giovedì 25 febbraio 2016

Ce lo siamo chiesti tutti,

se Micol avesse perso la testa irrimediabilmente o meno.
E la risposta, carissimi, pare essere proprio affermativa.
Ora, proprio ora, a quattro mesi e tre settimane da un matrimonio la cui organizzazione si può definire in alto mare, con due uomini in testa e un infitià di dubbi, Micol ha:
- iniziato un corso di fotografia
- iniziato a scrivere come ghost writer nella sezione blog di un e-commerce
- avviato un micro progetto come web writer free lance e traduttrice di siti web
e non contenta sta anche meditando di iniziare un corso di pole dance/cardiofitness/yoga il sabato mattina con l'amica V.
Intanto la Gcasa inizia ad olezzare di decomposizione, gli abitanti si vestono con i pochi indumenti ancora non sporchi e stirati, le ciotole dei Ggatti da lavare si impilano, avvocati e banche varie tentano di contattarla invano, le orecchie sono ancora da bucare e la cassetta della posta sta per esplodere.

La mente a scomparti pare averci abbandonato ed ora è il caos. quello da manuale, con tanto di risata isterica ad illuminare occhi vuoti. adrenalina, felicità che altro non è che il riflusso di un dolore compresso e spinto dove non lo puoi vedere.

Sabato vedrò il mio vestito, quello che ho comprato mentre lui meditava di lasciarmi. vorrei provarlo con le converse, quelle nere con le borchie, e i miei occhiali da nerd che il sabato di solito non indosso. uscirei dall'atelier così e me ne andrei in giro per la città lasciando che la strada zozza sporchi il tulle rosa candido e facendo le corna rock a chiunque mi guardi strano.

Tranquilli... faccio du' cosette e torno. 

mercoledì 10 febbraio 2016

Non so rinunciare alle parole.

tra le mille pieghe di me stessa, lo schifo che ho capito esserci in mezzo negli ultimi mesi, c'è anche questo.
posso stare senza tutto, ma non senza le parole.
quelle giuste, quelle piccole, corte, con suoni anonimi a cui la canzone ce la abbini tu.
Non importa quanto i gesti parlino, se ci sono i fatti, se gli occhi sono così pieni da traboccare, finisce per mancarmi tutto se non ci sono le parole. è un limite, me ne rendo conto. l'ennesimo limite di una donna con le gambe mozzate, zoppa, che arranca sempre a un passo dai traguardi e finisce per non muoversi mai.
Oggi sono pesante, mi è difficile persino respirare, stare al mondo.
Non ho voglia di fare niente di quello che posso fare.
Me ne starei soltanto a letto, a giochicchiare con il cellulare, perdere la testa dietro letture di cose che vorrei scrivere io. mi cerco quelle parole, che hanno scritto altri, per altri, che non sono io e non le hanno scritte per me.
e neanche io le scrivo, il coraggio che rimprovero di non avere ad altri non ce l'ho neanche io.
e i giorni passano, e più che ansia io sento il vuoto. a volte mi sveglio per qualche minuto, mi rendo conto del tempo che sto buttando, mi dispero un poco chiedendomi come ho potuto arrivarci ma non come porre rimedio, e poi torno a dormire.
canto in macchina con la musica a palla, cambio stato su whatsapp, metto like su instagram a post-it scritti da minorenni, sono tornata indietro di dieci anni.
che poi a vent'anni ero rigida come il legno, tutta impegnata a tenere su i pezzi di roba che sarebbe stata pure su da sola e faticavo invece di godermi quei kg in più che mi davano la spensieretazza giusta nelle foto, lo stipendio intero, i miei nipoti piccoli, mio padre.
Che nessuno si salva da solo mi è sempre parsa una gran stronzata, anche se ho adorato la Mazzantini. nessun individuo intelligente puo permettersi il lusso di pensarlo sul serio, per stare a galla dobbiamo essere convinti che ci bastiamo, che alla peggio basteranno le nostre braccia a sostenerci e poi se ce ne saranno altre ben venga ma sia mai farci affidamento. Eppure sono qui, ancora una volta, a trent'anni abbondanti, che aspetto una mano tesa a salvarmi. qualcuno che mi prenda in braccio, mi tolga da quel letto e mi dica ci penso io a te. e potrebbe essere anche solo colpa delle troppe citazioni che sto leggendo, di fabio volo, di massimo bisotti, di federica bosco, ma io lo so che non è così, che sono io che sono nata storta e che per quanto mastichi pane e forza tutte le mattine ogni tot anni vado con il culo per terra verso la mia natura di debole.
E' come se in tre mesi fossi cresciuta di quindici anni, riesco a fare cose che prima mi sembravano imprese titaniche, all'improvviso so cosa voglio fare e come farlo, non ho più paura di niente, ho capito di aver perso tanto tempo, voglio fare, voglio essere chi sono quando avrò fatto, adesso, da subito. ma l'ambiente intorno è sempre lo stesso e mi tiene ancorata, mi lega le caviglie. la mia casa che ho tanto adorato mi toglie l'ossigeno, mi schiaccia tra i suoi colori che ho creduto essere quelli della mia vita, mi comprime le tempie fino a costringermi ad andare a dormire di un sonno ubriaco che poi mi tiene sveglia ore a rigirarmi di qua e di là, verso il russare di Ego e la vita che ho sognato, verso l'armadio troppo pieno che ogni volta che lo apro mi ricorda che devo cambiare casa prima di morire soffocata.
Non ho più bisogno di bere per dormire, alle dieci sono ubriaca di niente, gionca. barcollo, deliro, la testa è andata.
Ne uscirò anche questa volta, la vita mi costringerà a farlo, io non farò un bel niente... come sempre. dopo un tot di botte, dopo un tot di compleanni, impari che se non ti ammazzi tu allora da ogni cosa ne esci prima o poi. forse il famoso istinto di sopravvivenza non è altro che questo, non è una volontà ma una consapevolezza. sono consapevole che per quanto il male sia così forte che pare mi possa lacerare, non lo farà fisicamente, rimarrò intatta, vedrò il sole sorgere domani.
e che forse un giorno poi sarò di nuovo felice, e pronta a cadere di nuovo magari metterò doppie mutande.

mercoledì 25 novembre 2015

Questa è una di quelle settimane

che puo' essere superata soltanto con una buona dose di alcool quotidiana.
Non che abbia intenzione di viaggiare ubriaca ma a fine giornata, per digerire quella passata e sopportare l'ansia per quella successiva, un mezzo bicchiere di gin ci sta. In fondo perchè se lo fanno i medici del GreySloanMemorialHospital dandoci di shortini da Joe tutte le sere è figo, e se lo faccio io è alcolismo?!
Lunedì avvocato, dopo quasi un anno senza incontri, mi ero dimenticata la sensazione destabilizzante che mi lascia addosso fare parole per due ore del determinato argomento con perfetti estranei.
Ieri sera prima assemblea di condominio, solo per i proprietari, con concreta minaccia di presenza di mia madre - che poi non è venuta - nella stessa stanza con me, miacuginanevrotica e l'amministratrice che ho mandato a quel paese meno di una settimana fa.
Stasera incontro con un terzo fotografo in ufficio dalla Super F., ore 21.30, Ego dovrà mangiare qualcosa mentre guida e so già che sarà stanco, nervosissimo e scazzato e di conseguenza lo sarò anche io.
Domani devo stirare ma sarà il giorno più rilassante, tirerò per le lunghe che tanto Ego non arriverà prima delle ventidue da allenamento e poi live di X-Factor se non sveniamo sul divano.
Venerdì sono di riposo e dato che alla sera ho promesso alla B. di uscire, ne approfitterei per andare a fare un giro all'ikea nel pomeriggio con l'excollegamica C. e poi starmene a casa tutta la giornata di sabato senza mettere il becco fuori.
Salto le pulizie questo weekend, e per pulizie intendo la polvere, è da un po' di mesi che faccio un weekend si e uno no, e funziona abbastanza... a patto che nel weekend no dia comunque una pulita agli specchi e una lavata ai pavimenti e che in settimana passi regolarmente l'aspirapolvere e pulisca i sanitari. Ovviamente di polvere ce n'è a quintali, ma chissenefrega... farle tutti i fine settimana a me fa sentire in gabbia.
Sto iniziando ad avere fortemente voglia di Natale, di musichetta natalizia, guanti e cappello con pon pon, vetrine luminose, ma sopratutto casa e calma. da qui a Natale so che i ritmi non rallenteranno e mi rendo conto che avrei potuto fare di più in questi mesi dalle vacanze estive ad oggi, ...tipo leggere, fare quelle due o tre visite che ho nella to do list, ecc... ma siamo alle solite.
In ufficio ho ripreso una routine umana che se persiste dovrebbe permettermi anche di scrivere e leggere con regolarità oltre a lavorare decetemente, che ad un certo punto ho concluso che con o senza stipendio, se voglio rimanere qua dentro devo sentirmi apposto con la coscienza perchè io a lavorare male me la vivo male, sono fatta così. Ego invece è nel pieno del caos per gli obbiettivi di fine anno, in tutta una giornata a volte non mi chiama neanche una volta e alla sera non arriva mai prima delle ventuno distrutto.  
Ho una pasentezza d'animo quasi tangibile, e l'unica cosa che pare darmi sollievo è l'acquisto compulsivo.
Voglio andare all'ikea in vista delle cose nataline, che ogni anno ci andiamo pochi giorni prima del natale e non c'è più nulla, e prima di andarci farò una cernita tra carte, sacchetti e borsette per capire cosa mi serve... quello che comprerò sicuramente sono le etichette che utilizzerò per i miei regali handmade, delle scatole di plastica da inserire nell'armadio per mettere in protezione tutte le mie borse più delicate che piano piano la Gigghi mi sta distuggendo a unghiate, e sono quasi convinta di prendere un piumone per il letto con annesso sacco, anche se non sarebbe affatto il momento giusto per spendere soldi, ma è anche vero che se aspetto che lo sia l'inverno sarà passato. Il piumone bello si sta rovinando ogni giorno di più nonostante lo tenga al contrario, i mici con le loro lotte ogni giorni tirano un filo, in più la quantità di peli sopra è indecente e questo è un piumone di vera piuma d'oca con un peso specifico non indefferente che non posso lavare in lavatrice - e anche potessi, è l'unico che ho, quindi dovremmo dormire senza mentre asciuga - Prendendone uno a sacco potrei lavare il sacco ogni volta che ritengo opportuno e tenere questo bello intonso da sostituire quando vengono ospiti - che non vengono mai. 
Poi mi piacerebbe tanto anche prendere i lettini per le bambole, per i mici... sono anni che li guardo con l'aggravante che ora la collega che cuce si è offerta di cucirmi dei trapuntini con i loro nomi e a me vengono gli occhi a cuoricino solo a pensarci... ma non credo sarà fattibile neanche questa volta perchè me ne farei per duecento euro. Oggi ho anche visto due o tre maglie di Tezenis di cui credo di avere imminente bisogno... e se continuo ad assecondarmi così, i regali di Natale quest'anno saltano!   

martedì 17 novembre 2015

Che belle giornate.

attentati, inizio di una guerra non dichiarata, e terremoto. 
Terremeto magnitudo 3.1 con epicentro in provincia di Cuneo, molto lontano da noi ma non abbastanza da non avvertirlo.
io non avevo mai sentito un terremoto e ne avrei fatto volentieri a meno.
ero seduta al tavolo che aggiornavo il nostro diario di matrimonio, Ego era poco più in là che giocava alla play station... alla prima scossa, per una strana associazione di idee, ho creduto che il joypad della playstation mi fosse molto vicino e stesse vibrando violentemente, immediatamente dopo mi sono resa conto che per sentirlo così avrei dovuto averlo come minimo infilato in un orifizio qualasiasi... io e Ego ci siamo guardati e via con l'altra scossa, seguita poi da secondi di silenzio a fissare l'acqua nella bottiglia che continuava a muoversi. mi ha stupito molto la reazione dei mici, la Gigghi mangiava i croccantini e ha continuato incorunte, il Gigatto stava scorazzando con pinoiltopino in bocca e si è fermato un attimo solo alla seconda scossa per poi ripartire con nonchalance qualche secondo dopo.
E niente, son belle giornate.
Di grandi esami di coscienza, dibattiti interiori, ma anche discussioni da bar con tasso di ignoranza al 90%, in cui inbattersi è un attimo ed uscirne incolumi difficilissimo.
e per assurdo sono anche giornate in cui si avrebbe solo voglia di leggerezza, di risate, di non pensarci, che finchè il culo che brucia non è il nostro ci basta la foto profilo di facebook francesizzata a pulire la coscienza.
Io sono per la pace, sempre e comunque, pace contro la violenza, pace contro l'ignoranza, pace contro la follia. con i suoi limiti, è ovvio. ma che si sappia anche qui, e che il tuttologo medio dal facile "buttiamogli sopra due bombe e chi si è visto si è visto" si tenga alla larga - che come dice Mika aaaargh ovvero, mordo.

Essendo già andati fin troppo in profondità per la media dei miei post, colpisco duro affrontando un argomento che mi sta molto a cuore: i miei capelli. Dato che più di uno di voi si è convinto che io abbia i capelli rossi, devo smentire giustificandomi con una luce molto intensa nel bagno al momento dello scatto che non so bene come, fa sembrare i miei capelli del colore del fuoco pur essendo invece loro biondo scuro. nulla contro i capelli rossi, anzi, ma porto con orgoglio l'onere di non aver mai toccato il mio colore naturale e quindi è bene che voi sappiate che ho i capelli lunghi più o meno fino al sedere, castano chiaro o biondo scuro, come preferite, con naturali sfumature più chiare che sottoposte al sole tendono anche un po' al ramato, di natura mossi mosci ma ora che sono così lunghi più lisci che mossi. 
E sono sicurissima che ora tutti dormirete più sereni. Mi interrogo sempre sul se sia meglio rispondere ai vostri commenti tardi o non farlo proprio perchè tanto non li leggerete, e alla fine non rispondo mai, ma di recente ho scoperto che forse forse si sono degnati di aggiornare l'apertura dei blog da Safari nell' i-phone, e forse forse potrei riuscire finalmente a rispondere a tutti i commenti mentre sono in coda al supermercato, mentre il capo dall'altra parte della scrivania blatera, in seduta alla toilette.
Vi darò comunque prova della veridicità delle mie parole nel prossimo post, dove sto preparando un accozzaglia di immagini per mostrarvi un idea del vestito da sposa, e in un immagine è stata catturata la parte finale della mia treccia... anche lì modificata da una luce improbabile ma che dimostra senza ombra di dubbio che non sono rossi. 
Abbiate pazienza e dedicategli la stessa attenzione che in questi giorni dedichiamo ai tg, che c'è bisogno di frivolezza per sopravvivere.