Informazioni personali

La mia foto
Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.
Visualizzazione post con etichetta The Listography Project. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Listography Project. Mostra tutti i post

mercoledì 26 febbraio 2014

The Listography Project - Things you'd do if you won the lottery

cosa farei se vincessi alla lotteria? innanzitutto chiederei QUANTO ho vinto, cosa che fa decisamente la differenza. ma dato che l'autrice del progetto che è The Life In A Year non ha specificato, io scelgo di sognare bene - già che si sogna. Quindi facciamo che ho vinto tanto, ma proprio tanto, così tanto da poter dare libero sfogo alle idee più improbabili:


• innanzitutto saluterei il capo, ciao capo ciao. e non per starmene in panciolle vita natural durante, che proprio non fa per me, ma per essere libera di partire per il viaggio della vita e pensarci al ritorno. Il viaggio della vita sarebbe per me vedere il mondo, tutto, quanto più possibile. da una meta all'altra con i bagagli essenziali e la pelosa al seguito ovviamente.
• al mio ritorno, ormai entrambi disoccupati direi, aprirei per me una sorta di caffè/pasticceria letterario. senza i libri, che ognuno se li porti da casa, con uno spazio rilassante cuscinoso e divanoso dove mangiare una fetta di torta o un cupcake colorato, sorseggiando un the. Io ci passerei una parte di giornata, a fare torte e dolcetti di ogni tipo, l'altra parte la dedicherei a scrivere. E per Ego l'attività che vuole, qualunque essa sia.
• mi comprerei una casa editrice. giusto per essere sicura che qualcuno questi libri me li publichi. andrei cercando scrittori emergenti, quelli che come me sognano di publicare un libro ma non hanno il coraggio non solo di provare a farsi leggere, ma magari neanche di scrivere
• mi iscriverei a tutti i corsi possibili, partendo da uno di fotografia e uno di cake designe
• dopo aver fornito Ego di giusta cifra per anellarmi a dovere, inizierei finalmente ad organizzare questo benedetto matrimonio esattamente come lo sogno
• comprerei la nostra casa e se non dovessi trovarla la farei costruire. con un area dedicata alla pelosa con locale toiletta, locale pappa, locale gioco e locale nonna, ideata in modo che sia all'aria aperta libera di scorazzare ma al sicuro da eventuali pericoli. con un area solo per Ego di postazione per la sua playstation, minipalestra e zona relax dotata di tavolozza e colori ( mi ha confidato anni fa che da bambino dipingeva e che se ne avesse il tempo gli piacerebbe molto ricominciare) una cabina armadio a testa, ordinata e immensa, la lavanderia, una cucina enorme con ampio salotto openspace, la stanza dei pasticci, garage con accesso interno, megabagno mansardato e santadonna delle pulizie tre ore al giorno tutti i giorni
• ricomincerei ad andare a farmi la manicure e la piega quando mi aggrada
• mi farei la depilazione definitiva e forse anche le tette nuove - il coraggio forse non si compra però
• comprerei a Ego il Rolex che sogna da sempre e gli farei fare l'intervento agli occhi che con la mutua farà tra dodicianni settemesi e ottogiorni
• comprei ad amica gattara ex collega D. quella casa che sta sudando sangue da anni per avere e un appartamento in centro alla S. cosicchè si possa finalmente liberare dei suoi chiavicagenitori
• aprirei un conto alle nipoti femmine all'oscuro dei genitori perchè un giorno abbiano un salvagente sicuro nonostante la vita che non gli avranno saputo garantire loro
• comprerei la vespa che voleva comprarsi papà e me ne andrei in giro con un girasole nel portatutto
• venderei o semplicemente abbandonerei la mia porzione di casa al mare e me ne comprerei una più piccola in centro, nel paese accanto che ci piace tanto
• comprerei una piccola baita in montagna con la mansarda e la stufa
Potrei andare avanti per ore... E voi cosa fareste? 

Questo topic mi ricorda tanto un mio post nel mio blog precedente, anni e anni fa, intitolato Se vincessi un miliardo a biliardo.
http://www.thelifeinayear.com/p/2014-listography-project_6.html
Io sono ancora indietro, ma andate a dare un occhiata al Listography Project di questa settimana!

giovedì 20 febbraio 2014

The Listography Project - Your biggest fears

Oggi è il compleanno del mio papà. il mio giovanissimo papà che oggi compie 55 anni. Si dovrebbe dire avrebbe compiuto lo so, ma a me non piace. Sono giorni che ci penso eppure sta mattina non l'ho ricordato finchè non sono arrivata in ufficio, ho aperto facebook e ho visto gli inummerevoli auguri sulla sua pagina - che non ho intenzione di cancellare o oscurare. Secondo me qualcuno non sa nememno di fare gli auguri a un morto. Sono certa che lui non me ne voglia per l'attimo di dimenticanza, l'ho abituato in anni di auguri per la festa del papà alle nove di sera, in corner. Fattostà che oggi mi sento piegata in due, vittima di un ingiustizia, con una mancanza dentro enorme, un buco, una voragione. che sono i sentimenti che ci si immagina alla morte del tuo migliore amico, di un pezzo di te, dell'amore della tua vita, eppure io ho provato così forti solo poche volte per brevi momenti dal giugno scorso. inutile dire che non lo so gestire. e che l'unico post che potrei partorire oggi sarebbe è una lunga descrizione del dolore che provo. di quanto mi manca il suo odore, il calore del suo corpo a fianco mentre camminiamo nella strada verso il bar per fare colazione insieme, vederlo intingere la brioche alla marmellata nel cappuccino, il suo sorriso, la sua voce. E non lo posso fare.


Mi butto quindi nel The Listography Project, con "YOUR BIGGEST FEARS" che cade a pennello perchè la mia paura più grande era questa, era perdere lui. E quando sopravvivi alla cosa che più temevi al mondo, hai come l'impressione che niente possa poi fare così paura.

• gli insetti. in generale li trovo inquetanti, sopratutto perchè non gli vedi gli occhi, non puoi avere un contatto visivo definito. Guardi un ragno per esempio ma non sai se lui ti sta guardando oppure molto peggio tu non lo stai guardando, ma lui? forse lui ti sta guardando. detto questo, nonostante non mi siano affatto simpatici posso stare nella stessa stanza con quasi tutti ad esclusione delle api e delle cimici. le api fondamentalmente solo perchè pungono, banale ma abbastanza per odiarle e dermela a gambe levate quando una mi si avvicina. Con le cimici invece è tutta un altra cosa, lo so che non pungono e nemmeno mordono, lo so che al massimo puzzano, eppure io ne sono terrorizzata nel senso letterale del termine. se sono sola con una di loro mi blocco, sento una morsa alla gola, tremo e mi sudano le mani. non riesco a fare niente a parte scappare e chiedere aiuto. Sono riuscita a stare tre ore seduta nelle scale del palazzo dove abito, al freddo, di sera, in condizioni pietose (le condizioni meglio spiegate nel precedente LP) ad aspettare che Ego arrivasse a salvarmi. Che è una vera fobia me lo assicura il fatto che se sventuratamente le incontro, perdo del tutto la mia dignità. sono capace di chiedere aiuto al mio peggior nemico, potrei mettermi a urlare, saltare e nei casi più estremi piangere anche davanti a Brad Pitt o durante una riunione importante.
• il mare. il fondale dove potrebbero essere depositati le peggiori cose mi inquieta al punto che quando faccio il bagno, se lo faccio, mi limito a dove posso poggiare saldamente i piedi a terra e tenere sotto controllo la situazione. Perchè ho paura dei pesci, ma anche di farmi male con un ipotetico scoglio, e mi fanno schifo le alghe così come gli orridi detriti che si possono trovare sopratutto nei mari liguri - uscire dall'acqua con un assorbente arrotolato alla caviglia da bambina mi ha un tantino segnato.
• i pesci. appunto. non so cosa mi abbiano fatti questi poveretti, solo una terapia ipnotica forse potrebbe svelarmelo. ci ho pensato innumerevoli volte, scavando nei miei ricordi più lontani, eppure niente. Non li mangio neanche, nemmeno le acciughe, il tonno, i totani e famiglia. nulla che provenga dal mare, è proprio il concetto di ammollo a infastidirmi. li temo ma non li odio, mi fanno una gran pena negli acquari e ancor di più nei piatti ma ognuno deve stare a casa sua, quegli occhioni da triglia (!) mi danno i brividi
• i tombini con griglia. banale lo so, perdonatemi.
• i mostri a fianco a me nel riflesso dello specchio. io amo i film horror, anche perchè non mi fa paura quasi nulla. il concetto di diavolo per me che sono atea è attendibile tanto quanto quello degli zombie o dello gnomo armato di ascia (??) i fantasmi quasi ci spero che esistano davvero e anche gli alieni secondo me son tipi simpatici. ma il concetto di guardarmi allo specchio o nello specchietto retrovisore dell'auto e vedere qualcosa o qualcuno dietro di me no. non ce la posso fare.
• tornare un giorno nella Gcasa e trovarvi un biglietto di Ego che te saluta, con relativa mancanza di suoi vestiti, suo spazzolino e sue chincaglierie varie. e questa direi che si spiega da sola.

Passate a dare un'occhiata al The Listography Project di questa settimana!

http://www.thelifeinayear.com/p/2014-listography-project_6.html

martedì 18 febbraio 2014

The Listography Project

Ecco che vado ad occuparmi dell'arretrato, gli innumerevoli progetti ai quali voglio partecipare.
Inizio da The Listography Project, la bellissima iniziativa di Nadia di The Life In a Year, che mi piace sopratutto perchè permette di spiattellare una discreta quantità di cavoli propri, cosa che mi entusiasma sempre molto.
L'autrice mi ha ufficialmente autorizzato a partecipare ad cazzum, ovvero quando l'argomento della settimana mi aggrada. 
procedo quindi con quello che fu il primo: "FIRSTS"

  • First car: ypsilon - color perla sironi. un incanto, nonchè comodissima da guidare e davvero poco pretenziosa a livello di consumi. non la avrei mai cambiata se non per cogliere l'occasione di avere quella attuale aggratis passandola al mio papà. la vedo/guido ancora dato che ora è la macchina di mia madre. E' stato il regalo dei diciottanni dei miei genitori, ai tempi era appena uscita e io avrei fatto carte false per averla, negli ultimi mesi prima del suo arriva l'ho configurata nel sito Lancia una volta al giorno tutti i giorni. E' uno scrigno prezioso di ricordi per me, dai più dolci ai più inconfessabili... nonchè testimone dei miei ultimi dieci anni di vita e primo di una serie non lunghissima di regali del pappo con valore superiore ai cinquanta euri.
• First kiss: in questo vado controcorrente perchè è stato bello, quasi magico direi. e come in un qualsiasi gioco di prestigio che si rispetti, quasi non me ne sono accorta. dopo mesi di scervellamenti e richieste di istruzioni alla S. che già aveva dato, è accaduto con una naturalezza tale da farmi domandare se fosse successo davvero o me lo fossi sognato. Lui l'avevo conosciuto al carnevale del suo paese, era forse la prima volta che io e la S. avevamo libertà di zonzo, con i suoi genitori comunque in giro per il paese. poi l'ho rivisto la sera seguente in una di quelle discoteche improvvisate nei tendoni per le feste di paese ed ecco che lui mi ha dato il catartico bacio. e non l'ho mai più rivisto.  
• First drug: del simpatico hashish, fumato nella piazzetta dove ho poi passato parecchi anni con Topo e amici. ma la mia prima vera droga per me è stata un altra: la prima sigaretta, malboro rossa, fumata alternando sorsi del mio primo alcolico, Bacardi al limone, con quasi immediata super vomitata dietro agli spalti del parco di pattinaggio del mare. insieme alla S., già allora mia migliore amica, e alla V., migliore amica del mare. un trio pericoloso ma inutile dire che l'idea era stata mia. di solito si inizia a fumare perchè qualcuno ti chiede se vuoi provare, io invece in un noioso pomeriggio agostale ho volutamente proposto alle mie amiche di entrare in tabaccheria e comprare un pacchetto.. e non ho mai più smesso. 
• First religion: nessuna. ho ricevuti tutti i consueti sacramenti che prevede il cattolicesimo come imposto dai miei genitori, o meglio da mia madre, ma senza rendermi sinceramente conto di cosa facevo e quindi senza neanche troppo fastidio. lo facevano tutti, era normale, non sarebbe stato normale il contrario. Litigavo però con le catecachiste sempre di più man mano che crescevo e quando ero abbastanza grande da mettere la leccaprè di turno in difficoltà mi sono sentita dire: non si fanno domande, la fede significa credere e basta. e dopo aver risposto ma siamo mica dei piciu che non si fanno domande mi si è aperto un mondo. non ci ho mai creduto in realtà, da bambina mi sono inventata un dio particolare di cui davvero non ho memoria delle origini, dal nome o'mistero (diosantissimo) con il quale ho patteggiato per un po' finchè mi ha deluso quando non siamo andati a fare il giro sul trenino turistico quella sera... ed è così pietosamente terminata la mia esperienza di credente - quanto darei per avere più chiari certi ricordi!
• First best friend: anche se la  prima vera e unica è la S. che tutt'ora è fedele compagna di vita con pregi e difetti reciproci... la prima a definirsi tale è stata una tale Alice, all'asilo. lei mi ha insegnato tutto il repertorio di parolacce e per questo non era ben vista da mia madre. in particolare l'esclamazione "o madonna" che aveva contagiato tutto l'asilo. è sempre stata una tipa più sveglia della media ma la nostra amicizia di migliori non è durata molto, probabilmente era troppo sveglia per me che ero tutto il contrario. 
• First telephone: contrariamente al solito andandamento della mia adolescenza, il telefono sono stata la prima della mia classe ad averlo. come si puo intuire non sapevo quindi che farmene e per quasi un anno è rimasto per lo più spento. nokia 3310 blu, con il barbatrucco per mettere il topino di sfondo. mio papà è arrivato un giorno a casa con questo nuovo di zecca senza alcun preavviso o mia richesta, lo sgomento di mia madre è memorabile. Mio padre era un fanatico dei cellulari, c'è una collezione di telefoni a banana con l'antenna, pesanti come mattoni, da qualche parte a casa sua.
• First book: non ricordo di preciso quale ma la collana era Le Avventure di Valentina, Battello a Vapore. ne ho letti tantissimi, adoravo leggere per spirito di emulazione dato che i mei genitori leggevano sempre un oretta prima di dormire. Questa Valentina ce l'ho nel cuore come fosse una vera amica d'infanzia, ho sempre immaginato che un giorno LaGrande, mia nipote, li avrebbe letti e poi passati a sua sorella ma ahimè la bimba non legge (....) e sono pronta a scommettere che non lo farà nemmeno LaPiccola per cui rimarranno lì ancora un po con la speranza che un giorno magari li leggerà... la Pelosa, da grandina.

Miro a rimettermi molto presto in pari con gli altri. 
Vi consiglio di dare un occhiata a tutto il progetto, arrivato alla sesta settimana, passando dal bannerino qui sotto e qui a fianco! 


http://www.thelifeinayear.com/p/2014-listography-project_6.html