Informazioni personali

La mia foto
Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 12 marzo 2014

Roba da Gatti: Paparazzate

Ieri pomeriggio ho tagliato l'ufficio per assicurarmi un posto il pole position con transenna nello stomaco al concerto di Elisa - di cui racconterò nei prossimi giorni - per cui oggi ho navigato senza vedere nulla all'orizzonte tra una cinquantina di e-mail da aprire e le richieste più disparate. da ricordare il can you help me to find any tickets for One Direction Live Turin in June? ....buongiorno ticketone sono Micol come posso esserele utile?!....
Tutto questo per dire che non ho il tempo di raccontare ciò che volevo e lo farò senz'altro la settimana prossima, per oggi vi lascio questa paparazzata della Gigghi:


Tu mi stai dicendo... che sono finiti i croccantini??!

Questa foto più la guardo più mi fa ridere. trovo che si possa adattare veramente a qualsiasi interpretazione, mi sembra una di quelle che si incontrano su fb accompagnate dalle dovute didascalie satiriche. 
A me piace pensare alla frase nella didascalia ma in realtà questa è l'espressione che ha assunto quando io le ho preso la pallina preferita con cui stava giocando e me la sono messa in tasca. 

Partecipate anche voi a Roba da Gatti, la rubrica felina del martedì. cliccando sul titolo troverete il post relativo con le poche regole da seguire. date un occhiata ai post scritti da Suster e al mio precedente! 
Questa settimana inoltre ha partecipato anche Liz con questo post, se qualcun altro di voi avesse scritto per Roba da Gatti me lo segnali qui nei commenti o nella mia pagina fb e verrà aggiunto!


venerdì 7 marzo 2014

Questa è assolutamente

la settimana del facciouncazzo contro la mia volontà. Perchè ci sono i periodi o le giornate in cui decido consapevolmente che di lavorare non ne ho voglia quindi faccio il meno possibile per poi dedicarmi ad attività che possono variare dallo scrivere, consultare siti di deals, di viaggi al non fare altro che fissare la porta dell'ufficio e ascoltare i tic tac dell'orologio. 
Io però questa settimana non ne ero affatto intenzionata, volevo lavorare, lo giuro. qualcosa mi impedisce persino di ordinare i fogli sparsi che ho tutt'intorno, e questa non è proprio una cosa da me. la mezza stagione che avanza? i postumi del lutto? l'insoddisfazione verso la mia relazione fatta di incontri fugaci e poco tempo in due? Facciamo che sono i trenta euro di aumento, che sono lì fermi in gola e non vanno ancora giù. l'umilazione interna, il sentirsi presi bellamente per i fondelli, il dover sorridere per forza, l'aspettativa di un miglioramento di vita stangata in un solo colpo. e facciamo anche che allora va bene lo stesso, va bene così, che è venerdì e la regola del venerdì è quella delle tre effe - Madame docet - fuck you and your fucking problems.
Ma da lunedì cambia tutto. E non per loro, per i capi merde che credono di scamparla gonfiando il mio ego nel definirmi una manager a capo del reparto export  - di cui sono l'unica rappresentate - e poi mi premiano per il lavoro svolto con trenta euri trenta. per me. 
Innanzitutto devo riuscire a svegliarmi, devo. Devo riuscire ad alzare le chiappette d'oro dal letto alle sette e trenta, fare le cose con tempistiche umane ed essere in ufficio al massimo alle otto e cinquantacinque, non un minuto più tardi. E questo non deve essere altro che l'inizio del vero cammino verso l'obbiettivo: diventare una di quelle donne che al mattino fanno il letto e rassettanto se pur in modo minimale il bagno dopo essersi preparate, prima di recarsi al lavoro.
Poi, tornare alla mia vecchia sana alimentazione curativa per corpo e anima. sono indietrissimo rispetto agli altri anni, tra pochi weekend mi getterò nel cambio stagione, sento già l'arrivo del tarlo nel cervello da lontano, si è svegliato dal suo letargo, si stiracchia e a breve si metterà in viaggio. non posso assolutamente farmi trovare impreparata, sopratutto quest'anno che va di moda Peppa Pig e di indumenti somiglianti ai suoi per la mezza stagione ne ho parecchi. ho un pancione che se osassi una maglia aderente rischierei di far pensare al parentame di averli accontentati con un concepimento, per non parlare di come mi sento pesante, goffa e costantemente affamata. 
E in ultimo, ma non meno importante, fumare meno e bere meno caffè.
Questo è un piano di battaglia che ho già attuato più volte e che mi ha sempre dato parecchie soddisfazioni. mi fa sentire apposto con me stessa, di farmi del bene, e questa sensazione già di per se basta a rigenerarmi. se poi si aggiunge l'assenza di tachicardia da troppa caffeina e sigarette, il vedermi bella allo specchio e inziare le giornate con calma e senza sensi di colpa per bedgate vergognosamente dopo le colleghe, raggiungo importanti livelli di libidine.
Ovviamente mi serve una gran carica, che spero di trovare nella giornata di domani con la S.
Abbiamo deciso di festeggiare la Sagra della Zoccola con una giornata per noi, iniziando con una buona colazione al nostro bar preferito, un taglio e piega da un caro parrucchiere di torino, un pranzetto in centro, fuitina da bottega verde e conseguente shopping - lei che compra e io che guardo, come di consueto, è già tanto se mi potrò permettere uno smalto facendo tutte le cose precedentemente elencate ma sono una che sa accontentarsi.  conluderò poi la giornata con una pizza con Ego e la coppia di Amici.

Avrete intutito che oggi c'è il sole.

giovedì 6 marzo 2014

A chi si accingerà

nella lettura di quanto più sotto, consiglio di dare un occhiata anche alla puntata precedente qui.

A Micol piace vincere facile. ponciponciponpon. iniziare dallo zio. Lui è il piccolo di casa, ma anche l'unico maschio. a lui spetta quindi l'ultima parola su tutto, senza però tutta la parte precedente fatta di telefonate che sono sproloqui, contraddazioni, sms riportanti dubbi esistenziali e cambi di idee repentini. perchè lui non si puo disturbare, non lo si puo stalkerare al cellulare a tutte le ore del giorno. non gli si chiede di mettere le sue possenti braccia a disposizione della famigghia e portar su la bombola del gas alla madre ma serve il suo benestare per comprare quella da 50 litri invece della solita da 25. Se c'è lui a pranzo, il pane si compra fresco e le portate si fan tutte, dagli antipasti agli amari. C'è però da chiarire che non è lui a pretendere questo speciale trattamento e che al contrario, lui probabilmente pagherebbe per non essere minimamente preso in considerazione. negli ultimi anni la mia idea di lui è cambiata radialmente... quando non ero ancora ben conscia del pattume celato dietro quei sorrisi e quegli abbracci che siamo la tua famigghia e di noi ti puoi fidare, lo ritenevo un egoista eterno bambino che se ne infischiava di tutto e tutti. Lui viene ogni tanto e quando viene sta poco. persino al matrimonio di maicuginadeficente è riuscito ad andarsene a poche ore dall'inzio del pranzo, suscitando lo sgomento della famigghia tutta. se non lo chiami tu lui non si fa sentire salvo speciali occasioni, se non lo cerchi lo vedi a pasqua e natale e lo ritrovi con lo stesso sorriso piacione della volta prima. compleanni e ricorrenze varie lui non se le ricorda ed è l'unico a non adorare le bambine, le mie nipoti, tanto carine ma non mi urlare nelle orecchie grazie. un gran un furbo da imitare. A pochi mesi di vita è stato lasciato alle cure di mia madre durante il gap di mezz'ora nella quale mia nonna tornava a casa e mio nonno si dirigeva in fabbrica. come una bambina di sette anni potesse badare ad un neonato nella realtà non lo saprei spegare, credo che la sua sopravvivenza si debba molto alla vicina di casa dall'orecchio fino che accorreva prima che diventasse cianotico. Non credo che mia nonna gli abbia trasmesso troppo il fatto che per lei la sua venuta fosse stata una disgrazia, non più di quanto lo facesse anche con le altre due. E' stato l'unico dei tre a diplomarsi, l'intelligentone di casa, che faceva tanto arrabbiare mia mamma perchè leggeva la pagina una volta e la sapeva a memoria mentre lei, capra, doveva passarci su un pomeriggio. Poco dopo diplomato l'hanno assunto in una banca della provincia e questa è stata un ottima scusa per andare velocemente via di casa. lui si è smazzato la vedovanza della madre da vicino e praticamente da solo, le sorelle, furbone si potevano nascondere dietro a dei matrimoni problematici - nelle prossime puntate - e a una prole da assistere. Lui sostiene di avere pochissimi ricordi del padre nonostante i diciotto anni di vita insieme, questa è una cosa che a me non quadra, non lo trovo possibile. non penso che lui menta e non penso nemmeno che esista una sorta di shock che possa provocare una tale amnesia, penso piuttosto che suo padre non gli piacesse molto. Aveva diciottoanni, era a casa, e suo cugino che abitava nel palazzo di fronte l'ha fatto uscire sul balcone per urlargli ma è morto zio mi han detto. aveva la patente da pochi giorni e si è precipitato all'ospedale, di lì a seguire tre incidenti ubriaco dal quale è straordinariamente uscito indenne nonostante le macchine distrutte. come abbia vissuto il lutto non è dato sapere, mia madre nei suoi commoventi racconti non parla che di se, di quando è arrivata all'ospedale e se l'è trovato lì seduto, morto, nessuno se ne era ancora accorto. che culo eh. Quest'estate però, mi ha raccontato di aver passato i due mesi successivi chiuso in casa per non lasciare da sola sua madre. lui guardava la televisione e lei a fianco sul divano che piangeva. finchè un giorno lui si è rotto le palle e gli ha detto se vuoi piangere piangi, io esco. e mia nonna è uscita. eccome se è uscita. per assurdo sembra che lui sia stato quello tra i figli a cui è importato meno di vedere sua madre che dopo soli due mesi dalla morte del padre frequentava già un altro uomo. mia madre diventa verde ancora adesso se menzioni la questione, sua sorella ha fatto il diavolo a quattro quando è stata ora, lui era un ragazzino si, ma secondo me la realtà è che non glie n'è fregata davvero una mazza, perchè ad un certo punto meglio in giro con un uomo che qui in casa a piangere e non permettermi di vivere. lo so perchè è un ragionamento che potrei fare anche io, e non ne vado fiera. credo che quello sia stato il punto di rottura, l'evento scatenante del suo egoismo, un egoisimo intelligente. completamente diverso da quello di sua madre, o meglio, dei suoi parenti. un egoismo di sopravvivenza di chi ci prova ma poi ad un certo punto meglio tu che io. la sua filosofia in generale è il vivi e lascia vivere, è un quasi cinquantenne che si crede un ventenne, si veste da sballone e riesce a vomitare ancora per l'alcool il sabato sera. E' l'unico ad abitare in un altro paese, che cambia in base ai periodi della sua vita e a dove lo spostano di filiale. Ha una bella posizione in banca ma in realtà è un cantate stonato di due cover band abbastanza famose e questo lo porta costantemente in giro per l'Italia nonchè ad avere quasi tutti i weekend dell'anno impegnati. Ha sempre stupito con effetti speciali la famigghia accasadosi alla velocità della luce con donne dalla dubbia personalità e facendole sparire alla stessa velocità. Due anni fa ha interrotto la sua relazione più lunga dopo dieci anni di convivenza piantondole le corna con una qualsiasi e si è presentato da solo al pranzo di natale dando l'annuncio al momento del panettone, a ottobre dell'anno scorso è poi arrivato con una ragazzina con cui ora sembra stia comprando casa. le sorelle dicono che lui è un peter pan, cuore di sorelle, secondo me ha un carattere di merda ed è un compagno insoppportabile per non parlare del vizietto di trombare fuori casa ogni tanto. 
E', tutto sommato, l'unica persona che stimo tra tutta questa gentaccia, perchè degno di esser definito una mente pensante. come possono essere davvero sue sorelle le altre due?

...to be continued.

mercoledì 5 marzo 2014

Micol

ce prova. che poi nessuno mi venga a dire che non era stato avvertito. Ci provo, a scrivere quello che voglio scrivere da mesi, a mettere nero su bianco la merda che ho visto, mangiato, bevuto e di tanto in tanto creato - perchè di me si puo dir molte cose ma non che non sia una persona onesta. Ci provo, a raccontare di un funerale, di cattiveria, di dolore, senza tediare il lettore e sopratutto me stessa, con tutto il bene che vi voglio ma voi potete cambiare pagina eventualmente mentre io no. una sfida.
Sarà una roba lunga perchè lunga effettivamente è stata, e ancora non è finita, una roba che richiede molta cura, precise descrizioni, dettagli senza i quali sarebbe difficile farsi capire, e per questo lo farò a puntate, a più riprese, a pezzi. Non so da dove sia più opportuno iniziare, se ci avessi pensato prima avrei estratto a sorte o magari lanciato un sondaggio facendo scegliere voi ma è tardi e se perdo l'attimo siamo fottuti. Il ostacolo lo incontro nello scegliere se iniziare di qua o di là, dai parenti paterni o da quelli materni. e opterò per i secondi perchè a differenza degli altri, assodate merde, questi sono stati una sorpresa, una rivelazione.  
Mia madre ha una sorella e un fratello. Si potrebbero definire figli di un preservativo ma non sarebbe corretto perchè mia nonna me l'ha detto chiaramente, che non lo si usava, semplicemente è successo - perchè così ha voluto il Signore. Lei una donna profondamente ignorante, culturalmente e di spirito, e tremendamente egoista di quell'essere egoisti strettamente correlato alla sua ignoranza. un egoismo che se riesci a viederlo per quelo che è non ti ferisce ma che se riesce a colpirti direttamente taglia come una lama. Figlia a sua volta di egoisti, penultima di otto fratelli, è arrivata in piemonte da sola a sedici anni per lavorare e a diciannove si è sposata con mio nonno la cui storia non conosco affatto. Sono poche le informazioni che ho a diposizione per giudicare quella che è stata la sua infanzia e adolescenza ma in confronto a tante storie di quei tempi credo che tutta la sua vita presa nell'insieme, considerando la famigilia che poi si è formata lei, non abbia niente da invidiare ad altre. I tre figli sono arrivati con cadenza regolare di sei anni l'uno dall'altro e nel frattempo loro lavoravano in fabbrica facendo i turni inversi perchè ci fosse sempre qualcuno a badargli, vedendosi ben poco. questo è quello che lei dice quando ne racconta, l'unico figlio che voleva era il primo e con suo marito ci si vedeva poco. non navigavano nell'oro ma la domenica mio nonno le diceva di vestirsi a festa e dopo la messa si andava a fare l'aperitivo in paese e si pranzava più tardi, avevano tantissimi amici con cui giocavano a tombola il sabato sera e ad agosto si partiva con il centododici carico che manco nelle commedie fantozziane e si raggiungevano i parenti in veneto. Poi lui è morto, quando il figlio più piccolo aveva diciottanni e io un anno, a pochi mesi dall'agognata pensione che gli avrebbe finalmente concesso quel tempo per vedersi. lei si è fatta venire un enorme bolla viola sul labbro a forza di mordersi la bocca in anni di lacrime notturne, il mio solo ricordo di infanzia di mia nonna è questo enorme ematoma di cui si lagnava e l'immagine di lei allo specchio che se lo tocca con l'indice. è rimasta vedova a cinquant'anni e questa è sicuramente stata la grande sfortuna della sua vita, eppure a sentir lei la sua vita è stata fatica e basta, sacrifici e niente in cambio. In ogni caso, mordendosi le labbra, due mesi dopo il grande lutto partiva per la montagna con un tizio, dopo poco sostituito con un altro tizio, e poi con un altro, e un altro ancora. e la maratona continua ancor oggi, con l'unica differenza che la famiglia c'ha fatto l'abitudine e nessuno tenta più di impararne nome e cognome a memoria o di dissentire. C'ho la nonna allegra io, col vizio dell'alcol. che fa la croce con la scopa e lo spazzolone e la appoggia alle finestre quando c'è il temporale perchè senno ti entra il diavolo in casa, che chiama tutte le malattie brutti mali perchè nominarle porta iella e che quando in un obsoleto discorso famigliare ha appreso che se io avessi figli non li battezzerei mi ha chiesto: ma glielo dai un nome almeno? Suo marito invece era un bacchettone, di istruzione rigida e mentalità a senso unico, che ti guardava male se grattavi il parmigiano fuori dal piatto della pasta, mi dicono, che il parmigiano costa. due elementi che non mi spiego come potessero aver trovato il modo di stare insieme, sarà che si vedevano poco. i più mi dicono che lui aveva una grande pazienza con lei, e io ci aggiungo che non me la contan giusta perchè in certi casi la pazienza non basta. Quello che non saprei definire è come hanno cresciuto i tre figli. saprei dire come hanno cresciuto mia madre, come hanno cresciuto quell'idiota di sua sorella o quel piacione del fratello, ma sarà che io sono figlia unica ma sono convinta che la linea debba essere una soltanto con tutti i figli, con una percetuale variabile in base al fatto che ogni figlio è diverso dall'altro. e infatti ritrovo questa linea in tutti i fratelli che conosco se pur molto diversi tra loro. è questa linea che mi sfugge, i tre sono così diversi l'uno dall'altro da non sembrarmi mele dello stesso albero. e tra i tre il figlio sfigato è stato ovviamente mia madre, inutile dirlo, il suo vittimismoo è nato con lei, ce l'aveva lì insieme alla placenta. il figlio di mezzo, quello che non è abbastanza grande da essere responsabilizzato ed esente da certi obblighi ma nemmeno abbastanza piccolo da godere di giustificazioni  e previlegi. Sua sorella, che è la maggiore dei tre, ha studiato o almeno ci ha provato, perchè il boom economico si è sentito per riflesso anche a casa loro e i figli erano soltanto due. quando è toccato a lei invece soldi non ce n'erano ed era arrivata una terza bocca da sfamare. la sorella maggiore si è tolta di mezzo in fretta, a diciotto anni appena compiuti, eppure mia madre non ha potuto godere di nessun benefit comunque perchè il piccolo cresceva e i bisogni cambiavano insieme alla società... e poi lui era il maschio. Se provo ad adattare tutto questo alla personalità di mia madre mi sento di dover alleggerire i suoi genitori di molte colpe da ricondursi invece a lei. però non riesco a decidermi, e se fosse quella realtà ad aver dato vita a questa sua personalità? nasce prima la personalità o è la personale storia a formarla?

....to be continued. 

martedì 4 marzo 2014

Roba da Gatti - Il rito della nanna

La pioggia continua, sia fuori che dentro. 
Fortuna che però oggi è martedì, e finalmente Cats on Tuesday - Roba da Gatti!
Non vedevo l'ora di iniziare con questa rubrica, che ovviamente non è mia - mi piace usare le cose degli altri, non si fosse ancora capito - ma della nuova amica bloggher SuSter.
Come dice Ego io me le faccio e me le disfo da sola, ma guai a dargli ragione, e anche in questa occasione non mi sono smentita. ho visto questa sua meravigliosa iniziativa di qualche anno fa, tralasciata anche a causa dell'arrivo di due non pelose un po' più impegnative, e mi sono autocandidata per protarla avanti. Mi entusiasma tanto perchè la trovo un idea davvero geniale. innanzitutto per condividere esperienze e  anedotti che vedono protagonista il Ggatto, perchè ne avrei da raccontare tutti i giorni ma se ogni giorno ne scrivessi un pezzo finirei per scrivere solo di quello, in questo modo invece ci sarà un giorno della settimana nel quale potrò dare libero sfogo a tutto ciò che non voglio dimenticare e mi va di condividere con voi. inoltre mi sembra un ottimo modo per attirare l'attenzione di altre bloggher gattare, potrebbe diventare un occasione per radunarci con un apputamento settimanale!

http://pisaendlove.blogspot.it/p/roba-da-gatti.html

Inizio raccontando uno tra i tanti riti della Gighhi: Il rito della nanna.
Detto così Il rito della nanna potrebbe sembrare qualcosa di terribilmente stucchevole. a me fa venire in mente un bambino, il figlio della mia excollegaamica P., con gli occhioni dolci di un azzurro vitreo che ogni sera alla stessa ora chiedeva di lavae i 'ntini - lavare i dentini, a completamento d'opera faceva il giro della casa per salutare tutte cose notte libri, notte cucina, notte tappeto, notte giochini, si metteva a letto e qualcuno doveva sfogliargli le pagine di uno dei suoi libricini di Cars finchè cadeva in un sonno profondo poco dopo. Cè da azzerare totalmente il cervello, perchè il rito della nanna della pelosa ha ben poco di dolce. 
Durante il post cena La Gigghi per lo più sonnecchia, in solitaria se io e Ego siamo sul divano oppure con/addosso a noi se siamo soli - i dettagli di questo suo "problema" nelle prossime puntate - quindi quando ci alziamo finalmente dal divano per dirigerci in camera da letto lei ha tutta l'energia necessaria a copiere il magico rito. Dopo aver assistito e ove possibile partecipato ai vari lavaggio denti, estrazioni lenti a contatto e pipì mie e di Ego, si avvia verso la camera, luogo da lei ignorato durante quasi tutto il resto della giornata salvo momento del rifacimento letto che lei adora e qualche sbirciata dalla finestra dove spesso si vede un gattone nero che corre nel campo di sotto. Se uno di noi è già a letto e l'altro ancora in bagno, lei sosta a mezza via sul tappetto dell'entrata dove puo tenere sotto controllo entrambi e se per caso quello in bagno lei ritiene si stia dilungando troppo, lo raggiunge per bacchettarlo irritata e mettergli ansia. Quando finalmente entrambi siamo alle nostre postazioni a fianco al letto intenti a impagiarmarci si può dare inizio al rito della nanna. Innanzitutto si sale sul letto con veeemento e ci si dirige dal primo dei due che ha scoperchiato quel magico regno tirando giù il piumino. dopo un breve giro di perlustrazione del territorio si sale sul comodino più vicino dal quale si raggiunge facilmente la testiera del letto. Lì la zampa pelosa ci sta appena e puo prodigarsi in una corsetta degna del miglior equilibrista avanti e indietro anche più volte finchè un umano non avrà tirato giù anche le lenzuola e si potrà finalmente accedere al magico regno di sotto, che Narnia in confronto gli fa una pippa. due strati tra coperta e lenzuolo in cui sguazzare alla ricerca di quei cosi lì, i piedi, che si muovono quando meno te lo aspetti, tutti da acchiappare e azzannare. non ci si ferma troppo qui però, che è un posto pericoloso, si risale quindi verso la luce ma prima di uscire definitivamente si spunta con musetto e naso umido in perlustrazione che non si sa mai cosa accade la fuori. A questo punto finalmente l'umana meno pelosa si è tolta il mollettone e la forcina dai capelli e ha appoggiato tutto sul comodino insieme, nei giorni più fortunati, a un pacchetto di fazzoletti e magari una crema per le mani. posso quindi procedere all'attaccco: si balza sul comodino, si osserva con attenzione e poi si procede con le zampate, piccole, composte ma decise, giù uno, giù due, giù tre finchè il comodino è bello vuoto come piace a lei. adesso puo poggiare il suo culone comodomante e iniziare a far oscillare la catenella porta foto attaccata a fianco al mio comodicno, per poi osservarla muoversi seguendola con la testa chinata da un lato finchè questa non si ferma e le si da un altra zampata. Siamo quindi giunti all'ultima fase del rito, noi siamo ormai sdraiati sotto le coperte, si cavalca fino al fondo del letto senza dimenticarsi di azzannare tutti i piedi che incontrano per poi impegnarsi in un salto che la porta sul comò in fronte al letto. ora gli umani si nascondono sotto il piumino, si risvegliano gli istenti bellici e si salta di pancia all'attacco sul nemico che puntualmente rispunta dalla coperta facendola irrigidire e scappare slittando di nuovo sul comò. quest'ultima fase puo andare avanti dai due minuti ai cinque finchè non è abbastanza stanca e si accuccia sui piedi di Ego, che guai se ne muove uno, e in breve si addormenta.
Questo si ripete nella stessa sequenza ogni sera, tutte le sere. Prima che lei arrivasse questo era un momento della giornata del tutto irrilevante per noi, nei giorni  nei quali eravamo più stanchi era seguito dall'istantanea luce spenta e una velocissima buonanotte e ora per quanto possiamo essere stanchi troviamo ancora sempre dell'energia per seguirla nel suo rito e nasconderci sotto le coperte come due pirla. E questo è solo uno dei tanti aspetti della nostra vita che sono cambiati da quando è arrivata. 

Per voi fugaci momenti di lotta con i piedi di Ego - notare il mio bel piumino grigio che ormai utilizziamo al contrario, dalla parte bianca, per salvaguardarlo dalle sue unghiette







Partecipate anche voi a Roba da Gatti, la rubrica felina del martedì, cliccando sul titolo troverete il post relativo con le poche regole da seguire. Io, come sempre, sono stata prolissa ma bastano anche poche righe o magari una foto esaustiva. Date un occhiata ai post della rubrica scritti da Suster!

lunedì 3 marzo 2014

Non riesco ad accettarla questa cosa,

questo fatto ormai risaputo di me che mi sveglio in mood X, guardo fuori dalla finestra e se c'è il sole son tutta un saltello e lavitaèbella e se è grigio maiunagioia. Ormai lo so, c'ho fatto il callo, dopo anni passati a fingere che a me del clima fregava quanto sapere cosa cucina per pranzo quella del piano di sotto, ormai non posso più prendere in giro nessuno. ma tra la consapevolezza e l'accettazione ci passa ancora un camion in mezzo. Una maniaca del controllo non puo nemmeno concepire che qualcosa di lei si muova da automa, neanche e sopratutto il suo umore. per cui oggi va così. scazzo perchè piove e fa freddo ed è grigio, scazzo perchè non è possibile avere lo scazzo per il colore del cielo. e mettici anche la spalla destra dolorante e il braccio indolenzito post dormita in una della mie posizioni rilassate, lo scivolone sul bagnato tentando di afferrare il mio amato voucher di bottegaverde dalla buca delle lettere con macchiazza marrone al giubotto bello da appoggio al cassonetto dell'umido, e il fatto che stasera devo passare a casa di miacuginadeficente - quella che mi ha caricato di miserie quando ero totalmente senza difesa - a ritirare una cosa. A incorniciare il tutto il ritiro delle raccomandate in giacenza da parte di Ego stamattina: duecento euro da dare all'agenzia delle entrare, centoventicinque a equitalia e ottanta al comune di Bologna. Raccontarsi che si tratta di un periodo è ridicolo, il periodo è iniziato quando siamo andati a vivere insieme quattro anni fa e probabilmente non finirà mai. l'unica variante che potrebbe esserci a cambiare questa cruda reltà che ci vuole poveri e precari sarebbe un aumento delle nostre entrate. non c'è speranza che siano le uscite a diminuire... forse le consueguenze delle stronzate fatte nel passato da mio suocero prima o poi vedranno la loro fine, ma una multa ogni tanto Ego la prenderà sempre - e che quel ogni tanto sia sempre nei mesi peggiori dell'anno va ricondatto alla legge di Murphy e a nient'altro - e il commercialista un errore ogni tanto lo farà sempre. Fosse il mio di commercialista, come minimo pretenderei che si addossi la metà dell'ammenda, e se non gli sta bene cambierei commercialista, ma Ego la pensa diversamente quindi va bene così. e io pago, come si suol dire. Non siamo fortunati io e lui, su questo non ci piove - almeno su questo, che qui tra un po c'è da uscire con i braccioli - non lo siamo mai stati. Mi lamento si, come mi ha insegnato la mia cara terapista, se stai a guardare c'è sempre chi sta peggio, allora nessuno avrebbe mai il diritto di lamentarsi  - lamentarsi è un sacrosantissimo diritto di ognuno di noi Micol, che poi uno tedi il prossimo con le proprie lamentele quello è un altro discorso. e sentitevi tediati voi che leggete, accettasi lamentele appunto. Se c'è una cosa che poteva andare male a noi è sempre andata male, periodi nei quali abbiamo potuto respiare, economicamente parlando, non li abbiamo mai visti. e per respirare intendo fare una spesa piena di leccornie non necessariamente utili al fabbisogno nutrizionale dell'essere umano s'intende, mica di comprarci i-pad o vestiti firmati. La prima ed unica cosa in più che ci siamo concessi in questi anni è stata la moto l'anno scorso, usata si e no un mese, che ora non parte più in nessun modo e che forse toccherà cambiargli la centralina tirando fuori mille euri mille. La tempestività col quale queste botte arrivano è così perfetta da farmi sempre fare tante risate: o quando siamo veramente ridotti a pane e cipolle o quando sembra ci possa essere uno slancio di miglioramento. la botta arriva, ad azzerare tutto e segarci le gambe. Ego da un po' di anni ha smesso di prenderla in maniera ottimistica, non è uno che si demoralizza per questi motivi, sarà anche perchè fin da bambino ha sempre più o meno convissuto con problemi economici, ma la cosa lo tiene fermamente arenato alla reltà. questo significa nessun sogno, nessun progetto che vada più in là del prossimo weekend, nessun interesse verso qualcosa che si discosta dalle nostre possibilità, nemmeno per scherzarci su. Io invece non smetto di progettare, di organizzare cose che non faremo, in particolare viaggi. organizzo il weekend lungo per il nostro anniversario, il 5 di aprile, ogni anno da quattro anni e ormai lo so che ad aprile non avremo un euro per piangere come dice il mio capo, ma lo faccio lo stesso e fino a pochi mesi prima ci credo davvero. Poi arriva marzo , questi giorni, la primavera la vedi lì che si prepara, si fa bella, armi e bagagli  son pronti e - estratto conto in una mano, multe, bollette e pagamenti vari nell'altra... fisso la calcolatrice e mi rendo conto che non sa da fa', neanche questa volta. e non solo il viaggio, tante altre cose, sputeremo sangue amaro per prenotare le ferie di agosto, come sempre. ci risiamo, aridagliè, un disco rotto. Ma oggi non c'è il sole, non c'è un cazzo da ridere, me ne andrei solo a dormire, con le coperte tirate fin sulla testa, il ratin a fare le fusa di fianco, e andateci voi a lavorare và, che tanto non cambia.