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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.
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giovedì 21 settembre 2017

Giorni bui come non se ne vedevano da un po'.

In realtà il giorno di merda è stato ieri, oggi dovrebbe essere anonimo, che sia benedetto, ma se ieri alle ventidue ero sull'orlo di una crisi di nervi, oggi ne assaporo l'amaro e non so cosa sia peggio.
Tra le piccole sfighe di ieri c'è quella di non aver trovato posto dal mio parrucchiere per domani, il che mi ha sputtanato tutti i programmi che avevo. Non ho chiamato prima perché ho aspettato che la S. si degnasse di dirmi se saremo andate assieme o meno, e alla fine sono rimasta inchiappettata io come ogni volta da quando il suo utero è stato abitato. Mi farò mai furba a riguardo? 
Così domattina devo andare in banca con mia madre e a svolgere un paio di compiti similari veloci dopodiché non so come sfruttare il pomeriggio libero e sprecarlo mi dispiacerebbe assai. Probabilmente andrò da Ego che mi ha chiesto più volte di vedere il nuovo ufficio e mi ha pure invitato a pranzo, cosa mai successa in due anni che lavora in proprio. 
Poi un opzione sarebbe stata vedere l'amica C. che sto evitando di andare a comprare il pane da lei per la vergogna da quante volte l'ho rimbalzata promettendole di farmi sentire per un venerdì pomeriggio... è che non ho tanta voglia di andarmene per negozi al momento sapendo che andrò a breve in centro a Torino per i capelli e lì un po' di shopping ci scapperà sicuramente. 
L'altra opzione sarebbe quella di mettermi a lavorare su un po' di foto - devo ancora elaborare quelle del viaggio a Venezia, di pasqua! - ma era una cosa che volevo tenermi per ottobre quando i capi saranno quasi tutto il mese negli usa e so già che mi straccerò i maroni tutto il giorno tutti i giorni e mi porterò in ufficio la memoria esterna. 
La terza opzione, la più saggia, è quella di fare un po' di pulizie... qualcosa tipo il bagno a fondo, o i vetri, considerando pure che venerdì prossimo, di grazia, dovrei non esserci.
Se continuo così non farò un tubo. 
Stasera Ego ha allenamento e io stirerò, che lo potrei anche fare domani ma mi scazza passarmi il venerdì pomeriggio a stirare, mi pare di sprecare il tempo, e poi per far cosa stasera? 
E' di nuovo uno di quei periodi in cui tutto deve avere un senso altrimenti non lo riesco a fare. 
Una serata sul divano da sola non sarebbe inaccettabile.
Le mie serie tv le guardo ma solo mentre stiro altrimenti lo considererei tempo buttato.
Di leggere e scrivere non se ne parla a meno che non sia in ufficio che tanto ci devo stare tot ore a forza.
Lo yoga lo faccio pochissimo e pensando a cosa devo far dopo, solo se ho finito di fare quello che mi ero programmata e aspetto Ego per cenare. Su questo so di dovermi impegnare, è troppo importante per il mio sistema limbico (...).
Passerà, son momenti, di me non mi preoccupo più, so di essere innocua a me stessa.
 

mercoledì 20 settembre 2017

Ieri sono stata dal notaio.

Da individui con una visione normale della realtà il viaggio per arrivare a quella che sarà la nostra casa sarebbe visto come un grande puzzle a cui aggiungere pezzettini fino ad ad avere il disegno completo. Non è che i pezzi del puzzle si trovino già disposti in ordine di inserimento, ca va sans dire, ma piano piano si trova l'incastro perfetto ed ecco il disegno prendere forma.
Io invece, che normale non sono, vedo un grande groviglio di fili colorati da cui dover sciogliere ogni volta un nodo per poter tirare un filo e ancora non mi è chiaro cosa vedrò alla fine, forse miro a tanti fili di colori diversi ben disposti al loro posto, forse a un gomitolo ordinato seppur di diverse sfumature.
Ecco, ieri mi pare di aver sciolto un nodino scoprendo come fare a sciogliere quello grande che tiene il filo di questo colore unito tutti gli altri.
Un piccolissimo passo insomma, che è l'alternativa allo stare fermi e lagnarsi.
Quando in quaranta minuti sciolgo un nodino mi pervade una sensazione di trionfo che neanche il giorno in cui ho firmato per chiudere tutti i casini con i parenti, che neanche il giorno dopo il matrimonio, che neanche tutte le volte che ho visto mio padre uscire dalla sala operatoria vivo.
Ma quando il nodino risulta troppo stretto e la sua risoluzione non viene esclusa ma semplicemente rinviata è tutta un'altra storia. 
Inizio a chiedermi se ha senso, ancora, se ho voglia, ancora, se quando sarò nella mia casa mi dirò che ne è valsa la pena.
E' difficile accettare di dover lottare come un mulo per cose che la maggior parte delle persone fanno con un semplicità estrema e senza sforzo alcuno.
Quest'anno, combinazione, la maggior parte dei nostri amici sta comprando casa. 
Nessuno di questi ha dovuto nemmeno domandarsi se poteva usufruire delle agevolazioni sulla prima casa, tutti hanno avuto i genitori almeno di uno o dell'altro o in alcuni casi di entrambi che hanno contribuito in maniera più o meno importante all'anticipo permettendo loro di avere un mutuo vivibile e/o corto, che gli hanno fatto da garanti in banca, che gli hanno regalato la camera da letto, i materassi, il bonsai di buon auspicio da mettere in ingresso.
La Pollyanna che c'è in me sempre pronta a vittimizzarsi esce fuori in tutto il suo splendore, si perde a sognare a passeggiate per il campo con mio padre a controllare le transenne con su scritti i nostri cognomi, i suoi commenti, la sua felicità che c'era sempre qualsiasi cazzata io facessi, il suo appoggio anche quando non era d'accordo.
Io e Ego la casa la viviamo tanto, sopratutto da quando ci sono i mici e sopratutto d'inverno. D'inverno io sono capace di non uscirne dalle diciotto del giovedì pomeriggio al lunedì mattina e solo perché alle nove devo essere in ufficio. La casa per me è la chiesa, è il mio posto sicuro dove posso decidere chi e cosa far entrare, pronto ad accogliermi sempre in qualsiasi condizione.
Ora i miei 36 mq sono questo, a volte rimango ancora imbambolata a guardarmi intorno e pensare cos'era, alla faccia schifata di mia madre ai tempi nell'affermare che si trattava di "due stanze", e vedere quanta vita, quanto calore, quanta roba si porta dietro negli anni... il bene, il male, la vita.
Mi chiedo, la casa nuova saprà essere questo? potrà competere? mi sentirò a casa?
O tutti questi sforzi mi daranno una casa grande e anonima dove mi sentirò esposta, sola?
Naturalmente l'omino del cervello mi fa notare che nessuno mi obbliga a farlo, che sono anni che mi lagno del poco spazio e ora che finalmente si sta concretizzando non sono mai contenta.
E' che sono stanca di fare fatica, di dover sudare sempre per ogni cosa, e sento che non è finita qui, che sarà sempre un po così, che faticherò ancora e ancora, un po' per tutto. 
C'è chi nasce e cresce con una strada diritta da percorrere, c'è chi dovrà affrontare sempre e per sempre sentieri impervi intervallati da brevi pianure.
Chissà se alla fine, almeno, ci sarà un premio. 

mercoledì 8 giugno 2016

Ci siamo.

secondo e terzo, pompatissimo, ricchissimo, gonfiatissimo, save the date... andati.
Provo ancora un brivido di adrenalina al pensiero, anche se domani sarà già trascorsa una settimana - oggi la settimana scorsa boccheggiavo, bisogna ricordarsele le cose per far si che non si ripetano.
Mi sarebbe tanto piaciuto poter scrivere che è andato tutto perfettamente, ma è una di quelle cose che non succede a me. accontentiamoci di un è andato come è andato l'importante è che sia finito, che non era mica il mio di matrimonio - cazzarola.
Partendo dall'addio al nubilato... che è sicuramente la cosa andata meno bene. all'aperitivo c'era un afa che ero incredula e continuavo a guardare il cielo chiedendo se qualcuno mi stesse prendendo per il culo... avevo messo il vestitino giallo alla fine, convintissima che mi sarebbe arrivato il ciclo in serata - e invece era solo l'ansia - e menomale perchè con i jeans non sarei sopravvissuta. sono riuscita a non bere fino a mezz'ora prima che arrivassero tutte ma alla fine ho ceduto con uno spritz che a stomaco vuoto mi ha dato esattamente quel senso di rincoglionimento che non volevo e alle presentazioni con le invitate ero rigida come uno stoccafisso. appena ordinata la cena sono andata in bagno a farmi un mantra di rigenerazione con l'amica V. che mi pettinava i capelli incollati al collo dal sudore. da lì è andata decisamente meglio, la B. era felice, rideva, stava con tutte le invitate e fare le foto è stato facile ma come da previsioni sono arrivata alla fine della passeggiata post cena distrutta... Avevo già i piedi in fiamme, collo e spalle fuoriuso da fotocamera e borsa, e le borsone con la roba che ovviamente nessuno si è offerto di tenere, che mi avevano tagliato i polsi. Ho preso la decisione più saggia e ho rimesso i sandalini bassi prima di andare in discoteca e ringrazio tuttiisanti di averlo fatto. In discoteca tutto è andato esattamente come nei miei peggiori incubi... il pr con cui avevo preso contatti non c'era, mi ha dirottato ad un altro che ha esordito davanti a tutte sparando prezzi molto più bassi di quelli faticosamente concordati con le ragazze per avere il numero minimo sindacale di bottiglie. Il tavolo faceva schifo e ce lo hanno cambiato ma dopo poco è arrivato un energumero che voleva cacciarci, chiamavo il tipo ripetutamente e non rispondeva... dopo due ore sono iniziati anche i problemi con i pass di uscita che mi aveva dato, alcune ragazze riuscivano ad uscire ed altre no.. ho pagato io quello che serviva e alla fine questa serata mi deve essere costata almeno duecento euro ma ho volutamente deciso di non mettermi a fare i conti per non incazzarmi.
Per finire in bellezza, la B., ciucca come un cavallo, mi fa una scenata alle quattro perchè vuole andare a casa... dicendomi che ha la tosse e che se al suo matrimonio ha quaranta di febbre è colpa mia. me la levano dalle mani prima che possa prenderla e catapultarla direttamente nel Po' ma intanto la cosa mi ha annientato... dopo poco ha riprende a fare la cretina in giro, si diverte e si dimentica, e quando alle sette la scarico a casa mi abbraccia e mi ringrazia... Sicuramente rimarrà una di quelle cose che lei fingerà di non ricordare causa alcool e io terrò in canna ed essendo una signora non tirerò mai fuori ma ricorderò.
Mercoledì, il pre serenata è stato come da previsioni da incubo... la pettinatrice ci ha messo ancor più del solito a farmi i capelli volendo essere certa che mi stessero per il giorno dopo e quindi ho fatto le corse dei pazzi per essere pronta alle diciannove e trenta, peccato che Ego non fosse pronto... Siamo arrivati alle otto, trafelati, e io ero talmente in ansia di non riuscire a montare il cavalletto e impostare il video prima che arrivasse lei e partisse la serenata che non ho salutato nessuno, e la maggior parte della gente non la conoscevo per cui ho fatto la figura della pazza e della maleducata... Ho cercato di rimediare presentandomi un po' in giro più tardi quando mi sono rilassata, sopratutto con i testimoni dello sposo, ma intanto le facce di certe mogli non lasciavano molto all'immaginazione... A mezzanotte io e Ego attaccavamo i cartelloni nella via degli sposi e all'una ero sotto la doccia che riepilogavo mentalmente di aver preparato tutto il necessario per il giorno seguente quando la sveglia è suonata alle sette e mezza. All'apericena ho fatto l'errore di mangiare tutto quello che mi garbava in una botta di fame chimica post stress e ho così reso inutili tutti gli sforzi di dieta delle ultime settimane, il giorno dopo avevo un bel pancino gonfio dentro al tubino che temevo qualcuno mi avrebbe chiesto di quanti mesi ero... I capelli non hanno tenuto... facevano abbastanza schifo sopratutto perchè con tutta la lacca che mi avevano messo sembravo mora. Indossate le scarpe mi è preso un colpo, i piedi scivolavano... se non mi fosse venuta ad un certo punto l'idea di strappare via la soletta interna che evidentemente era di un materiale che mi faceva sudare, non so sinceramente come avrei passato la giornata senza sembrare una papera. Come nei miei peggiori incubi alle noveeventicinque Ego si rilavava i capelli perchè non gli piaceva come erano venuti... sono arrivata alle nove e quarantacinque a casa della sposa che grazie al cielo non se n'è neanche accorta perchè c'era chi aveva fatto peggio di me, ovvero l'altra testimone... che, signori, mi ha lasciato sfangare di brutto, alla fine, crollando miseramente e oserei dire finalmente. La ragazza sostiene di aver avuto la febbre a trentanove tutta la notte, a causa di una mastite improvvisa al seno sinistro. a giudicare dal colorito ben roseo e dalla sua figaggine per niente scalfita, più di una persona ha avuto forti dubbi a riguardo... questo le ha inizialmente giustificato il ritardo e poi la giacca con sopra la stola che ha tenuto durante tutta la cerimonia. poi anche la sparizione per più di un ora appena usciti dalla chiesa e le altre ripetute durante gli antipasti. al primo dei primi è riapparso il marito con il lord al seguito dicendo che la Princess si era addormentata in macchina dopo aver allattato il pupo e che sarebbe andato a svegliarla di lì a poco, che la febbre le era di nuovo salita parecchio. Al secondo primo è sparito anche lui e tra i primi e i secondi la Princess mi ha mandato un whastapp per avvertirmi del fatto che se ne erano andati perchè lei stava troppo male e poi comunque dovevano ancora fare le valige per la notturna partenza per FoVmenteVa - che vi pregherei di pronunciare con la R del marito dentista - e di salutarle tanto la B. che non aveva potuto venire a salutare perchè in quel momento diluviava. 
Ripeto, nel caso non fosse chiarissimo, ...che questa se n'è andata dal matrimonio durante i primi senza nemmeno salutare. che la testimone d'onore, quella figa che menomale che c'è lei e che ha regalato diadema, bracciale di diamanti, intimo di chanel, super abbronzante di dior e album ricordi per la sposa - che che minchia è poi l'album ricordi della sposa bene non lo so - e che la chiama mio mur tivigoliotantobene se n'è andata dal matrimonio durante il primo dei primi, signori. insomma.. salutate la capolista.
In loro favore si puo spezzare soltanto una lancia che comunque non li giustifica.. la B. si è dimenticata di segnalare che sono vegetariani per cui loro non potevano mangiare praticamente nulla se non due gamberetti e le patate del contorno.. è una cosa gravissima ma io comunque, essendo pure la testimone, sarei rimasta lì a costo di mangiare pagnotte di pane e grissimi per non svenire.
La faccia della B. quando le ho fatto leggere il messaggio non me la dimenticherò mai.. e non vedo l'ora che rientri dal viaggio di nozze per vedere se mi dirà qualcosa a riguardo o ne avrà ben donde.
Il tempo lì ha graziati, le previsioni erano davvero pessime e invece al mattino durante i rinfreschi c'è stato un sole che spaccava le pietre e si è annuvolato soltanto mentre eravamo in chiesa - la cerimonia è durata un ora e quarantacinque, volevo spararmi... alla fine in chiesa non c'era più nessuno - e ha piovvoginato soltanto quando eravamo ormai dentro al castello. Gli ha guastato soltanto il taglio della torta che era programmato a bordo piscina, piscina peraltro vuota.. ci sarebbero tantissime cose da dire riguardo al posto scelto e sopratutto al catering ma credo che la piscina vuota con lattina di cocacola al fondo tra i detriri renda abbastanza l'idea - o forse ancor meglio savoidardi e amaretti tolti dalle confezioni e messi in piatti d'alluminio davanti ai commensali in quello che loro definivivano nel menù buffet dei dolci?!
Gli sposi erano felici e credo che non si siano accorti proprio di niente.
Non si saranno accorti di quanto fosse scabroso il mago ingaggiato per intrattenere gli ospiti che più che intrattenerli li importunava, di quanto freddo facesse nel castello e che la gente andava fuori per scaldarsi, di quanto noi amici fossimo stanchi e sfatti e volessimo solo andarcene a casa alle ventuno quando loro continuavano a metterci in mano delle birre.
La B. era felice come non l'avevo mai vsta. da quando le abbiamo chiuso il vestito ha iniziato a correre di qua e di là come una bambina salutando tutti incurante dello strascico. quel velo di merda ha raccolto ogni granello di polvere che passava e arrivati in chiesa era già nero...uscita dalla chiesa mi ha detto guardami la scarpa destra dove la giarrettiera si era accomodata sulla caviglia... io l'ho presa e me la sono nascosta in borsa - robe che a me farebbero venire i capelli dritti mentre lei era talmente felice che non glie ne fregava una mazza di quello che accadeva.
Ora gli sposini sono alle Bahamas con buona pace di molta gente e a pensarli lì che se la spassano provo una sensazione di beatissima libertà, salvo ricordarmi un secondo dopo che ora a noi mancano quaranta giorni....!  

I tre giorni di ponte alla fine non sono stati esattamente di relax, tra rigenerare una casa che giaceva abbandonata a se stessa da settimane, occuparmi di bollette e assicurazioni e l'inaspettata nascita di mia cugina - ebbene si, proprio una cugina vera, di primo grado! - di cui racconterò nel prossimo post, ma sopratutto tediati dal mio preciclo e da una sensazione di inadeguatezza che questi giorni matrimoniali mi hanno lasciato addosso... ho ripreso in mano le redini soltanto da lunedì anche se questa settimana tra il ciclo e la stanchezza accumulata sta procedendo abbastanza fiacca... penso che quando vedremo il 15 sul calendario e ci renderemo conto che manca un mese... si salvi chi può!

mercoledì 1 giugno 2016

Sono stanca stanca stanca.

indipendentemente dalle ore di sonno che riesco a farmi, sto dormendo davvero male. sono agitata, stufa e stanca e non vedo l'ora che sia lunedì prossimo o almeno venerdì e che questo masso di matrimonio sia passato. In realtà venerdì, sabato e domenica, dovrebbero essere belle giornate rilassanti a confronto di tutte quelle dell'ultimo mese - non ho avuto il tempo di organizzare un bel niente quindi decideremo il da farsi sul momento - ma non avrei neanche voglia di staccare la spina, soltanto di andare avanti per la mia strada e senza questi impicci che mi hanno già succhiato via troppa energia.
Ieri è stata tosta, ero tornata alle due dalla bevuta con le compagne di corso lunedì sera, in pausa pranzo sono passata a ritirare in lavanderia la camicia di Ego che indosserà al matrimonio della B., in farmacia a comprarmi un doposole e al supermercato a fare un po' di spesa, arrivata a casa ho mangiato alla velocità della luce e lavato i denti per poi poter rimanere al telefono fino all'ultimo minuto con la Super F. con gli auricolari rassettando casa. alle diciasssette sono passata al pet shop per comprare le pappe ai pelosi e mi sono presa l'acquazzone in testa per trovarlo chiuso con le luci accese.. sono andata a casa mettermi una gonna e recuperare superabbronzante, salviette struccanti e cerchietto per capelli, sono ripassata al negozio che era finalmente aperto e poi a fare la lampada. A casa doccia, finito di rassettare tutto quello che non eo riuscita a fare a pranzo, preparato cena velocemente che Ego doveva cenare presto per andare a giocare a calcetto alle nove, stirato il mio vestito per il matrimonio, i suoi pantaloni per il matrimonio e altre due cose che erano asciutte dato che questa settimana non stirerò oltre. alle unidici scrivevo i cartelloni da attaccare nella via di casa della B. stasera, ennesimo check degli outfit miei e di Ego sia per il matrimonio che per stasera - ma per stasera deciderò all'ultimo in base al tempo perchè vorrei mettere il vestitino usato per sposarmi ma danno tempesta e fulmini e in caso mi metterò un jeans con un tacco che avrei voluto evitare dovendo io muovermi molto per fare le foto tutta la sera. Alle unidici e trenta ero a letto, avevo steso una lavatrice, ne avevo attaccata un altra e impostato la partenza ritardata alla lavastoviglie. 
Dovrei aver fatto tutto per il matrimonio, oggi non avrò molto tempo. uscita di qui andrò a prelevare e a comprarmi il tabacco, a fare l'ultima lampada, a casa a docciarmi e mangiare e alle tre debbo essere dalla parrucchiera che in media ci mette due ore a farmi la piega... alle sette e mezza dobbiamo essere alla location della seranata e dovrò ridocciarmi, decidere cosa mettermi e risistemarmi il trucco. potrei scommettere che stanotte verso l'una sarò lì che mi controllo i peli delle gambe e allineo pochette, stola, scarpe nello sgabuzzino, che non chiuderò occhio e che domattina sarà una corsa contro il tempo.
A coronare il tutto, ieri sera Ego mi annuncia che le previsioni sono cambiate e per domani sono previste abbondanti piogge, fulmini e tuoni. Ho pianto io come una bambina mentre stiravo perchè mi dispiace per lei, non oso immaginare come si senta lei... stamattina le ho soltanto chiesto se ha un grosso ombrello in caso dovesse servire e mi ha risposto di sì. anche per me non sarò una passeggiata se pioverà, morirò di freddo - e quando ho freddo con la pelle d'oca mi si vedono pure tutte le vene nelle gambe, tutte queste lampade si riveleranno inutili - dovrò correrle dietro cercando di farle sporcare il meno possibile quei due metri e venti di velo che ha e mi bagnerò come un pulcino. 
Anche i cartelloni che le ho preparato, se stanotte pioverà a secchiate così, domattina saranno delle schifezze sciolte... 
Ma ci si può far poco, quindi... gambe in spalla, vado a sposare la B. e torno.
 

martedì 31 maggio 2016

E' come se

la vita continuasse a farsi beffa di me.
Potremmo pensare che voglia mettermi alla prova oppure più semplicemente che mi prenda per il culo.
Forse è la mia punizione per tutte le volte che mi sono sentita arrivata, le volte in cui ho azzardato uno sguardo di compassione verso le amiche single per le quali il matrimonio è un utopia, quelle in cui mi sono addirittura permessa di pensare che forse dopo un padre morto, una madre matta e una famiglia stronza, almeno almeno meritavo un matrimonio felice, una mia di famiglia che non fosse matta o stronza o morta.
Non bastava evidentemente la crisi di Ego di novembre e la rottura di tutti gli equilibri, l'arrivo di uomo che sembrava fatto su misura per me ad offrirmi una via di fuga. ora che sono serena e convinta delle mie decisioni, ma sopratutto legalmente e - pare - felicemente sposata, ad un mese e mezza dal matrimonio "di vetrina" mi si palesa una situazione che ho sognato e desiderato per circa quindici anni.
I pochi di voi che mi seguono dal primissimo blog potrebbero ricordarsi di quello che chiamavo l'ex-storico - che passati dieci anni, storico non lo è per niente - con cui non ci siamo mai più rivolti la parola da quando ci siamo lasciati a sedici anni io e diciassette lui.
Quello che è rimasto lì, che quando in tutti questi anni l'ho incrociato al supermercato, alla festa del paese, nel parcheggio delle poste, mi ha fatto quell'effetto lì. per rendere l'idea, l'ultima volta era natale dell'anno scorso... dovevo andare a pagare il bollo in autoscuola, sono scesa dalla macchina, l'ho visto davanti alla porta dell'agenzia e me ne sono tornata in macchina a testa bassa come una ladra... gambe che tremavano e farfalle nello stomaco.
L'unico essere maschile con cui ho avuto un qualcosa che ha sempre avuto il peso di quelli con cui non ho avuto qualcosa.. non so se mi spiego. gli altri sono c''è stato quello che c'è stato e poi è finito, lui è non mi ha voluto abbastanza e non ci è stato quello che ci poteva essere.
L'unico che ho sempre pensato potesse avere una chance contro il mio Ego.
Mi si palesa suo fratello, che ai tempi aveva una decina d'anni e adesso è un venticinquenne figo da paura. mi chiede perchè mangio crecker alle quattro e mezza di sabato notte in una discoteca, gli rispondo perchè asciuga e lui rilancia dicendomi che sotto c'è suo fratello e potrei andare a salutarlo. gli rispondo che con il fratello non ci si è mai salutati e lui se ne va. dopo una quindicina di minuti mentre ci mettiamo in coda per uscire me li vedo arrivare insieme, e l'ex-storico con cui il saluto non c'è mai stato mi bacia e mi abbraccia come se fossi sua sorella. Iniziamo un discorso che finirà alle 8.30 del mattino daavanti a un caffè in autogrill. un discorso di quelli tutto un ma ti ricordi? ma ce l'hai ancora la mia maglietta? come si chiamava quello lì?! aspetta, aspetta, non dirmelo che indovino.
mi annusa tipo segugio e dichiara che la mia pelle ha lo stesso profumo di quindici anni fa. mi si infila in macchina.
Io muoio di sonno e gioco con i capelli per non svenire, lui parla e parla e parla. mi racconta della lontananza con lei e della sua sofferenza. 
Sostiene che: in tutti questi anni non ha mai smesso di pensarmi e avrebbe sempre voluto cercare un contatto. di aver avuto un sacco di problemi con lei  a causa mia nei primi anni, così come io ne avevo con il Topo. si mangia le mani per non aver saputo quando mi sono lasciata col Topo prima che mi mettessi con Ego. di ricordarsi ogni volta che in questi anni ci siamo guardati dritto in faccia senza salutarci - data, luogo e com'ero vestita. - e, gran finale, che se ci siamo incontrati proprio adesso un motivo c'è e che se io voglio lui è pronto a lasciare baracche e burattini e frequantarci. 
così. 
senza mezzi termini. 
senza patemi d'animo verso la tipa con cui sta da un anno dopo essersi lasciato con me, col quale però pare sia in rotta dato che lei vive da due anni a londra senza intenzione di tornare e lui non ha alcuna intenzione di trasferirsi. 

Va considerato che, cose come queste dette da lui, io me le sono sognate la notte ad un ritmo di una volta a settimana fino ai venticinqueanni circa... fino a Ego.
Perchè tra me e lui è stata una storiella ma mica neanche tanto. Ora la vedo con gli occhi di un adulto ma capisco che come prima esperienza di entrambi non sia stato qualcosa che si dimentica e forse, prendendo per vero almeno la meà delle cose che mi ha detto, sono stata stupida in tutti questi anni a pensare che sia stato così solo per me.
Tra tutti i tira e molla siamo stati insieme quasi tre anni. prime esperienze sessuali, prime uscite pubbliche accompagnati, primi coinvolgimenti dei genitori. per me primi dolori, primi malatissimi modi di misurare l'amore verso me stessa attraverso gli occhi di un uomo. per lui prime delusioni, quando per vendetta ho limonato con suo cugino, e con il suo amico, e con l'altro suo amico. 
Queste cose, tre anni di queste cose, avrebbero un valore anche oggi, come potrebbero non averle a quell'età lì? Forse anche io in qualche modo l'ho segnato seppur in maniera differente.
Lui è stato il mio primo argomento di discussione in terapia, stavo con gli Occhiazzurri eppure continuavo a non sentirmi degna di nulla perchè non c'era più lui ad apprezzarmi ed era un po' come se il suo dirmi non vai bene bastasse a farmi pensare che non sarei andata bene mai e per nessuno. era come se mi avesse lasciata lui mentre ero io che ero scappata a gambe levate da un giorno all'altro senza alcun preavviso non facendomi mai più nè vedere nè sentire. All'inizio vevo troppa paura che tornando indietro non avrei trovato niente di diverso, poi di un rifiuto da quando è subentrata lei.
Quella sensazione lì, quella di non essere amata abbastanza, di avere un occhio perennemente critico e blaterante di disapprovazione puntato addosso, se mi concentro riesco ancora a sentirla. 
Esco tranquilla per il mio paese da pochissimi anni e solo grazie a mio padre e Ego che al ritmo di colazione e aperitivo al bar mi hanno fatto scoprire che il mio è sì un paese piccolo, ma oltre all'ex-storico ci sono più o meno altre 6.900 persone che lo abitano secondo l'ultimo istat. 
La mia terapeuta sostiene che io sia stata cresciuta senza insegnamenti verso un patrimonio di autostima e fiducia in me stessa e che quel poco che ognuno di noi ha naturalmente in dotazione mi sia stato distrutto da quel ragazzo che avevo in adolescenza, che è lui.

Lo guardavo, a pochi centimetri da me, constatavo che ha dei bruttissimi denti adesso ma che se si esclude quello è diventato un gran bel ragazzo, cosa che quando eravamo ragazzini non era affatto. i miei gusti per l'uomo non bello erano già quelli da bambina e lui mi faceva letteralmente impazzire mentre ora, ad averlo così vicino da sentirne il profumo, non ho sentito niente. sarà stato anche il sonno, mi è sembrato di vivere un film. Mi sono sentita dire delle cose che avrei pagato per sentire, mi sono presa delle soddisfazioni enormi... gli ho detto che la sua fidanzata è un cesso - perdonatemi, lo so che non si fa - che pure lui pensavo sarebbe cresciuto meglio, che era un ragazzino psicopatico e che adesso gli stava bene che si mangiasse le mani perchè se solo si fosse sforzato ai tempi di farmi sentire un po' più al sicuro, un po' più apprezzata, probabilmente non lo avrei mai lasciato. Siamo riusciti a discutere un ora abbondante di situazioni verificatesi quindicianni fa tra adolescenti sotto un viale alberato con l'ombelico di fuori e gli zaini invicta. Ci siamo fatti un sacco di risate. mi ha ripetuto il suo numero di telefono una decina di volte perchè gli ho detto di non ricordarlo più e non volerlo salvare, ma la realtà è che me lo ricordavo eccome ...mi ricordo pure quello di casa sua qua e quello della casa al mare in Campania. mi ha fatto promettere che gli avrei mandato le foto della scatola che ho dichiarato di avere nell'armadio di casa dei miei dentro cui ci sono i pochi bigliettini che mi aveva scritto, l'unico regalo che mi aveva fatto e la sua boccietta di profumo vuota.
Questa scatola in realtà ce l'ho a casa mia, me la sono portata quando mi sono trasferita li con Ego a mo di cimelio. Per ora non gli ho mandato un bel niente e spero di riuscire a resistere. ho guardato la sua foto  profilo di whatsapp e la frequenza con cui accede.
La tentazione ce l'avrei, per riaprire quella scatola, per fare ancora due risate, ma ho paura di riannegare in un mare infinito di merda e ritrovarmi, di nuovo, tra tre mesi a chiedermi come è potuto accadere e come si fa ad uscirne.   

Se sto buona e brava è la chiusura di un cerchio, l'ultimo della mia vita rimasto aperto sul quale nutrivo pochissime speranze di recupero. devo solo stare brava e buona.
Ci sentiamo Michi, si divorzia anche.

giovedì 26 maggio 2016

Per non dimenticare - matrimonio della B.

Abbiamo iniziato con l'assurda - a mio parere - richiesta, di avere me e l'altra testimone vestite identiche come se fossimo delle damigelle - è una cosa che posso capire in matrimoni di un certo tipo, non nel suo che è un matrimonio di paese, con ripetto parlando, in una parrocchia di mille anime. lo trovo quasi ridicolo. 
Con l'altra testimone ci si conosce perchè eravamo tutte e tre al liceo insieme, i primi anni abbiamo avuto anche una certa confidenza poi ognuno ha preso a far parte del suo gruppetto e lei e la B. non erano nello stesso di cui facevo parte io. Con la B. ci siamo poi riavvicinate nel periodo della leva essendo dello stesso paese, con l'altra testimone non ci siamo mai più frequentate ma fortunatamente è una persona con cui non ho mai avuto niente da ridire, anzi... lei ha un negozio di articoli per la casa con la mamma e negli anni sono spesso passata a comprare qualcosa e a salutarla con piacere.
Questa è una gran figa... alta, fisico mozzafiato, occhi azzurri e i soldi di famiglia per avere anche un gran stile.
Ha avuto un bambino di recente e come tutte le fighe non si è sformata di un cm, anzi è se possibile migliorata perchè allattare le ha gonfiato un po' il seno che prima era mancante.
Io a fianco a sta gnocca, vestite uguali. e vestite uguali... attenzione, attenzione... di rosso.
di rosso a giugno, perchè la B. e il futuro marito hanno scelto bianco e rosso come colori del matrimonio.
Glisso sui commenti perchè fortunatamente io non sono nè un tavogliolo nè la torta e quindi non mi riguarda.
La mia gastrite è iniziata quando ci ha riunito in una colazione a casa sua mesi fa dove, con il bambino che urlava come un acquila nelle nostre orecchie, abbiamo concordato che ognuno avrebbe guardato i negozi per i fatti suoi e poi ci saremmo scambiate eventuali idee in un apposito gruppo whatsapp. Neanche a farlo appposta i vestiti quest'anno sembravano fare uno più schifo dell'altro, per non parlare del fatto che di rosso non vi era l'ombra. ad un certo punto abbiamo quindi pensato di fare una giornata tutte insieme in centro torino a bettere negozi ed è in quella occasione che ho iniziato a capire l'andazzo della cosa... quando l'altra testimone ha dichiarato che non sarebbe venuta perchè il gagno nei negozi non sa stare, non le fa provare la roba e strilla come un indemoniato ttuto il tempo e poi il sabato è l'unico giorno in cui c'è suo marito e vanno a fare la spesa... Il mio invece si gratta tutta la settimana per cui figurati, non avevo proprio un cazzo di meglio da fare. Io e la B. abbiamo fatto km, io ho provato le cose più improponibili, fotografate e mandate alla principessa che con i suoi tempi ci rispondeva da casa, ma niente... Un mese fa, ormai disperate, abbiamo preso un tubino rosso di Mango su Zalando, ci siamo riunite a provarlo a casa dalla B., io mi sono dovuta ordinare un taglia in meno - eh no, non è una bella cosa, perchè lei è perfetta... sono io che ho poco culo - e li mi sono cadute le palle quando la principessa ha dichiarato di avere già scarpa e stola da utilizzare e che avendo la borsa dei pannolini del bambino non avrebbe avuto una pochette.
Così ho passato le ultime tre settimane a cercare disperatamente un giacchino e una scarpa beige che si abbinassero con una stola beige che ho utilizzato nel 2011 per il matrimonio di miacuginadeficente e infine la pochette l'ho presa rossa come il vestito perchè trovare la scarpa dello stesso colore della stola è stata un impresa titanica e infatti il bolerino è più scuro - e mi auguro di non doverlo assolutamente usare.
Anche sulla pettinatura alla fine la B. ha ceduto messa di fronte al fatto che tanto la principessa ha i capelli fino alle spalle con riga laterale biondo pannocchia e io li ho lunghi fino al culo, castano chiaro con il frangione e che per quanto avessimo fatto la stessa pettinatura non saremmo mai state uguali.
Io farò una piega boccolosa - come avevo al mio matrimonio in comune - e basta, il che mi permette di lavarmi i capelli la sera prima e andare solo a farli mettere in piega dalla mia parrucchiera che si è resa gentilmente disponibile ad aprirmi il negozio in un giorno di festa, un ora prima di andare a casa della B. che fortunatamente è nella via dopo.
Dopo è arrivata la richiesta di organizzargli l'addio al nubilato. Io, perchè la princess per accordo pre-matrimoniale con il marito non partecipa agli addii e poi comunque lei è troppo impegnata con il piccolo lord urlatore nonostante la tata filippina che vive con loro e quindi non ne avrebbe avuto il tempo. Io invece, che me la gratto da mattino a sera, ho ricevuto l'onere ma da condividere con un altra amica tamarrissima della B. che doveva fare tutto lei e si è rivelata inadeguata dopo dieci minuti d'orologio e ad oggi informo costantemente di che cacchio faccio ricevendo in risposta molti pollici alzati su whatasapp e niente d'altro. Ha iniziato a mandare a cagare gente nel gruppo creato su whatasapp alla prima domanda in più e ho subito capito che se non avessi preso in mano io le redini sarebbe stato un puttanaio. parecchio tempo dopo infatti, il futuro marito della B. mi ha spiegato che questa amica della B. ha qualche problemino... cosa che lei non mi aveva minimamente accennato.
La princess non ha il tempo nemmeno di usare il cellulare che, poverina, sollazzarsi il pupo mentre la filippina le pulisce casa e seguire il marito nelle gare con il cavallo in scuderia è davvero impegnativo, per cui ho curato io i rapporti con il testimene del futuro marito della B. che naturalmente non è una persona normale ma un cacacazzo di prima categoria, secondo me anche un po' mitomane. Siamo partiti da settecento euro di regalo a testa... che io mi ci sono chiamata fuori immediatamente ancor prima di averlo mai visto in faccia. discuti e discuti siamo arrivati a € 350,00 che è decisamente più accettabile, dividendo in 4 le fedi e il Bimby. Poi da lì la qualunque che, per inciso, continua... il biglietto per il bimby. il testo del biglietto per il bimby. i cartelloni fuori dalla chiesa. le colombe da lanciare. il video con le foto. l'orario di rientro dall'addio al celibato. il copripalle per l'addio al celibato che vanno tutti a giocare a paintball e sia mai che qualcuno ci lascia gli zebedei. la copia del documento di identità per il pulman da affittare. 
Si procede con richiesta, pervenuta settimana scorsa, di partecipazione alla serenata che il futuro marito le farà la sera prima del matrimonio... occasione in cui noi testimoni potremo consegnargli questo benedetto bimby. un'oretta sotto casa loro, consegna regalo e tanti saluti dopo la schitarrata che l'indomani siamo tutti svegli all'alba? Ma ovvio che no. Il volpone che si sposerà ha affitato una villetta con piscina a pochi km dal nostro paese dove allestirà un apericena, ha invitato quasi tutti gli invitati giovani del matrimonio e prevede di mangiare e bere dalle diciannove, fare il bagno in piscina e cantare non so quale cazzo di canzone alla B. accompagnato da amici con strumenti. E io, naturalmente, sono quella che dovrà prelevare con una scusa la povera B. a dodici ore dal suo matrimonio e portarla lì. Quando ho fatto presente al volpone che la gente forse c'ha due cose da prepararsi e vorrebbe andare a dormire, che avere mezzi invitati in postumo sbornia il giorno dopo non è il massimo e sopratutto che io dovrei prepararmi tutto e lavarmi i capelli e un altro paio di cose che non sono cazzi suoi, la sua risposta è stata abbi pazienza Mico, prendeti mezza giornata di ferie. 
Ovviamente Princess, lord urlatore e marito dentista non ce la fanno e faranno giusto un salto veloce per la consegna del regalo ma poi subito a casa che l'urlatore deve dormire il giusto. 
Io dovrò pure aspettare che se ne vadano a dormire tutti perchè devo attaccargli dei cartelloni sotto casa, e il mattino seguente dovrò essere a casa sua alle nove e mezza - quindi dalla parrucchiera alle otto e mezza, quindi svegliarmi come minimo alle sette - per aiutarla a vestirsi perchè ha paura che sua madre vada in panico e non le sappia più legare il corpetto, la princess naturalmente arriverà quando riesce perchè sai il bambino. Il corpetto l'ho visto legare mezza volta, dato che ha sempre portato la princess con lei alle prove dell'abito, ha chiesto a me venerdì scorso ma l'omino del cervello in versione malefica mi ha anche detto che non le sarebbe stata di alcuna utilità la princess nel transporto di vestito, velo, scarpe, con il bambino in braccio. 
Penserete che sia finita qui, ed invece no. Siamo chiamati a presenziare anche domenica 3 luglio, ad un pranzo più pomeriggio in piscina in un agriturismo in collina, tutti i testimoni più consorti e prole, che sarebbe il nostro regalo come testimoni. un'idea anche carina se non fosse per il fatto che forse forse la penultima domenica prima del MIO matrimonio avrei avuto qualcosa da fare anche io - poi vogliamo parlare del fatto che devo mettermi in costume a fianco a quella strafiga? no, non parliamone. 
Oggi manca esattamente una settimana e sarei pronta a scommettere che verrà fuori dell'altro. 
Le "fatiche" devono ancora avvenire tra la giornata di sabato e quelle di mercoledì e giovedì prossimo, ma a livello emotivo sono tre mesi che fatico. ho faticato per non mandarli affanculo dandogli degli egoisti egocentrici, per non mandare affanculo la B. facendole notare la disparità tra me e l'altra testimone e di non aver mantenuto il nostro patto iniziale di non darci compiti gravosi l'un l'altra e non metterci in condizioni di dover spendere troppi soldi quando abbiamo appreso che ci saremmo sposati a così poca distanza l'una dall'altra, per non mandare affanculo l'innumerevole quantità di capre con cui ho avuto a che fare durante questi lunghi mesi.
Faticato a stare galla nel mio sentirmi continuamente inadeguata, troppo brutta, troppo poco socevole, troppo grassa, troppo impegnata, troppo poco presente, troppo poco generosa di regali - naturalmente la princess non ha fatto una mazza ma le ha regalato il diadema di diamanti che indosserà sul velo, intimo per il dopo di Chanel, bracciale d'oro. 
Venerdì prossimo sarà una delle giornate migliori della mia vita tutta.

Prossimamente le differenze tra Micole testimone della B./la B. testimone di Micol.

mercoledì 25 maggio 2016

Chissà quanto sto fumando.

ogni giorno penso domani le conto, poi non ne ho il coraggio e rimando. sono convinta di esser ben oltre il classico pacchetto al giorno ed è proprio il fatto di non avere pacchetto a farmelo pensare. qualche notte fa' ho addiruttura sognato di vedere vuoto il pacchetto di tabacco da 40g in poche ore e pensare la situazione mi sta sfuggendo di mano.
A settembre smetto. mi taglio i capelli poco più in su delle spalle con metà testa sotto rasata, mi faccio i secondo buchi alle orecchie e un tatuaggio, inizio il corso avanzato di fotografia, mi alzo tutti i giorni un ora prima per fare il letto, inizio seriamente a cercarmi un altro lavoro e a leggere almeno due libri al mese.
si si si si si crediamoci.
Oggi le batterie sono cariche. la giornata più pesante della settimana potrebbe essere stata ieri - uscita dall'ufficio in pausa pranzo lavanderia, macellaio, banca, bancomat, posta, pranzo in dieci minuti, uscita dall'ufficio al pomeriggio estetista per sbaffamenti e laser, a casa depilazione, doccia e phonata ai capelli il tutto intervellato da girata dell'arrosto e taglio patate un po' in accapatoio, un po' nuda incremata come una triglia, un po' con i capelli che sgocciolavano nell'arrosto. dopo cena mi si chiudevano gli occhi guardando Gomorra che tra l'altro quest'anno trovo di una noia mortale salvo momenti di esagerata cruenza.
Anche domani non si scherza, dopo l'ufficio passerò a farmi tagliare la frangia e poi volerò a casa della Wonderwoman per manicure e pedicure... se va bene arriverò a casa alle h 21.30 e dovrò ancora darmi una sistemata per la prova d'abito di venerdì mattina - che ieri ho finito la crema depilatoria a metà dell'opera quindi ho solo mezze gambe depilate.
Oggi ho di nuovo avuto un pausa pranzo turbolenta, sono passata in paese a farmi aggiungere buchi al sandalo che metterò sabato sera, a fare un po' di spesa al simply e poi dai cinesi a dieci minuti da casa a comprare un paio di antenne falliche e uno stetoscopio dalle medesime forme per la B. Mentre rientravo a casa mi ha chiamato la S. su facetime e ci siamo rimaste finchè non sono partita di casa dopo aver smangiucchiato al volo e rassettato il bagno. quando uscirò avrò un ora per rassettare il resto della casa e rassettarmi me poi andrò a fare aperitivo con la B. e alle sette e un quarto Ego dovrebbe passare a prendermi. ci fermeremo a cenare al macdonanald lungo la strada per l'ufficio del nostro chef che incontreremo alle nove e con il quale temo che passeremo parecchie ore. 
Momento catartico, scelta del menù, di cui ci siamo già fatti un idea domenica sfogliando la lista di portate che ci aveva fornito ma che definiremo bene questa sera.
L'ansia per sabato sera sta aumentando, sopratutto al mattino appena sveglia.. me ne sto sul cesso con la tachicardia a fissare il vetro della porta dove mi si palesano gli immaginari scenari peggiori. Il ristorante che ci dice che ci costa settanta euro a testa e le altre invitate che mi mangiano viva. Un tacco che mi si spezza lungo la strada dal ristorante alla discoteca. Pioggia a secchiate e noi tutte bagnate.
La B. che mi dice che sono un amica di merda.
E come se le diciannove paure che ho a riguardo non bastassero, quel gran rompicazzo del testimone del futuro marito della B. oggi mi ha chiesto se mi sta bene mandargli 50 foto, e ripeto e sottolineo 50, dell'addio nei giorni seguenti, che vorrebbe preparare un video da proiettare durante il matrimonio. 
Così adesso ho l'ansia di non avere abbastanza bei momenti per fare foto, di non fare belle foto, di non avere 50 foto decenti. anche perchè la macchina fotografica la poserò in macchina prima di andare in discoteca ma è probabile che tutti i momenti più carini avvengano da quel momento in poi.
Non riuscirò a preparare niente prima di venerdì pomeriggio, momento che avevo deciso di destinare alla pulizia della Gcasa ma che evidentemente salterà.
Come me le porto tutte quelle cose, borse di carta tipo zingara con tacca dodici e messa in piega, in giro in centro a torino, con una reflex da tre kg e venti al collo?
e sarà saggio mettere i tacchi?
perchè ho comprato un vestito che con i sandalini bassi mi fa sembrare mia nonna?
perchè la B. mi ha fatto questo?
cosa ho fatto di male nella vita? 

Poi mi chiama la commercialista, ma ti sei dimenticata della dichiarazione dei redditi?
non mi sono dimenticata, è che c'ho un addio al nubilato li mortacci. 

lunedì 29 febbraio 2016

Ho le parole

che trabocanno dalle dita, il bisogno di battere sulla tastiera come di mangiare delle labbra, di passare una giornata intera felice, da quando mi sveglio a quando vado a dormire.
Ho ricominciato a non dormire la notte, leggo cose molto uguali tra loro scritte in maniere meravigliosamente diverse, e scrivo tutto quello che mi passa per la testa... che è poi, sempre lo stesso argomento.
Devo andare a farmi togliere questo sempipermanente e metterne dell'altro dalla collega WonderWoman... ho le unghie lunghissime, fatico a scrivere e a togliermi le lenti a contatto. e poi mi sento un puttanone.

Non per vantarmi, ma il mio vestito da sposa è stupendo. 
Probabilmente ogni sposa vede il proprio stupendo, ma me ne infischio e affermo che il mio è proprio stupendo.
Sarei in un brodo di giggiuole.
Quanto sarei felice, non lo so quantificare. L'abito perfetto, il matrimonio che ho sempre sognato, la vita che si piega a seguire le mie direttive. 
E' come l'ho sempre sognato, anzi, ancora di più. perchè io ho il vizio di sognare cose semplici, statiche, perchè devono essere perfette e allora mi piace vincere facile... pochi elementi, più propabilità di un perfetto incastro.
La realtà supera il sogno, e non sono capace di dichiarare la perfezione, non lo farò mai - eppure se devo immaginarmi qualcosa di meglio proprio non ci riesco, e allora è forse questa la perfezione.
Parlo del mio abito, ma anche un po' dì lui. che ogni suo difetto è spaventoso e accentua i miei, altrettanto spaventosi, eppure io non gliene toglierei neanche uno, e se lo avessi dovuto disegnare probabilmente lo avrei fatto proprio così ma certe cose non mi sarebbero mai venute in mente.
allora eccola, la perfezione.
alla fine il parametro non è poi così scorretto. il mio vestito è perfetto partendo dal presupposto che devo indossarlo una volta soltanto, toglierlo una volta soltanto, tenerlo addosso qualche ora.
lui è perfetto per il ruolo che ricopre adesso, non è detto che lo sarebbe ogni giorno. 
il mio vestito è pesante, pare di avere dei pesi sotto alle ascelle che ti trascinano in basso, non sarebbe perfetto se ci dovessi andare a far la spesa o a pagare una bolletta.
Cado sempre lì. quando apro mi dico adesso Mico ti concentri e inizi a scrivere di come hai rotto un lavabo in ceramica facendoci cadere dentro la boccietta del profumo e di come la Gcasa che sembrava un campo di battaglia già prima ora sembri davvero un accampamento. 
e poi lui mi arriva lì in gola, un conato che non riesco a trattenere. 
passa nel collo, giù per l'esofago, gratta i gomiti e in un attimo è nelle dita.
mi fa venire quel formicolio in mezzo alle mani che per me è sintomo di gita, alle alementari, la sera prima, mentre mamma mi prepara lo zaino. e sono parole, e sono per lui.
Il mio vestito è straordinario, è il vestito che ho pensato e sognato per anni, per dire sì a Ego, nel nostro praticello, con una treccia spettinata e un bouquet di fiori di campo.
Non potrei mai utilizzarlo per dire sì a qualcun altro. 
ma davvero si puo lasciare una cosa così in un armadio? 
o peggio, regalarlo all'atelier sperando che soddisfi il sogno di qualche altra femmina con lettera minuscola?
e poi tremila euro ma stocazzo.  
 

lunedì 15 febbraio 2016

Anche questa volta è la psicologa che ha stupito me

... pensavo che i miei effetti speciali questa volta l'avrebbero ammattita e invece ci deve proprio essere gente messa peggio di me in giro.
Mi aspettavo che mi sgridasse, che mi spronasse a seguire quella voce interiore che mi urla di scappare, che mi dicesse si, micol, ancora una volta hai sbagliato... ora ci mettiamo qui e ci inventiamo la forza che non hai e di cui necessiti. e invece niente.
Mi ha detto che era ora che mi rendessi conto che Ego è umano e non un supereroe da telefilm. che lei me lo dice da più di dieci anni che la perfezione che vado cercando non esiste, che era inevitabile che anche Ego, il mio uomo perfetto, la mia relazione perfetta, il mio amore perfetto, prima o poi crollasse miseramente davanti ai miei occhi di aspettative inarrivabili.
Mi ha fatto notare come tutto da sempre nella mia vita si riduca a questo, nasca perfetto di una perfezione plastica in cui le cose sembrano essere riflessi della mia analisi e non realtà, vacillino sull'orlo del crollo per anni fino a cascare e distruggersi lasciando una marea di interrogativi alla qui presente quando la realtà è chiara come il sole.
Mi ha detto che Ego ha sicuramente agito in maniera infantile e debole, ma altrettanto sicuramente come meglio poteva. mi ha detto che Ego è umano, che Ego ha le sue fragilità, che posso scegliere di non accettarle ma badando bene al fatto che non troverò mai nessuno che non ne abbia.
Mi ha chiesto cosa mi piace tanto di quegli occhiacalamita e non ho saputo rispondere. il vuoto, la bocca secca, le palpitazioni. sento che è passato dall'inferno ed è tornato, anche lui, come me. tutto qui. dopo mi sono venute in mente un milioni di ragioni per cui con lui mi sento che ogni cosa sia risolvibile, recuperabile, vivibile, ma lì per lì è come se lei me lo avesse messo su un tavolo operatorio e me lo avesse aperto per scoprire che dentro non c'è niente, o almeno niente che io ancora conosca e nessuna certezza che mi piaccia.
Lavoreremo sul bastare a te stessa, ma ricordati che non è come portare una spalla a fare fisioterapia dopo mesi di gesso, e non credere che quelli che dicono di bastarsi da soli e stare bene da soli dicano tutti, tutta la verità. 
Mi ha cazziato per non aver chiamato, come un amica, sottolineando che io il più delle volte mi sento inaiutabile, senza speranze.  
Ho chiamato l'amica V., e anche l'amica S.... mi ha guardato come si guarda un carciofo mezzo marcio che trovi abbandonato in frigo... spiace buttarlo perchè metà è ancora buono, ma chi lo sa se dentro invece non sia già tutto marcio. 
Mi sono interrogata per l'ennesima volta su quanto sia sottile il confine tra l'amicizia e il rapporto medico-paziente, dopo dieci anni abbondanti di terapia, ora che lei inevitabilmente conosce tutti gli anfratti di me ma ormai ne conosco parecchi anche io di lei. e mi ha risposto lei quando è uscita dallo studio ed io ero ancora lì perchè mi ero fermata all'angolo ad iperventilare e rollarmi una sigaretta e ci siamo guardate e avrei voluto chiederle se voleva prendere un caffè e non l'ho fatto e ci siamo salutate e ognugno a casa sua. 
La vostra è una relazione, un matrimonio, normale, come lo sono tutti. la famiglia del mulino bianco è quella che si racconta, questa roba qui che mi stai dicendo è la verità di tutti. Siete umani, tu soffri chiudendo le porte al mondo esterno, rintanandoti in te stessa, prendendotela con chiunque passi per la tua strada anche se non c'entra niente, anche se è lì per farti del bene. lui ha resistito finchè ha potuto e quando non ha più potuto è scappato. poteva restare, poteva spaccarti la testa nel tentativo di cambiartela, poteva scappare sul serio e non tornare mai più. 
ma anche tu potresti soffrire diversamente... cosa risponderesti se ti venisse contestato il tuo modo di soffrire, di arrabbiarti, di reagire alle cose che ti fanno male? non ti parrebbe follia?  
Questo è quella roba lì che viene definita con matromio, stare insieme, amarsi, esattamente questo. 
lui è questo, è quella roba lì. puoi accettarlo? puoi amarlo così? o si o no. 
Lui ha scelto di si perciò è tornato, sa che tu non cambierai, spera che farai meglio, ma ha scelto che resta con te, che sei così, che fai così. tu cosa scegli?
Per la prima volta sono uscita di lì intera, senza sentirmi stuprata, scavata dentro da un cucchiaino da caffè, come mi è sempre capitato. per assurdo questa volta no, questa volta sono entrata intera, compatta, seppur con fatica, e ne sono uscita ancor più compattata, ancora più in piedi. 
Smettila di pensare a quanta sfiga ancora la vita abbia in serbo per te. se ne ha la vedrai, nel frattempo però puoi vivere.
 

giovedì 11 febbraio 2016

Ho deciso di oscurare gli ultimi tre post.

perchè va bene che l'egosintetico di Ego non gli permette di interessarsi al prossimo al punto di digitare un indirizzo e mettersi a leggere righe, ma nella vita non si sa mai, e non potrei mai perdonarmi di procurargli un dolore così.
di procurarglielo senza godermi la scena, s'intende.
Sarei stupida a pensare che non scriverò più di lui, nella migliore delle ipotesi rimarrà il mio specchietto per le allodole per anni, la scirtta luminosa che salta fuori ogni volta che abbassi le difese, ma c'è modo e modo di parlare di qualcosa e io sono sempre stata maga del post nonsense che però se mi leggi da un po' il sense ce l'ha, chi mi conosce e sopratutto chi mi conosce dal blog precedente e da quello prima del precedente, lo sa bene. La voglia di dire le cose dritto per dritto - o se sei psicopatica come me, di scirverle nero su bianco - ti viene invecchiando... quando capisci che la vita di tutti i giorni è un continuo reprimere parole ed espressioni ed ogni volta che hai la possibiltià di non farlo la cogli. - e si rivela quasi sempre una cazzata, perchè dopo un po non si è più capaci di dire solo sonostufa che l'hai trattenuto per anni e ti esce hairottoilcazzovaffanculotuechinontelhamaidettostronzo ma pazienza. 
Li oscuro ma li tengo quei post, che forse sono i più veri che ho scritto negli ultimi cinque anni.
e li tengo sopratutto perchè ci sono le vostre parole. 
se le statistiche googleiane non mentono, avete letto in tanti e solo il dieci per cento di chi ha letto ha anche commentato ma io è un po' come se li vedessi tutti quei commenti, anche se non ci sono. 
Oggi sto raccogliendo le lacrime che ho versato in giro, molte delle quali non volontarie, spendendo grazie sparsi che spero arrivino dritti a voi come i vostri abbracci virtuali sono arrivati a me. 
Grazie a chi ha letto due volte per capire meglio, per leggere tra le righe un sentimento in più, un emozione in più, che faticavo a comunicare, e invece di cercare il bianco o il nero ha deciso di regalarmi grigi abbracci, grigi io ci sono, grigi non mollare. ma grigio perla eh, mica grigio topo. 
Grazie a chi invece le cose dritto per dritto le dice sempre e non ha il problema di cui sopra, perchè è come se ti leggesse il messaggio che è lì nella tua testa e tu non hai il coraggio di aprire, e ti assicura sempre un porto sincero in cui approdare, che non sarà molto accogliente ma è quello della coscienza.
Grazie anche a chi ha letto tutto ma non ha scritto niente, perchè per qualche istante non ti senti più solo a vivere quella roba lì, ma ti senti in sessanta, in ottanta, in cento, e perchè siamo bloggher e i bloggher scrivono innanzitutto per farsi ascoltare, e non per questo si sentono di buttare le parole.
E poi, bando alle ciance da web scrittori del nuovo millenio, mi sento tra amiche, tra amici, mi sento che mi volete bene quanto ne voglio io a voi e quando pezzi del tuo mondo crollano non è poco avere conferma di quanto siano saldi gli altri.

Adesso sto bene, smetto di partorire post criptici al limite dell'istigazione al suicidio, in bilico tra il romanzo erotico e il vorrei ma non c'ho le tette di carrie per cui un sexandthecity dei poveri? ma certo che no.
adesso non succede un cazzo, cambia niente, semplicemente devo iniziare da qualche parte a mettere lui e tutto il resto in un cassetto nascosto dove faccia meno male e inizio da qui, nascondendo quei tre post, e allora era doveroso diverlo che le vostre parole non sono cancellate, sono conservate gelosamente, vicino al mio cuore. che anche Micol, siori, ce l'ha un cuore.      

mercoledì 10 febbraio 2016

Non so rinunciare alle parole.

tra le mille pieghe di me stessa, lo schifo che ho capito esserci in mezzo negli ultimi mesi, c'è anche questo.
posso stare senza tutto, ma non senza le parole.
quelle giuste, quelle piccole, corte, con suoni anonimi a cui la canzone ce la abbini tu.
Non importa quanto i gesti parlino, se ci sono i fatti, se gli occhi sono così pieni da traboccare, finisce per mancarmi tutto se non ci sono le parole. è un limite, me ne rendo conto. l'ennesimo limite di una donna con le gambe mozzate, zoppa, che arranca sempre a un passo dai traguardi e finisce per non muoversi mai.
Oggi sono pesante, mi è difficile persino respirare, stare al mondo.
Non ho voglia di fare niente di quello che posso fare.
Me ne starei soltanto a letto, a giochicchiare con il cellulare, perdere la testa dietro letture di cose che vorrei scrivere io. mi cerco quelle parole, che hanno scritto altri, per altri, che non sono io e non le hanno scritte per me.
e neanche io le scrivo, il coraggio che rimprovero di non avere ad altri non ce l'ho neanche io.
e i giorni passano, e più che ansia io sento il vuoto. a volte mi sveglio per qualche minuto, mi rendo conto del tempo che sto buttando, mi dispero un poco chiedendomi come ho potuto arrivarci ma non come porre rimedio, e poi torno a dormire.
canto in macchina con la musica a palla, cambio stato su whatsapp, metto like su instagram a post-it scritti da minorenni, sono tornata indietro di dieci anni.
che poi a vent'anni ero rigida come il legno, tutta impegnata a tenere su i pezzi di roba che sarebbe stata pure su da sola e faticavo invece di godermi quei kg in più che mi davano la spensieretazza giusta nelle foto, lo stipendio intero, i miei nipoti piccoli, mio padre.
Che nessuno si salva da solo mi è sempre parsa una gran stronzata, anche se ho adorato la Mazzantini. nessun individuo intelligente puo permettersi il lusso di pensarlo sul serio, per stare a galla dobbiamo essere convinti che ci bastiamo, che alla peggio basteranno le nostre braccia a sostenerci e poi se ce ne saranno altre ben venga ma sia mai farci affidamento. Eppure sono qui, ancora una volta, a trent'anni abbondanti, che aspetto una mano tesa a salvarmi. qualcuno che mi prenda in braccio, mi tolga da quel letto e mi dica ci penso io a te. e potrebbe essere anche solo colpa delle troppe citazioni che sto leggendo, di fabio volo, di massimo bisotti, di federica bosco, ma io lo so che non è così, che sono io che sono nata storta e che per quanto mastichi pane e forza tutte le mattine ogni tot anni vado con il culo per terra verso la mia natura di debole.
E' come se in tre mesi fossi cresciuta di quindici anni, riesco a fare cose che prima mi sembravano imprese titaniche, all'improvviso so cosa voglio fare e come farlo, non ho più paura di niente, ho capito di aver perso tanto tempo, voglio fare, voglio essere chi sono quando avrò fatto, adesso, da subito. ma l'ambiente intorno è sempre lo stesso e mi tiene ancorata, mi lega le caviglie. la mia casa che ho tanto adorato mi toglie l'ossigeno, mi schiaccia tra i suoi colori che ho creduto essere quelli della mia vita, mi comprime le tempie fino a costringermi ad andare a dormire di un sonno ubriaco che poi mi tiene sveglia ore a rigirarmi di qua e di là, verso il russare di Ego e la vita che ho sognato, verso l'armadio troppo pieno che ogni volta che lo apro mi ricorda che devo cambiare casa prima di morire soffocata.
Non ho più bisogno di bere per dormire, alle dieci sono ubriaca di niente, gionca. barcollo, deliro, la testa è andata.
Ne uscirò anche questa volta, la vita mi costringerà a farlo, io non farò un bel niente... come sempre. dopo un tot di botte, dopo un tot di compleanni, impari che se non ti ammazzi tu allora da ogni cosa ne esci prima o poi. forse il famoso istinto di sopravvivenza non è altro che questo, non è una volontà ma una consapevolezza. sono consapevole che per quanto il male sia così forte che pare mi possa lacerare, non lo farà fisicamente, rimarrò intatta, vedrò il sole sorgere domani.
e che forse un giorno poi sarò di nuovo felice, e pronta a cadere di nuovo magari metterò doppie mutande.

venerdì 31 luglio 2015

Son viva.

E' che sono successe un sacco di cose, e alcune di queste proprio non dovevano succedere.
ma tra quaranta minuti al massimo sarò in ferie per ben trentuno, signori, ripeto trenuto, giorni consecutivi.
e prometto di srotolare tutto, piano piano, un post per volta, che ne ho proprio bisogno.
è forse il periodo della mia vita in cui stanno succedendo più grandi cose tutte assieme... e niente è come me lo immaginavo.
Mi aspetto che da un momento all'altro il merdoso del capo se ne esca dicendomi di chiudere che ce ne andiamo quindi non mi sento di iniziare a scrivere di nulla...
però una cosina veloce la voglio annotare, perchè è di quelle che poi vanno via, te le ricordi ma non le scrivi.

Ieri notte LaGigghi ha deciso di venire a dormire a letto, cosa che da quando c'è il piccolo non è più così scontata e sopratutto da quando è iniziato questo gran caldo non ha più fatto, preferendo il pavimento fresco. così io mi sono messa a dormire al contrario mettendo il cucscino a fianco a lei ai piedi del letto. le stavo facendo qualche carezza e lei faceva le fusa tranquilla quando ho sentito il Ggatto arrivare con i suoi soliti modi per nulla delicati, atterrando nello spazio tra la mia testa sul cuscino e la Gigghi sdraiata. ho pensato che in pochi secondi, come sempre, avrebbe fatto scappare la Gigghi disturbandola... mordendola, dandole leccatine eccessive o mettendogli il culo in faccia, e che quindi mi sarei ritrovata a breve da sola. 
Questa volta invece è successo qualcosa di magico. 
Il Ggatto si è accucciato lì dov'era e si è addormentato. 
Eravamo lì tutti e tre, vicinissimi, stretti in uno spazio ridicolo con tutto il letto a disposizione. 
Il mio respiro e le loro fusa, nel silenzio, nel buio della notte. 
E a me è sembrato un miracolo. e ho pensato che sono la persona più fortunata del mondo ad averli, che mi bastano e che mi basterebbero sempre, a prescindere. io e loro con me, che siamo abbastanza. 
Avrei voluto fermare il tempo in quell'istante e vivere il resto della vita così, lì, con loro, con addosso il pigiama.

lunedì 22 giugno 2015

Allora,

da dove si ricomincia? Da un lunedì di sole non troppo convinto, che spero non demorda fino a fine giornata e non mi freghi con un temporale proprio a quell'ora lì, l'ora di cena, che dovrebbe vedere me e e Ego indaffarati nel mangiar costine e agnolotti alla mia festa di paese preferita.
dovevamo già andarci sabato o ieri sera ma Ego è rientrato a casa a mezzanotte ostaggio di un evento che doveva terminare alle diciotto.
Sabato sera invece è stato per una buona causa, concerto di Tiziano Ferro allo stadio Olimpico di Torino.
Prima volta negli anelli e non nel prato per me e Ego, io ero già stata al concerto di Biagio "da seduta". Ego era un po' stranito, i due amici non erano mai stati ad un concerto, per cui l'atmosfera con questi tre era moscissima... tuttavia la mandria di donne di ogni età da cui eravamo circondati , che saltavano, cantavano, ballavano e intonavano coretti sei bellissimoooo non mi hanno fatto sentire sola.
Un bel concerto e infatti mi sono pentita all'istante di non essere stata nel prato. ad una certa distanza è difficile il coinvolgimento, sopratutto in uno spazio ampio come uno stadio, e il Tiziano timidone non fa un granchè per coinvolgere. quando è arrivato il buio vero la suggestione però non è mancata, sopratutto nei momenti delle sue tipiche canzoni tagliavene. bello, bello anche andarci con questi due, che da oggi chiamerò i testimoni, perchè saranno i testimoni d Ego, due personaggi piacevolissimi che aimè ho snobbato per anni ed ora mi piacerebbe frequentare di più. Appena usciti da lì ha iniziato a diluviare quindi siamo rimasti al riparo ad aspettare che smettesse e lì ci hanno raggiunto altri due, la coppia che piuttosto che uscire con loro preferisco una visita dal dentista, con cui poi abbiamo bevuto una birra ai chioschi fuori dallo stadio.
Dopo una settimana intera da sola, Ego a Verona per dei corsi di formazione, un sabato intero da sola, ieri non ce la facevo quasi più... sopratutto quando ero pronta per docciarmi e prepararmi per uscire a cena e lui mi ha annunciato che non sarebbe tornato fino a tarda sera. comunque in tutto ciò, includendo anche l'intera giornata di giovedì - primo giorno di riposo del nuovo orario - ho pulito tutta casa, stirato tutto quello che c'era da stirare e dormito anche parecchio. non ho lavato tutto quello che c'era da lavare perchè ho miseramente finito il detersivo sabato ma pazienza. D'ora in poi il tempo non dovrebbe mancarmi, di default avrò sempre un giorno feriale libero più il sabato mattina, talvolta capiterà sicuramente il pomeriggio e la domenica. si perchè, udite udite, dal primo luglio Ego avrà tutti i sabato pomeriggio liberi e ad agosto l'intera giornata, roba da lussuriosi ragazzi. l'intenzione è quella di sfruttarli al meglio per il matrimonio ovviamente ma dovesse scapparci anche un mare o una piscina ogni tanto, non sarebbe male.
Ecco, il matrimonio, dicevamo. è giunta l'ora di fare un po' il punto della situazione, rimasta al quadernone ad anelli e a noi che giriamo come trottole per il piemonte tra un ristorante, un castello, una tenuta in disuso.
Abbiamo visto circa una decina di posti dei quali due soltanto ci sono piaciuti, con il loro elenco di se e ma. Il primo, un posto incantevole, ad un quarto d'ora dal nostro paese, in affitto agli sposi per quel giorno con alcune camere comprese. quasi perfetto a livello estetico ma non logistico... piccolo, spazi da claustrofobia, e sopratutto nessun piano b in caso di pioggia. il secondo, quasi perfetto anche lui, come spazi, ristorante, accoglienza, ma caro... carissimo. Eravamo comunque orientatissimi sul secondo, considerando anche che la lista di posti da vedere ancora si era ridotta a un basso numero, quando ho preso coraggio... ho ripescato le foto nella pagina fb di quei due là che sono nipoti dell'amica dell'amico del mio paese... ho ripreso il nome a bordo foto e l'ho riscritto su google, ho rivisitato il sito web dell'agenzia ma questa volta ho chiamato e ho preso appuntamento. Così sabato 6, il giorno prima di partire, siamo entrati in questo posto zuccheroso di ghirlande, washitape, pizzi e merletti, che è l'ufficio di questa wedding planner. ci siamo seduti con i capelli spettinati da moto e abbiamo raccontato come ce lo immaginiamo, quel giorno, il giorno... l'archetto all'americana, i petali rosa - questi li vuole Ego, naturalmente - il tramonto. Siamo andati per gioco, ero convinta che ci avrebbe sparato una cifra folle e saremmo usciti di lì ridendo... e invece siamo usciti di lì convinti di non poter fare a meno di lei. a dirla tutta è stato Ego il primo, io ci ho messo giusto un quarto d'ora in più a convincermi, perchè quando si tratta di tirare fuori soldi io sono restia anche di fronte alla meraviglia più meravigliosa, almeno il primo quarto d'ora . Il fatto è che non trovare il posto perfetto ci ha fatto capire che tutto sarebbe stato più difficile di quanto immaginassimo, ma sopratutto abbiamo capito che si, in alcuni posti ti stanno più dietro che in altri, ma la maggior parte del lavoro lo devi fare tu, partendo dalla parte creativa per arrivare a quella logistica di ricerca fornitori e recepimento fisico delle cose. E la mia paranoia aumentava, la paura di non riuscire a farlo da sola e alla fine di fare una cosa carina ma non perfetta, che voi più di chiunque altro lo sapete che per me o è pefetto o niente. In realtà inizialmente pensavo di affidarmi a lei solo per quanto riguarda gli allestamenti e l'individuazione della location, poi ho capito che un angelo custode nonchè deposito di isterismi lo voglio eccome. credo che Ego la voglia per me, perchè io abbia qualcuno a sostenermi e aiutarmi e non gliele faccia a fette un anno intero. Ci ho riflettuto su tantissimo e alla fine ho deciso che si, butterò duemilaecinquecento euro, ma avrò il matrimonio che sognavo, o almeno spero,e sopratutto ci arriverò con funzioni celebrali integre. e poi non c'è alcuna garanzia che quei soldi siano buttati, lei ci ha detto che riusciremo a stare in un budget totale che prima di incotrarla mi pareva follia con i prezzi che ci avevano ventilato solo per la location. pare che sia la stata la prima in Piemonte vent'anni fa e che sia la migliore, conosceva per nome ogni proprietario di ogni posto dove siamo stati e i pareri che ho raccolto in giro confermano tutti il suo curriculum. Stamattina le ho mandato i dati per il contratto, farò l'anticipo ed è fatta, ci siamo. Il dodici luglio - tardissimo ma è la prima data in cui siamo tutti liberi - andremo in giro con lei per location dal mattino alla sera e lei ha decretato che statisticamente gli sposi trovano sempre il posto perfetto in massimo due giornate. lo spero perchè ormai tutto quello che voglio è avere una data, una cavolo di data per il mio matrimonio.

lunedì 3 marzo 2014

Non riesco ad accettarla questa cosa,

questo fatto ormai risaputo di me che mi sveglio in mood X, guardo fuori dalla finestra e se c'è il sole son tutta un saltello e lavitaèbella e se è grigio maiunagioia. Ormai lo so, c'ho fatto il callo, dopo anni passati a fingere che a me del clima fregava quanto sapere cosa cucina per pranzo quella del piano di sotto, ormai non posso più prendere in giro nessuno. ma tra la consapevolezza e l'accettazione ci passa ancora un camion in mezzo. Una maniaca del controllo non puo nemmeno concepire che qualcosa di lei si muova da automa, neanche e sopratutto il suo umore. per cui oggi va così. scazzo perchè piove e fa freddo ed è grigio, scazzo perchè non è possibile avere lo scazzo per il colore del cielo. e mettici anche la spalla destra dolorante e il braccio indolenzito post dormita in una della mie posizioni rilassate, lo scivolone sul bagnato tentando di afferrare il mio amato voucher di bottegaverde dalla buca delle lettere con macchiazza marrone al giubotto bello da appoggio al cassonetto dell'umido, e il fatto che stasera devo passare a casa di miacuginadeficente - quella che mi ha caricato di miserie quando ero totalmente senza difesa - a ritirare una cosa. A incorniciare il tutto il ritiro delle raccomandate in giacenza da parte di Ego stamattina: duecento euro da dare all'agenzia delle entrare, centoventicinque a equitalia e ottanta al comune di Bologna. Raccontarsi che si tratta di un periodo è ridicolo, il periodo è iniziato quando siamo andati a vivere insieme quattro anni fa e probabilmente non finirà mai. l'unica variante che potrebbe esserci a cambiare questa cruda reltà che ci vuole poveri e precari sarebbe un aumento delle nostre entrate. non c'è speranza che siano le uscite a diminuire... forse le consueguenze delle stronzate fatte nel passato da mio suocero prima o poi vedranno la loro fine, ma una multa ogni tanto Ego la prenderà sempre - e che quel ogni tanto sia sempre nei mesi peggiori dell'anno va ricondatto alla legge di Murphy e a nient'altro - e il commercialista un errore ogni tanto lo farà sempre. Fosse il mio di commercialista, come minimo pretenderei che si addossi la metà dell'ammenda, e se non gli sta bene cambierei commercialista, ma Ego la pensa diversamente quindi va bene così. e io pago, come si suol dire. Non siamo fortunati io e lui, su questo non ci piove - almeno su questo, che qui tra un po c'è da uscire con i braccioli - non lo siamo mai stati. Mi lamento si, come mi ha insegnato la mia cara terapista, se stai a guardare c'è sempre chi sta peggio, allora nessuno avrebbe mai il diritto di lamentarsi  - lamentarsi è un sacrosantissimo diritto di ognuno di noi Micol, che poi uno tedi il prossimo con le proprie lamentele quello è un altro discorso. e sentitevi tediati voi che leggete, accettasi lamentele appunto. Se c'è una cosa che poteva andare male a noi è sempre andata male, periodi nei quali abbiamo potuto respiare, economicamente parlando, non li abbiamo mai visti. e per respirare intendo fare una spesa piena di leccornie non necessariamente utili al fabbisogno nutrizionale dell'essere umano s'intende, mica di comprarci i-pad o vestiti firmati. La prima ed unica cosa in più che ci siamo concessi in questi anni è stata la moto l'anno scorso, usata si e no un mese, che ora non parte più in nessun modo e che forse toccherà cambiargli la centralina tirando fuori mille euri mille. La tempestività col quale queste botte arrivano è così perfetta da farmi sempre fare tante risate: o quando siamo veramente ridotti a pane e cipolle o quando sembra ci possa essere uno slancio di miglioramento. la botta arriva, ad azzerare tutto e segarci le gambe. Ego da un po' di anni ha smesso di prenderla in maniera ottimistica, non è uno che si demoralizza per questi motivi, sarà anche perchè fin da bambino ha sempre più o meno convissuto con problemi economici, ma la cosa lo tiene fermamente arenato alla reltà. questo significa nessun sogno, nessun progetto che vada più in là del prossimo weekend, nessun interesse verso qualcosa che si discosta dalle nostre possibilità, nemmeno per scherzarci su. Io invece non smetto di progettare, di organizzare cose che non faremo, in particolare viaggi. organizzo il weekend lungo per il nostro anniversario, il 5 di aprile, ogni anno da quattro anni e ormai lo so che ad aprile non avremo un euro per piangere come dice il mio capo, ma lo faccio lo stesso e fino a pochi mesi prima ci credo davvero. Poi arriva marzo , questi giorni, la primavera la vedi lì che si prepara, si fa bella, armi e bagagli  son pronti e - estratto conto in una mano, multe, bollette e pagamenti vari nell'altra... fisso la calcolatrice e mi rendo conto che non sa da fa', neanche questa volta. e non solo il viaggio, tante altre cose, sputeremo sangue amaro per prenotare le ferie di agosto, come sempre. ci risiamo, aridagliè, un disco rotto. Ma oggi non c'è il sole, non c'è un cazzo da ridere, me ne andrei solo a dormire, con le coperte tirate fin sulla testa, il ratin a fare le fusa di fianco, e andateci voi a lavorare và, che tanto non cambia.

venerdì 28 febbraio 2014

Un mio progetto potrebbe essere: Listography di una giornata poco poco demmerda

- arrivo in ufficio e mi accorgo di aver dimenticato il cellulare a casa. vai con e-mail alla S., alla cuginanevrotica, al coinquilino e alla mamma anche detta la triglia di lago... perchè io non sono libera di avere una dissenteria e stare tre ore al cesso con il cellulare in camera da letto che mi trovo sotto casa i carabinieri forniti di cani fiutacadavere.
- Madame finalmente mi chiama nel suo ufficio per il catartico momento di consegna delle buste paga, ha di nuovo disposto i bonifici al primo del mese la stronza - così da farci passare il terzo weekend a secco. Nel gesto di cosegnarmi il magico foglietto mi comunica che la mia richiesta di aumento è stata soddisfatta, apro così la busta e scopro il decantato aumento che ammonta ad euro 30,00. no, non sto scherzando. Cercando di tenere a freno l'istinto di vomitarle nella uitton le chiede che se n'è fatto invece della mia richiesta di avere la quattordicesima mensilità e lei mi risponde solerte che al momento non puo nemmeno pensarci.
- alle dodici incazzata con una biscia, mi dirigo verso il supermercato per fare giusto quei venti euro di spesa necessari alla sopravvivenza fino al momento della spesa vera ma non faccio in tempo ad arrivare al parcheggio del discount che la macchina mi muore e riesco a malapena ad accostare. Ecco cosa dovevo fare, benzina!
- mi dirigo verso casa a piedi sconsolata, oggi che ho messo i tacchi, e inizia a piovere.
- con l'orgoglio sotto le suole dei sovrascritti, chiamo la triglia di lago e le chiedo se oggi le serva la macchina sperando quasi in una risposta affermativa che mi avrebbe costretto a saltare il lavoro e civediamolunedì. la triglia quasi felice mi dice di andarmela pure a prendere.
- chiamo il coinquilino per avvertirlo del fattaccio pronta a prendermi tutto i suoi insulti, un po' meno pronta a sentirmi dire che andarmi a recuperare la macchina a tre minuti di camminata da casa con bottiglia di benzina da me fornita fosse un favore troppo grosso da chiedere. libero quindi i miei vaffanculo migliori
- mangio alla velocità della luce e scarpino fino a casa di mia madre, salgo a prendere le chiavi e mi vedo aggredire dal peggio animale in vestaglia mai visto per motivi dal dubbio senso. utilizzo gli ultimi vaffanculo del giorno rimasti e me ne vado sbattendo la porta seguita da stalking telefonico per l'ora seguente.

Ora. se qualcuno vuole partecipare al mio progetto deve solo inserire il bannerino qui sotto:



Avrei tanta voglia di farmi un bel pianto, di quelli che dopo ti senti di aver perso quei tre o quattro kg di angoscia. 
Mi sento mancata di rispetto, violata, umiliata. 
Da questi signori che tali non sono, che vivono con il triplo di tutti i nostri stipendi messi insieme ogni mese e mi regalano trenta euro pretendendo anche un grazie
Da Ego che da me ha sempre solo silzenzio anche quando vorrei tanto sbuffare e lagnarmi, ma non mi regala un semplice va bene amore mai, scaricandomi ogni tanto di un pezzo tra i tanti pezzi miei e suoi che tengo insieme io  
Dalla vita che mi ha strappato via un braccio e non mi ha dato neanche il tempo di aciugare il sangue, disinfettarmi, mettermi una benda, abituarmi alla sua mancanza e continua a buttarci del sale sopra, a pretendere che io scali mura, sollevi pesi e balli la makarena.

- aggiornamento delle 16.58: tra due minuti andrò dal benzinaio con una bottiglia vuota di alpicozze frizzante a chiedere di riempirmela di benzina, andrò al supermercato a salutare la mia macchina e fare la spesa che oggi non ho fatto dopodichè andrò nel cortile della Gcasa a depositare spesa e bottiglia in garage per poi andare in quello di mia madre a lasciare la macchina e depositare le chiavi nella cassetta della posta per poi tornare a casa a piedi. e ha appena iniziato a diluviare. 

domenica 16 febbraio 2014

Fa piacere

togliere quello che pensi essere un "pezzetino di carta" dal buco del chiul della Pelosa e accorgersi di avere sul dito un verme bianco che striscia felice. Facendo le solite ricerche in web ho capito che dovrebbe trattarsi di Tenia in quanto si possono trovare queste cosine nel pelo intorno al sedere e si puo contrarre mangiando una pulce, che lei aveva fino a poche settimane fa. Non sarebbero quindi i vermi da cucciolo che ha avuto a non essere andati via ma un nuovo parassita, appena ci ha lasciati quello che la faceva grattare fino a scorticarsi. La Gigghi non se ne sta facendo scappare una, che gioia. Ho paura che abbia le difese immunatarie basse a questo punto, sta al caldo, non esce, non vede altri gatti ed è bene alimentata, non me lo spiego escludendo il fattore sfiga che comunque nella Gcasa non manca. Mi sembra di stare in un lazaretto, di quelli infestati da malattie schifose. io credo di avere la follicolite o un inizio di pseuriasi, o forse entrambi. tanta ipocondria ma questo già lo sapevo. Siamo sul divano, nell'ultima fase di un weekend passato completamente in casa con la stessa tuta addosso da venerdì sera alternata al pigiama. Ego ha lavorato tutto il weekend e così sarà anche il prossimo. in questo mi sono data all'impasto compulsivo... ho finalmente fatto le brioche con metodo sfogliette, che dovrebbero essere i croissant veri, con l'infuso di burro e zucchero tra una sfoglia e l'atra.. uno sbattone ma fattibilissimi e poi il risultato merita, sono proprio brioche, con gusto di brioche. la mia solita pizza che però mi ha un po' stufato, trovo che l'impasto sappia sempre un po' di lievito quando più, quando meno, e oggi il pan di spagna che al momento sta raffreddando e tra poco farcirò delle più zozze cose. doveva essere la torta di San Valentino ma sono così tenera con Ego in questi giorni che mi sembra quasi una presa in giro. Ho anche lavato i pavimenti di tutta casa e i sanitari del bagno, La Gigghi era notevolmente turbata. il prossimo weekend magari esco.
Domani so già come sarà la mia giornata lavorativa ma la affronterò sapendo che l'indomani e il giorno dopo i capi non ci saranno, entrambi, e sarà tutta un altra cosa. In quei due giorni ho una lista innumerevole di cose da fare e aprire la posta aziendale non è tra queste. 
Adesso magari penso a farmi anche una doccia.

lunedì 10 febbraio 2014

Il ritmo

della mia giornata lavorativa non sta migliorando, sembra in caduta libera. Che poi ho tantissime cose da fare è vero, ma le farei tutte ricavandomi quasi sempre la mia mezz'ora di relax nel quale guardare prezzi di viaggi che non posso permettermi, sbirciare fatti degli altri su qualche social e pubblicare un post qui, se solo non ci fosse lui. The Boss, la mia chiavica. Tra la mia scrivania e la sua ci sono soltanto all'incirca cinque metri, separati da una porta scorravole che sta sempre rigorosamente aperta. Questo gli permette di parlarmi persino da lì senza avvicinarsi o chiedere di farlo a me. L'ufficio coniugale, come lo chiama lui. Non gli interessa se ho gli occhi socchiusi a pochi millimetri dallo schermo del pc, grugnisco con una sigaretta in bocca e una che fuma nel posacenere. lui deve dirmi oggi è bello freddino eh con voce flebile che sento che ha detto qualcosa ma non cosa e non posso ovviare con uno degli abituali eh si, risolino, sorriso, ah certo senza rischiare di usare quello sbagliato. quindi devo interrompermi guardarlo e dire prego? sorridendo a denti stretti, e questo nel novanta per cento dei casi lo porta e ribadire il concetto con almeno il doppio delle parole e qualche aggiunta dell'ultimo secondo. e poi puff, sparito, perchè io ho capacità di concentrazione pari a quelle delle Gigghi nell'inseguire la pallina mentre vede che prendo la busta del parmigiano in mano e la scambia per la sua pappa. tutto da rifare daccapo. Questo si ripete continuamente, tutto il giorno, e non è nulla a confronto di quando mi fa alzare per andare a vedere al suo pc le foto del viaggio del '96 in Africa, lui e il giaguaro in lontananza. I primi tempi non mi osavo a contraddirlo per cui rimanevo lì a sentire le sue cagate a costo di ritardare lavori importanti, ora invece gli dico chiaramente che ho da fare ma lui se ne frega, mi prende anche per i fondelli ripetendo ha da fare la ragazza, è impegnatissima. ho seriamente paura che prima o poi esausta mi dimenticherò chi è e gli urlerò l'azienda è tua riconcoglionito, io lo stipendio lo prendo uguale anche se non evadiamo quest'ordine oggi. se tua moglie me lo da ovviamente. Dato che sembra anche sbeffeggiarmi... dopo quaranta minuti nel suo ufficio a consultare siti di abbigliamento underware lui va in bagno, torna e mi dice l'hai mandata la mail a quello lì? no scusa ero impegnata a farti comprare un cazzo di pigiama di hugo boss che fa cagare ma te l'ho iperconsigliato sennò non ne uscivamo più. 
In realtà lavorare così, capo a parte, a me piace. mi è sempre piaciuto dai tempi del mio primo lavoro che consisteva nel fare coni gelato dietro un bancone con cappellino e maglietta blu. e quando dico che il giorno che il Tugurio tirerà giù la serranda tornerò a fare la gelataia io non scherzo. correre, correre, correre, senza prendere fiato, che quando ti fermi un secondo ti accorgi che stai per pisciarti addosso e l'adrenalina ti da un brivido alla schiena. non te ne accorgi nemmeno ed è già ora di andartene, arrivi a casa stanco ma di una stanchezza sana, perchè hai fatto, hai dato, e spesso sei così carico di adrenalina e soddisfazione che tiri ancora delle ore. Così mi piace, così per me è lavoro. in questo caso però oltre a rubarmi spazi vitali, che non sono contemplati in busta paga, lo so, questo ritmo mi spaventa. perchè dovendo fare il lavoro di due persone con le stesse ore a disposizione, per forza di cose gli spazi si devono comprimere. a gennaio e febbraio l'ho fatto nei tempi, ciò che prima facevo con tutta calma, con un occhiata a facebook tra una cosa e l'altra, una battuta alla collega, una mail all'amica, ho preso a farlo con il tempo necessario e niente di più senza pause o eccessi di zelo. ora però non basta più e quello che sto facendo è fare tutto, insieme, mischiando argomenti, velocemente, senza ricontrollare, scrivendo mentre parlo al telefono e parlando al telefono mentre scrivo. e verranno fuori dei merdoni, ne sono certa, per forza. non sono un robot, qualcosa prima o poi lo cicco. per non parlare delle conseguenze, in particolare riguardo quello che sarebbe proprio il mio di lavoro ovvero il commerciale, io credo che non seguire i clienti come facevo prima avrà conseguenze, magari non catastrofiche perchè quasi tutti clienti di lunga data ma le avrà e sopratutto il numero non aumenterà mai perchè il lavoro di ricerca e contatto che facevo prima, ora non me lo posso nemmeno sognare. se proprio mi avanzasse la mezz'ora farei qualcosa come archiviare le pile di fogli che ho sulla scrivania oppure passare uno straccetto almeno dove poggio le braccia, che ho una famiglia di gatti di polvere ad aspettarmi la mattina che altro che la mia pelosa. Intanto io sogno un influenza con i contro, di quelle che ti constringono a letto contro la tua volontà, che non riesci neanche a tenere gli occhi aperti, giornate di divano fazzoletti e gelato, dormite sudate e risvegli dalla bocca allappata. con papà che ti porta il gelato alla nocciola. 

mercoledì 5 febbraio 2014

Sto lavorando come

ipazzi. dopo quindici minuti la mattina ho già fumato tre sigarette e ho i capelli stile Mafalda nei giorni di pioggi. I colleghi mi stanno a debita distanza temendo che mi eserciti nel lancio della matita nella gigulare appena li vedo sulla soglia del mio ufficio - come già minacciato. Ho capito che si andrà avanti così per parecchio, clienti e fornitori sembrano essersi risvegliati solo ora dal letargo natalizio, per cui necessito di cambiare strategia. quando mi garba affianco in piazzola di sosta, quattro frecce, e chi si è visto si è visto. che se aspetto un momento di calma per scrivere, ciao blog ciao. 
Gli ormoni della Gigghi sembrano esssersi ristabilizzati, l'hanno però lasciata particolarmente lagnosa e pretenziosa. 
Al mattino tutto accade in maniera così veloce, date le mie abitudini di risveglio fantozziano, che non ho margini di paragone, ma nell'ora e mezza del pranzo che passiamo insieme è una iena, se si avvicina è per farmi del male. quando arrivo alla sera è una lamentela continua, provo a prenderla in braccio ma continua a lamentarsi e si divincola per poi cercarmi e chiamarmi di continuo. Poi si passa alla fase più critica: scalate da record sulle vette più alte della Gcasa dove si mette in osservazione del soffitto o di mobili ancora più alti e inizia a lamentarsi, poi mi chiama e all'inizio pensavo che volesse aiuto per scendere ma dato che poi ci risale temo non sia quello che vuole. tutto questo alternato a momenti di mammite acuta nei quali deve per forza camminarmi sui piedi facendomi inciampare o beccandosi pestoni qui e là che ripaga con morsi ai polpacci, stare dentro al lavandino mentre mi faccio le sopraciglia, seduta sulla tastiera del pc mentre lo uso, bruciarsi una zampa sul gas mentre cuocio un hamburgher. dopo circa tre ore di tutto questo finalmente si addormenta tra le fusa finchè non arriva Ego. passa la cena a lamentarsi e voler a tutti i costi stare sul tavolo il più vicino possibile a noi,  possibilmente dando leccate a tradimento ai nostri piatti - già provato a mettergli un po' del nostro cibo nella sua ciotola ma nulla, lei vuole il nostro. E dopo, quando finalmente potremmo stare tutti insieme sul divano, lei non ne vuole sapere e va ad accucciarsi nel cuscino di iuta del quale si è impossessata, sul mobile più alto del salotto. Io credo che siano gli ormoni a renderla così ma sta diventando davvero pesante sopportare quegli occhioni e quei lamentii conitnui, che non sono richiami di calore ma semplici miagolii tanto ripetitivi da diventare estenuanti, mi sento continuamente in erro chiedendomi cosa sbaglio. cibo e acqua fresca ci sono sempre, ha giochi ovunque e provo sempre a giocare con lei, considerazione e coccole ne ha bizzeffe. 
che il dio delle gattare mi aiuti prima che mi venga un esaurimento nervoso. 
Sembra che io e il coinquilino meno peloso andremo a cenare in un ristorante greco per S.Valentino, in memoria dell'ultima vacanza a Rodi colma di meravigliosi ricordi culinari. se mi ricordo di prenotare. Nessun regalo anche se lo stendino nuovo lo avrei tanto voluto, che il mio sta per cadermi a pezzi. Oggi ho fatto qualche conto dato che, di grazia, con venti giorni di ritardo il mio stipendio è arrivato, e sembra proprio che la situazione non sia delle migliori dando già per scontato che tra dieci giorni Madame non ci farà sicuramente un altro stipendio e che Ego il primo lo prenderà a fine mese. Nel passaggio da un lavoro all'altro ha praticamente saltato una mensilità e questo ci ha sballato davvero tutto il precario equilibrio che avevamo faticosamente raggiunto. e, ovviamente, proprio queste mese abbiamo la cognata che compie i fatidici Diciotto e mia cugina nevrotica che ne festeggia invece una ventina in più ma pur sembra necessita di regalo. la carta BottegaVerde - di cui sono tesserata, sponsorissata, ipersconatata nonchè devota - me la sono già giocata a Natale con entrambe e per un regalo hand-made è decisament troppo tardi. 
A fine mese poi ci sarebbe anche quello di papà, 55, cosa ti regalo quest'anno papà?