Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

giovedì 25 settembre 2014

Volevo

scrivere della fiera, del matrimonio di miacuginanevrotica. poi ci sarebbe da andare avanti con la storiella che sto raccontando, per non parlare di tutti i vari ed eventuali giornalieri.
Ma poi, succede una cosa così.
Succede che la pizzeria sotto casa del mio ex - quello con cui ho passato un decennio, che ho tradito con il suo migliore amico, che ci ha perdonato e che è finita poi due anni dopo per mio volere - fa un pizza buonissima, croccantissima, gustosissima. una pizzeria dove lui, tra l'altro, non voleva mai andare a causa di dissapori tra la sua famiglia e i propritari, quei rancori malati da passo carrabile.
Succede che propongo alla S. di cenare insieme per contarcela un po', lei mi propone un polletto e patate del Befed e io, in piena sindrome dell'italiana rientrata dall'estero, contrattacco con la pizza della suddetta pizzeria. Succede che questo, anche se a primo acchito non sembrerebbe, è un gesto di grande coraggio da parte mia. dovete sapere che da quando circa sei anni fa ho salutato il mio ex, io in quel paese non ci ho più messo piede neanche per sbaglio. Il Paese dei Balocchi, così lo chiamavo, magari qualche lettore fedelissimo se lo ricorda. solo da un paio d'anni ho smesso di allungare la strada di 40 km per non doverlo attraversare, sarà anche perchè ho cambiato macchina. ora ci passo, senza mancare di chiudermi dentro e indossare gli occhiali da sole, neanche fosse abitato da atletici zombie capaci di piombarmi sul cofano mentre sfreccio sulla tastale. Ho paura, terrore puro. La paura che ti lasciano i sensi di colpa, la coscienza sporca, la consapevolezza di essere rimasta impunita. Il tipo di paura che ti fa abbandonare un carrello pieno di spesa in mezzo alla corsia dei surgelati e correre via dall'uscita senza acquisti del PennyMarket.
Succede che nemmeno ci penso troppo, finchè carico la S. sotto casa e partiamo. solo in quel momento mi si accende una lampadina e le dico con tono ironico minchia S, andiamo nel Paese dei Balocchi, speriamo di tornare a casa illese e lei ribatte sottolineandomi giustamente quanto sia paranoica e dicendomi quello che anche io direi a lei, ovvero che la gente dopo tutti questi anni non si ricorderà neanche più chi sono.
Si cambia discorso, si arriva, si parcheggia, si mangia la sublime pizza accompagnata da una dovuta cocacola e seguita da un meraviglioso  rotolo di pandispagna crema pasticcerra, panna chantilly e fragole fresche. E poi si esce dalla pizzeria, circa due ore dopo, con la panza piena e la smania di fumare una sigaretta, si sale in macchina ridacchiando di qualche cagata, si avvia il motore, si mette la retro, si accellera e si sente un fracasso come se ci fossero una ventina di lattine che strusciano sull'asfalto attaccate alla marmitta. La S. mi dice ma vai, vai, sarà che siamo in salita. Io vado, vado e il rumore aumenta, pare di stare su un trattore. Così accosto, scendiamo, e dopo una rapida perlustrazione oculare, pur esssendo femmine di quelle che no grazie che mi rompo l'unghia, il problema ci si pone dinnanzi con violenta evidenza.


Fino a ieri pomeriggio, quando ho recuperato la macchina dal gommista e mi sono sentita chiaramente dire ci sono cinque fori fatti con un taglierino, un coltellino o un piccolo cacciavite ...più che volontari ho galleggiato ancora nel dubbio di essere una paranoica visionaria, anche un po' egocentrica, convinta che l'erba non cresca più laddove lei passa. una casualità, una coincidenza. e potrebbe esserlo comunque, potrebbe essere che casualmente proprio quella sera qualcuno abbia deciso di fare un grande atto vandalico in tutto il parcheggio, magari sono state danneggiate anche le macchine a fianco alla mia. potrebbe essere che mi sia stato fatto sotto casa, dal vicino poco equilibrato la cui moglie, anni fa, era stata beccata in flagrante da miacuginanevrotica mentre con la chiave di casa rigava disinvolta la portiera di Ego ma con cui ultimamente si va straordinariamente d'accordo ed è tutto un lascio aperto? le tengo la porta? passi prima lei prego - arrivederci - buonasera - buona giornata - e non avrei fatto quei 10km senza accorgermene secondo il gommista.
Chi puo essere stato? Ero sotto casa del mio ex, ma lui è il meno quotato della mia personale statistica. non è il tipo di persona che fa queste cose, è un buono, e obbiettivamnete non avrebbe motivo di farlo adesso e non ha mai fatto niente del genere neanche quando ne avrebbe avuto buoni motivi. i fantomatici responsabili sono tanti, troppi, non esagero a dire che potrebbe esser chiunque. perchè io l'ho fatta grossa e sporca, e perchè quel paese è un microsistema parallelo che non ha niente a che fare con il mondo dei normali. La famiglia di lui, che mi odia per avergli fatto buttare via dieci anni di vita lasciandolo vecchio a dover ricominciare da capo - quando ci siamo lasciati aveva 27 anni. la nuova ragazza di lui che appena fidanzati gli ha fatto cancellare da facebook tutte le sue ex  e magari è l'unica ad odiarmi senza valido motivo. la moglie del cugino, dichiaratamente psicopatica che da un giorno all'altro mi ha tolto il saluto, molto prima che le mie colpe fossero rese pubbliche, e poi venne fuori anche che fosse segretamente innamorata del mio ex fin da bambina, dieci giorni prima di sposarsi col cugino. la ragazza di lui, e per lui intendo quello con cui l'ho tradito, sia quella attuale ma anche e sopratutto quella vecchia, con cui lui più o meno stava mentre ci vedevamo e con cui ero amica. la famiglia di lui, sempre il lui con cui l'ho tradito, che è andata dicendo alla famiglia del mio ex che io lo avevo traviato facendolo innamorare di me e obbligandolo a tradire l'amico. tutti gli amici, di lui, dell'altro, di lei, di tutti. tutte le tipe con cui lui aveva mezzestorie, mezzecose, mezzeintenzioni, con cui passavo interminabili serate a chiaccherare, che poi quando han saputo che con me ci era stato hanno eretto una fondazione contro le troie dei paesi vicini che vengono a deflorare i loro gnocchi di paese. la fornaia del corso, che mentre mi incartava un pezzo di focaccia con le olive mi ha detto chiaramente che perdere me per il mio ex sarebbe stata una fortuna perchè si vedeva che stava male, era troppo magro. il cane randagio che gironzolava lì nella piazza dove bazzichevano, che mi guardava sempre in cagnesco.  

Abbiamo chiamato il papà della S. che pover uomo si è tolto il pigiama ed è venuto in nostro soccorso. io e la S. abbiamo scoperto che nelle nostre macchine ci sono nascoste cose magiche, nei nostri bauli ci sono scomparti segreti contenenti arnesi utili alla soluzione del problema, affascinante operazione da veder eseguire.ci siamo poi prodigate in una lunga lamentela contro le scuole guide che ci insegnano tante cazzate ma manco una dimostrazione di come si cambia una ruota, per concluderne poi molto onestamente che noi non lo avremmo saputo fare in ogni caso. La buonissima pizza è rimasta lì, l'ho digerita il mattino seguente, per il freddo preso a tenere la torcia puntata sotto alla macchina e il terrore verso ogni volto che passava lentamente fissando noi a bordo strada con le quattro frecce. Il gommista mi ha detto che la gomma è troppo poco consumata per essere buttata, mi ha montato le gomme invernali che tanto tra venti giorni avrei dovuto farlo, e mi ha detto che in primavera proverà ad aggiustarla e che alla peggio ci metterà una camera d'aria ma non la butteremo. 
La gomma si aggiusta, o si ricompra, la coscienza no. 
Tutto questo mi ha fatto riflettere tanto su come le decisioni prese a vent'anni entusiasmati dal carpe diem e dalla cannabis posssano talvolta condizionarci la vita. Forse io sono esagerata e per la legge del contrapasso da puttanella senza coscienza sono passata ad autoinfliggermi pene morali e corporee per espiare le mie colpe. sta di fatto che di tanto in tanto ancora adesso mi sogno la notte lei che mi chiede come ho potuto farlo, il mio ex che piange e il mio nome e cognome affiancato a quel gran puttana scritto a chiare lettere sul muro della biblioteca comunale che chissà se qualcuno avrà avuto il buon gusto di tinteggiare in questi anni oppure anche le nuove generazioni ne sono informate. Non ho ucciso nessuno certo, ma ho tradito tante persone, ho mentito, mi sono divertita a spese altrui e l'ho fatto con una tale leggerezza che quando un bel giorno per un motivo o per l'altro sono rinsavita è come se mi avessero attaccato un grosso masso a una caviglia da trascinare per il resto dei miei giorni. Non vedo più nessuna di quelle persone, e tante cose le so soltanto io, non le sa Ego, non le sa la S., o le altre poche persone che mi sono intime. ecco, entrare nel perimetro di quel paese per me è come camminare nuda in mezzo a una folla, dove tutti sanno tutto, c'erano, han visto. ci convivo, come quando hai un attimo di buio e frequenti dieci gioni un tipo riprovevole e negli anni poi quando ci pensi ti metti le mani nei capelli e le amiche te lo ricordano per prenderti in giro, una cosa del genere all'ennesima potenza. con il perenne dubbio che tutto potrebbe essere solo nella mia testa.
ed è come se lunedì sera avessi avuto la conferma di ciò che tanto temevo ovvero che nessuno se l'è dimenticato.
Addio buonissima pizza, temo che non ci incontreremo mai più.

martedì 23 settembre 2014

Cose

da tenere a mente per le prossime fiere:

- prepari con scrupolosa attenzione ogni blocknotes e cucchiaino da caffè da imballare e spedire in loco e qualcosa, sempre, magicamente, si smaterializza, a destinazione non ci arriva. ma non importa. niente è indispensabile, l'importante è che ci siano dei cutter. tanti, una borsa di cutter, distese di cutter, campi di cutter. e no, Micol, due non bastano.
- quando tu parti è ancora più o meno estate qui e tu sfoggi ancora le tue unchiette smaltate nelle zeppe, scegli ancora il colore di cui le pitterai come se condizionasse la tua intera vita finchèacetonenoncisepari e lo faresti ancora per un mesetto forse ma il dovere chiama e DEVI tagliarle. l'unghia dell'alluce deve sparire, non deve vedersi più, come fosse dicembre. dispiace, ma lo devi fare. o te ne pentirai amaramente mentre zoppicherai per le strade tedesche con i piedi compressi dentro calzamaglia e decoltè made in china testate su minuscoli piedi orientali senza unghie.
- la valigia pesa, gli alberghi hanno gradini, il tuo capo è un coglione che ti fa arrivare in aereoporto quattro ore prima e airberlin assume solo gente senza pietà che non ti imbarca la valigia prima dell'apertura del check-in neanche se sei bianca, sbiascichi le parole e hai occhiaie da panda fino al mento. questi dati devono portarti a due conclusioni molto importanti: uno, le cose inutili in valigia fanno la differenza, ergo gli asciugamani non ti servono, vai nei quattro stelle mica nelle catene come sei abituata dove ti danno un asciugamano in poliestere 50 x 25 e quando è zuppo mettiti al sole che ti asciughi. gli asciugamani non ti servono, gli asciugamani pesano. due, non ti devi far prendere dall'entusiasmo di quel 1HANDBAG + PERS.- che è una cosa bellissima, per te abituata a dover infilare la minitracolla nell'unico bagaglio a mano e pregare che la gobba non sporga troppo - non puoi farti prendere dall'entusiasmo e caricare la tua neverfull come se non ci fosse un domani, sopratutto se lo hai già fatto con la valigetta porta pc perchè poi ti ritroverai come quest'anno ad avere male alla spalla destra ancora 48 ore dopo e faticare a lavarti i denti.
- bevi poco in fiera. lo so Micol, la bocca ti si allappa di continuo a farneticare in inglese e consumarti le mascelle con sorrisi da gheisha o finte risate a crepapelle, e la cocacola è lì, fresca, nel frigo, quest'anno te la dava pure la hostess, non dovevi neanche sforzarti di versartela. ma poi, quando ti scappa la pipì e lo stand è pieno di rompicoglioni e ogni volta che pensi di poter finalmente correre in bagno ne arriva un altro, e poi un altro, e nei bagni c'è la coda, e sono sempre lontanissimi... ti penti di essere nata e ti viene una cistite.


Ah, e più in generale, fottitene del budget, che a te lo stipendio lo danno comunque sempre uguale e con venti giorni di ritardo, gli alberghi lasciali scegliere al tuo capo. che se era la sua di camera ad avere la luce in bagno simpatica, ed era lui a ritrovarsi in cappotto/pigiama/ballerine in reception alle sette del mattino a sentirsi dire da una crucca fastidiosamente gnocca ma l'ha messa la scheda luce signorina? nooooo guarda, sono al buoio da ieri pomeriggio - a quest'ora eri disoccupata. 

martedì 16 settembre 2014

Anche il matrimonio è andato,

relativamente veloce e quasi piacevole. ha scaturito tutta una serie di diloghi con l'Omino del Cervello, i dettagli non appena ne avrò il tempo, 
Un oretta libera prima che il capo ci degni della sua presenza rientrando dal weekend lungo in baVca gentilmente finanziato dal nostro stipendio di agosto. Ma tranquilli, non scriverò un post lungo un ora.
Ci siamo quasi. lavorativamente è tutto pronto, manca solo il solito scarico d'ansia sul capo pre-viaggi... litigare sull'orario di partenza che lui ama stare stretto con i tempi, arrivare a prendermi in ritardo e poi sfrecciare con il suo Porsche Cayenne in autostrada che ogni volta scopro un nuovo capello bianco, ricordargli di prendere i suoi biglietti da visita, di lavarsi le orecchie e quant'altro. a casa anche tutto abbastanza sotto controllo, quello che potevo mettere in valigia l'ho messo, il resto è roba che si stropiccia e la metterò domani sera prima di chiuderla. lavatrice e sessioni di stiro ormai quel che fatto è fatto, domani sera farò in modo di non lasciare piatti a marcire nel lavello e far splendere le ciotole della pelosa. L'unica cosa che non mi quadra è il perchè continuo a girare  - come dice quel Signore di Ego  - come la merda nei tubi. Oggi dovevo finire andando a fare scorta di pappe per la Gigghi e passando a ritirare un paio di orecchini dall'orefice, stamattina però ho pensato che se vado anche a pagare la luce magari evito di tornare dalla germania e trovarmi i coinquilini ad attendermi a lume di candela, e già che ci sono mi farò anche una ricarica ... il punto è che in venti minuti non riesco a fare tutto questo prima che i negozi chiudano quindi dovrò andarmene in giro nuovamente sia in pausa pranzo che stasera dopo l'ufficio. Poi ci sarebbe anche il fatto che lo struccante e il deodorante mi sembrano scarsini e sarebbe saggio passare al supermercato. Sono giorni che continuo così, non ne vengo a capo. Credo di star iniziando seriamente a perder colpi, la memoria di fero che si attiva in queste situazioni si sta esaurendo.
Non sono per niente in ansia per la feria, anche se concentrandomi mi rendo conto che non sono assolutamente preparata quest'anno... per esmpio non mi sono nemmeno sforzata di imparare il nuovo listino a memoria. sono in ansia perchè dovrò stare lontana dal mio nido, dalla mia casa, dalla figura di Ego nel letto quando mi sveglio la notte, dalla mia pelosa che ha tanto bisogno di me e soffirà sicuramente perchè a parte il fatto che Ego arriva tardi e,ci scommetto, starà poco a casa, la mamma è la mamma. 
Non me ne frega davvero nulla di come andrà, l'importante è che passi in fretta.
Ormai sono focalizzata su lunedì, penso al 22 settembre manco fosse il giorno del giudizio universale. Inizio a sentire quel brivido dietro la schiena, il brivido eccitante della libertà. la pace di casa mia verso le diciotto, quando mi sono già struccata, indosso un consumatissimo abitino da casa e una pinza senza un dente in testa. la casa è tutta in ordine, la pelosa si gode l'arietta sul davanzale, c'è quella luce di inizio autunno a illuminarci, e io posso fare cosa voglio... leggere un libro, stare in panciolle sul divano, fare una telefonata. Penso ai miei progetti bellici per la Gcasa, proseguire il decluttering, pulirla benissimo, cambiare un po di cose, stampare nuove foto per nuove cornici. 
La realtà è che lunedì 22 settembre avrò un'infintà di panni da lavare perchè Ego come al solito non farà una mazza durante la mia assenza, la mia valigia da svuotare, i panni lavati da stirare più quelli che non ho stirato questa settimana, polvere a gatti, un pavimento vomitevole e tanto sonno arretarato 
ma non importa... è proprio vero che l'attesa del piacere è essa stessa il piacere. 
però a me il Muller fa proprio cagare. o era il Campari? anche Google è confuso. 

venerdì 12 settembre 2014

Ieri pomeriggio

il capo arriva con un paio di tacchi dodici in mano e Madame dietro a piedi nudi con espressione provata. Li guardiamo come si guarda il postino mentre ti porge una cartella di Equitalia. siamo stati in coda due ore in tangenziale questa è stata la spiegazione. il perchè lei, che supponiamo avesse male ai piedi, non li abbia riposati seduta in macchina ma preferisca farsi un cortile dove girano macchine e camion di ogni tipo e provenienza con i suoi piedini fatati a nudo, non ci viene spiegato. fattostà che lui mi dice che per oggi pomeriggio, e solo più per oggi pomeriggio - e siamo alla terza settimana consecutiva che lo afferma - possiamo anche ancora stare a casa, basta che mi metto d'accordo con l'altra collega che o stiamo tutti a casa o tutti lavoriamo. non faccio nemmeno in tempo a finire di ascoltare le sue stronzate che la collega in questione mi chiama per pormi il quesito al quale io comincio a rispondere dicendole che lavorativamente parlando queste tre ore non mi cambierebbero la vita ma tuttavia son sotto di ferie da un pezzo, per cui che faccia lei ma in conclusione io starei volentieri a casa - se c'era bisogno di specificarlo - in contemporanea Madame starnazza cose dal balconcino, dal quale tra l'altro senza scarpe spunta a mala pena con la fronte rugosa. la collega, che ha ascoltato con un orecchio me e con l'altro lei, dice per tutte e due stiamo a casa quindi? e Madame urla eh ma chi risponde al telefono? Probabilmente chi ha risposto tutti i venerdì pomeriggio da maggio ad oggi, ovvero nessuno. 
Morale della favola... oggi si lavora. Siamo nelle mani di due folli.
E oggi poter stare a casa mi avrebbe fatto un gran comodo.
Ieri è stato molto peggio di come avevo previsto - non l'addio al nubilato, quello è stato molto meglio. ne racconterò insieme al resoconto matrimonio - ho dovuto fare delle corse disumane per riuscire ad arrivare dieci minuti in ritardo e non due ore. Tutto grazie a lui. il mio compagno onnipresente, colui con cui condivido ogni avventura, ogni viaggio, ogni vacanza, ogni disgrazia, ogni fallimentare raptus sessuale, colui che mai mi lascia sola quando proprio vorrei esserlo, lui che sa sempre come sorprendermi. Il ciclo. E' arrivato ieri pomeriggio con i suoi ormai scontatissimi cinque giorni di anticipo e io avevo, ovviamente, perizoma e pantaloni bianchi che metto raramente e per la prima volta nella mia vita mi sono sporcata, che manco in terza media quando tenere sotto controllo la situazione risultava assai difficile - chiedo scusa agli eventuali penedotati che passeranno di qui. Grazie al cielo avevo una camicia di jeans qui sulla sedia da non so bene quante settimane e me la sono legata in vita andando in giro per gli uffici con questa simpatica mise da teenager, ma non potevo di certo andare in quelle condizioni dall'estetista. sono passata da casa a cambiarmi, uscita nuovamente di casa ho trovato l'estetica dove vado solitamente a fare quelle tre lamapade all'anno chiusa, apnea celebrale. dopo due giri del paese in stato confusionale e altri due intorno a casa mia per cercare parcheggio, ho deciso di andare al centro estetico a fianco che ho sempre snobbato ...e si, la macchina avrei potuto metterla in cortile e andare a piedi ma ci tenevo a far passare la mezz'ora. sorpresa, la loro lampada dura venti minuti. venti. sono arrivata a casa a cinquanta minuti dall'orario di ritrovo con le amiche di miacuginanevrotica, ho lanciato la pappa alla pelosa, mi sono fiondata sotto la doccia e non ho respirato finchè finalmente non sono arrivata sotto casa di mia cugina. Oggi quindi il delirio continua, in pausa pranzo sono andata in lavanderia a ritirare la giacca di Ego che indosserà domani al matrimonio e a comprare due cazzo di posaceneri per la fiera, che mi dovrò mettere in valigia dato che me ne ero totalmente scordata e la merce è già partita. posaceneri uguali non ce n'erano così ho preso due coppettine da salsa in ceramica alla bellezza di otto euro l'una - di cui non chiederò rimborso perchè mi vergogno. partite pure con l'insulto libero - quando tra due ore uscirò di qui dovrò di nuovo passare al bancomat perchè gli sposi vogliono anche il regalo, passare al supermercato a comprare qualcosa x cibarci, darmi alla depilazione fraudolenta e minuziosa, alla manicure e alla pedicure, prepare tutte le cose per domani sia per me che per Ego che dopo cena obbligherò a controllare con tanto di lente d'ingrandimento ogni angolo, asola, cerniera e gli farò firmare una dichiarazione di conformità in triplice copia onde evitare cche si ripeta ciò che successe a maggio per la comunione di mia nipote - che se ve lo siete perse è questo post qui - stirare ancora due o tre cose per pura questione di spazio dato che poi per i prossimi dieci giorni nessuno stirerà, e magari anche preparare cena e mangiarla. Tutto ciò che concerne il matrimonio deve essere fatto oggi perchè domani temo che a malapena riuscirò ad essere in chiesa in tempo, alla peggio con tutta la gente che ci sarà là dentro, perchè loro hanno davvero molti molti amici, nessuno si accorgerà della mia assenza. l'importante è che ci sia al lancio del riso e per le foto di rito sulla scalinata... che è lì che inizi a renderti conto che c'è Tizio e manca Caio. 
Ansia, mal di pancia, mal di schiena, sonno che ho fatto le due, senso di inadeguatezza e dubbi delle 24oreprima sul mio vestito - non chiedetevi quando mi sposo io che faccio, lo si festeggerà in rianimazione alle Molinette e via - ma sopratutto grande grandissimo senso di colpa verso la pelosa che questa settimana sto trascurando da morire, e se penso che la prossima sarà sola da giovedì a domenica perchè tanto Ego prima delle ventuno non è mai a casa, mi sento una grossa merdaccia immeritevole.     

Dato che come si puo ben intuire oggi non sto facendo una mazzaccia al lavoro, credo che domenica passato il caos matrimoniale mi arriverà una tranvata di consapevolezza sulla testa e che lunedì, martedì e mercoledì in ufficio li passerò con la lingua di fuori... quindi, se non riuscirò più a passare di qui prima di partire, a risentirci dopo il 21 con un gran sospiro di sollievo.

giovedì 11 settembre 2014

Continuo a

magnarmi gelatine Leone, come non ci fosse un domani. 
come se stamattina non avessi avuto un principio di ictus nell'apprendere che (anche) questi pantaloni faticano parecchio a chiudersi.
sta lavatrice che mi rimpicciolisce tutto.
Lunedì urgeva la necessità di litigare violentemente con il coinquilino dalle h 17.10 circa alle h 20.00 inoltrate, questo ha quindi reso impossibile rispettare i miei piani con rovinose conseguenze sulle future tre settimane.
Lo avevo detto che io averlo a casa non era per niente cosa buona. 
Ieri non ho pranzato, ho messo al suo posto cose sparse random sgranocchiando pringles e un gelato mars senza guardare, e quando è stata ora me ne sono tornata in ufficio con mezzo letto fatto, mezza lavattrice stesa, mezzo bagno in ordine, che nel frattempo mi ha anche telefonato la S e non c'ho più capito niente. Martedì siamo riusciti solo a pulire, abbiamo pulito tutti e due che la prima cosa che gli ho detto finita la competizione ad insulto libero è stata sappi che io oggi avevo di meglio da fare quindi domani facciamo in due, ma non ce l'abbiamo fatta comunque a rimettere tutto al suo posto. Ieri sera con una mano ho stirato, con l'altra ho messo in ordine qualcosa, con un piede ho fatto la lavastoviglie. Ovviamente poi la lavastoviglie non l'ho fatta partire, ho stirato solo metà di quello che c'era da stirare e i soprammobili sono in parte apposto ma in parte ancora accatastati. non so davvero come uscirne, ed è tutta colpa del coinquilino guerrafondaio. 
ma non preoccupatevi... la sera dopo, sulle note del Liga, eravamo già tutto un  bacio e un abbraccio.
Il nostro solito culo ha fatto si che martedì sera abbia buttato giù acqua a secchiate ininterrottamente per ore. Ci ha dato il tempo di finire di pulire sudando come cammelli, farci una doccia e vestirci da spiaggia, come direbbe mia nonna, bermuda e t-shirt, e partire di casa con un sole che spaccava le pietre per iniziare a tuonare appena imboccata l'autostrada. Avevo portato i ki-way ma non ci siamo comunque avventurati sotto al palco, io l'avrei anche fatto, tanto ormai eravamo fradici dalla coda per entrare, ma Ego se la fa sotto quando il cielo è così - da bambino un fulmine gli è caduto molto vicino e da lì è fobico, cosa che in estate, sopratutto negli ultimi anni che usa fare un temporale tutti i giorni, crea non pochi problemi - quindi ci siamo fermati all'entrata del prato, al coperto, insieme a tanti altri furboni come noi, con l'intenzione di avvicinarci poi non appena avrebbe smesso. Personalmente vedere un concerto così a me fa schifo, trovo assurdo spendere cento euro per tenere Ligabue all'orizzonte tra l'anulare e il dito medio. per me ha senso andare nel prato se ti accampi lì ore prima, fai di quelle corse disumane che se mai inciampi ti calpestano e ti accaparri il miglior posto con transenna nello stomaco. altrimenti te ne vai in un anello, comodo comodo, ma stare dietro nel prato con un milione di teste davanti lo trovo assurdo.
Comunque è stata una bella serata lo stesso - sto sviluppando alta capacità di adattamento a colpi di anniversari - anche se ha smesso di piovere solo alla terzultima canzone. il concerto è stato bello, paragonabile a quello di Jovanotti dell'anno scorso, anche il Liga ha avuto una scenografia/coreografia veramente ben fatta. temevo di non conoscere molte canzoni che avrebbe fatto, che il fan vero tra i due è Ego, invece il novanta per cento delle cazoni in scaletta ho potuto cantarle a squarciagola con grande soddisfazione. L'unica cosa che mi ha lasciato perplessa è stato lui, proprio lui, che ho trovato molto freddo, sopratutto all'inizio. ha parlato poco e quando l'ha fatto l'ha fatto da politico "grazie per essere venuti"... poi man mano si è molto sciolto ma me lo aspettavo diverso, grande abuso di parolacce ogni volta che ha aperto bocca puttanate, cazzo, minkia, trombatore, stronzi... Va bene sdrammatizzare ma l'ho trovato un po' eccessivo. Una cosa che mi è piaciuta tantissimo è che prima di alcune canzoni ne ha spiegato il significato, cosa esprimono e come è nata quell'idea, è una cosa che non ho visto fare a nessun'altro e che mi piacerebbe facesse la mia amata Elisa dato che ad ogni nuovo album passo molto tempo ad arrovellarmi il cervello per capire ogni brano e alla fine mi invento la mia personale interpretazione - e la spaccio anche in giro per ufficiale.

La corsa di oggi consiste nel riuscire a finire di mettere in ordine la casa in pausa pranzo, nel pomeriggio dopo l'ufficio passare finalmente a prelevare che mi sto facendo offrire caffè dal collegame da una settimana, andare a farmi una lampada, una volta a casa docciarmi, incremarmi, tagliare due capelli qua e là dalla frangia che non ci vedo più e fino a sabato che andrò a farmela tagliare per il matrimonio mi devo arrangiare, andare a casa di miacuginanverotica e dare il regalo di compleanno - che era domenica scorsa - a mio nipote neoseienne, recuperare la madre, andare al ritrovo con le sue amiche e poi all'apericena di addio al nubilato che mi auguro finisca molto presto e sia indolore. 
Domani invece... ci penso domani.  

lunedì 8 settembre 2014

Il mio delirio settembrino

ha avuto ufficialmente inizio con questo weekend.
Dopo almeno due anni che era da fare, due anni che tentavo di racimolare i soldi per farlo e poi ogni volta spuntava qualcosa di più urgente, due anni che rinfacciavo a Ego di non occuparsi della sua casa, abbiamo finalmente ritoccato i muri. a quattro anni di distanza è normale che ci sia da dare una rinfrescata ma dato che il nostro palazzo è piuttosto vecchio avevamo anche qualche angolo qui e là crollato da stuccare, stavo iniziando a non invitare più nessuno a casa per vergogna e a innervosirmi ogni volta che mi guardavo attorno. La scorsa settimana ero contenta ma agitatissima perchè purtroppo mi sono scelta un uomo che non è portato per i lavori manuali, non ama prendersi cura della sua casa, non farebbe nulla in prima persona se non lo obbligassi e pagarebbe qualcuno anche solo per cambiare una lampadina... in generale non ama sudare, per esser più precisi. un gran lavoratore, ma non a casa sua. dico sempre che se gli facessi trovare una grossa cacca di vitello sullo zerbino di casa, lui la scavalcarebbe per entrare e non mi chiederebbe alcuna spiegazione. Ha anche tanti pregi eh, ma ve li racconto un'altra volta. Temevo quindi di dover passare due giorni a litigare, discutere, sentire lui borbottare e lamentarsi in continuazione e sopratutto dovermi accontentare perchè lui avrebbe fatto, come al solito, il minimo indispensabile senza darmi la soddisfazione di vedere tutto fatto come da mie richieste una buona volta. Temevo anche di avere poi una epopea da gestire, di sporco da pulire e mobili da spostare. Invece è andato tutto sorprendentemente bene perchè mio cognato, quello quarantenne, si è offerto di venire a darci una mano, si è fermato tre giorni da noi e si sono dati un gran da fare. Hanno fatto un bel lavoro, molto più pulito di come pensavo e sopratutto hanno poi sbaraccato tutto, mi hanno dato una mano a pulire e hanno rimesso i mobili al loro posto. Abbiamo mantenuto gli stessi colori ma l'entrata e il bagno, che sono fuxia, erano proprio da rifare completamente e sono venuti benissimo, molto meglio di quattro anni fa. In realtà ai tempi avevamo sbagliato colore, lo volevamo più chiaro e una volta steso si è rivelato essere un viola più che un fuxia, colore che ha reso il corridoio senza punti luce un luogo piuttosto tenerboso. questa volta naturalmente abbiamo ripreso lo stesso codice colore eppure è venuto più chiaro, è venuto davvero fuxia! Il resto invece, che è il verde, non lo abbiamo dato completamente eccetto una parete della camera dove d'inverno spunta sempre della muffa, abbiamo fatto ritocchi qua e là ma per ora non sembra che sia venuto molto bene... si vedono i tacun - le pezze, come si dice dalle mie parti - spero ancora che asciughi ma la vedo grigia e in ogni caso la lasceremo così, non voglio più toccare quei muri finchè non cambiamo casa. Sono entusiasta, ora c'è molto da fare ma ne è valsa la pena. ieri abbiamo pulito grossolanamente, tra oggi e domani mi metterò lì stanza per stanza a curare i dettagli, vetri delle finestre compresi che ho tolto quelle tende e non ci volevo credere a quanto facessero schifo - effettivamente da quando a giugno la sig.ra mi ha abbandonato non li ho mai fatti, e di mezzo c'è stata anche la posa delle zanzariere che ha fatto la sua polvere, screanzata che sono. Domani pomeriggio sarò in ferie perchè alla sera abbiamo il concerto di Ligabue, mi ero organizzata in questo modo per riuscire a finire di pulire tutto e magari organizzarmi le cose comprate sabato all'Ikea per ultimare il mio lavoro di declutternig documenti/cancelleria/cavi organizzando tutti meglio... peccato che avrò Ego in mezzo ai piedi, notizia fresca di stamattina.
Oggi doveva essere il suo primo giorno di lavoro in una nuova azienda, stanotte era agitato come un bambino la notte prima della gita e ha dormito ben poco, alle sei e mezza si è alzato come un grillo, ha accompagnato suo fratello a prendere il treno e alle 8.10 era già davanti all'azienda... per sentirsi dire che loro avevano capito che avrebbe iniziato mercoledì e oggi non c'era praticamente nessuno (?)... così se n'è tornato a casa. Tempismo perfetto, di norma già non sopporto rientrare dal lavoro e trovarlo sul divano, non ci sono abituata e le poche volte che in questi anni ha avuto un influenza ho viaggiato con i capelli dritti finchè non rientrava al lavoro. averlo sulle croste proprio oggi e domani che ho un sacco di cose da fare è una sfiga inaudita. spero che almeno mi sorprenda e mia dia una mano, o che alla peggio si metta a giocare alla playstation fermo e muto facendomi dimenticare che è in casa.  
Da domani poi le cose proseguiranno più o meno così: mercoledì sessione di stiro, giovedì addio al nubilato di miacuginanevrotica, venerdì pomeriggio lavoro ancora in forse (...) - in caso negativo continuo o, spererei, finale lavori di decluttering - in ogni caso capatina veloce da calzedonia perchè necessito di almeno altre due paia di calze per la fiera, depilazione/smaltata, preparazione vestiti e varie per il matrimonio, sabato parrucchiere a Torino al mattino e alla sera matrimonio, domenica imbastirò la valigia e poi a seconda di come saremo messi o un po' di relax o l'ennesimo giro al Self perchè ci manca il materiale per sistemare ancora due o tre cose. Dopodichè avrò solo più lunedì, martedì e mercoledì per finire la valigia, farmi un altra piega, magari anche una lampada, e lasciare casa decente e le cose necessarie alla pelosa per la sopravvivenza senza di me... e giovedì mattina si parte. Non vedo l'ora che sia lunedì 22 settembre. l'anno scorso a pochi giorni dalla fiera mi dicevo che una volta rientrata a casa avrei pianto un urlo di trionfo che mi avrebbero sentito dall'altra parte del paese, perchè era andata, finita, superata. Quest'anno direi che tirerò un sospirò di sollievo, seguito al massimo da un fanculo tra i denti, perchè non me ne frega assolutamente niente, ma proprio niente, voglio solo iniziare il mio post-vacanze vero e iniziare il mio anno in serenità, curando nuovi progetti di vita e godendomi il mio tempo un giorno per volta e non a bocconi di settimane.