Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

giovedì 6 giugno 2013

Non penso di poter reggere ancora per molto qui dentro,

in queste condizioni. mi sarà venuta la puzza sotto al naso, mi sarò montata la testa, fattostà che io così non sto bene. Si lavora solo quando ci sono i capi, avvento annunciato da qualcuno che vede l'auto arrivare e urla capoooooo a gran voce dando il via al fuggifuggi generale. appena escono dal cancello tutti abbandonano la propria scrivania e tornano alle loro postazioni. chi seduto sul frigo, chi sul muretto, chi sulle scale. e si beve caffè, si fumano sigarette, si guardano video sugli smart-phone. il cicaleggio è assordante e nonostante io sia nel penultimo ufficio in fondo e chiuda la porta, riesco a sentire quasi tutti i discorsi perfettamente. non scendo in dettagli sulla tipologia dei discorsi, quello è un altro post. E attenzione, non è che io sia l'impiegata modello devota al lavoro che inorridisce di fronte a certe cose... arrivo quasi tutte le mattine in ritardo e passo buona parte delle ore a disposizione a farmi i cacchi miei su internet, tantomeno sono particolarmente rispettosa di capi e azienda perchè, come i colleghi, sono anche io rimasta delusa dal trattamento che ci hanno riservato appena le cose hanno smesso di andare a gonfie vele. ma così è troppo. così ho la sensazione che potrei anche starmene a casa, godermi il sole e l'aria fresca, farmi delle belle dormite. che se ho un problema con un cliente di qualsiasi tipo non c'è nessuno in amministrazione a cui rifersi per un pagamento, l'incaricata alle spedizioni sta parlando al telefono con la figlia in giardino, la collega del commerciale italia sta mettendo lo smalto alla sua assitente e non puo lasciare l'opera a metà. io così non ce la faccio, mi sento una cretina che semina con un branco di capre dietro che ci caga sopra. In più gli argomenti di cicaleggio del collegame negli ultimi giorni sono correlati alle nostre sorti lavorative di cui non sappiamo ancora nulla, io cerco di non ascoltare perchè non voglio riempirmi la testa di paranoie ma quando capto qualcosa non riesco proprio a mettermi due dita nelle orecchie e cantare. finisco o per andare ad unirmi a loro per capirne qualcosa o per cercare di ascoltare nascosta dietro una piglia sentendo solo qualche parola sul quale poi ricamo dei film che non mi fanno dormire la notte. Sto iniziando ad avere l'incubo di arrivare al mattino e dopo la pausa pranzo, sapendo già che le troverò lì a parlare di quanto è stronzo qualcuno e mi passerò le ore successive a chiedermi che cosa possa essere successo. che poi potrei pure unirmi anche io ed essere così sempre informata, ma innanzitutto io lavoro ne ho ancora quanto prima o a tratti anche di più, e poi si sa, a me non piace parlare/ascoltare la gente in generale, sopratutto loro, e tantomeno sentire una versione diversa al giorno di quante ore e soldi perderemo in un imminente futuro. Se questa situazione e il mio conseguente ribrezzo persistono penso che a breve perderò tutta la mia buona volontà di svolgere bene questo lavoro, la goia con cui mi reco al mattino a questa scrivania, e la fiducia risposta nella mia ipotetica carriera. ed era molto prevedibile, perchè se ammazzi i tuoi dipendenti sia a livello economico che psichico senza ritegno, perchè questi dovrebbero dare ancora del loro meglio? probabilmente è così che falliscono le aziende alla fine, e io sono l'unica ancora illusa che crede che le cose miglioreranno e sia giusto impegnarsi perchè questo accada.
L'imput alla poca voglia di fare arriva chiara come il sole anche dai capi. Il Boiler stamattina mi ha annunciato che domani si chiude a mezzogiorno, di nuovo. perchè tre colleghe su sei che siamo hanno preso ferie. ma porca puttana, ma dove siamo? io lo trovo ridicolo, fuori dal mondo, da film. Se io fossi il capo e ritenessi che solo tre persone su sei in un venerdì pomeriggio di giugno sono troppo poche, non concederei le ferie a qualcuno di chi le ha richieste e basta. Le ferie sono sì un diritto ma l'azienda te le deve autorizzare, se vuoi stare a casa a tutti i costi senza che nessuno te lo possa contestare stai in mutua. e del mio diritto di usarmi le mie ferie quando mi pare e non quando lo dicono loro ne vogliamo parlare? Mi sembra di stare nel circolo dell'assurdo, in un luogo dove la follia regna sovrana.

E così mi ritrovo di nuovo con un pomeriggio libero senza sapere che farmene dato il pochissimo preavviso. E lo so, io ho un problema, ma questo è un altro discorso. cose che mi piacerebbe fare ma non farò perchè contro i miei principi di vita: arrivare a casa e andare a dormire. risposino senza sveglia, finchè mi sveglio. merenda e poi boh... quello che capita. cose che farei se fossi una brava persona/madrina: andare a prendere un nipote, probabilmente Il Grande, all'asilo, portarlo a prendere un gelato e poi magari un po al parco giochi. che già mi viene l'angoscia al pensiero di lui che si arrampica in ognidove e io che tremo per paura che si rompa qualche arto ma non voglio fare la zia rompicoglioni, allora sto lì a guardare e sudare e pregare che finisca presto mentre una schiera di mamme casalinghe del paese mie coetanee e non mi ammirano da lontano commentando tra loro qualcosa a proposito del fatto che io non faccio figli. cose mi piacerebbe e fare e probabilmente farò: pomeriggio homemade/handmade. vorrei fare il detersivo per la lavatrice ma avendoci pensato solo oggi non ho fustini vuoti da riempire e non dispongo nemmeno di una bacinella capiente 5 litri. poi vorrei impastare. fare i cornetti per la colazione domenicale da congelare, la pizza per il weekend e magari il pane o delle piadine per la cena. E, per esagerare, nel tempo in cui io faccio ciò le tende ptrebbero farsi un giro in lavatrice. tanto per, dato che non le ho mai lavate, e non mi vergogno a dichiararlo. beh, un pochino si.   

mercoledì 5 giugno 2013

Non sto iniziando a scrivere un romanzo erotico.

"Ti sento piccola quando ti tocco ma grande quando ti parlo"
E come fai a non scioglierti di fronte a cotanta astuzia ben servita. laggasi: sei magra e intelligente... il top.
Un clichè, farsi intortare dal capo sornione, un clichè che puzza di vecchio. Arriva con gli occhioni a cerbietto di chi non si è mai cagato sotto così tanto in vita sua e la maglietta della salute bianca che spunta dalla camicia. che ti prego, tutto ma non la maglietta della salute sotto la camicia. 
e nel Tugurius torna il sole, mi illumino di immenso, il mio mondo torna a colori.
Sono stati giorni bui nei quali non sono riuscita a fare quello che normalmente faccio ogni santo giorno, overro tenermi a bada. ogni pensiero triste è diventato lo sconforto più totale, ogni giramento di coglioni una rabbia accecante, per non parlare dell'ansia e dello scazzo semprepresenti. Il tutto condito dalla sensazione di star sprecando prezioso tempo qui in ufficio e alla paranoia per i capelli, in piena fase pre-cilco. Oggi è il primo giorno che riesco ad interfacciarmi con altri umani senza ringhiare e, escludendo mia madre, non ho voglia di picchiare nessuno. sarà anche che finalmente le temperature si sono alzate e questo sole mi sta asciungando i panni, le ossa, e i dolori sparsi dentro qua e là. penso al weekend e al fatto che c'è una sagra di paese dove vorrei andare a mangiare, al prossimo che saremo al mare, a un bramato weekend a Gardanland per il mio compleanno e alle ferie che si, non posso prenotarle adesso come vorrei, ma le prenoterò. 
E il mondo non si ferma perchè io decido che sono troppo incazzata per fare qualsiasi cosa, quindi stamattina è arrivata la busta splendida splendente con la conferma del nostro posto ad una fiera tedesca in settembre, proclamato evento dell'anno. Questa cosa fa si che si vadano a sbloccare tutta una serie di progetti in stand-by e si entra ufficialmente nei mesi X dell'organizzazione. fiera mia per clienti miei e potenziali nuovi sempre miei. insomma, sono tutti cazzi miei. ma parteciperanno anche altri colleghi e per me sarà l'occasione dello sputtanamneto ufficiale date le pessime prestazione in inglese e non a cui dovrò dar luogo. e come al solito da ingenua temeraria quale sono, per adesso la paura è pari all'eccitazione. mi vedo già sull'aereo a giocare alla manager quando in realtà, lo so, sarà una settimana da incubo.

Meritoso aggiornamento riguardo alla situazione ortodontica. venerdì scorso sono stati due mesi che il corpo estraneo è nella mia bocca e per una volta posso confermare con gioia che quella di metterlo non è stata un idea malvagia. praticamente non lo sento più, già dopo una decina di giorni mi ci sono abituata e non mi accorgo quasi più di averlo. quando cambio le mascherine non ho dolore alcuno, ovviamente sono più strette della precedente per cui i primi giorni toglierle è un impresa più ardua - nulla a confronto dei primissimi giorni come scrivevo qui - e i primi minuti dopo i denti sono leggermente indolenziti, ma è un passaggio che vivo ogni volta con gioia perchè gli ultimi giorni le mascherine sono di un colore tra il giallo e il grigio grazie ai miei innumerevoli caffè e sigaretta, per cui non vedo l'ora di mettere quelle nuove limpide e trasparenti. Mi sono abituata al gusto plasticoso a cui rimedio bevendo spesso e che mi hanno assicurato, sento solo io. L'unica cosa un po' fastidiosa è il fatto che il palato rimane sempre molto asciutto e se non bevo per qualche ora mi sento il deserto in bocca. Ma tutto questo è niente a confronto della soddisfazione nel vedere che i due dentoni sopra sono già tornati in asse, il dente sotto che spuntava sta scendondo e il canino ribelle inizia a spostarsi... Da ricordare la notte con il raffreddore e la limitata respirazione dovuta all'apparecchio, il russare selvaggio che manco un camionista polacco, grazie Ego amore mio che non tralasci mai nessun dettaglio.

giovedì 30 maggio 2013

Ieri ho lavato il pavimento della Gcasa.

E non era esattamente così che doveva iniziare un post dopo cinque giorni di latitanza, ma è una cosa talmente degna di nota che ho ritenuto opportuno dargli un posto in prima linea. Perchè per una donna normale lavare i pavimenti di casa propria non è certo cosa degna di nota. e se neanche lavi un pavimento, che caz fai per non avere neanche il tempo di disperarti? e me lo chiedo anche io. I celebratissimi trentasei mq vengono lavati dal KiwiPeloso ogni venerdì e basta, salvo rarissime occasioni in cui si rovescia qualcosa o simili, nelle quali però impiego Ego nello strofinamento, che non vorrei rovinarmi le unghie. E lo sputtanamento è fatto, libero sfogo a inorridimenti vari. Ieri mi è scattato un tarlo nel cervello e nonostante non dovesse venire nessuno e mancassero meno di ventiquattro ore all'avvento del Kiwi, ho dato generosamente di fabuloso ai frutti rossi e ho strofinato schiumando tutta casa come ai tempi che furono, perchè il lupo perde il pelo ma non il vizio, neanche quello di non dosare il detersivo. Detto questo, sono stati giorni interessanti. Ho provato svariate volte a buttare giù un post ma ne usciva un concentrato di insulti e impecazioni melodrammatiche che cancellavo prontamente per il bene dell'umanità. Andando per ordine. I capelli. galeotto fu il mio entusiasmo, che il prossimo che mi viene a dire che dovrei prendere la vita con più positività, lo cuocio per cena. Me la sono vantata e cantata per giorni sulla fiducia riposta nella santadonnadellamiapettinatrice e sul miracoloso intervento che avrebbe cambiato la sorte della mia testa. e l'ho prontamente preso in quel posto. Ha tagliato si, la stronza, eccome se ha tagliato, e ad occhi chiusi. Io che mi fidavo cecamente e leggevo novella duemila più rilassata che mai, ho alzato la testa e ho visto questo casco di banane compatto e crespo arrivarmi giusto alle spalle. Ancora non ho capito cosa sia successo. se l'è scappata la mano, se era davvero quello che voleva fare e io non ho l'avevo capito o quando ha iniziato ad odiarmi questa donna e perchè. Doveva togliermi discreti cm di capelli con doppie punte, rovinati, sfibrati e non farmi un caschetto lungo e tutto tondo, tutto uguale, come se me lo fossi tagliato io in preda a crisi epilettica. Sono rimasta talmente shoccata che non ho nemmeno emesso un suono, sono uscita da lì e sono andata a farmi una lampada dove la mia estetista mi ha prontamente accolto urlando "ma che cazzo hai fatto???" e poi... ho pianto. ho pianto dentro la doccia solare nuda come un verme mentre i raggi uv mi abbronzavano le natiche e io guardavo la mia chioma mozza riflessa nella maniglia antipanico. è questo che sembra, una chioma mozzata di netto, alla bellemeglio. Da lì è iniziato il mio triste weekend in preda al nevoso e all'isterismo, sfogati ovviamente sullo sfortunato che divide il letto con me, a seguire un lunedì di follia in cui in ufficio ho mandato a quel paese tutti, ma proprio tutti, e deciso che se il capo non si decideva a tornare io mi sarei messa in mutua per i prossimi ventisette anni, soffiandomi il naso e tossendo come un ossessa. il tutto è poi sfociato in una febbre lunedì sera, un giorno sul divano a contorciermi e piagnucolare martedì, un ritorno catarroso in ufficio ieri e l'arrivo trionfante del capo in una versione con maglia della salute e tampone al naso con mia somma pace interiore.
Perchè secondo me ho covato l'uovo una decina di giorni, tra le giornate a girarmi i pollici in ufficio e le interminabili paranoie, poi il taglio ai capelli mi ha dato la mazzata e l'ho sfogata così, con un influenza di mezza stagione. Ora. O mi faccio di nuovo il caschetto, e avrei così buttato via soldi per il sostegno per passarmi l'estate a sudare insieme alla mia piastra, o mi faccio attaccare le extension che non saprei neanche da dove inziare ed è una cosa che mi ha sempre fatto abbastanza orrore. Domani mi vedrò liscia e deciderò il da farsi. Per quanto riguarda il resto, acora nulla è dato sapere a noi povere bestie al patibolo in attesa di conoscere le nostre sorti lavorative e conseguentemente di salute, ma almeno ieri il capo mi ha detto che salvo imprevisti da oggi in poi dovrebbe tornare ad essere presente in ufficio almeno tutti i pomeriggi e il mio omino del cervello si sta dando una calmata.
Come se questa settimana non fosse stata già abbastanza dura ho ben pensato di invitare due coppie di amici di Ego, a mangiare una pizza da noi domenica sera. Una pizza perchè subito dopo andremo al cinema a vedere Fast and Furious 6 ma questo non mi solleverà dal dover comunque preparare un aperitivo e un dolce. ed ovviamente l'ansia abbonda. che non ho sei tazzine da caffè uguali, e la tovaglia bella ha un buco nonchè innumerevoli macchie irremovibili, e a tutto ciò si puo porre rimedio a differenza del pezzo di muro che il KiwiPeloso è riuscito a buttarmi giù, alle magagne nel fucsia dell'entrata e alle applique che non mi piacciono. Come mi ha insegnato mia madre... se vi piace è così, se non vi piace, lì c'è la porta! 

venerdì 24 maggio 2013

Oggi è uno di quei giorni

in cui trovo l'amica ansia sul cuscino e me la porto a spasso tutto il giorno. accade, ciclicamente, e la maggior parte delle volte senza apparente motivo. quei giorni in cui raddioppiavo le gocce di xanas quando lo prendevo, ora invece lo faccio con le sigarette. Tutto il collegame per oggi pomeriggio ha preso ferie meno la sottoscritta, fessacchiotta, per cui dall'alto si è deciso che chiuderemo alle dodici e io non ho potuto non approfittarne... spostato l'appuntamento dalla santadonnadellamiaparrucchiera a oggi alle tredici, ergo tra poche ore mi sarò liberata dello scopettame e sopratutto avrò la testa riccia, con buona pace dei sensi miei e di Ego che si stava alzando ogni mattina mezz'ora prima di soppiatto per non sentire le mie lagne. Lui però non lo sa quanto li taglierò, e quando lo scoprirà ormai sarà fatta. Dopo andrò a trovare miacuginadeficiente e le Nipoti Femmine, una decisione molto pericolosa dato che mia cugina è nota per essere in grado di risucchiarti nella sua quotidianità confusionaria e devi considerare che non arriverai mai a casa all'ora che ti eri prefissato. questa volta ce la metterò tutta perchè prima di andare a casa voglio andare anche a farmi una lampada, poi ho dei documenti di Ego da mettere apposto nella Gcasa e se tutto andrà come deve verso le diciotto sarà sul mio divano a mettermi lo smalto sulle unghie dei piedini, attività che bramo da almeno due mesi. inutilmente, perchè tanto di mettere un sandalo con questo clima artico non ci penso proprio, ma è una di quelle cose che devofaresennònondormo.
Negli ultimi mesi sono particolarmente propensa alle torture cinesi e varie ed eventuali al mio corpo. Io non ho nemmeno un tatuaggio o un percing, la cosa più trasgressiva che ho fatto nella mia vita è raparmi metà testa e farmi la frangia fucsia, verso i sedici in un periodo decisamente nero, e post pidocchi. Sono una fifona, mi ceretto soltanto i baffetti e la famosa striscia sotto l'ombelico da pochissimo tempo e con puntuali crisi di panico prima. Sento che qualcosa sta cambiando, più prendo confidenza con la ceretta più progetto di farmela fare in punti discutibili. Dall'anno scorso ho scoperto che se mangio bene o diversamente dimagrisco e dopo ventisei anni di strafogamenti senza ritegno la mia vita è cambiata. sto pensando di farmi mettere delle ciglia finita, molto naturali ma pur sempre finte, dalla tipa che mi fa le unghie oppure di andarmele a far tingere dove lo fa la Marcuzzi dato che vado di nuovo a Londra (seguirà un post a proposito, ma sarà lungo e tutto meno che indolore, io l'ho detto). il peggio lo sfiorerò oggi informandomi dalla mia estetista riguardo una pratica che fanno nel loro centro, ti colorano con una sorta di compressore, che detta così fa proprio orrore e pure rima. la mia estetista, io non l'ho mai avuta un'estetista. che stia diventando una donna normale? o forse sto solo invecchiando. Sicuramente in questo caso è una fortuna che io abbia un badget ristretto a disosizione, non oso immaginare cosa combinerei. 

Sono stati giorni di rabbia questi , rabbia che tenevo dentro nascosta da sogni grossi come una casa, alimentati dalle parole quotidiane del capo. il capo non si vede da ormai due settimane, il Boiler si è divertito a farci sentire pecore al macello in attesa dellla propria sorte e la bomba pronta a esplodere che tenevo dentro ha avuto finalmente libero sfogo. Spero solo che per una volta il fato sia a mio favore ed entrando lunedì mattina vedrò il capo seduto qui di fianco e potrò fare questo. anche se non è una buona accoglienza per un reduce di infarto.... tra la mia sopravvivenza e la sua scelgo decisamento la mia.

Nei weekend non stiamo più facendo molto, ci arriviamo talmente stravolti che preferiamo passarli in casa a cazzeggiare bellamente, raccontandoci che è per il pessimo clima e il risparmio per le ferie. Domani sera però c'è una sagra carina nel nostro paese a cui vorremmo partecipare con i miei e se non si farà a causa degli acquazzoni previsti mi gireranno parecchio le palle. domenica sera invece a cena dai suoceri e voglio preparare questo dolce qui , promesso al Cognato che ha mangiato pappette frullate per venti giorni a causa di un operazione in bocca.
Ora farò passare le due ore che seguono guardando alberghi a Rodi e sognando il sole caldo sulla pelle e una birra fresca a fianco.

mercoledì 22 maggio 2013

Giorni di scazzo e odio profondo,

di quelli che non sopporto niente, nemmeno i miei capelli. o meglio, sopratutto i miei capelli. Il capo è tornato a casa, se l'è cavata con un angioplastica. In ufficio non è ancora tornato, io lo sento poco e male... unicamente via mail e quasi totalmente con discorsi di circostanza. Non mi oso a chiedere di andarlo a trovare o a telefonargli e neanche mi aspetto che sia lui a chiedermelo, non ci sono grandi cose da affrontare nell'immediato quindi secondo me non è proprio necessario. e la cosa non mi fa sentire inferiore rispetto al collegame che lo chiama la sera e lo va a trovare a casa dopo l'ufficio ma il sentimento non è reciproco. Siamo quattro gatti qui dentro ormai, nonostante questo non c'è una persona sola che si improvvisa e autopromuove capo ma ben due. e fanno a gara a chi ne ha più il diritto, la ManagerDiStaCippaDiM... già sfanculata ieri, e il Boiler, che sfanculerò a breve. Loro si litigano il regno a suon di chi più spara cazzate la vince e io chiudo bene la porta del mio ufficio e cerco di limitare ai minimi storici i contatti verbali. Non avere il capo qui di fianco che interrompe i mie tentativi di concentrazione, mi destabilizza. qualche giorno va bene, ma poi basta. Mai come in questo momento mi rendo conto di quanto lui rappresenti la mia sicurezza nel Tugurius, con il suo solo essere qui. Per anni mi sono sentita abbandonata a me stessa e poco importante, ma ora che le cose stanno diversamente da più di un anno, non riesco a sopportare questa sensazione di sbaraglio. Mi sembra di stare su un pulman guidato da qualcuno palesemente in stato di ebrezza, circondata da compagni di viaggio che neanche se ne accorgono. Se lui tirasse le cuoia prematuramente, per esser chiari, mi cercherei un qualsiasi altro posto di lavoro in fretta e furia. perchè sarebbe un difendermi costantemente da eghi gonfi di umani infelici che mi fanno una gran pena ma non abbastanza da riuscire ad ignorare l'impulso di picchiarli selvaggiamente, e perchè li reputo tutti una massa di incopetenti patentati che giocano al Diavolo veste Prada invece di lavorare. Sono sicura che non otterei più nemmeno cinquanta euro di biglietto aereo per andare a trovare un cliente se lui non ci fosse, Madame verrebbe rigirata come un calzino dal Boiler e farebbe affondare la neve nel giro di sei mesi. Questo buco che sento nella quotidianità lavorativa mischiato a questo timore di cui avevo scritto qui mi stanno facendo arrivare in ufficio ogni mattina con un espressione da film horror che il collegame si apre e mi lascia passare per raggiungere la bollatrice, quasi con timore. In più il mio saluto a Ego buongiorno amore mio, buoan giornata stamattina è stato se non butti l'organico te lo faccio mangiare per cena. fortuna che stasera se ne va a correre in mutande dietro una palla e io me ne sto beatamente in compagnia della mia montagna da stirare.

I miei capelli, meritano qualche riga oggi. Loro sono da sempre grande motivo di orgoglio per me, una delle poche mie caratterische estetiche notoriamente apprezzate. perchè non li ho mai colorati, hanno di natura un colore particolare e sono spessi e lucenti senza farci magheggi particolari. Li ho quasi sempre portati lunghi e con la frangia, quando più, quando meno, con picchi di punte che sfioravano il fondoschiena, e rigorosamente lisci con non poca fatica dato che loro sono per natura piuttosto mossi, da boccolo uscito male/ ho preso umidità. Poi, quando ho vissuto i miei sei mesi di gloria da single ho deciso che il carrè era esattamente quello che mi serviva per puttaneggiare degnamente, ma dall'anno dopo li ho sempre lasciati crescere. forse ho tagliato le doppie punte due volte, tre massimo, perchè i soldi non bastavano mai e tutte le cose futili andavano evitate, benessere della chioma compreso. ed ovviamente ora i risultati si vedono. sono capelli lunghi ma brutti. di quelli che li vedi in giro e pensi ma per averli così brutti non fai prima a tenerli corti? perchè i capelli lunghi richiedono una gran cura e attenzione, diceva sempre la mia parrucchiera di fiducia, e io sorridevo compiaciuta a tutte le altre clienti che guardano con ammirazione e mi riempivano di compliemnti. E ora mi sembra di avere in testa dello scopettame, stopposo e opaco. E per me il capello brutto, non curato, sopratutto se lungo, rappresenta una piaga della società. insieme allo smalto sbeccato che cristononcel'haiunpodiacetone e i sandali con le calze. Non posso avere dei capelli del genere io, che non sono mica Michelle Pfeiffer ma i capelli e le unghie e un altro piao di cose, quelli no, devono essere sempre perfetti. Così mi sono disperatamente gettata nelle mani della mia parrucchiera di fiducia, santadonna che dopo tre anni ha riaperto il negozio e pure qui nel mio paese - che se credessi in dio direi che l'ha fatto lui per me - e ho prenotato il fatidico taglio. Mimì ma si taglia eh, non due dita, non che mi fai una crisi isterica come al solito, si taglia di brutto, dobbiamo salvare il salvabile e il sostegno così che il mio mosso da boccolo uscito male sia una parvenza di riccio e io non debba morire sotto il calore della piastra tutta l'estate e poterli lasciarle naturali ogni tanto, ogni tanto.
L'appuntamento è per l'otto giugno, il sostegno dura tre mesi, ho calcolato tutto con l'ausilio di una tabella excel dedicata. sarebbe dovuto essere il primo giugno ma avevamo intenzione di andare a prendere il primo sole al mare quel weekend. poi abbiamo guardato le previsioni, ci siamo fatti due conti e alla fine penso proprio che le cose si invertiranno e quindi mancano due settimane scarse al grande evento. ma io temo di non farcela, ogni mattina mi guardo allo specchio e ho voglia di strappare via tutto. stasera faccio nascondere a Ego tutte le forbici di casa dove mentre sonnambulo non posso arrivare.

giovedì 16 maggio 2013

Capo assente significa anche tanto tempo libero.

non che lui abbia una magica influenza sulla mole di lavoro ma sicuramente ne ha molta sullo spirito. Se la sedia rossa è vuota nulla è urgente, tutto si puo' rimandare. E così ho avuto modo di riflettere sull'ardua vita di una bloggher d'altri tempi che deve tenere il passo nel nuovo millenio. Ho capito che per essere una bloggher di quelle fighe dovrei avere delle iconcine più o meno qui di fianco che comporterebbero il feisbucchiarmi, istagrammarmi, pinterestarmi, flicchettarmi e qualcos'altro. Andando per ordine, feisbuk celo. e celo come Micol quella di NoTimeToDespair oltre che come la Micol vera - che conta più di duecento amici mentre nella realtà le basta una mano per contarli, anche mezza. Ce l'ha perchè tanto tempo fa 'una cara amica bloggher la trascinò in quel mondo dove nickname e post magnifici acquisivano un volto, un età, una debolezza. e per un po' anche lei ci ha messo un volto, finchè un giorno è stata illuminata da bontà divina e ha capito che inserendo la sua e-mail chiunque, ma proprio chiunque, poteva collegare il suo blog al suo volto e un brivido le ha percorso la schiena come un fulmine facendole la messa in piega di Mafalda. Ora, il profilo c'è, privo di segni che potrebbero far risalire a me medesima chi sfortunatamente mi conosce sul serio. per cui potrei anche farmi figa e metterlo in un iconcina qui  a fianco. come se a chi malcapita qui non bastessero i miei brevi post e volesse dell'altro. ma ci sono due fatti: il primo è che collegarmi ad un profilo dove posto frasette senza troppo senso ogni quindici giorni e nient'altro, perchè non ho mai trovato amicizie o pagine interessanti, sarebbe ridicolo. e l'altro è il mio tremendo nome feisbucchiano. Si perchè il Sig.Feisbuk sembra un gigante buono che dorme lassù e non si cura di nulla, in realtà è peggio del grande fratello e non gli sfugge niente. Inizialmente il mio nome è stato nome Micol cognome titolo del mio vecchio blog. poi è successo che ho cambiato blog ma non avevo un titolo così mi sono messa delle strani iniziali per cognome. Poi quelle strane iniziali mi davano noia così in un eccesso di fantasia ho deciso che potevo chiamarmi Micol di nome e Micol di cognome e quando ho finalmente avuto un titolo per questo blog ovviamente avrei voluto usarlo come cognome possibilmente definitvo, ma no. il Sig.Feisbuk ritiene che il mio nome possa esser falso, ma dai?, e mi chiede di allegargli un documento di identità. Il problema è che io un documento d'identità che attesti che di nome faccio Micol e di cognome No Time To Despair e la fototessera di quest'ultima che passeggia con cane immaginario a seguito... proprio non ce l'ho. E di linkare un profilo che si chiama Micol Micol... insomma, non ne ho tanta voglia. Per cui ora il dubbio amletico è... creo un nuovo profilo da capo, e approfitto dell'occasione per trovare nuovi spunti e pagine interessanti e iniziare magari ad usare il benedetto social network risolvendo anche il primo prolblema? Il Sig.Feisbuk me lo lascerà fare o appena intercetterà lo stesso indirizzo mail mi manderà un fulmine dall'alto della sua scrivania? ... si accettanto consigli, con annessi insulti ovviamente. 
Per quanto riguarda gli altri social mi astengo con sommo dolore, perchè sono pigra e faccio poche foto e non sarebbero comunque interessanti o a tema. Girovagando per la blogosfera, proprio mentre mi strucciavo per taluna incompletezza, mi sono resa conto che c'era già qualcos'altro di nuovo e a me alieno. Adesso ci sono bloggher superfighe che quando commentano si firmano con una sfilza di linkate in aramaico, forse, che offfrono tipo tredici modi per contattarle e non perdersi nessuna delle loro novità. Ma non basta, ho scoperto anche che adesso per commentare determinati post di determinati blog bisogna essere iscritti a googleplus. Ora, va bene tutto, devo modernizzarmi e stare al passo, ma finchè posso a certe cose io mi astengo. anche solo per il fatto che parto sempre dal presupposto che al bloggher a fianco non freghi una mazza di me e i miei post di merda per cui a fare una cosa del genere mi vergognerei a morte. ma tanto di cappello a chi lo fa eh, anche perchè lui per esempio conta una media di 92 commenti a post e io no. 

Continuando sulla linea di questo posto pocosens proseguo con un'altra riflessione più o meno attinente. C'è stato un tempo in cui si era tutti una grande famiglia e dove io stessa, notoriamente poco incline ai rapporti umani, mi sentivo parte di qualcosa che mi assomigliava tanto. e ogni giorno era una gioia, un sorriso, un sentirsi parte di una meravigliosa famiglia. Poi, come tutte le cose troppo belle per essere vere, si è dissolto in una nuvola di fumo che portava verità e pochezza umana, di quella che si trova ovuqnue, in ogni contesto. una cosa così prevedibile e scontata da non sconvolgerti ma che comunque cambia tutto. e ci sono stata male come una bambina, ho pensato che avrei dovuto ritirare fuori il vecchio diario con lucchetto e scrivere lì, dove le delusioni non sarebbero arrivate. c' è stato lo smarrimento, la voglia di ritrovare la retta via, quella giusta, iniziale, di scrivere perchè io voglio scrivere e basta. poi l'assestamento, l'abituarsi, cercare il mio posto in una delle pochissime situazioni di vita in cui mi sento adatta. e finalmente ho iniziato a trovare blog, ne trovo tutti i giorni, dove c'è gente che scrive, scrive di tutto , scrive e ci mette l'anima in ogni riga, virgola, apostrofo. magnifiche parole, magnifici pezzi di vita lì impressi, emozionarmi, affezzionarmi, soffrire insieme a gente che non ho mai visto in faccia. una blogroll che si muove, risate, solidarietà. c'è, questo mondo c'è ancora, esiste, era lì, bastava cercarlo bene. la condivisione, quella vera, che non è il geotag di dove cazzo sto mangiando una pizza, quella del grande regalo che fa chi scrive e ti lascia leggere,. e sperando ogni tanto di farlo ance io a qualcuno questo regalo, oggi, che sono stranamente un po in pace con il mondo - bloggheriano e non - lancio un grazie qui nella blosfera, che arrivi a chi lo desidera.