Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 15 gennaio 2014

Scrivere

quello che sto per scrivere - e partiamo già male - senza le dovute premesse fatte di racconti che partono dalla nascita della vita sul pianeta terra o almeno degli accadimenti dell'ultimo semestre, non era nelle mie intenzioni. Avrei voluto/dovuto prima trasportare l'ipotetico lettore nel vortice del disgusto verso una madre, la mia, che tale non è, una donna di quelle con l'età anagrafica per essere una Signora ma purtroppo solo quello. Avrei così potuto arrivare ad oggi e scrivere quello che sto per scrivere senza potenzialmente disegnarmi persona cattiva e figlia ingrata. In ogni caso non posso esimermi dal mettere per iscritto questa mia rivincita, ricca di soddisfazione, che ogni tanto fa un giro anche da me.
Mia madre sta frequentando un corso, decisa finalmente ad iniziare a fare qualcosa anche lei nella vita, e questo prevede un di tirocinio nel mese di febbraio. La scuola organizza il tirocinio per cui decide chi va dove e con chi. Mia madre non ha mai guidato, ciliegina sulla torta della sua personalità passiva e parassita in tutto e per tutto. Sperava quindi di essere destinata in un posto vicino a casa e magari pure con qualche compagno di corso per poter così ancora una volta rimandare l'utilizzo della sua patente e dell'auto che giace inutilizzata in garage - che poi era la mia fino a meno di un anno fa. E invece ieri mi ha annunciato agitata che l'hanno destinata in una struttura di un paese che dista circa dieci km da casa sua e sopratutto da sola. Ecco, che sfiga avrebbe detto chiunque altro. io invece ho stappato una simbolica bottiglia e ho brindato alla vita che a volte è anche giusta e da a tutti ciò che si meritano. Sarà costretta a guidare e finalmente ad entrare nel mondo delle persone normali che scendono in garage ad accendere una macchina gelata tutte le mattine, attendono che si scaldi un attimo, poggiano le mani sul volante gelido, si immettono nel traffico di migliaia di altre persone come loro e si dirigono a guadagnarsi la pagnotta, di corsa, pensando a mille altre cose insieme, cosa che lei non ha mai fatto nella sua vita pretendendo non solo di mangiarsi la pagnotta degli altri ma anche di averne una sua personale senza essersela guadagnata, perchè lei è buona e sorride a tutti. Sarà sola, in mezzo a persone che non conosce, che lavorano lì per davvero. magari in mezzo a individui frustrati, nervosi e scazzati e a cui sicuramente non frega una mazza dei suoi problemi relazionali. anzi, se troverà colleghe tipo le mie, la prenderanno pure per il culo. spero che trovi la classica merda che c'è da tutte le parti , quella che ti dice signora a me dei suoi problemi personali non me ne frega nulla, alzi il culo. che si senta sola e indifesa, che si senta inadeguata e debba da sola difendersi e crescere a suon di mazzate sui denti, come abbiamo fatto tutti, come ho fatto io e lei manco se ne rendeva conto perchè era mio padre a sorbirsi tutti i miei testoni, lei in dieci anni che lavoro qui dentro non ha mai imparato nemmeno a pronunciare il nome dell'azienda in maniera corretta. Non le auguro di soffrire o trovarsi male, le auguro semplicemente di vivere momenti di vita vera, di scendere tra gli umani e iniziare a capire cosa normalmente ogni giorno tutti affrontano, lei che ha vissuto nella sua bambagia di vita da casalinga senza mutuo e spese alcune con abbastanza soldi da sperperarseli al gioco del Lotto, con abbastanza energia per lamentarsi costantemente di tutto senza avere lontanamente idea di tutto quello che tutte le altre donne, madri, mogli, fanno ogni giorno. per poi arrivare adesso dopo trent'anni di vita da privilegiata a pretendere ancora risarcimenti, liquidazioni, eredità in nome di stocazzo, che se fossi al posto dell'avvocato mi sbellicherei dal ridere ad ogni sua richiesta. Benvenuta nel mondo reale.

Sputato fuori tutto il mio veleno, quello riferito a ieri s'intende, passo a mostrare con somma soddisfazione le mie "crezioni" natalizie anche solo per doveroso rispetto di chi si è sorbito tutti i miei post pre-natalizi carichi d'ansia da prestazione: 
Bottiglia di sapone per lavatrice home-made e biscotti di frolla montata per i parentiseprenti:

come da previsioni ho passato la Vigilia ad impastare e infornare sull'orlo di una crisi di nervi. ho appreso pochi giorni prima che un cucchiaino di lievito e uno di fecola di patate avrebbero cambiato radicalmente la consistenza dei miei odiati biscottini peccato che ho evidentemente esagerato così i primi infornati, gli alberelli, nel tempo di una pipì sono diventati delle masse informi, crude. ho poi contenuto il disastro facendoli cuocere in due fasi, appena iniziavano a gonfiare fuori dal forno a raffreddare e poi dopo ancora dentro un paio di minuti per far si che fossero cotti davvero. sono così riuscita ed evitare di fare un altro impasto ma l'ansia è salita a livelli inauditi. sono arrivata al cenone dai suoceri stremata ma molto felice e soddisfatta di me stessa. ovviamente non voglio più vedere biscotti per il prossimo decennio anche se mia cuginanevrotica mi ha regalato per Natale delle formine interessanti con tanto di set per bucarli e renderli versatili ad essere cibo ma anche decoro per l'albero e sono pronta a scommettere che verso ottobre prossimo mi ripartirà la vena creativa di biscottaia.
La reazione dei parentiserpenti è stata sorprendente. La famigliafacciadimerda è rimasta davvero stupita  in positivo, in particolare mio ziofaciadimerda è rimasto visibilmente entusiasta dell'idea, teoria confermata il giorno seguente con la sua foto su whatsapp della colazione mentre lui e la nuovatipa si magnavano i biscottini. Quella che ho visto essere meno contenta del mio regalo è stata miacuginanevrotica, ma non ne sono certa data la sua risaputa inespressività, ed è l'unica a cui ho abbinato anche un altro pensierino. 

Questa invece è la scatola realizzata per mia nipote LaGrande, costata serate di fatica più che altro logistica che verniciare in una casa di trentasei mq ammobiliata ad incastro con un Ggatto che salta in ogni dove come un ossesso non è cosa semplice:

Le applicazioni fanno parte di una ghirlanda in feltro che ho smantellato e attacato con l'attak, la scritta è composta da ritagli di carta da regalo conservati, un pezzo per ogni regalo di compleanno da quando è nata, applicati con colla vinilica. All'interno del coperchio ho attaccato questa canzone della mia amata Elisa, che appena ho sentito ho collegato a lei... perchè come non ho mai nascsoto, tutti e quattro i nipoti sono pezzi del mio cuore ma lei, la prima, la più grande, è il pezzo più groosso. 
Nonostante le bestie che l'hanno generata lei è una bambina ben educata che sa ringraziare con fasulla sentita gratitudine e poi dire dopo a casa che il regalo le fa cagare. ero davvero agitata all'idea di non capire se le piacesse davvero o meno ma per quel che la conosco credo sia rimasta sicuramente sopresa e discretamente contenta. il giorno dopo le ho chiesto se avesse letto la canzone e lei mi ha risposto: un pezzo Madrina, è lunga.
Questa creazione partecipa al DIY di Mammachedisordine, per chi fosse interessato trovate tutte le informazioni a riguardo nel suo bellissimo blog, esattamente qui - Ale, se non si poteva sponsorizzare avvertimi!

lunedì 13 gennaio 2014

Ego è un debole.

ed è una cosa che ho capito solo nell'ultimo anno, quando ho iniziato ad osservare le cose da un punto di vista più oggettivo, senza la smania di puntare il dito contro per puro spirito di critica. E' un debole, e come tutti i deboli si tiene quasi sempre tutto dentro finchè nella peggiore delle ipotesi implode e sono le angoscie a comondarlo invece del contrario. Io sono un esagerata di natura e credo che potenzialmente lui potrebbe essere uno di quelli che di fronte alle tragedie della vita cade in baratri autodistruttivi quali gioco d'azzardo, acquisto di grattaevinci compulsivo, uso di droghe, e ovunque altro porti l'immaginazione. credo che un suo esame psicologico mirato potrebbe rilevare una personalità che coincide perfettamente con il personaggio che perde il lavoro e per mesi continua ad uscire di casa la mattina con la divisa da operaio addosso per non dire nulla alla moglie e si passa le otto ore seguenti in un bar a giocare alle macchinette. Non che lui mi abbia mai dato segni di interesse particolare verso talune abitudini ma questo è il tragico risultato della mia analisi da non competente sommando tante sue reazioni alle storie di tanti suoi parenti, ammesso che la componente genetica sia qualcosa di reale - argomento che io scredito completamente quando si parla di tare raziali e al quale poi do valore quando si tratta di predisposione familiare alla depressione o alle dipendenze. per amor della coerenza.
Sono arrivata a questa conclusione e non ci ho pensato neanche tanto su. Lui è così, io sono altre mille cose, mi sono detta, nonostante la debolezza sia una di quelle caratteristiche che mi spaventa parecchio. Nella vita puo succedere di tutto, nulla è certo, di certo vi è che nessuna vita per quanto fortunata sia immune da alcuni dolori quali più prevedibili come la perdita di alcuni cari, o momenti bui di grande spavento o grande sfiga. puoi essere così fortunato da perdere i genitori in tardissima età e di morte veloce e indolore per esempio, ma sempre una morte di un pezzo di te sarà. certo, potresti morire prima tu o essere orfano da quando ricordi, ma non le definirei esattamente fortune. questo per dire che comunque si incappa sempre prima o poi in grossi buchi nella nostra vita e bisogna sopravvivergli, ed è qui che i deboli mi fanno paura. paura per loro di solito, in questo caso paura anche per me. come reagirà Ego ai grandi buchi che prima o poi inevitabilmente incontrerà? e quando saranno buchi comuni, nostri, della nostra vita comune, della nostra famiglia? sarò sola ad affrontarli perchè lui sarà sprofondato in qualche implosione interiore incapace di aiutare se stesso e me? dovrò, come già fatto molte volte, tirarmi su le maniche e affrontare la scalata da sola per poi tornare a recuperare anche lui? Questo è un problema, non il fatto che lui sia un debole. Sto capendo tante cose di me dal giugno passato, ogni giorno mi sembra di vedermi da un nuovo angolo, da una nuova prospettiva. quello che sto capendo in questo momento è che ho un problema con i deboli, di cui la prima rappresentante incontrastata della categoria nella mia vita è mia madre, per una ragione che ha sicuramente radici freudiane che ho incise dentro un po' per gli studi che ho fatto, un po' per i dogmi che in anni di terapia ho fatto miei. se ho davanti un debole, per natura, involotariamente... lo sfido, lo maltratto, lo metto verbalmente alla prova sperando in un improbabile sprone a dargli una scossa o in un più probabile vaffanculo che sarebbe per me in quel momento una grande conquista. della serie: allora sei debole ma non scemo. Ci sono poi diverse braccia dei deboli, mia madre fa parte della categoria deboli per scelta, subdole vittime che hanno lavorato molto per diventarlo, individui così disperati che un giorno, spesso in tenera età, hanno deciso che l'unica strada per trovare il proprio posto nel mondo l'avrebbero per assurdo trovata senza muovere un passo, rimanendo in un angolo figendo di non avere alternativa, giocando sul fatto che qualcuno inevitabilmente sarebbe andato a chiedergli perchè se ne stesse lì porgendogli una mano. Ego è un debole che non sa bene di esserlo e mai lo ammetterebbe, un debole vero che si sente crollare la terra sotto i piedi ogni volta e che forse è convinto che sia esattamente ciò che deve accadere. Come puo una che odia i deboli, che li cerca per puntargli contro tutta la sua arroganza, passare la vita con un debole? Ed è facendomi questa domanda che mi sono resa conto di aver sempre usato la parola debole come un dispregiativo perchè collegato a mia madre quando in realtà il solo aggettivo debole ha tantissime sfumature di cui probabilmente io conosco appena la metà. Sono stata una debole per molti anni, con conseguenze disastrose sulle mia autostima di bambina, sul mio rapporto con i coetanei, sulla mia percezione di me stessa e dell'umanità in generale. Non poteva andare diversamente, con una madre che non ti insegna a difenderti ma ti risponde sempre solo devi essere amica di tutti senza darti dei parametri per distinguere il giusto dallo sbagliato, il buono dal cattivo. Sono diventata poi un adolescente debole che credeva di sembrare dura pittandosi gli occhi di nero, che combatteva da sola contro il suo essere debole senza averne gli strumenti sfociando inevitabile nell'arroganza, nell'esagerazione di una forza ostentata. e ora sono un adulta che si fa venire degli ematomi giganti sulle labbra piantandoci un dente dentro per non piangere, che piangere è da deboli, che per soffrire si nasconde e addita i deboli come bestie meschine e deplorevoli e li vorrebbe annientare tutti manco fossero il male del mondo. Mi ero dimenticata che anche io sono stata una debole e in me non c'era niente di meschino e subdolo. non tutti i deboli hanno scelto di esserlo o fingono di esserlo per essere compatiti, aiutati, avere il loro minuto di di gloria ogni tanto nel corso delle loro miserabili esistenze. ci sono anche i deboli veri, che da certe cose si fanno schiacciare laddove altri riescono a fare un grosso balzo e ferirsi solo di striscio. sono fatti così. e a volte con il tempo lo sono meno, si temprano, si induriscono, gli viene la pellaccia che mi vanto di avere io, di anno in anno più dura. Non c'è niente di meschino nell'essere debole, anzi, si ha sicuramente una sensibilità molto più sviluppata che a me proprio manca per cui forse non mi dispiace così tanto che Ego - egocentrico, egoista, egomaniaco, esibizionista - abbia anche questa sottigliezza d'animo che forse nell'insieme genera quell'animuccia lì sotto di cui mi innamoro ancora ogni giorno. anche in periodi come questo nei quali vorrei cavargli il cuore dal patto con le unghie, così... perchè l'ho visto fare in un film di vampiri e mi è piaciuto. 

venerdì 10 gennaio 2014

Ecco. nuovo anno, nuova vita, appunto.

Qualcuno nella Gcasa è discoccupato da ventiquattro ore. 
Io scrivo dall'ufficio quindi non sono, il Ggatto è un ereditiero e quindi si, è Ego. 
lo stipendio base dell'economia familiare, l'uomo che prescinde la sua autostima di essere umano dall'andamento della settimana lavorativa, il fantasma della Gcasa che dov'è Ego ormai non lo chiede più nessuno da anni per sentirsi rispondere anche dai muri: da cliente. 
Ok. 
Non è una tragedia Micol, poteva avere un tumore al quarto stadio, sarebbe stato un po peggio. semplicemente non percepirà più stipendio, neanche questo qui che ha praticamente già speso, ti sarà sempre tra le palle in tuta e ciabatte con aria logora e pensierosa e ti fracellerà i maroni di filosofiche affermazioni riguardo alla sua nulla esistenza finchè non avrà trovato un nuovo straccio di lavoro, se lo troverà. 
Siamo fortunati, poteva accadere di peggio.

Vorrei tanto che ci fosse papà a casa, andare a pranzo lì e fargli il testone a valanghe di parole per poi vedere il suo sorriso rassicuramente brillare nei suoi occhi verdi uguali ai miei e sentirmi dire: Stai tranquilla Mimì, si sistema tutto. 

mercoledì 8 gennaio 2014

Riemergo.

con tanto entusiasmo. un po' troppo. nelle prossime quarantotto ore mi arriverà una mazzata in testa. Questa volta mi sono superata, non solo niente bilanci e niente liste di aspettative e buoni propositi, neanche gli auguri o un formale saluto. dicembre è stato un mese pazzesco, un vortice, una spugna, mi ha preso quelle che probabilmente erano le ultime forze disponibili lasciandomi come un sacco vuoto. e in venti lunghi giorni di lontananza dall'ufficio mi sono piano piano rialzata tanto che oggi mi sento carica, piena, forte. se anche l'azienda dovesse tirare giù la serranda per il prossimo capodanno, in ogni caso questo è il mio anno ne sono convinta, e l'importante è esserne convinti. ho avuto la tentazione di venire in scarpe da ginnastica in ufficio, manco dovesse iniziare una maratona. Comunque è andata bene così, sono sicura che la blogosfera ha iniziato nel migliore dei modi questo nuovo anno anche senza gli auguri di Micol, che in fondo ha sempre messo le mani avanti. non ha tempo per disperarsi, figuriamoci per fare gli auguri. E non li ho fatti nemmeno dal vivo, nemmeno alle persone in carne ed ossa che frequentano la mia vita, quest'anno mi sono limitata a rispondere a chi li ha fatti a me e devo dire che tutte le feste sono arrivate e passate lo stesso. E' andato tutto bene così, tutto quello che volevo era che quell'anno da dimenticare finisse, e dalle feste bisognava passarci per forza. perchè lo sappiamo bene che il tempo ce lo siamo inventato, che i secondi, i minuti, i gorni, i mesi li abbiamo creati noi e li teniamo vivi di anno in anno perchè senza ci sentiremmo persi nel vuoto comisco di una vita che non si mai quanto durerà, che in reltà dal 31 dicembre al 1 gennaio non cambia proprio una mazza. eppure sono schemi mentali che ci condizionano l'esistenza, dovevo mettere il calendario nuovo sulla scrivania con grosse caselle bianche per ogni giorno e riporre quello vecchio di un verde acido con le date troppo piccole e tanta pubblicità ai lati. aprire l'agenda nuova e scrivere la prima parola sulla pagina bianca di tante pagine bianche con l'odore di carta nuova che riempe le narici. per me il nuovo anno inizia oggi in realtà, oggi ricomincia la mia vita reale che purtroppo e perfortuna non è fatta di panciolle nella Gcasa ma di corse di qua e di là, di scadenze, responsabilità e conti. Queste vacanze sono state mentalmente lunghe, involontariamente sono riuscita ad estraniarmi completamente dalla mia vita di tutti i giorni al punto che quando stamattina ho acceso il pc mi sono dovuta veramente sforzare per riprendere tutto da dove lo avevo lasciato. logisticamente invece sono state troppo corte, abbiamo fatto tante cose e  non mi è sembrato di stare abbastanza con Ego e la pelosa, che era l'unica cosa che mi interessava davvero fare.
Abbiamo passato una quantità di tempo considerevole con gli amici, e li categorizzo tali sottovoce, in punta di piedi, quelli del viaggio a Napoli, delle vacanze estive in Liguria e del weekend a Gardaland... insomma, gli unici due che chiamo amici. Abbiamo visto una buona dose di parenti ma con la giusta moderazione, una buona dose di bei film ma non abbastanza, ci siamo finalmente comprati il casco e i guanti da moto per me e il giubotto e il copricollo per Ego e ora manca solo la mia giacca, il mio copricollo e il mio passamontagna proteggicapelli. abbiamo finalmente comprato l'armadio da mettere nelle scale ove verranno custodite tutte queste preziose cosine, che ora giace inscatolato lì dove verrà eretto in attesa che Ego trovi la voglia di montarlo. ma sopratutto abbiamo dormito dormito dormito, una quantità di ore tali da spaventarci. alzataccia rigorasamente dopo mezzogiorno, anche quando avremmo voluto alzarci e quando avevamo le sveglie puntate su tutti e tre i cellulari, sul cordless e sulla sveglia. io amo dormire ma la mia forza di volontà nel rispettare i programmi della giornata ha quasi sempre vinto sul sonno, sempre meno questa volta, nonostante i trenta si avvicinino ormai per entrambi, abbiamo dormito di sonni profondissimi, sereni, con la Pelosa in mezzo tutta una fusa, e abbiamo passato parecchio tempo a letto a guardarla giocare e riempirla di coccole. Poi il giorno dell'Epifania Ego è partito per quel di Firenze con il collegame come ogni anno e rientrerà domani sera, io e la Pelosa iniziamo un nuovo anno insieme ormai in totale sintonia elettiva fatta di miagolii dal dubbio significato, Gourmet à la carte, palline con piume fluorescenti e coccole che tanta tenerezza nella mia vita non pensavo di poterla conoscere. 
Ah già, un proposito ce l'ho, e sono felice di esternarlo l'8 gennaio perchè i propositi da fine nell'anno, i miei almeno, sono sempre andati a finire in luoghi poco felici: scrivere almeno un giorno si e un giorno no. ad ogni costo, anche nei periodi più nefasti nei quali mi tengo la cacca, che i post corti non sono necessariamente peccato. E un augurio a chi leggerà lo faccio, giusto per smentirmi subito: auguro a voi, fetta importante della mia torta quotidiana, di riuscire in quest'anno a mantenere sempre ben saldi i vostri credo, i vostri principi, la vostra morale, anche quando le tempeste della vita ci travolgono al punto da confonderci le idee e farci credere che mischiarci alla merda serva a sconfiggerla. manteniamoci giusti, nel nostro personale significato di giusto, perchè alla fine è quello che ci terrà a galla quando tutto crolla.

lunedì 16 dicembre 2013

Mai come in questi giorni

l'icona della tizia che avrebbe di che disperarsi ma non ne ha proprio il tempo, mi rappresenta a pieno. Ad aggiungersi ai ritmi lavorativi da cardiopalma c'è il fatto che ogni giorno mi manca qualcosa. un giorno il tabacco, un giorno benzina e devo andare in centro paese a prelevare al bancomat. E prima non fumavo? la macchina mi andava ad aria? i soldi si riproducevano da soli? Non me lo spiego. fattostà che corro, corro, corro, eppure manca sempre pappa della Pelosa, parmigiano, scottex, acqua. E se c'è una cosa che io odio è dover necessariamente andare in giro dopo il lavoro, io quando esco da qui dentro con i capelli dritti e, a giorni alterni, il sonno soporifero o la testa che scoppia di parole, l'unica cosa che voglio è fiondarmi nei miei trentaseimetri quadri infilarmi la tuta, struccarmi e darmi alla mia seconda silenziosa vita tra le fuse della Gigghi. Questa volta le due settimane di ferie natalizie, le bramo davvero. ho già una marea di impegni fissati, ovviamente, ma quello di cui necessito è non mettere piede in ufficio per un po', uscire dal tran tran Gcasa-lavoro, lavoro-commissioni-Gcasa. 
La mia furbissima idea dei regali eco-friendly e salvaportafoglio si sta rivelando una trappola. Saranno pure amici dell'eco ma non tanto miei. Le bottiglie di detersivo sono pronte, pulite e piene. devo attaccargli etichette e fiocchetto e ci siamo. Diversa è la situazione dei biscotti, devo ancora realizzare i sacchetti e dei biscotti ho fatto una sola prova, due gusti su tre. Ovviamente non erano queste le intenzioni, avrei dovuto farli fino alla nausea in modo da arrivare alla perfezione ma arrivo alle dieci di sera che mi sento ubriaca da quanto sono stanca e di quelle informate notturne immaginate non se ne parla nemmeno. Poi, giusto per non annoiarmi mai, mi sono anche cimentata nella creazione di una scatola per mia nipote LaGrande, una sorta di decoupage, per riclicare una ghirlanda in feltro di fiori, foglie e coccinelle e della carta da regalo che ho conservato da quando è nata, un pezzo per ogni regalo. sono ferma all'applicazione delle decorazioni in feltro con l'attak perchè l'attak è per sempre e io ho il terrore di fare una cagata. Non mi basta tutto quello che mi invento di fare ogni giorno, mi è partita anche la vena creativa adesso. Con questa settimana tutti gli incubi relativi a queste cose dovrebbero comunque concludersi, salvo poi passarmi la vigilia a fare i biscotti. A dieci giorni dal grande giorno mi stanno venendo tutti i dubbi del caso... i miei parenti faccedimerda avranno la cognizione di criticarmi poi alle spalle o qualche peggiore esponente della categoria mi farà una faccia schifata o un commento sarcastico al momento della consegna? Comunque andrà un successo sarà perchè, giusto ieri, camminando per un centro commerciale dellla nostra provincia io e Ego ne abbiamo concluso che non essere andati per negozi a cercare i regali quest'anno è stata una gran cosa.

venerdì 6 dicembre 2013

Mood fasotutomì decisamente ON.

nonostante il naso che gocciola insistentemente e una stanchezza soporifera. Vorrei cavarmi gli occhi, prima il destro, che continuano a bruciare e lacrimare facendomi colare il naso, senza apparente motivo. mi venisse un influenza degna di questo nome almeno avrebbe un senso. 
E' stata una settimana mentalmente e fisicamente devastante, passata di corsa. 
Ho ricevuto nella Gcasa miacuginanevrotica con pargoli maschi per le presentazioni ufficiali della Gigghi che si è scoperta odiare i bambini nella maniera più assoluta. Terrore puro, tremore e occhioni sgranati, e quando IlPiccolo non curante della cosa gli si è avvicinato barcollando per accarezzarla urlando baubau gli ha addirittura soffiato a mo' di serpente. Avevo intenzione di fare la stessa presentazione alle nipoti femmine ma forse non è propriamente il caso. D'altronde il mio gatto non poteva essere che intollerante ai bambini, che è una scusa meravigliosa per il futuro... Ego mio caro, come facciamo a figliare che poi la pelosa non ci convive con quello piccolo? ecco. Oggi è un mese che è membro ufficiale della Gfamiglia e devo dire che si è ambientata alla grande, è la regina incontrastata della Gcasa, lei comanda e noi ubbidiamo. Dormiamo distanti se lei decide che deve stare in mezzo, ci improvvisiamo genitori riconglioniti nascondendoci sotto il piumone per lasciarle fare il suo agguato in lancio dal comò finchè è lei a stufarsi e mandarci a cagare , stravolgiamo la casa a suo piacimento pur di vederla fusare goduta. Io e lei in particolare abbiamo regolato i nostri ritmi l'una con l'altra e l'amore zoccoloso verso Ego è rimasto tale, niente in confronto al rapporto che ha con me, tiè, e questo non lo dico solo io eh, lo dice anche lei. Quando mi alzo al mattino lei mi saluta con una valanga di meo mieio miao, io la prendo in braccio e le faccio le coccole del buongiorno, poi la poso per farmi il caffè, lei va sul davanzale della finestra e mi chiama finchè non vado ad alzarle la tapparella così si mette a guardar fuori tutta appassionata e rimane lì finchè non si alza anche Ego e mi raggiunge in bagno, a quel punto arriva e ce ne stiamo tutti e tre appassionatamente insieme in un bagno di un metro quandro per uno e mezzo, chi fa la doccia, chi si trucca, chi si fa le unghie sul cesto della biancheria. Quando arrivo a dall'ufficio lei inizia a smadonnarmi dietro da quando infilo la chiave nella toppa, il momento di entrare è catartico perchè lei vorrebbe raggiungermi quindi con la borsa e i piedi la spingo dentro urlandole di stare indietro e quando finalmente siamo entrambe in casa salve lei inizia a rotolarsi per terra e attende le coccole sul pancino e di essere presa in braccio. Me ne vado in giro per casa con lei in braccio che gioca con i cordini della mia maglia o con i miei capelli finchè salta giù e inizia a saltellare intorno alla ciotola miagolando richieste di cibo. Dopo una mezz'oretta che mi salta tra le gambe facendomi inciampare inzia a rilassarsi e quando io preparo cena di solito si è già addormentata sul divano. Arriva Ego e lei appena sente i passi nelle scale si tira su e sta allerta, quando lui entra schizza come un fulmine alla porta, smadonna anche un po con lui e poi inizia il tragicomico tran tran della cena. lei sale sul tavolo e noi la rimettiamo per terra, all'infinito. Poi il momento che tutti preferiamo, tutti sul divano a guardare la tv, fusa e coccole come se non ci fosse un domani. Purtroppo però questo tipo di serata si farà desiderare parecchio fino a febbraio in quanto Ego ha iniziato questa settimana il corso per ciaparat imposto dall'azienda, dalle 19 alle 22 tre sere a settimana, mecojoni. quindi io e la pelosa siamo sole e non è che lei lo gradisca molto, Ego in quanto a coccole e giochi è decisamente meglio di me, che quando sono a casa non sto ferma un attimo e non mi soffermo lì con lei a lanciare la pallina e farmi piantare le unghie nei polsi. Sabato scorso l'abbiamo portata dal veterinario e mi sono sentita per la prima volta nella mia vita davvero una madre cogliona. Lei tremava come una foglia e io pure, con tanto di lacrimoni nel viaggio verso casa a causa dell'alto carico di tensione accumulata. Il veterianrio ci ha messo pochi minuti a dirmi che forse sono un tantino troppo apprensiva. Richiamo del vaccino fatto e check up completo al termine del quale ci ha di nuovo detto che sta benissimo, gli ho fatto senza ritegno tutte le domande che mi balzavano nella testa e sinceramente non mi ha chiartito molti dubbi, mi ha detto che per sapere se ha la febbre l'unico modo è misurargliela, e grazie fino lì ci ero arrivata anche io ma non le posso ficcare un termometro nel culo ogni volta che mi viene il dubbio - ovvero tutte le sere. Purtroppo però ha ancora dei vermetti e quindi ci ha prescritto mezza pastiglietta da dargli che non sto riuscendo assolutamente a farle mangiare, stasera quindi il povero Vet riceverà la mia paranocia telefonata e dovrà trovarmi una nuova soluzione perchè la mia pelosa non è mica come le altre, lei se sente un odorino poco convincente mica mangia, voglio dire. che nel 2013 non si siano ancora riusciti ad inventare un medicinale a prova di gatto mi sembra un po assurdo. Come si puo ben notare la Gigghi è il mio unico argomento del momento, a parte le navi cinesi in sbarco e i prezzi dei cartonati, sul quale fare un post non mi riuscirebbe nemmeno così difficile in effetti. 
Mi ha aggiunto quel pezzettino che mancava al mio puzzle, io, lei, Ego, i muri della Gcasa,  una pinza in testa e una tutona calda - possibilmente sporca di farina che implica una torta o dei biscotti in forno - e io sono apposto... ho mura a prova di attacco nucleare a difendermi. perchè son vecchia dentro, come mi dice mioziofacciadimerda da anni, e attualmente è proprio vero. La prossima settimana dovrebbe arrivare il nuovo pc di Ego, quindi forse entrerò nuovamente in possesso di un pc da casa, che quando è lì non lo accendo neanche sotto tortura ma quando non c'è mi risulta indispensabile, quindi forse potrò iniziare a pensare di scrivere da casa che tanto qui le cose non possono che peggiorare. nella migliore delle ipotesi imparerò a districarmi più velocemente tra le matasse di problemi ricavandone sporadiche mezz'ore libere.
Nel frattempo siamo già all'Immaccolata, Natale è sempre più vicino e questo sole di dicembre che mancava da un po di anni non me lo fa sembrare vero. Questo weekend finiamo i regali andando a prendere un bacchetto da falegname per IlPiccolo e domenica finalmente si fa l'albero, si tirano fuori i festoni, le lucine e tutte le chinchaglierie inutili che riempono di brillantini il pavimento. La pelosa darà di matto. Avrei voluto farlo prima quest'anno ma alla fine non ce n'è stato il tempo, ho una voglia di matta di sentire il calore natalizio in casa, il caldo dentro con la neve fuori, le publicità natalizie in televisione e gli sguardi melensi del cuore... ho bisogno di una magra simulazione dell'indescrivibile amore che sentivo da papà e probabilmente non sentirò mai più.