per la prima volta i pantaloni che mi ha regalato Ego per Natale e ho pensato, vuole uccidermi. poi ho pensato meglio, e mi sono resa conto che non è colpa di Ego ma dei pandori/panini di nutella e quant'altro che mi sono scofanata negli ultimi mesi senza ritegno. Erano anni che non mangiavo così a cuor leggero, come se non ci fosse un domani. Stretta come un merluzzo con il cuscinetto che si ripiega felicemente sulla lampo di questi bellissimi panataloni verdi, realizzo che è giunta l'ora. cosa prevedibile dato che praticamente ogni anno con febbraio iniziano i miei piani di rientro. A gennaio mi parte la fissa e si concretizza poi con l'avvento di un nuovo mese e di tanta insalata nel mio frigorifero. Ha poco senso, l'ho sempre saputo, perchè arrivo poi ad aprile quando si inizierebbe a scoprirsi un po', che ne ho le palle piene e ricomincio a mangiare male, eppure non credo che farò diversamente nemmeno questa volta perchè quando io mi fisso su qualcosa soffro disperatamente finchè non riesco a cambiarla. A dir la verità iniziare la dieta - che poi le mie diete consistono sosttanzialmente in una alimentazione sana evitando le abbuffate - mi ha sempre portato una grande sfiga. Ogni volta con febraio, nei primi giorni della mia fame, a mio padre accadeva qualcosa che ci costringeva ad averlo in ospedale per i mesi successivi, e via con le corse in autostrada alle ore più improbabili, ai timori, agli spaventi, che a mangiare uno non ci pensa proprio. e in un mese perdevo tutti i kg sperati e anche di più. Quest'anno non vi è alcun rischio, o meglio, se l'inizio della mia dieta porta davvero sfiga spero almeno che la porti alle persone giuste.
Da quando Ego è momentanamente in cerca di occupazione sono passati dieci giorni eppure mi sembra molto di più. Per scaramanzia sto evitando di dare qualcosa per certo ma la situazione comunque è mobile e spero si determini al più presto perchè ho già raggiunto la mia personale soglia di sopportazione da muso lungo di Ego. Come da ogni mia previsione il suo animo catastrofista ha preso il sopravvento nel giro di poche ore e ora naviga nel suo mare di negatività. questa volta però ho la pellaccia più dura e non lo seguo, tantomeno assecondo, sto adottando la tecnica di mia suocera che ho tanto disprezzato e più cresco più inizio a capire.. va tutto bene, va tutto bene. Lui non c'è mai lo stesso, perchè alla fine non è il suo lavoro a determinare quel che è, lui è fatto così... tra i colloqui in giro e il suo sbattere la testa da una parte all'altra delle sue conoscenze se ne sta comunque a zonzo tutti il giorno e poi la sera ha ancora questo benedetto corso per cui per me e la pelosa non è cambiato molto, io e lei, lei e io -nel nostro mondo di discorsi incomprensibili ai più, di giochi, di pappe puzzolenti. E questo non mi dispiace affatto, non mi è mai dispiaciuto star sola a casa, rabbrividisco alla sola idea di avere un uomo in pantofole ad aspettarmi quando rientro, ma con lei è tutta un altra cosa, è la parte di amore forte e incondizionabile che mancava alla mia vita. Non importa che giornata ho avuto, se sono stata buona o cattiva, se ho ragione o torto, quando apro la porta c'è un frugoletto peloso che mi attende per caricarmi di miserie e subito abbandonarsi alla mia mano che le gratta la pancia rotolandosi per terra e accarezzandosi da sola la testa contro le mie scarpe. mi racconterà la sua giornata portandomi verso la ciotola vuota di cibo e dopo aver fatto al cosa che più le interressa, mangiare, mi seguirà per la Gcasa qualsiasi cosa io faccia, aiutandomi a stendere cercando di acchiappare le maniche delle maglie, aiutandomi a fare il letto tirando nel senso inverso le lenzuola, aiutandomi a struccarmi mettendosi sul lavandino incurante dei miei schizzi d'acqua. finchè il sonno non prenderà il sopravvento e la spingera sul divano o sul cuscino di una sedia ad arrotolarsi a chiocciola e dormire, ma se io sarò lì vicino lei sarà più contenta e poggerà la zampina sulla mia per assicurarsi che non me ne vada di nuovo.
A volte riesco da lontano a immaginare come potrebbe essere, essere una madre.
un amore così grande che ingoia tutto il resto.


