e dopo un weekend al mare per nulla piacevole non ero affatto pronta ad affrontarla.... Quasi un mese di apatia totale e poi di colpo tutti resuscitano con le richieste più disparate. La collegaamicaP. me l'aveva detto che il lavoro c'è a ondate incostanti e vi sono spesso lunghi periodi di noia, ma sticazzi. in questo modo non c'è mai il giusto equilibrio e non si è mai nella forma mentale appropriata. Sommando a questo serate ricche di recite di fine anno/corso di nipoti e parenti vari, lavatrici post-accumulo mare e una montagna da stirare... credo che stasera crollerò per strada mentre pedalo con la S.
Ego doveva partire per lavoro lunedì prossimo e stare via tutta la settimana, questa mattina mi ha detto che parte mercoledì e sta via solo tre giorni. volevo buttarmi giù dalla finestra, ma il mio ufficio è solo al primo piano e temevo di uscirne viva. Ho veramente bisgno di togliermelo di torno per un po'.
Ho bisogno di disintossicarmi dai suoi difetti, dai suoi continui errori, dalle sue mancanze. se non c'è, non c'è, punto. e invece lui c'è, ma in realtà non c'è.
Ho già l'ansia per venerdì prossimo quando tornerà, per non parlare di domani e dopodomani.
C'è un grande silenzio tra di noi, ma non quel silenzio che "non ti parlo ma vorrei tanto che tu mi parlassi" . quel silenzio che è una pace, un sollievo, un traguardo. Io non so più veramente cosa dirgli, non come dichiaravo tempo fa perchè sapevo che qualsiasi cosa avrei detto non sarebbe servita, non so davvero cosa dire. non mi viene niente, neanche ci penso più. Siamo due coinquilini o spesso la proprietaria di un bed&breakfast ed un cliente. Eppure lui vede un offerta per Rodi, dove vorremmo andare in vancanza quest'anno, e me lo dice.. così, come se fosse scontato che ad agosto noi staremo insieme e andremo in vacanza. noncurante del fatto che non ci rivolgiamo la parola, che niente di quello che lui fa quando sta in casa mi va bene e che non ci tocchiamo. Non saprà neanche più lui cosa dire, me ne rendo conto, ma allora che si fa? si va avanti così? Io mi invento qualsiasi peso da agganciare per fare in modo di non muoverci di un cm, perchè non voglio, assolutamente, fare mezzo passo in queste assurde condizioni. lui invece sostiene che si debba andare avanti, come se niente fosse, per "dimenticare" e "ricominciare". tutte cagate, con il solo scopo di lasciare tutto così com'è, ovvero come a me non va bene. Persino scriverle queste cose mi stanca, figuriamoci dirle e pensarle per provare a risolverle. Non ho più voglia, non ci credo più. Preferisco dedicarmi a malsane idee che non dovrei avere, a fantasticarne la realizzazione prima di addormentarmi e a svegliarmi accaldata e incazzata perchè era solo un sogno. Ci sono stati dei momenti questa settimana in cui sono stata profondamente triste ma sono stati brevi, tutte le cose che ho avuto da fare non mi hanno permesso di buttami giù, e la maggior parte del tempo l'ho vissuto normalmente, concentrandomi su me stessa e nient'altro. ho realizzato così, che in questi due anni così difficili mi sono piano piano allontanata da quella figura di noi due come unico essere, che se crollava un pezzo crollava pure l'altro e sono arrivata ad avere un'individualità, un io che brilla di luce propria, un equilibrio che dipende da me stessa e da nient'altro. capendo che il concetto "alla fine siamo tutti soli" non è per nulla sbagliaato, è pura verità. Tutto può succedere, puo' scomparire tutto intorno ma quello che sempre rimarrà sei tu. quello non te lo togli, non c'è modo, non c'è soluzione. E un po' questo mi fa sorridere, mi rincuora.. è uno scalino, una crescita.... ma allo stesso tempo mi rattrista perchè so che se, in una maniera al momento a me sconosciuta, io e Ego troveremo il modo di stare ancora insieme, non sarà mai un insieme come prima e io non sarò più la stessa di prima.
Ho voglia di calore, di sorrisi, di tenerezza. di baci ad ogni semaforo rosso, passeggiate mano nella mano, dichiarazioni che senti il cuore che si spalanca e mangi tutto l'amore del mondo in un sol boccone.





