Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

martedì 29 gennaio 2013

Un giocoliere.

una tipa seduta in mezzo a un cerchio di fuoco con un pc sulle gambe, oggetti che volano e la sfiorano, suoni di ogni tipo intorno.
In ufficio è il delirio totale, come al solito mettiamo troppa carne sul fuoco senza avere abbastanza condimento, abbastanza griglie, abbastanza braccia, rubando spazio alle bistecche che basterebbero a sfamare tutti e sarebbero deliziose con il doppio dell'impegno tutto dedicato a loro.
Ho la testa e l'agenda che esplodono, ma il collega che dovrebbe fornirmi alcune informazioni oggi è in fase noncelafaccioafartuttomuoio e a me non piace infierire... aspetto un testo dal capo che però preferisce vagare per gli uffici a fare il pirla incurante della mia fretta. e allora eccomi qui, perchè iniziare qualcos'altro e lasciarlo poi lì in sospeso? ... diciamo così.

Quando incontro persone cattive, io generalmente provo pena per loro. sono convinta che lo sono diventate a causa di un grande dolore che ha scaturito in loro milioni di ipotetici sentimenti che portano alla cattiveria...hanno subito un perdita che li ha portati a invidiare chi ha ancora ciò che loro hanno perduto, hanno subito inguistizie da parte di una tipologia di persone che le porta da odiare tutte quelle che ne fanno parte.... Non le giustifico e le combatto come si combattoni i cattivi, ma in cuor mio mi fanno un gran pena.
Ora in questi giorni, apro fb e leggo di un amica che scrive "che periodo di merda" e poi spiega nei commenti che è un periodo di merda perchè ha troppi esami da dare all'università tutti insieme. e in automatico, quasi senza rendermene conto, comincio nella mia testa ad augurarle di passare un vero periodo di merda, di soffrire, di avere paura ogni secondo delle sue adesso insignificanti giornate così che non dica mai più che sta passando un periodo di merda se così non è. Mi escono cattiverie ignobili verso tutti quelli che non hanno un espressione felice senza alcun motivo apparente, me ne vado in giro quasi alla ricerca di soggetti privi di sofferenza che a parer mio non avrebbero diritto di fiatare. 
Sono cattiva e di conseguenza mi faccio pena e mi combatto come si combattono i cattivi.
Mi sembro miacuginanevrotica, che dopo la morte di sua madre ha passato i due anni seguenti ad aggredire chiunque si lamentasse davanti a lei per un mal di testa, decretando che dopo quello che aveva passato sua madre o lei nessuno poteva permettersi di essere infelice perchè in realtà non lo era. Mi faceva un gran pena, il suo immenso dolore mi sembrava palapabile, così grosso da offuscarle la ragione. Mi sembra indicibile che io mi stia comportando in questo modo. Io non ho passato niente del genere, non ho perso mio padre, non lo sto ancora perdendo, mio padre è a casa tranquillo, io un padre ce l'ho. C'è chi ha vissuto molto di peggio, chi lo sto vivendo, io non ho nessun diritto di comportarmi così, di fare certi pensieri, di augurare il peggio a qualcuno perchè il peggio non lo conosco. 
Sono un ingrata, una cattiva per la quale si puo provare solo una gran compassione.
Sono una goccia in un mare, non sono niente, non so niente. E più me lo ripeto più schizzo cattiveria da ogni dove, verso chiunque, verso chi amo... e si mischia al senso di colpa, all'angoscia, alla paura, all'ansia, all'insoddisfazione. e voglio scendere.

lunedì 28 gennaio 2013

Prima

butto giù un post poi vado a fare qualche modifica, no prima faccio qualche modifica poi scrivo un post, no prima... e fu così che passò un giorno, un mese, un anno. Eppure io sono una impulsiva, determinata, quando inizio una cosa se non la finisco non dormo la notte, se voglio fare una cosa alla fine trovo sempre il modo di farla. E' che qui si tratta di fermare tutto e fare i conti con me stessa, è ovvio. che poi potrei anche scrivere del colore del mio smalto o dell'arresto di Corona, ma sono fatta così, non ce la faccio.
Da un po di tempo faccio lo stesso sogno, sono su una barca che viaggia in un fiume senza interruzione alcuna, con un ritmo dolce e continuo, sono sola e me ne sto lì a farmi trasportare. ho paura che qualcosa cambi, che la barca si ribalti, che lo scorrere dell'acqua cambi. Non è un sogno spiacevole, mi rimane il delicato fruscio dell'acqua nelle orecchie, se non fosse per il fatto che i sogni che si ripetono mi disturbano, li vivo come se fossero segnali che torneranno finchè qualcosa non cambierà. avere paura non mi spaventa, io ne ho sempre. non credo nei manuali per intrepretare i sogni e simili ma credo non ci voglia un esperto per arrivare a capire che il flusso dell'acqua sia la concezione della mia vita e la paura dell'onda, la paura che qualcosa cambi e spezzi il mio equilibrio. Mi piace quel cammino calmo, dolce, con quel suono d'acqua che scroscia pacifica come mi piace la monotonia di una vita tranquilla, la calma della mia casa calda all'ora di cena, la domenica d'inverno in casa, un film sul divano con il plaid di winnie pooh sulle gambe. sono fatta così, non voglio grandi cose, adesso, in questi anni in cui ho provato il contrario, non chiedo altro che questo. ci penso tutto il giorno tutti  i giorni, tutti i giorni a fine giornata ringrazio di averlo avuto e muoio di paura che l'indomani non sia così mentre mi addormento , cosa potrei sognare la notte? non di certo di essere una patatina fritta e friggere scoppiettando nell'olio bollente, come sognavo una decina di anni fa.
Ancora una volta la vita non ha saputo stupirmi. avevo paura del freddo, del gelo, dell'inverno perchè sentivo che con se avrebbe portato di nuovo paura, lacrime e alte onde nel mio fiume e non mi sbagliavo. Qualche domenica fa eravamo al pronto soccorso per una fibrillazione per noi ormai "ordinaria" ma no... un infarto asintomatico, una settimana di terrore puro, la diagnosi di una "sola" coronaria chiusa che data la situazione di salute di mio padre è meglio non toccare, e non si fa nulla, si torna a casa a sognare acque che scorrono dolci non si sa per quanto. e non si dorme, e non si mangia, quasi non si respira. perchè fa paura e perchè il mio egoismo grava dentro me e sulla mia coscienza, su quel che ne rimane.
Ovviamente non c'è stato solo questo. C'è stata Londra prima, un capodanno meraviglioso, cinque giorni stupendi con Ego, con il cervello finalmente libero di correre, di andare, di recitare la parte di quello che sa staccarsi e fregarsene, andarsene. C'è stata la colleganonpiùamicaP.  che ha annunciato le dimissioni perchè segue il marito all'estero e all'improvviso tutte le mie paure che svaniscono, i mie castelli che crollano e accorgermi che non avevo realmente paura. volevo solo vincere. e non ho vinto, ancora una volta, non ho vinto, il nemico si è ritirato, lottavo da sola contro un nemico fantasma ed eccomi la mia vittoria in mano senza sapere che farmene. ancora una volta, di nuovo... perche forse questo è il mio destino, forse nella mia vita tutta accadrà così, per una serie di fortunate circostanze e mai avrò un vero merito, una vera vittoria. che poi le vittorie a cosa sevono? eppure ne abbiamo bisogno. di una ogni tanto.
C'è che il mio corso di inglese da finalmente i suoi frutti, che capisco ormai abbastanza bene e scrivo meglio, anche se non parlo, ma più vedo miglioramente più ci do dentro, e non farei altro, non dormirei la notte, studierei e basta. C'è che continuo ad andare in palestra, sfatando il mito della pila di abbonamenti collezionati negli anni in palestre varie e non utilizzati, che nonostante tutto ciò continuo a stirare e cucinare e prendermi cura di me stessa ed Ego come prima. C'è che ancora non ci credo a volte che sono io, proprio io, qui a questa scrivania, che il mio capo crede in me, che ho un futuro lavorativo, che ho un nome su un biglietto da visita.
C'è che abbiamo comprato i biglietti del concerto di Jovanotti per luglio, che abbiamo un weekend a Perugia prenotato per S.Valentino, che parliamo delle vacanze estive e della moto che prima o poi ci compreremo. C'è che mi alzo al mattino e sono felice di venire a sedermi qui e mettercela tutta per realizzare progetti, crearne degli altri, migliorare... e poi sono felice quando si avvicinano le diciassette perchè non c'è cosa più bella che tornare a casa mia, nella casa che adoro ed è esattamente come la volevo, di fare una delle cose che amo più di più che è cucinare, di veder rientrare Ego da quella porta, da me, a casa nostra. A volte mi sembra di vivere in quel mondo di zucchero filato che una volta ironizzavo e mi ripeto sei fortunata Micol, sei fortunata Micol. e più me lo ripeto più ho paura. ho paura che lo scorrere dell'acqua cambi, che un onda mi travolga, mi porti via qualcosa, stravolga tutto, mi ribalti. ci penso ogni secondo di ogni minuto di ogni ora al punto che a volte mi ritrovo a sperare che accada, che inizi e finisca, purchè non ci sia più.

martedì 11 dicembre 2012

Calore appiccicoso e mani gelide,

ciclo in anticipo, voglia di cene di Natale in casa che non ho mai dato, biglietti aerei per Londra. Che bello quando il biglietto era vero, quando dovevi riporlo con cura e potevi sbirciarlo ogni tanto per assicurarti che fosse ancora lì. sognando, fantasticando, fino al giorno in cui finalmente lo poggiavi sul banco sudicio dell'aereoporto con orgoglio. ora avere i biglietti significa avere l'e-mail di conferma d'ordine nella tua casella postale, insieme ad altre milleseicento inutili e-mail. una frigida schermata che non fa sognare. 

Sto amando ogni cosa. ogni secondo, ogni minuto. questa sedia piccola, rubata alla sala riunioni... una sedia da ospite che deve poggiargi il culo qualche minuto e basta, diversa dalle sedie da scrivania perchè la mia di scrivania è troppo bassa e toccherei con le ginocchia. Quest'ufficio, che sembra piccolo perchè dentro c'è troppa roba, che fa sembrare la mia piccola scrivania ancora più piccola e me del tutto inaffidabile. questi caloriferi che funzionano, dopo anni di gelo là sotto. questa collega rumorosa a fianco e questo capo troppo vicino che mi interrompe continuamente. Sto amando tutto. salire le scale al mattino, la vista dalla finestra, il mio telefono che squilla, la gente che sa il mio nome e vuole ME. ho amato dal primo istante, ma avevo fretta di arrivare qui, ed ora sto amando con la calma di una donna al capezzale del marito malato, con la quiete di un cucciolo che sonnecchia sulla pancia del suo padrone. perchè ho paura che finisca. e non è del tutto esatto. io dico che ho paura quando sono lì che non sto nella pelle, che voglio sapere cosa succederà perchè ho paura di quel che succederà, quando non penso ad altro e a pensarci mi si chiude lo stomaco. Questa volta non ho paura. Perchè so che ne uscirò con dignità in ogni caso. nessuno saprà se sto bene o sto male, perchè nessuno adesso sa che sono felice, cosa voglio e cosa spero. nessuno si accorgerà della mia reazione. a tutti sembrerà che io molto semplicemente ho fatto il mio anno di sostituzione come richiesto dall'azienda e sono tornata al mio posto a fare caffè e sculettare ai visitatori. potrò piangere, urlare disperarmi quando salirò in macchina, quando sarò a casa, quando sarò in bagno. tanta dignità ed un sorriso. e alle indiscrezioni risponderò: perchè, c'era alternativa? nessuno si accorgerà di niente e così non me ne accorgerò quasi neanche io. ho fatto un lavoro diverso, brillantemente, con ottimi risulatati, e mi è piaciuto, ed è durato un po' e poi è finito. si tornerà alla normalità, alla quotidianità, alla mia sedia blu, così come alla tranquillità, alla leggerezza, al tanto tempo libero. sarò felice di non avere più riunioni, di potermi mettere le dita del naso che laggiù non mi vede nessuno, di non mettere più i tacchi, di non contare più le vittorie ma solo le ore che mi separano dal timbrare il beidge. dignità. che tanto nessuno le sa le cose che mi sono state dette, che tanto per gli altri a me questo lavoro puo anche fare schifo, mica lo sanno loro.

Per Natale spero di trovare coraggio sotto l'albero. 
in fiale, in gocce, in compresse, va bene tutto. 
eviterei solo le supposte.

lunedì 12 novembre 2012

Acqua fresca in un deserto arido,

il mio blog che si apre. tolgo le ragnatele, mi faccio spazio tra la polvere e mi siedo qui per terra, in mezzo a post non scritti, note di cose da ricordare, amici che non sento da troppo.
se non mi fermo qui in mezzo, infischiandomene del traffico che blocco, dei clacson che suonano, della fretta del mondo, non scrivo più. e così non va bene. Sono riscucchiata, totalmente, il tondo dietro di un phon senza cappuccio che quando meno te lo aspetti ti aspira i capelli e se non spegni subito e li districhi piano ti pela come una patata. Il mio lavoro è partito, io sono partita, un cavallo che galoppa e non acenna a fermarsi. io sono felice, sono felice ogni santo giorno di sedermi a questa scrivania e dare il meglio. e non mi sembra vero. ma è un mare in piena, onde altissime di sei ore soltanto, che non bastano mai e continuano sempre, senza tregua, seduta sul cesso di casa con le e-mail dall'i-phone, a pranzo dai miei al telefono con il bulgaro, nelle idee la domenica mattina in vestaglia mentre inforno le brioches surgelate.
Non c'è tempo, è finito. e va tutto a gonfie vele come forse non è mai andato. e per una volta non sto scherzando. I miei stanno bene, papà sta bene, noi stiamo bene, Ego sta bene, andiamo d'accordo, facciamo l'amore . Io sto bene, mi sento piena, appagata, soddisfatta, orgogliosa di me stessa. e vecchia. Sto leggendo Venuto al mondo, sono a poco più di metà. lo sto leggendo di fretta perchè voglio andare a vedere il film, è un libro che ti scava dentro, non avrei voluto leggerlo così. lo leggo mentre l'acque della pasta bolle camminando, mentre aspetto dal dentista, mentre fingo si ascoltare chi c'è dall'altra parte della cornetta, di notte, al posto di mangiare in pausa pranzo. Mi sono resa conto che forse essere madre, o meglio non esserlo, non è solo dormire notti intere senza interruzioni. che forse un giorno si accenderà qualcosa in me. Ho fatto il mio primo brodo di carne, il mio primo bollito. vorrei fare i biscotti al burro, vedere qualche puntata di Benedetta Parodi da seduta sul divano e non sentirne solo la voce mentre piego i calzini in camera. vorrei non essere troppo stanca il sabato e uscire, per mettermi i vestiti nuovi che mi sono comprata, vorrei avere i soldi per comprarmene tanti per altri. per pagare i bolli in sospeso, per pagarmi le lezioni di inglese. Abbiamo la muffa, di nuovo, come sempre. Ego vorrebbe investire il budget destinato al viaggio di capodanno in vernici specifiche e deumidificatore nuovo, io vorrei dar fuoco alla casa e debellarla così. E sono felice, oggettivamente, razionalmente, felice. felice perchè non c'è niente che non va, felice perchè Fox aveva ragione, dopo due anni di merda il sole tornerà a splendere. una felicità sterile che descrivo e non vivo, che vedo ma non sento. forse mi ci solo devo abituare. forse sto invecchiando, mi accorgo che il futuro per la prima volta mi spaventa invece di incuriosirmi. ecco cos'è quel velo negli occhi degli anziani, forse è così che si diventa vecchi, il futuro smette di sembrarti migliore perchè ti accorgi che il presente non è così male e un nuovo giorno è un salto nel buio. Dovrebbe essere vietato per legge sentirsi vecchi sotto i trent'anni. A volte penso che dovremmo dare un po d'amore al nostro tran tran quotidiano, magari un piccolo gatto nero dagli occhi chiari che si strofina contro le mie gambe mentre mi lavo i denti. poi mi ricordo che le piante nella Gcasa muoiono perchè nessuno si ricorda di dargli dell'acqua. Ho iniziato un corso di step, prima lezione di inglese domani. faccio sempre così, l'acqua bolle e allora ci butto dentro di tutto finchè l'acqua mi arriva al mento e sto per annegare. eppure son felice, anche se non si vede. vorrei del tempo, del tempo per stare sul divano a sorseggiare un te caldo, con la coperta sulle gambe e un po di musica, del tempo per provarmi pettinature davanti allo specchio, per andare a prendere mia nonna e portarla a casa mia per fare il polpettone e cenare insieme.
se non torno entro pochi giorni, che qualcuno mi venga a prendere, vi prego.

venerdì 12 ottobre 2012

Oggi il capo non c'è e io finalmente respiro a pieni polmoni qualche ora.

Ho sonno e freddo, questo è il periodo dell'anno che detesto... fa freddo ma non si possono ancora accendere i riscaldamenti così negli spazi chiusi si congela ma non si mettono ancora maglioni di lana e giacconi... inizia ad esserci umidità ovunque, i panni non asciugano e sopratutto ci sono loro... il mio incubo più grande: le cimici. vivo con il terrore senza aprire le finestre anche scoppiasse un incendio, a costo di farmi marcire i muri di casa. le bollette da adesso inizieranno a impennarsi brutalmente tra deomidificatore e scaldone accesi a tempi alterni. E' stata una settimana infernale, ho avuto tutti i giorni parecchie problematiche in ufficio da sbrigare nelle misere sei ore a disposizione, e come ogni anno ho dovuto occuparmi dell'organizzazione del compleanno di Ego che ogni volta mi porta via un sacco di tempo e energie (per poi non fare nulla di così eccezzionale). Questa volta abbiamo deciso di saltare la festa con suoceri e consuoceri da noi per il suo e il mio prossimo compleanno, perchè quelli passati ci sembrano ancora troppo vicini e il pensiero di rimettermi ad organizzare tutto, prenotare torte, fare le pulizie di primavera e tutto il resto, mi faceva venire i capelli dritti. ora però ne sono pentita, alla fine con conti alla mano non possiamo permetterci la festa con gli amici e io non posso portarlo a cena dove vorrei quindi alla fine sarà un compleanno davvero povero e mi dispiace... Fortunamente gli ho comprato il  regalo con largo anticipo e almeno questo non sarà sacrificato. Anche questo mese siamo con l'acqua alla gola quando invece sembrava andare meglio, ieri quando me ne sono resa conto ho avuto un crollo emotivo e c'è mancato poco che mi mettessi in macchina e me ne scappassi chissà dove - non lontano data la quantità di gasolio a disposizione. a volte ci penso davvero, penso che scappare sarebbe la cosa migliore... tanto più si tira la cinghia più tutto è una merda, più si risparmia più le spese aumentano, più mi faccio il mazzo meno mi posso permettere.
Ieri ho iniziato il cambio stagione... lo so, sono in ritardo. Quest'anno proprio non ne volevo sapere di riporre i mie abiti leggeri, di tirare fuori il pesantume dell'inverno scorso e permettergli di scaldarmi. Mi sono decisa a farlo solo perchè sto rischiando una bronchite in ufficio tutti i giorni, nota palude di umidità e stalattiti a partire già dalla metà di settembre... E' il primo anno che lo faccio a pezzi, ma ho capito che se non fossi partita cosi non lo avrei fatto proprio. intendo darmi alle scarpe domenica, tappa più dura e stremante, e poi finire i vestiti in due o tre serate la prossima settimana... Da quando Ego fa questo lavoro porta a casa continuamente roba nuova, roba ingombrante, grossa, spessa che io non so più dove mettermi. Se avessimo del danaro da spendere prenderei un armadio da mettere in pianerottolo per scarpe e scatole, nuovi interni funzionali per l'armadio, magari un mobiletto nuovo per l'ingresso... ma non possiamo quindi devo arrangiarmi con tanta fantasia. Quest'anno però è stato raggiunto un obbiettivo ambito da due anni e che ogni volta sembrava irrangiungibile... ho comprato finalmente un piumino per il letto, un nostro piumino. Grigio come le tende e i pavimenti, bello, caldo e morbido con la parte superiore di microfibra (per gli scorsi due anni abbiamo usato un piumino ragalatomi da mia nonna, bello ma che non c'entrava una mazza con il resto della camera) Ora nella lista dei desideri della Gcasa manca solo cambiare le plafoniere dell'ingresso che mi hanno semrpe fatto schifo, e lavoretti di elettrica per fissare al muro delle luci e un termoconvettore. ma non succederà sicuramente prima del prossimo anno... 

In questo periodo sto ricevendo grandi soddisfazioni al lavoro, non ne ho parlato per scaramanzia perchè quando le cose le scrivo diventano vere, ma presto sputerò il rospo...

mercoledì 3 ottobre 2012

Anche il weekend all'Oktoberfest è andato...

sicuramente il più stancante, al punto che ancora ieri sera vagavamo per casa con aria smarrita e alle undici eravamo già sotto le coperte.
Non è stato un granchè, per tutta una serie di nefaste condizioni che si sono andate a sovrapporre condite da una compagnia forse non troppo adatta. Venerdì siamo partiti un oretta dopo rispetto al previsto, a causa del ritardo di Ego (ovviamente) e la cosa ha creato stupidi sensi di colpa da parte della sottoscritta nei confronti dei compagni di viaggi e scazzo (non saprò mai se reale o immaginario) dei suddetti. tra questo e la pausa in autogrill per cenare, siamo arrivati a destinazione alle tre di notte passate. arrivati alla reception dell'albergo prenotato più di un mese fa, ci siamo sentiti dire da un simpatico tedesco pel di carota (?) "your reservation has been deleted".... Avevamo prenotato dando il numero di una carta prepagata - vuota - come garanzia solo perchè era richiesto per passare allo step successivo e scegliere come modalità di pagamento" in contanti sul posto". questi coglioni hanno provato a prendere i soldi dalla carta il giorno stesso e non riuscendo hanno pensato bene di occupare le camere, senza avvertirci, nonostante io avessi scritto un'e-mail di conferma nel pomeriggio a cui mi hanno anche risposto affermativamente. dopo mezz'ora di discussioni in una versione del mio inglese delle quattro del mattino e una semilitigata con il fidanzato della mia amica (che sosteneva che fosse più intelligente dormire in macchina e il giorno dopo cercarci un hotel a Monaco pur di non accettare l'aiuto di chi ci aveva tradito), il pel di carota ci ha trovato una stanza per quella notte in un hotel lì vicino e tenuto quella per la notte successiva (ad altri prezzi rispetto a quelli prenotati, ovviamente). Litigato anche con Ego che si ostinava ad incazzarsi con tutti i receptionist che incontravamo senza cognizione di causa, abbiamo finalmente dormito tre ore per poi iniziare una giornata che si è rivelata essere un disastro. Dopo un ora e mezza di treno per arrivare a Monaco e ore di coda davanti ad uno stand, siamo riusciti ad entrare e appropriarci di un tavolo all'aperto, dopo mezz'ora ha piovuto e poi diluviato e poi ripiovuto. in tutto questo Ego ha deciso di farsi venire un'emicrania lancinante e io di portarmi una tracolla piccolissima in cui non ci stava né un ombrello né il mio borsellino di medicine d'emergenza. la giornata si è conclusa con me che chiedevo a bavaresi danzanti e ubriachi se avessero una medicina per il mal di testa, in tutte le lingue di mia conoscenza, Ego che dormiva su una panca e gli altri spariti nella folla. (ho così conosciuto una sig.ra tedesca fantastica che ci ha dato un'aspirina e offerto una birra. abbiamo poi passato il resto della serata con lei e la sua famiglia intrattenendo discorsi improbabili sulla differenza tra Italia e Germana in un in inglese arrangiato. memorabile) Domenica è andata meglio, siamo riusciti ad entrare in uno stand al chiuso e ci siamo divertiti ma solo tre ore per poi ripartire. Non mi sono ancora fatta un'idea precisa su come sia veramente andata con la coppia con cui ervamo... lei la frequento da una vita ma da sola, con lui è tutta un'altra cosa. Lui lo conosciamo molto poco, in questi due giorni abbiamo avuto modo di capire che è una palla al piede, non gli va mai bene niente, ne ha sempre una... tanto da mancare di virilità a tratti. Lei con lui è una rompicoglioni di prima categoria e lui la asseconda in tutto. sono persone molto poco sportive, non adatte a viaggi all'avventura, passano il tempo a sbaciucchiarsi e non vedono l'ora di arrivare in camera per trombare in santa pace. ovviamente quando non si vive insieme le cose sono diverse, ce lo ricordiamo ancora, ma loro sono un tantino infantili rispetto agli standard a cui siamo abituati. Non abbiamo mai litigato né ci sono stati grossi problemi nel mettersi d'accordo ma non c'è stato neanche l'entusiasmo di stare insieme o importanti momenti di divertimento comune... un'esperienza insipida. Sarei curiosa di sentire il loro parere ma non penso possa essere diverso.... credo che ci abbiano interpreatato come una coppia vecchia e annoiata, tra Ego che non era affatto di compagnia e io che sputavo veleno da tutti i pori.
La fiera in se ci è piaciuta molto, si respira un'aria di festa fantastica. sono rimasta affascinata dai costumi bavaresi... non immaginavo che tutti, uomini, donne e bambini, si agghindassero con questi meravigliosi costumi e le donne si facessero queste bellissime pettinature fatte di trecce per passare intere giornate a bere litri e litri di birra, mangiare polletti arrosto, ballare e cantare. intere famiglie, gruppi di amici, di qualsiasi età. pensavo di trovare principalmente turisti e pochi tedeschi, molte più risse e macelli, invece l'ambiente era festoso ma tranquillo. da noi è impensabile che famiglie passino un weekend così... indossino i costumi tradionali e lascino problemi quotidiani e preoccupazioni annegare in boccali di birra socializzando con turisti a caso e ballando in piedi su panche di legno. così come è impensabile che in una situazione del genere ad una certa ora non nasca il degenero, tra gente ubriaca a terra, gente che si sente male, gente che si azzuffa. 
Mi dispiace che non sia andata alla grande, sopratutto perchè tra una cosa e l'altra ci è costatata 600 euro che avrei anche saputo come impiegare meglio... 
Ci tornerei, ma non il prossimo anno..., con un giorno in più a disposizione alloggiando in un albergo a Monaco e magari in aereo risparmiando così le ore del viaggio in macchina.
Mi rimarranno impresse le colazioni fantastiche che abbiamo fatto, con torte altre venti cm, in particolare una sacher squisita. Regensburg è sempre bellissima e la mia voglia di andare a vivere in Germania si fa più concreta ogni volta che la vediamo...
Da ricordare: la domanda dei nostri compagni di viaggio - ma dovete fare colazione per forza? ...e le facce sconvolte di me e Ego che appena apriamo gli occhi al mattino se non mangiamo qualcosa entro un ora diventiamo veramente pericolosi.