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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 6 settembre 2017

Nel weekend appena trascorso c'è stata la festa del paese

a cui io e Ego prendiamo parte solo da tre anni - prima snobbavamo tutto e tutti stupidamente - e per il terzo anno consecutivo la festa lascia strascichi non da poco sul mio debole corpo.
Negli anni precedenti si è trattato di stomaco e ossa distrutti dal troppo alcool, questa volta invece, in tema con il mood cagionevole del duemiladiciassette, mi sono presa un classicissimo colpo di freddo - anche detto accidenti - per l'escursione termica dai 30g delle due del pomeriggio ai 9 che si sono toccati qui sabato notte verso le due - quando io con i piedini di fuori nei sandali, una canotta e un giubbino inutile tremavo al bordo della pista degli autoscontri dove Ego e gli altri tutti alticci continuavano a girare incuranti di me.
Questa è sicuramente la realtà, a me invece piace pensare che il mio sistema limbico abbia risentito del drastico cambiamento dal mood vacanziero a quello delle corse tra casa e ufficio e del salto climatico dal caldo naturale al fresco fuori + aria condizionata dell'ufficio - che il freddo a me fa irrigidire le spalle e sto tesa come una corda di violino - e il mio corpo si sia così sfogato.
Si perché tra le altre cose quest'anno sono anche diventata una guru di minchiate di questo calibro, ho imparato la parola sistema limbico e la ripropongo ogni qualvolta ci sia occasione.
Un po' è colpa dell'ultima amicizia acquisita ai corsi di fotografia - toccherà trovarle un soprannome - lei è tutta una medicina olistica, tisane, prodotti bio, vegan, pilates, zenzero e compagnia bella.
Un po' è la strizza che ho di ricadere nel tunnel della depressione con l'arrivo dell'inverno che mi ha fatto avvicinare alla yoga, alla meditazione, alle musiche di Enya, a Decatlhon che mi serve un tappetino, e in generale a documentarmi su come e quanto davvero abbiamo controllo sul nostro corpo.
Il primo tentativo di eliminare l'antidepressivo è stato fallimentare, intorno a pasqua, dopo un mese ho ricominciato la terapia, ma l'evento scatenante c'era stato. Poi ho iniziato a prenderlo in odio e tuttora sono convinta che mi abbia causato tutta una serie di problemi fisici, alcuni confermati dal mio medico tipo il valore della prolattina alle stelle, così durante le vacanze ho iniziato la remissione e sono rientrata pulita determinata a rimanere tale.
Ciao sono Micol e non mi drogo da venti giorni e piuttosto che rimettere un inibitore della ricaptazione della serotonina nel mio corpo morirò nella mia casa in pigiama tezenis color salvia, vestaglia pelosa con le orecchie sul cappuccio, mentre faccio yoga su un tappetino di decatlhon con Blu Carribean che esce dalle casse del pc e una tisana alla cannella per rilassare il sistema limbico tra le mani.
I miei gatti si ciberanno di me e quindi la mia morte non sarà stata vana perché gli avrò garantito sostentamento nel mentre che Ego si accorgerà che taccio da un tot, cosa che dato il suo egoriferimento potrebbe richiedere qualche giorno.
Ho paura, senza vergogna, di quando alle 16.50 calerà il buio, il fiato si vedrà denso nell'aria, e quel nero fuori io lo sentirò dentro, ma sono determinata a non far si che una stagione dell'anno la vinca su me stessa.
Comunque, indipendentemente dalla motivazione, ho male all'orecchio sinistro sopratutto appena sveglia, che scende alla mandibola e leggermente nella gola, e da ieri pomeriggio anche un po di raffreddore. nonostante questo oggi prenderò il nipote Il Grande e lo porterò a fare un po di commissioni di cui la più importante è comprarsi il regalo di compleanno, poi ci mangeremo qualcosa insieme e lo riconsegnerò alla genitrice in un orario spero non troppo maturo per godermi ancora qualche ora sul divano con Ego. 
 

9 commenti:

  1. Forza Micol :-)

    Giulia

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    1. Grazie Giulia :-) ps è un piacere risentirti!

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  2. non mollare.
    non farlo perché non è da te.

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  3. Ti aspettavo...

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  4. Bentrovata!!!
    Dai dai non dargliela vinta!!!
    Sei piena di mille risorse...Questa cosa dello yoga mi incuriosisce assai!

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    1. anche a me! Vediamo un po' che succede :-) Grazie Manu!

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  5. Mi spiace che una stagione che amo possa essere deleteria per molti. Spero che lo yoga possa darti un po' un sostegno :)

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