Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

martedì 29 aprile 2014

Roba da Gatti: Di viaggi nefasti e altre schifezze

*astenersi stomaci deboli 

Nell'ultimo post di Roba da Gatti chiedevo consigli per rendere il più confortevole possibile il viaggio della Gigghi, due ore e mezza di auto per raggiungere la casa in Liguria. Me la sono evidentemente mandata. Partiamo il sabato sera alle ventuno e trenta da casa, non eravamo mai partiti così tardi ma Ego è arrivato a prenderci solo alle venti e trenta. La Gigghi nel suo trasportino con il suo cuscinone peloso dentro e la sua coperta di pile sopra . Ha protestato senza troppo veemento fino alla prima sosta dopo quindici minuti, per caricare gli amici, e all'imbocco dell'autostrada già dormiva beata. Ha dormito per tuto il viaggio, pacifica e silenziosa, a metà strada ho provato ad aprirle per vedere se voleva sgranchirsi un po' le zampe o dormire in braccio come nel viaggio precedente, lei mi ha gentilmente mandato a quel paese senza nemmeno mettere un zampa fuori. Ci siamo ho pensato, ha capito che si va al mare e non dal veterinario ed è d'accordissimo. Per il viaggio di ritorno di pasquetta ero quindi tranquilla come una pasqua (!). 
esticazzi. siamo partiti alle diciotto, ha iniziato subito a lamentarsi e cercare di sfondare la porta del trasportino con tutte le sue forze arrivando persino a spaccarsi diverse unghie facendole saltare fuori dalla portina. l'amica M., seduta a fianco, alla vista delle unghie si stava sentendo male, lei che già non ama i gatti e riesce a convivere con la Gigghi solo per amor nostro e perchè l'ha conosciuta da piccolina. L'ho fatta uscire sperando che si calmasse e si è subito arrampicata sulla cappellliera del baule andando ad urlare in fondo dove io non voglio che stia perchè mi pare di vederla in strada e mi viene un principio di sincope. la prima ora è stata un calvario di questo tipo, io la riprendevo e lei scappava, urlava, piangeva, la rimettevo nel trasportino e ricominciava a spaccarsi le unghie cercando di uscire. così finchè abbiamo dovuto fermarci perchè l'amica M. doveva vomitare, nella sosta io sono rimasta in macchina con lei e si è calmata ma appena siamo ripartiti è ricominciata la tragedia di prima e come se non bastasse abbbiamo trovato una coda allucinante che ci ha poi tenuti fermi un ora. L'ennesima volta in cui la faccio uscire e scappa sulla cappelliera, si mette a far la cacca sul giubotto di Ego. cacca molle ed estremamente puzzolente. In un paio di secondi l'aroma invade la macchina, Ego accosta mentre io mettendola una mano dietro al culo e riempendomela della sua santissima pupù la rimetto nel trasportino. L'amico A. che aveva fatto cambio di posto con la consorte perchè patisse meno la macchina e che quindi si è visto cagare praticamente in faccia, scende e vomita. Siamo stati almeno dieci minuti a ridere con le lacrime, per lui che vomitata, per la puzza immonda, per la cacca molle che più cercavamo di togliere da giubotto e cappelliera più spalmavamo in ogni dove. Da quel momento ovviamente non l'ho più fatta uscire nonostante le numerose proteste e nel frattempo la poveretta ha fatto pure la pipì, nel cuscinone peloso. Quando l'abbiamo fatto uscire dal trasportino a casa aveva il pelo completamente appiccicoso, le zampe dietro bagnate con il pelo arruffato. Ora. tralasciando il fatto che non si puo pensare di ripetere una cosa del genere, perchè gli amici sono amici si ma c'è un limite a tutto ed è forse ora che considerino l'idea di prendere la loro auto dato che come dicono loro ora abbiamo un figlio - sono ancora mortificata per la Pelosa perchè è evidente che le sue continue lamentele erano dovute a un mal di pancia o comunque a un esigenza che io non ho capito. deve essere stato pessimo per lei, un gatto non fa mai i suoi bisogni in pubblico, sopratutto se poi non puo sgattare nascondendo e pulendo a dovere, se lo ha fatto è perchè non aveva altra scelta. Credo anche a questo punto che partire la sera tardi sia meglio perchè è stanca e si addormenta ma non trattandosi di un bambino non è sicuramente una scienza esatta... a passa la giornata a dormire e alla sera fa spiderpork sui muri, è una questione di fattore C. Il punto comunque è ancora un altro, al momento, dopo questo episodio ho iniziato a farci poi caso e mi sono così accorta che la pelosa fa la cacca molle praticamente sempre adesso, quando più, quando meno. non troppo molle ma comunque non dura, me ne accorgo sopratutto perchè puzza da paura, roba che non riesci a credere sia prodotta da un esserino così piccolo e grazioso. anche il meteorismo mi pare un po' aumentato, in situazioni di eccitazione/agitazione le è sempre successo. Per ora quel che ho fatto è provare a ridurre il cibo umido la cui quantità avevamo aumentato da dopo l'operazione nella speranza di farle prendere un po' di peso. Mezza bustina di quelle da 80g a colazione, mezza a pranzo e mezza a cena, per il resto mangia croccantini e mi pare beva di più che potrebbe essere collegato al cibo secco. Non ho visto un gran miglioramento quindi a giorni andrò dal veterinario con un campione di feci e un bel carico di domande ansiose e nonsense, frutto di ampie analisi notturne, di cui riporto qui di seguito i dati principali. mi pare iniziato il fenomeno da dopo l'operazione, e lì le abbiamo dato maggior quantità di cibo umido, il cibo umido tenuto in fragorifero quando aperto quindi mangiato freddo - ma questo così è sempre stato. miei dubbi amletici: acqua del rubinetto e non minerale, filtro antiodore della lettiera da sostituire?, che abbia di nuovo i vermi? i vermi fanno puzzare le feci? avrà qualche intolleranza alimentare? il fatto che sia così magrina puo essere collegato? nasce prima l'uovo o la gallina?
Ovviamente attendo i vistri pareri in merito ed eventuali consigli.

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lunedì 28 aprile 2014

Ovviamente il film

che mi ero fatta riguardo ai miei tre giorni di ferie in solitaria era molto lontano da quella che è stata poi la realtà dei fatti. Includeva un caldo sole primaverile a scaldarmi le ossa e la Gcasa, ma sopratutto una versione di me superenergetica e instancabile che spostava montagne, le rimetteva al suo posto e avanzava anche il tempo per passare dal blog con il portatile sulle gambe seduta sul divano, Ratin a fianco e pavimento splendente. Però, devo ammettere che non è andata poi così male. crescendo - da che età in poi si deve iniziare ad usare invecchiando? - sto imparando ad accontentarmi anche della nonperfezione. L'obbiettivo principale era la Gcasa ed è stato ampiamente raggiunto. Quando la signora che mi aiuta mi ha detto di essere disponibile solo il martedì mi è preso un po' di panico e invece poi sono riuscita a fare tutto. lunedì sera arrivavamo dal mare con le solite borsate di lenzuola, asciugamani e stracci da lavare, alle ventidue e trenta, dopo un viaggio estenuante di cui racconterò prossimamente e quarantottore alle spalle in cui mi ero più stancata che altro. Il martedì mattina mi sono svegliata di soprassalto alle dieci, la sveglia era puntata due ore prima, e ho corso come una disperata per svuotare le valige e iniziare a fare lavatrici in modo da togliere di mezzo più roba possibile. Quando hai una casa di trentasei metri quadri non ti puoi permettere di dire lo lascio nell'angolo e poi lo faccio. La tipa è arrivata alle due e mentre lei iniziava in camera da letto pulizie di routine e vetri, io ho sostituito i fogli di giornale sul tetto della cucina spolverando così ogni singola bottiglia di vino, liquore, amaro e varie lassù locato - il prossimo ospite che osa entrare a casa mia con una bottiglia gliela faccio scolare tutta con l'imbuto e buttare nella campana del vetro se vuole che gli apra il cancello. abbiamo spostato insieme qualche mobile e ancora devo riprendermi da cosa ho visto esserci là sotto, poi come da programmi mi sono chiusa in camera con la Pelosa e mentre lei ha finito il resto della casa io ho completato il cambio stagione dell'armadio che ad esser sincera è stato più uno svuotare/pulire/rimettere dentro con un nuovo ordine, perchè questo autunno mi ero organizzata davvero bene. A fine giornata credevo di morire ma ero bella che soddisfatta, casa pulita davvero e cambio stagione vestiti ultimato. ormai in totale loop da casalinga frustrata ho notato con orrore che la tipa non aveva tolto le ragnatele e considerando che spesso ne trovo e che questa volta doveva essere una pulizia approfondita ne ho tratto la conclusione che lei non includa proprio questa cosa nelle sue pulizie routinarie, a meno che non ci sbatta la testa dentro insomma. così armata di deragnatore me ne sono andata in giro e ne ho trovato davvero tante e ovunque. non contenta ho anche tolto la polvere dalle griglie dei termosifoni con il piumino, e anche lì mi sono resa conto che da quando non faccio più io le pulizie in casa mia, due anni ormai, probabilmentente non lo ha mai fatto nessuno. i caloriferi sono pittati di nero e il muro è verde, in tutta la casa escluso il bagno, quindi se non ci metti proprio la testa dentra non te ne accorgi. quello del bagno, che invece è bianco, era ormai giallo e togliere la polvere e le ragnatele con il piumino non bastava quindi ci ho spruzzato di tutto a quattro zampe per terra finchè non ha raggiunto una condizione dignitosa. Non è niente di spieciale tutto questo per le donne normali, non è che io non me ne renda conto, per me però lo è, non toglievo una ragnatela probabilmente dal 2011. Ho poi stilato una lista di queste cose che lei evidentemente non fa proprio con l'aggiunta del calcare nella doccia e di un mobile del bagno pieno di fessure che da pulire è una rottura di palle, me ne rendo conto, ma che ogni tanto va fatto per forza. Questo brillante inizio ha però visto subito il suo tramonto, mercoledì avevo l'appuntamento dal dentista prenotato da tempo per la solita sostituzione delle mascherine quindi mi ero detta che quel giorno lo avrei dedicato al fuori casa, magari portando un nipote in giro o andando a consegnare i vari regali di pasqua a nipoti tutti ma tra una cosa e l'altra i regali non li avevo comprati tutti così mi sono limitata ad andare a fare la spesa dopo il dentista. sapendo di dover uscire ho praticamente sprecato la giornata, ho soltanto finito di dividere i vestiti che avevo deciso di eliminare dall'armadio, continuato a fare lavatrici e messo apposto dei documenti. il mio peggior nemico continua ad essere il mio produrre costantemente scuse e giustificazioni, alla pari del sonno. di conseguenza il giorno dopo, ultimo giorno senza Ego, non sono riuscita nemmeno ad iniziare il lavoro delle foto nel pc, al mattino sono andata al mercato - appuntamento irrevocabile quelle due volte l'anno che sono a casa di giovedì - e al pomeriggio ho stirato una montagna. Ma pazienza, va bene anche così. Anche se questo mese mi sembra che gli impegni mi vogliano soffocare mentre dormo, so che arriveranno sabati e magari anche domeniche in cui sarò sola senza una mazza da fare e potrò dedicarmici come si deve. Ho passato molto tempo in casa e quindi molto tempo con la Gigghi e di questo sono molto contenta. ho fatto molti pisolini pomeridiani che classifico al livello del sesso e del buon cibo tra le cose belle della vita, sul divano con la copertina e le fusa nelle orecchie. Mi sono disintossicata da questo angusto posto al punto che ieri sera quando mi sono resa conto di doverci tornare stamattina ho provato quasi un brivido di eccitazione. Ho passato anche molto tempo con Ego, molto statisticamente parlando considerando il numero di giorni consecutivi passati insieme dall'inizio dell'anno, ma la sorte con noi si diverte sempre un sacco e se ci eravamo detti che i due giorni pasquali non saremmo stati soli e andava bene così, passare anche del tempo con gli amici ogni tanto, ma i tre giorni di quest'ultimo ponte non ci saremmo stati per nessuno... un virus intestinale, una minaccia di intolleranza/allergia ha tediato il pancino di Ego per tutte le settantadue ore e anche le mie orecchie nelle ore notturne che è pazzesco che cacchio di rumore possa fare il nostro stomaco mentre dormiamo. Mi sento che questa cosa non finirà molto presto, considerando che sua sorella è stata scoperta celiaca da meno di due mesi e che suo fratello e sua madre hanno appena fatto gli esami e risulta che ne abbiamo il gene entrambi e tra poco si sottoporranno ad esami più approfonditi. Io, e qui lo dico e qui lo nego, se Ego è celiaco scappo in Brasile.

venerdì 18 aprile 2014

Avviso

ai miei lettori adorati ormai gettati nella più totale disperazione dalle mie ultime rivelazioni: Mi sto ripigliando.
Margini di miglioramento un po' su tutti i fronti. 
Innanzitutto fronte Gcasa: cambio dello sgambuzzino scarpe fatto, apposto anche le scatole sull'armadio e una delle quattro ante dell'armadio. Martedì pomeriggio verrà la signora delle pulzie e mentre lei farà il resto della casa, vetri compresi, io mi getterò nelle tre ante rimanenti chiusa in camera con la pelosa così al riparo da eventuali pericoli. Purtroppo non abbiamo la zanzariera in bagno e quella della porta finestra che va sul balcone è bucata, non le ho quindi potuto far eseguire la pulizia dei vetri prima aspettando di essere un giorno a casa anche io e potermi tenere la Gigghi in camera mentre lei apre e pulisce gli infissi indisturbata. quel giorno ne approfitterò anche per togliere le tende e lavarle. Si chiuderà così non solo il cerchio del cambio stagione vestiti ma anche quello delle pulizie di primavera. I pochi mobili che rimangono li ho svuotati e puliti a rotazione un po' per volta già da qualche settimana. Io non sono dedita alle pulizie, come già dichiarato, e me ne infischio bellamente di tutte le regole di buon costume casalingo rispettate dai più, ma quelle due volte l'anno in cui la stagione cambia mi impongo di fare un ripulisti generale giusto per stare apposto con la mia coscenza. Dalla prossima settimana non dovrei più avere quella sensazione di Gcasa putrida e stagnante, che sta già sfumando da quando ho iniziato a risanare il ripostaglio.
Fronte lavoro: a forza di autoimpormelo ho ripreso un ritmo dignitoso. ho ricominciato a fare le cose subito e smesso di accumulare fogli per la non voglia di alzarmi e metterli nel giusto dossier. quella sensazione di ricnoglionimento perenne che non mi permetteva di concentrarmi è svanita, ho ripreso ad organizzarmi con i miei collaudati metodi per riuscire a fare tutto e ricavarmi quando possibile degli spazi per me. Devo ammettere però che non lavoro più come lavorato nei primi due anni, e questo è riconducibile principlamente a due fattori: il blog, che lo so che è qualcosa di molto sbagliato, ma quando arrivo a casa, ammesso che ne abbia il tempo, ho gli occhi fuori dalle orbite che lacrimano solo a immaginare di tornare davanti allo schermo di un pc, e poi non c'è abbastanza lavoro da occuparmi tutte le sei ore. con un minimo di organizzazione riesco a ricavarmi almeno trenta-quaranticinque minuti al giorno per me senza rimanere indietro con il lavoro, questo però significa anche non fare quasi mai nulla di più di quel che c'è da fare. il secondo motivo, il più importanate, è il fatto che sinceramente non ci credo più, non come ci ho creduto, e che la botta dell'aumento farlocco è stata più forte di quanto subito mi sia resa conto. Ho dato tanto da quando sono in questo ufficio, praticamente tutto, ho messo a disposizione tutte le mie risorse, ho studiato l'economia e l'inglese da automa improvvisandomi ed esponendomi a ipotetici fallimenti personali che mi avrebbero bruciato, ho messo a disposizione il mio tempo, pause pranzo e ore fuori dall'orario retribuito, i miei film sul divano con Ego, i miei weekend e le mie vacanze agostali, rispondendo al cellulare aziendale a qualsiasi ora e scaricando pdf più grossi del mio i-phone seduta su una roccia appuntituta della Quinn Bay dove non c'era campo ovunqe e mai. L'ho fatto con entusiasmo, perchè mi piace il mio lavoro, perchè ci credevo davvero che fosse un momento di stallo e che presto tutto avrebbe decollato e anche il mio compenso sarebbe finalmente stato adeguato ai miei sforzi. e così mi è stato fatto credere a dicembre, con questo aumento di trenta euro tanto decantato, e io ci ho creduto fino a quel giorno in cui ho aperto la busta paga e ho capito che, come mi dicevano le mie colleghe che lavorano qui dentro da due quindicianni in più di me, ero stata bellamente presa per il culo. Ora sono in un momento di stand-by, continuo a fare il mio lavoro al meglio che riesco ma senza invenatarmi cose non necessarie e perdere più tempo del dovuto dietro a certe questioni. se arrivasse dal cielo una prospettiva migliore probabilmente la accoglierei, nel frattempo sto a guardare ma con occhi diversi da prima, con una  consapevolezza più matura di chi sono le persone che decidono del mio destino e di quello dell'azienda. E va bene così, l'importante per me era essere certa di dare il giusto, perchè se c'è una cosa che non sono stata mai in grado di fare è scaldare la sedia sapendo di rubare uno stipendio a fine mese.
In ultimo, fronte blog: nessuno probabilmente se ne sarà accorto, ma ho messo apposto alcune cose. La maggior parte delle volte che qualcosa ci strugge, cose che vediamo trascurate perchè sappiamo esserlo, sono tali ai nostri occhi ma non a quelli degli altri. Erano settimane che volevo applicarmi in alcune questioni blogghare e più i giorni passavano più mi sentivo di stare accumulando roba senza possibilità di ritorno, mi dicevo che ci voleva troppo tempo per farlo e quindi non iniziavo nemmeno. e poi, finalmente mi sono data la consueta svercia, e in qualche giorno ho risolto. Innanzitutto ho creato il mio logo ufficiale della rubrica felina e ho scritto un post apposito di presentazione a cui collegare l'icona, dove ci sarà anche la lista dei post da aggiungere settimanalmente. l'ho promosso nella mia pagina facebook, luogo in cui volevo anche lì rinnovare un po'. mi sono però resa conto che questo non lo posso fare scrocchiando le dita, si tratta solo di trovare una costanza che fin ora non ho avuto nel pubblicare post e immagini. questo è anche dovuto al fatto che lì non ho molti spunti, purtroppo non sono ancora riuscita a crearmi una vera ragnatela che mi colleghi a pagine interessanti... rinnovo quindi il mio invito a tutti voi ad unirsi alla pagina, cliccando nella colonna qui a fianco. Ho aggiornato le categorie qui in alto inserendo la rubrica del martedì e deciso che d'ora in poi utilizzerò un colore per ogni argomento, la rubrica felina sarà blu, la storia infinita che sto raccontando sarà in verde, i post del mio quotidiano in rosso e poi si vedrà. non sono un fottuto genio? Ho poi modificato qualcosina nella barra qui a destra, sistemando anche la lista di blogamici che era da aggiornare e il mio elenco dei preferiti e, cosa più importante, mi sono rimessa in pari con i miei blog preferiti in giro per la blogosfera. E ora mi sento in pace con me stessa. Ho mire espansionistiche per il futuro certo, ma io sono per il poco ma fatto bene piuttosto che il tutto fatto di merda
Fino a qualche tempo fa ero davvero convinta di avere un cervello limitato, motivo per cui mi bloccavo di fronte a certe situazioni e tutto doveva essere messo come dicevo io, nel colore che dicevo io, e nell'ordine che dicevo io sennò andavo nel pallone. ultimamente però ho scoperto che i metodi organizzativi sono qualcosa di obbiettivamente e socialmente riconoscoiuto, che ci sono blog a riguardo, libri, e trasmissioni televisive. ci sono vere community di gente che si organizza, fa liste, e si muove in modo schematico nella sua vita come faccio io... e finalmente non mi sento più un incompresa. arriveranno anche dei post a riguardo, preparatevi al peggio. 

Mi sento meglio quindi, va molto meglio. In pausa pranzo mi recherò dalla parrucchiera per una piega e spuntata e sfoltata alla frangia/ciuffo che si è fatta l'ora e sto viaggiando con la mollettina a fontanella sulla testa. stasera depilè vari e inizio valigia, domani spesa con l'amica con cui andremo al mare per pasqua e pasquetta, fine preparazioni varie e alla sera quando Ego si degnerà di uscire dal lavoro finalmente si partirà. con pelosa a seguito ovviamente, e me la sto già facendo sotto. Non ho affatto voglia di andare al mare ma anche quest'anno è andata così, l'alternativa era partecipare a un pranzo pasquale con il parentadodeficente. Sono però contenta perchè da questa sera sono ufficialmente in ferie per una settimana, di cui tre i giorni effettivamente utilizzabili e ovviamente ho progetti bellici. Ego ci sarà da venerdì 24 causa ponte del 25 aprile e quando c'è lui non concludo una mazza, spero che almeno riusciremo a passare del buon tempo insieme. 
Prima pasqua senza papà.

giovedì 17 aprile 2014

Roba da Gatti

Tutto ha inizio dall'immenso amore verso l'esserino peloso che da qualche mese ha preso un importante posto nella mia vita, nella mia casa, ma sopratutto nel mio angusto cuore.
L'adesione a questa rubrica nasce dall'l'impellente necessità di scriverne, raccontarne, annotarne ogni progresso e scoperta, e la voglia di conoscere altre bloggher con uno smodato amore verso i loro felini.
Per una che dalle passioni si fa davvero travolgere, trasformere questo mio spazio pieno di tutto quel che fa parte del mio quotidiano in un vero e proprio blog gattaro sarebbe stato un attimo, possiamo quindi dire che la rubrica felina salva voi lettori imponendomi di dare libero sfogo agli sproloqui a tema felino un solo giorno a settimana. La Gigghi, che nella realtà ha un nome molto più carino di questo, è un continuo partorire di storie, immagini e aneddoti, sapientemente stimolata da me e Ego che la trattiamo come un vero e proprio componente della Gfamiglia. In questa rubrica quindi troverete di tutto un po', compatibilmente con il tempo a disposizione che è sempre poco, ad indiscusso tema peloso.
Ogni settimana lascerò a fine post il bottone utile ad aggiungere quelli di chiunque altro si voglia cimentare, nella speranza che ne arrivino sempre di più e che la rubrica diventi un appuntamento settimanale per gli amanti delle palle di pelo, ma anche punto di riferimento per lo scambio di esperienzie, opinioni e consigli.

Il progetto iniziale è della bravissima SuSter che lo ha portato avanti per anni con divertentissimi post e ha mollato l'ha presa solo negli ultimi tempi per mancanza di tempo, rimane comunque la proprietaria della rubrica anche se mi ha molto gentilmente ceduto le redine... Cliccando qui sotto sul bannerino originale potrete leggere tutti i suoi divertentissimi post.

http://pisaendlove.blogspot.it/p/roba-da-gatti.html

E ora finalmente arriva anche il mio logo, che vi prego di incollare anche da voi se deciderete di partecipare alla rubrica. Qui sotto, man mano, andrò ad aggiungere i link dei post settimanali.

Vi ricordo che non impongo alcun tipo di frequenza e non ci sono regole di iscrizione, 
quindi cats-addicted della blogosfera... fatevi avanti!

martedì 15 aprile 2014

Roba da Gatti: Principesse si nasce

Chi mi legge da un po' lo ha già capito... parlerei sempre e solo della pelosa. un po' perchè è una delle poche cose belleebasta del momento, un po' perchè proprio come una mamma sono in continua adorazione di ogni suo cambiamento, scoperta, progresso e me ne vorrei vantare di continuo con chiunque.
Benedico quindi l'avvento della Rubrica Felina del Martedì nella mia bloggara vita, che mi permette di dare libero sfogo ai miei gattosi pensieri un giorno a settimana, senza sensi di colpa.
Oggi vi racconto di come la pelosa abbia sviluppato comportamenti straordinariamente umani, tanto da spaventarci. Io credo che ci imiti, sopratutto me che sono la persona con cui passa più tempo - imitare Ego, che cozza sul divano tutto il tempo che passa in casa, non è così divertente.
La sua lettiera è in bagno e sembra lei che attenda davvero che io e Ego siamo in seduta per unirsi all'attività . dopo mesi di osservazione con la testa da un lato e l'aria concentratissima in barba alla nostra privacy, da un po' di settimane non entra più nella lettiera ma si siede come fosse sul water, con il mezzo busto fuori. poi ci rientra a dare due sistemate alla zona e viene sul davanzale ad aspettare che finiamo anche noi. 
non ci credete? eccovi la prova:


Quando ci eravamo fatti una ragione anche di questo però, ha superato i limiti della nostra immaginazione. Una sera arrivati dopo essere stati fuori tutto il giorno ci rendiamo conto che aveva avuto male al pancino, uscendo dalla lettiera ha sporcato il pavimento di cacca. chiunque abbia una gatto sa quanto sono schizzinosi e che se si sporcano le zampe vanno avanti a strisciare sul pavimento stile Micheal Jackson in Thriller finchè non si sentono puliti. a lei però da fastidio lo sporco in generale, secondo me perchè vede che quando c'è qualcosa a terra io lo rimuovo. Così si è messa a saltellare intorno alla macchia di cacca preccupata, annusando e emettendo miagolii come a dire ocazzocosahofatto, poi ha inziato a provare a pulire con la zampina con scarsi risultati, a graffiare il paviemento e in ultimo a fissarlo facendo i veresetti che fa alle mosche. niente, si guardava intorno disperata quando le è venuto il lampo di genio. ha afferrato con la bocca un asciugamano a terra poco più in là, l'ha trascinato davanti alla lettiera fino a coprire la macchina, si è assicurata che fosse ben steso camminandoci sopra, ha osservato la sua opera compiaciuta dalla porta e se n'è andata più serena che mai.  

Leggi anche le settimane passate della Rubrica Felina del Martedì.
Hobby e Interessi
Titta
Paparazzate
Il rito della nanna

Ricordatevi di passare dalla proprietaria del progetto SuSter e di aggiungere con il bottone qui sotto il vostro post! 

lunedì 14 aprile 2014

Nelle puntate precedenti


qui 
Miacuginadeficiente. Degna di questo nome nella maniera più assoluta. il deficiente è partito da lei e poi si è esteso al resto del parentado. deficiente davvero, non tanto per insultare, non per ridere, non per dire. deficiente. perchè ignorante, priva delle più basilari nozioni culturali, matematiche, linguistiche. e come se non bastasse, dotata di cervello poco elastico, incapace delle più semplici elaborazione cognitive. ma tanto buona eh, quel buono che non si disingue dallo stupido.
Si dice che fosse una bambina terribile, che quando decideva di volere un gioco dal giornalaio inziava a battere i piedi e buttare già la roba delle vetrine urlando finchè non glielo compravi. eh no, nessuno le ha mai dato una randellata in testa, perchè già all'epoca faceva tanta pena. Poche polaroid che la ritraggono con un espressione incazzata come una bestia, il vestito sporco e stropiacciato e una barbie senza testa in mano. perennemente con i capelli raccolti a coda di cavallo nonostante le orecchie a sventola che manco Dumbo - che come esperienza traumatica direi che sarebbe bastato anche sola questa. Al matrimonio dei miei genitori ha buttato giù per le scale miacuginanevrotica al ristorante, qualche furbone di famiglia ha ritratto il momento con la nevrotica in lacrime gambe all'aria e la deficiente in compiaciuta osservazione e sorriso psyco. Non la si puo biasimare in realtà, con i due cani che la stavano crescendo - vedere puntata precedente per i dettagli. E' poi diventata un adolescente emarginata, con l'acne, l'occhiale a fondo di bottiglia e le solite orecchie a sventola. non c'è da stupirsi che si sia attaccata a cozza al primo essere umano che le abbia dato un po' di affetto. Lui, l'Ignorante. Sedicianni anni anche lui, ultimo di cinque fratelli, quali in comunità, quali in carcere. famiglia rinomata nel paese per essere composta dei peggio delinquenti dell'epoca. Lui aveva lasciato la scuola e si improvvisava tra un lavoro e l'altro, ho un immagine ben definita del suo periodo da macellaio: l'ho visto passare nel viale con il grembiule bianco tutto insanguinato mentre correvo dall'altalena allo scivolo al parcogiochi comunale. Due anni di frequntazione, di nascosto, con coiti brevi ma felici dietro il pino del parchetto, nonostante gli svariati tentativi di dividerli da parte dei genitori di lei come già raccontato qui. Arriva l'età del militare e lui si fa quasi un anno fuori, anno durante il quale si telefonano dalla cambina telefonica in centro paese e lei, mollato la scuola, lavora nel negozietto di alimentari in centro e ogni mese quando riceve lo stipendio gli manda un milione di lire, non si sa bene per fare cosa.
La cosa che ancor oggi ai miei occhi la rende degna di stima è che la sera dei suoi diciottanni è uscita di casa con uno zaino invicta in spalla e non ci è mai più tornata. così diceva e così ha fatto. non è andata molto lontano, il primo mese l'ha passato pochi piani più su, a casa della sua migliore amica nello stesso palazzo, e da lì è passata in un appartamento in un paese vicino da sola finchè lui non è rientrato dal militare. è così iniziata la loro vita da liberi, finalmente liberi di poter stare insieme, alla facciazza di tutti quelli che dicevano a lei di lasciarlo perdere e non avrebbero scomesso un euro sulla loro storia. ma mica penserete che miaziadeficente e marito abbiano così facilmente mollato l'osso? sono andati avanti ancora degli anni a fare telefonate minatorie, suoni di campanello e scenate paesani. e l'Ignorante, nonostante sia tale, non gli ha mai sparato dal balcone, cosa che non mi sono mai spiegata. Dei loro anni precedenti alla nascita di mia nipote LaGrande non ho molte informazioni, in famiglia si facevano vedere ben poco - con il senno di poi direi anche troppo - cambiavano casa e lavoro in continuazione e in paese almeno una volta l'anno si diceva che lei fosse incinta. Non ho ricordi del mio rapporto con lei praticamente fino al giorno in cui è arrivata a dirmi che era incinta sul serio, ed è una cosa che davvero non mi spiego. me la ricordo parlare con mia madre, al telefono e a casa nostra seduta in terrazzo. me la ricordo nei racconti, nelle telefonate tra mia madre e sua madre, ma non ho nessun ricordo diretto di lei o di noi due insieme. natali, pasque, pranzi e cene di famgilia, niente di niente. qualche flash di pranzi da mia nonna dove arrivava con l'ignorante in stivali a punta neri e di mio padre che se la rideva di questo audace abbigliamento con mioziofacciadimerda. possibile che non abbiamo mai giocato insieme, guardato un cartone, litigato per una bambola? E' come se il nostro rapporto fosse iniziato quel giorno, quando nella cucina dei miei lei mi ha annunciato l'impagnottamento e mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere se io avessi fatto da madrina al bebè in arrivo. e io confusa, onorata e piaciona ho accettato. Da lì il nostro rapporto ha preso forma, io e il Topo andavamo a trovarli spesso, pizze e partite nei weekend insieme, da quando è nata LaGrande sopratutto... io adoravo la bambina e non stavo mai più di una settimana senza passare a trovarli. I loro problemi sono iniziati dalla nascita della bambina, dal disastro creatosi tra i genitori di lei, vedere qui - mentre era in gravidanza, il subbuglio in famiglia regnava sovrano così come la loro precarietà economica. c'è da specificare che ai tempi l'Ignorante lavorava già nella fabbrica dove lavora ancor oggi, azienda nota in zona con moltissimi dipendenti, ora dimezzati con contratti di solidaretà, casse intagrazioni e compagnia bella. Lui ha sempre lavorato su tre turni, facendo tutti gli straordinari possibili e questo gli permetteva di portare a casa uno stipendio che oggi ci sarebbe da leccarsi i baffi ad averlo. lei lavorava già come aiuto cuoca in una mensa, lavoro che fa tutt'ora ma solo più tre ore al giorno sempre a causa della crisi. avevano un redditto famigliare mensile nella norma, o forse anche mediamente superiore, che gli avrebbe permesso di fare una vita dignitosa in quei tempi in cui ancora era possibile risparmiare qualcosa. eppure i due trulli erano perennemente senza un euro alla ricerca disperata di elimosina dai parenti per l'acquisto di pannolini alla bambina. E' doverso soffermarsi in un analisi più dettagliata dei duoi soggetti ormai adulti: la macchina ci vuole bella, nuova ma sopratutto luuuuunga altrimenti quando si va in meridione dai parenti di lui ad agosto si fa brutta figura, poi però magari si gira senza assicurazione. Si mangia antipasto, primo, secondo e contorni tutti i giorni, bisogna alzarsi dalla tavola in procinto di scoppiare e deve essere sempre tutto fresco e se avanza si butta perchè a lui del giorno prima non piace. Si pittano i muri di casa ogni anno perchè si cambia idea sul colore che si vuole e di conseguenza sarà da cambiare un mobile, una plafoniera, tutte le tende, che non ci staranno più bene. Si compra un armadio della madonna con il pagamento prendi subito e paghi tra un anno e si rompe ancor prima dei dodici mesi per comprarne un altro e non avere i soldi per pagare nè il primo nè il secondo e fare un finanziamento a trenta euro al mese per otto anni per saldare tutto. Serve il televisore 3D da mille  euro appena è uscito ma senza gli occhialini perchè costano novanta euro l'uno. potrei andare avanti qualche ora ma penso di aver reso l'dea. Il loro stile di abbigliamento è pacchiano e chinese style, con particolare predisposizione per i colori eccentrici e i tessuti lucidi. Il resto del parentame si vergogna di loro abbastanza da passare a controllare come sono vestite le bambine prima di portarle a prendere un gelato. hanno chiesto e preso soldi un po' da chiunque della famiglia glie ne abbia dati, per primi i genitori di lei, proprio loro che hanno fatto di tutto per dividerli e insultato in ogni modo lui e la sua famiglia. L'episodio più noto e chiaccherato è avvenuto quando Miaziafacciadimerda se n'è andata di casa, recatasi in banca con la figlia per prendere la sua metà di risparmi dal conto cointestato con il marito. ha avuto la bella idea di metterli su conto della figlia in attesa di aprirne un suo, erano circa seimila euro e mia cugina si è ben guardata dal dirle che era in rosso di cinquemila. La loro meravigliosa storia d'amore, due imcompresi che hanno resistito a tutte le tempeste della vita, è purtroppo scoppiata cinque anni fa. e il mio purtroppo è sincero perchè mi ero sempre detta che la vita era stata tanto crudele con entrambi, a donargli pochezza mentale e origini da dimenticare, quanto buona, facendoli per lo meno unire in un amore sincero. Lui compie trent'anni e sembra stare attraversando una sorte di crisi di mezza età. tutto inizia con lui pseudo depresso che le dice di avere trent'anni e non aver fatto un cazzo di buono nella sua vita a parte la figlia. nel giro di una settimana viene fuori che lui si tromba da mesi una collega incinta. incinta di suo marito pare, ma intanto il dubbio rimarrà nei secoli dei secoli. un minuto di silenzio per il marito. Un sabato pomeriggio come tanti mia nipote, che all'epoca aveva quattro anni, sta giocando nella sua camera, lui riceve una telefonata che lo fa uscire sul balcone... è il marito di lei che gli dicie che da lì a pochi minuti sarebbe stato lì per parlare con mia cugina. Lui ha pochi minuti per sputare il rospo che questo suona il campanello trascinando la moglie con pancione per un braccio... scenata nel pianerottolo sotto gli occhi di mia nipote che il giorno dopo mi dirà un casino che non hai idea Madrina. A seguire banalissimo lancio dei vestiti dal balcone come in tutte le storie di corna che si rispettino. Mia cugina prima piange tutte le sue lacrime, poi esce un paio di sere in minigonna e dice che si vivrà i suoi ventanni che non ha vissuto, poi ricomincia a piangere tutte le sue lacrime anche perchè si rende conto che con il suo stipendio paga a malapena il mutuo e decide di riprenderselo in casa. questo accade in dieci giorni durante i quali lui raggiunge i suoi genitori al sud e poi torna su. Lei ha raccontato al parentado che l'ha perdonato solo perchè da sola non ce la faceva economicamente, io so che lo ha fatto perchè lo amava e lo ama, sono stata l'unica a dirgli di fare che cazzo le pareva e di non stare a sentire nessuno. Da qui nei mesi a venire, rispettando lo stile della madre, della zia e della nonna, miacuginadeficente gli rinfaccia tutto ogni giorno, lo insulta, lo mena, gli butta via roba quando non c'è - informazioni che io ho perchè lui si confidava con mio padre - finchè lui tenta l'ultimo colpaccio. un bel trilogy con proposta per Natale. e nozze sono, in giugno, in pompa magna creandosi debiti che ad oggi non hanno estinto. Lui ha il coraggio di arrivare in chiesa su una moto che porta attacate dietro due enormi corna di bue, oltre che in completo nero lucido gessato a righe rosse e scarpe a punta, mia nonna per poco non è svenuta. poco dopo lei rimane incinta ma perde il bambino quasi subito, dopo qualche mese ci riprovano e il giugno successivo nasce LaPiccola.  E vissero felici e contenti.
Come genitori questi due sono al limite della legalità, sono uno dei motivi per il quale io sostengo che si dovrebbe prendere una sorta di licenza prima di mettere al mondo. Le bambine vivono in un ambiente dove al posto di parlare si urla e le parolacce volano come se piovesse, vengono rimproverate con frasi come "se non la smetti ti do un cazzotto sul naso", tutto in maniera sempre molto ironica ma che fa si che non conoscano il limite tra le buone maniere e la volgarità. Come madre mia cugina è un incapace esattamente come lo è stata mia madre con me e la sua con lei, tatto e sensibilità non esistono, si parla alla bambina come fosse un adulto quando conviene e viceversa non si considera in quanto solo una bambina. non vengono tutelate da nessun tipo di informazione o visione, criticate e messe a confronto senza il minimo ritegno. LaGrande, convinta da loro di essere tanto bella quanto scema, ha nove anni evnon ha mai letto un libro, fa schifo a scuola e dice che tanto lei da grande vuole fare quelle che piegano le maglie da Zara di lavoro. Lui con le bambine non parla, o urla o da ordini, al massimo sa giocarci insieme finchè hanno sui cinque anni. si rifiuta di spiegare argomenti scolatici o aiutare nei compiti perchè sostiene che lo debbano già fare le maestre pagate da noi con le tasse. Prevedo che quando raggiungeranno l'adolescenza i casini tra me e mia madre che tutti additano non saranno niente a confronto di ciò che succederà a loro.  
Quando ho visto Miacuginanevrotica completamente distrutta al momento della scoperta che l'unica persona che la aveva amata e rispettata nella sua vita la aveva tradita, mi sono detta che la vita era stata davvero spietata con lei, ingiusta e perfida. a chi niente, a chi tutto il peggio che puo capitare. due anni dopo, appena nata la seconda bambina, le hanno trovato un tumore al collo dell'utero che ancora oggi continua a tornare, lo tolgono e torna, lo tolgo e torna. Miacuginanevrotica è sfigata, è nata da due matti, ha avuto un infanzia e un adolescenza infernali. nonostante questo è riuscita a farsi una sua famiglia, al limite di quelle che sono le sue possibilità e la vita continua a darle delle mazzate, qua e là, sparse, un po' se le cerca lei e un po' arrivano e basta. Mi ha sempre fatto una gran pena, la pena che ti puo fare un esserino indifeso che lo sai che più di così non puo fare perchè proprio non glie la fa. A mio parere, con tutto quello che ha visto e sentito da bambina, poteva diventare una maniaca omicida, una drogata perennemente in bilico e invece tutto sommato le è andata bene. è una moglie fedele, una madre che ce la mette tutta, una persona buona con chiunque. fino all'anno scorso almeno, pensavo fosse una persona buona. e ancora adesso non ho trovato risposta a questa domanda... è una persona non buona o è solo una stupida? 

martedì 8 aprile 2014

Roba da Gatti: Hobby e Interessi

Quando qualcosa delle dimensioni della tua unghia più piccola riesce a renderti un intera giornata un inferno scombinando totalmente i tuoi piani e facendoti sfiorare l'attacco epilettico più volte nell'arco di sole dodici ore... sei arrivato agli amari. E la tua autostima, già da tempo sotto i tacchi, potrebbe non farcela.
Potrei scrivere un lungo post dove spiego nei dettagli tutte le patologie degli ultimi giorni quelle reali e quelle psicosomatiche e concludo diecendo quanto la vita sia triste e crudele. Ma oggi è martedì, e non sia mai che salto un altro martedì felino, sarebbe il colpo di grazia. A volte la fortuna passa anche da queste parti, e l'episidio di ieri di cui sopra ha avute sfaccettature feline degne di nota.
Succede che dopo aver publicato il delirioso post di ieri mi reco appunto nel pattume, in tempi migliori anche chiamato Gcasa, per la consueta pauza pranzo. Appena entro mi si palesa un odore di uovo marcio che ve lo raccomando, così dopo aver girovagato un po' per i trentasei metri quadri con pile di vestiti in braccio decido che terrò la finestra del bagno, unica senza zanzariera, aperta almeno tutto il tempo del pranzo in modo da far cambiare un po' quella fetida aria. tiro giù la serranda, apro un anta dell'infisso e tac il classico rumore della cimice che cade. panico, nebbia. chi si stesse chiedendo perchè non ho preso un pezzo di carta, l'ho afferrata e buttata nel wc o - per i più impavidi - presa a mani nudi riaperto la finestra e lanciata fuori, lo invito a rileggere qui.
Poco prima la pelosa aveva azzardato un aggancio alla tenda stile spiderman - con conseguente strappo - e in quel momento ho capito cosa la aveva attirata. era a fianco a me in quel funesto istante e ho avuto la prontezza di afferrarla prima che si accorgesse dell'ospite e sigillare la porta. così ci siamo chiuse fuori dal bagno, io non ho potuto riassestarmi per rientrare in ufficio, sistemare il trucco o lavarmi i denti. lei non avrebbe potuto fare la pipì fino a sera, fortunatamente avevo un sacchetto di lettiera nuovo che le ho sparso sopra a dei giornali in salotto. lascio alla vostra immaginazione cosa ho trovato al mio rientro. Ho passato le ore seguenti in ufficio a scervellarmi su come risolvere la situazione, pensando a tutte le persone in un raggio di dieci km che mi dovevano un favore e alla fine non ho potuto far altro che chiamare mia madre. Non mi perdonerò facilmente per questo, ma come già spiegato di fronte a questa cosa io perdo del tutto la dignità. Non era che l'inizio però, perchè mia madre è venuta a casa con me e l'ha cercata per quasi un ora ma la bastarda sembrava sparita. il bagno è rimasto chiuso fino a mezz'ora prima che arrivasse Ego quando sua signora la cimice marrone ha ben deciso di svolazzare accanto alla finestra del salotto, sgusciata fuori dal bagno alla facciazza mia, e la pelosa è impazzita in un esibizione da spidercat di tutto rispetto. Io stavo morendo, non sapevo più se farmela addosso, smettere di respirare o farmi esplodere il cuore in petto, avevo anche ingenuamente paura per la pelosa manco la cimice se la potesse mangiare. Inutile era chiamarla dicendole che ci saremmo chiuse in camera in attesa dell'arrivo di Ego, lei doveva trovarla. ha tirato fuori tutti i cavi dietro al mobile del televisore, buttato giù decoder di sky e cordless, ribaltato la sua ciotola dell'acqua e buttato nella pozza dei giornali, finchè non l'ha trovata. è stato un momento emozionante, ho iniziato a urlare vai gigghi, vai, uccidila, mangiala, schiacciala, vai gigghi vai. e invece no. lei mi ha guardato alla ricerca di approvazione e al ritmo dei miei incitamenti ha iniziato a passarsela da una zampa all'altra facendola bellamente rotolare sul pavimento con dolcezza. ìo ero già pronta a chiudere la porta della camera per timore che me la portasse fino ai piedi quando l'ho vista chiaramente fermarsi, guardarla, guardare me e dirigersi verso di me con la coda alta lasciando la preda in mezzo alla sala. ma come? dopo così tanto impegno per trovarla? Quindi ha iniziato a raccontarmi qualcosa miagolando finchè non l'ho presa in braccio e si è messa a fare le fusa e dirigere le mie coccole a testate. Si è addormentata quasi subito, poi ogni volta che spuntavo dalla porta della camera per controllare la situazione si metteva ben dritta conposta e attendeva miei commenti con aria preoccupata e appena chiudevo la porta tornava a dormire. 
poi è arrivato Ego e ci ha salvato.
Insomma, direi che la Gigghi è predatrice quanto me. e sopratutto, per quanto una cosa la ecciti niente è più forte della voglia di dormire.


Partecipate anche voi a Roba da Gatti, la rubrica felina del martedì. 
Ricordatevi il bannerino originale della proprietaria del progetto SuSter e di aggiungere con il bottone qui sotto il vostro post!


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lunedì 7 aprile 2014

Oh miei fedelissimi lettori

che da giorni vi strappate capelli persi nei miei silenzi... non state lì impalati, datemi una mano. L'analista sabato ha scritto in stampatello APATICA e più io parlavo più lei aggiungeva una sottolineautura finchè ha dovuto cambiar foglio.
Come uscire da questa ragnatela emozionale che vede Micol ridotta a uno straccio, che rendiamo grazie se ancora si trucca per uscire di casa, senza obbiettivi di vita, energie e voglia di vivere? Bisogna darsi una svercia, così si dice a casa mia. Facile a dirsi. 
Sabato mi sono fermata lungo il tragitto verso casa dove ero praticamente certa di trovare una pochette scamosciata e una stola rosa antico. non li ho trovati naturalmente e questo ha dato il colpo di grazia al mio umore che ha fatto sì che sprecassi tutto il seguente pomeriggio dietro a una torta che è venuta una merda. chiudo ufficialmente i battenti con la storia delle torte in pandispagna, sac à poche e tutti i suoi amici. the end. la prima che ho fatto per il compleanno di Ego a ottobre 2013, era brutta ma buonissima. Una prelibatezza tanto da farci dire che alla pasticceria glie fa na' pippa. da lì a seguire altre tre in un degenero totale per finire con quella di sabato: pan di spagna di pietra, asciutto da rimanerti sul groppone e panna che non è montata, zuccherosa da diabete. pasticceria aspettami che arrivo, ho chiuso, che l'ultima cosa di cui ho bisogno in questo momento sono fallimenti sbatutti sul muso. Così il cambio stagione degli armadi non l'ho nemmeno iniziato. Ho anche dormito un ora e mezza sul divano, in posizione fetale ricoperta di cuscini perchè non avevo voglia di tirare già una copertina dall'armadio. avete mai provato a coprirvi di cuscini? assicuro che funziona, tengono caldo e mobido, ovviamente scordatevi di girarvi, dovete dormire immobili. Cinque anni di fidanzamento, che stona parecchio all'orecchio dato ormai il condizionamento da telefilm americani, sembra che io sia promessa in sposa da ormai un cinquennio, ma come si potrebbe meglio dirlo? cinque anni che stiamo insieme. Ed Ego non è venuto a casa nè a pranzo nè a cena, ma già si sapeva, qualsiasi azienda per cui lui va a lavorare prepara il calendario degli eventi in base alle nostre festività più care, da fornire insieme ai documenti per il contratto grazie. E' arrivato alle undici e io mi sono fatta trovare in completissimo smutandato leopardato, unica nota positiva della giornata. Mi ha stupito con uno smartbox per un weekend che probabilmente utilizzeremo a maggio per andare a Venezia, non me lo aspettavo e devo dire che era proprio quello che mi ci voleva, anzi ci ci voleva (ci ci??). Non passiamo quarantotto ore di seguito insieme dal lontano dicembre, in più l'idea di un weekend fuori porta ogni tanto mi ricarica le batterie. anche se dall'espressione odierna non si direbbe, sono contenta. Ieri poi era la giornata destinata all'anniversario che sabato non abbiamo potuto avere, sorpresa tuttta per me. siamo andati alle Cinque Terre, abbiamo visto Vernazza e Monterosso, pranzato in un posto meraviglioso Belforte, terribilmente chic e costoso. passeggiato ammirando i progressi dopo il disatro del 2011 che ha colpito queste terre. siamo ripartiti verso casa alle diciotto e ci siamo fermati a Recco a mangiare la famosa focaccia al formaggio che, lapidatemi, non mi ha fatto impazzire e rientrati nella Gcasa alle ventidue trovando una pelosa super incazzata e iperattiva che batteva il ditino sull'orologio. Una bella giornata, meravigliosa considerando quanto era che non ci prendevamo dodici ore per noi e solo noi. Al momento però la Gcasa versa in condizioni pietose, se penso che tra un ora e un quarto sono lì a dover gestire quel pattume ho voglia di buttarmi in cortile mentre passa il collega del magazzino con il muletto.
La comunione di mia nipote è esattamente tra quarantuno giorni e io bramo ad avere l'intero outfit nel mio armadio come se fosse domenica prossima. Quello che mi mette ansia è sapere di avere dei soldi lì in ballo da dover spendere, non si sa quanti e quando, pima finisco prima mi tolgo l'incombenza. peccato che come una scema ho iniziato dalle scarpe, perchè volevo quelle scarpe e avevo bisogno di un motivo per comprarle, e quelle scarpe sono rosa antico scamosciate, lì mortacci loro e di chi le ha inventate. Ho trovato la gonna come la volevo, di quelle lunghe lunghe con il sottogonna, e l'ho trovata blu. non credo avrò grosse difficolatà a trovare una blusa blu ma di pochette scamosciate quet'anno non se ne parla proprio, sopratutto se parliamo del colore rosa. Sabato andrò in centro con la S. e mentre lei si farà le solite quattro ore sotto il casco dal parrucchere io andrò in giro per Torino come una disperata con un budget ristrettissimo e una borsa contenente scarpe e gonna alla ricerca dei pezzi mancanti.
Come uscire da questa stato di catartica apatia? un po' di depressione ha detto l'amica psicologa, come se chiedessimo dello stracchino al banco dei freschi della coop. mia dia un p' di quello. un po' quanto esattamente? e come? perchè? ma sopratutto come si fa? come si toglie, come se ne esci, come me la levo di dosso prima che i sensi di colpa mi uccidano? senso di colpa per il tempo sprecato, per un sabato pomeriggio che poteva esser produttivo e non lo è stato, per un sorriso negato a Ego che questo weekend se lo meritava proprio, verso me stessa che ce l'ha messa tutta in questi mesi per fare la guerriera senza paura che non crolla neanche se la spingi e ora sta sputtanando tutto. come diceva un mio vecchio compagnio di studi parlando della fidanza ipercattolica che glie la dava una volta ogni dieci giorni: mi sento in colpa pure se cago duro.

mercoledì 2 aprile 2014

Disordine.

non saprei come meglio rendere l'idea. E il disordine per un'ordinata maniacale è uguale a tragedia. scempio. catastrofe. 
Da che mi ricordo marzo e aprile sono sempre stati mesi del caiser, nei quali il caos regna sovrano. innanzitutto al lavoro, a marzo ci sono diverse scadenze per consegnare dichiarazioni a diversi consorzi di diversa natura - e che nessuno si domandi perchè io, responsabile vendite export, sia l'adetta a questa cosa. ogni anno mi riprometto di fare tutto con la giusta calma e chiudere le varie cose ad inizio marzo, e ogni anno mi ritrovo all'ultimo del mese con l'affanno, barricata in ufficio che parlo da sola contro smartcard e evidenziatori. Poi c'è il fatto che, teoricamente, sono i mesi in cui il gelo piemontese lascia spazio ai primi soli caldi, le giornate si allungano e cambia l'ora. E a me questo provoca sempre una sensazione di inadeguatezza perchè è come se tutto si svegliasse dal suo letargo, periodo nel quale a me pare di poter rinviare qualsiasi cosa, di essere giustificata dal freddo e dal buio a rimandare tutto alla primavera. Con il volo dei primi pollini il mio omino del cervello si trasforma in una checca isterica ossessionata dal cambio di stagione degli armadi che non c'è mai il tempo di fare. non sono abbastanza magra, in realtà quest'anno la dieta non l'ho nemmeno iniziata, devo prenotare le ferie perchè mancano solo quattro mesi, vanno fatte le pulizie di pasqua alla Gcasa, volevo fare dei lavori di ristrutturazione ma se non ci diamo una mossa non li faremo nemmeno quest'anno, c'è da fare i regali di pasqua ai nipoti e risolvere il quesito esistenziale che viene dopo a cosa facciamo a capodanno - cosa facciamo a pasquetta. lì mortacci di chi l'ha inventata. Insomma sono mesi di paranoie questi, da sempre, ma quest'anno tutto è molto più pesante perchè a me manca un pezzo, o forse più di uno. 
Micol è una maniaca del controllo, lo specifico anche se sicuramente chi mi legge lo sa bene, che sopravvive soltanto arbitrando tutto quello che la circonda, con non poca fatica. Micol programma anche quando sarà ora di fare la cacca, decidendo innanzitutto cosa farà nel mentre, preziosi minuti nei quali è costretta a rimanere seduta. cercare una ricetta su safari con l'i-phone, stilare la lista della spesa nelle note o mettersi d'accordo sull'orario della tipa delle pulizie tramite what's up. e Micol piuttosto di scombinare il suo programma di cacca perfetto si caga addosso. e Micol se proprio poi non puo cagarsi addosso si autoflagella per il resto della giornata per non aver rispettato i piani predisposti. Questa sono, ci ho messo anni ad accettermi e non ci sono ancora riuscita del tutto, e ora non mi ritrovo più. o meglio, la testa è sempre quella, il mio omino del cervello è sempre lui ma forse ha perso un po del suo carisma e non è più abbastanza persuasivo. Il corpo non reagisce e si abbandona ai futili piacere del palato, del sonno, delle coccole alla micia, e rimanda ad un domani che non arriva.
L'anno scorso mi è arrivata questa botta in testa, alzatami e lasciato riassorbire l'ematoma continuavo a sentire questa sensazione di intontimento perenne, sonno, e spirito di sopravvivenza ai minimi storici. così mi son detta che forse era uno di quei momenti della vita in cui bisognava concedersi di essere come si ci sente. molli, stanchi, senza obbiettivi, e anche sereni di essere così. mi sono detta Micol, hai perso il tuo migliore amico, concedeti del tempo, qualche mese, poi tornerà tutto normale. così i mesi sono passati, è arrivato dicembre e io mi son detta, anno nuovo - vita nuova, mi riprendo la mia vita, il mio modo di essere, la mia felicità. E qui inizia il problema, perchè nonostante le mie buone intenzioni siamo giunti ad aprile e io sono messa ancora così. rincoglionita, vorrei ma non posso, volevo ma ho sonno, lo faccio la settimana prossima. La sensazione è quella di star sprecando tempo che non tornerà, di essere sbagliata e incompleta, e che questo si veda anche da fuori, dai miei capelli, dal mio abbigliamento di una che ha scelto l'outfit in due minuti e quarantasecondi mentre correva dalla camera al bagno con la sigaretta in una mano e il caffè finito nell'altra perchè di svegliarmi per tempo poprio non se ne parla. E così io non sto bene. va bene essere perennemente al verde, non aver rispettato la mia personale tabella di marcia di vita - convivenza - matrimonio - casa nostra - viaggi, aver perso mio padre più o meno trent'anni prima di quanto avrei voluto ma essere esattamente come mi piace essere è una cosa alla quale non posso rinunciare perchè l'unica davvero in mio potere. 
Così qualche sabato fa ho fatto quello che dal giugno scorso sapevo di dover fare, sono andata dalla mia amica psicologa. "amica" perchè mi ha visto la prima volta quando avevo diciotto anni e dopo tre anni di terapia ha dovuto elegantemente sbattermi fuori dicendomi non hai più bisogno di me, io non sono una tua amica, se vuoi ogni tanto mi chiami e ci andiamo a fare un aperitivo ma per questo non mi faccio pagare. Lei è stata la prima donna della mia vita dopo mia zia, che mi è piaciuta, a me - donna che odia le donne. mi è piaciuta come donna che potenzialmente sarei potuta essere io, quando non ero più un adolescente e entravo irruente nel mondo degli adulti senza ancora vedere il mio posto nel mondo. Lei è una matta, una matta di quelle belle, che sa di esser matta e non fa nulla per nasconderlo. Si veste un po' come le garba senza dar troppo conto alle condizioni climatiche, e non dimentica mai a casa un paio d'occhiaie potenti che ti chiedi perchè invece dei due kg di mascara non si passi un correttore. la prima volta che l'ho vista lei aveva più o meno l'età che ho io adesso o forse qualcosa in meno, fresca di specialistica e lodi varie aveva capelli lunghi fino al sedere, liscissimi, rosso fuoco. ci ho messo un paio di mesi a decidermi di andarci settimanalmente e l'ho ritrovata con i capelli a spazzola biondo cenere. Ora, dopo undici anni, li ha viola boccolosi appena alle spalle e li porta con una frangetta di quelle mozzate corte lisce lisce. E per lei che ho scelto psicologia, che mi sono iscritta proprio alla facolà dove si è iscritto quel mio fantasma di infanzia che ogni volta mi ritrovavo a pochi metri in treno la mattina e in aula. Volevo innanzittuto esser lei, avere un marito che mi venisse a prendere sotto lo studio a fine giornata, un grosso cane e nessun figlio, portare un paio di occhiaie come fossero orecchini di Dior e mettermi le ballerine senza calze e la gonna a ruota il venticinque novrembre. pensavo che per diventare questo mi servisse una laurea in psicologia, e credo che il suo grande talento sia stato proprio questo, quello di farmi capire che potevo essere quella donna lì qualsiasi cosa avessi scelto di fare nella vita. se ora sono una donna che mi piace, lo devo in gran parte al lavoro fatto con lei. Il problema è che quando studi psicologia, o forse semplicemente quando stai un tot di anni in terapia, inizi a viverla come se fosse una religione. al pari di un cattolico che ritiene di doversi ripuliare l'anima ogni tanto con una confessione, chi crede nella psicologia pensa di aver bisogno di un po di terapia ogni tot anni nel corso della vita. così ogni tanto tornavo da lei con i miei piccoli drammi quotidiani, a farmi dire che andava tutto bene e non dovevo sprecare soldi, perchè nel frattempo lei è cresciuta ed è diventata socia di un grosso studio di Torino, di quelli fighi, grandi, con tante salette, con il reparto per l'infanzia pavimentato a tappetoni colorati che ti fa accaponare la pelle e una receptionist in segreteria che ti fa la fattura. E qualche sabato fa, per la prima volta, mi ha detto che: si, questa volta di un po di aiuto ne ho bisogno. lei il sabato riceve in un posto un po più vicino, mi fa un prezzo da cliente affezzionata, e si ricomincia. Ci ho messo di nuovo dei mesi, perchè mi sembrava di darla vinta idealmente a mia madre spendendo dei soldi per farmi aiutare a sopravvivere al suo vampirismo energentico e a tutte le conseguenze da lei scatenate che mi alienano la vita da otto mesi. ma poi ho capito che non è per mia madre che ho bisogno di aiuto, non solo almeno. ho  bisogno di aiuto per star bene, per tornare ad essere la Micol che ho imparato ad accettare, e mia madre non è che un pezzo dei tanti.