Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 24 dicembre 2014

In diretta dal divano della Gcasa

con i piedi sul tavolino ikea, un ritocco fresco dello smalto, sigaretta, il Ggatto sul tiragraffi a fianco e la Gigghi sul suo cuscino di vimini sul mobile più alto. Ego sta arrivando dall'ufficio dove non doveva andare il giorno della vigilia ma è naturalmente andato.
Natale è iniziato ieri, prima di una lunga serie di sedute interminabili a ciarlare e mangiare, con le calze che ti comprimono, il freddo umido tipico dei ristornati mal coambientati, la palpebra calante e lo scazzo incombente. Fatica. Infilarmi un tubino stretto, mettermi su un paio di tacchi, guidare nella nebbia e sentire ancora la voce del capo per una lunga cena aziendale. alla mezza ci portavano il sorbetto al lime, eppure io sembravo l'unica pronta ad afferrare il cappotto. perchè la verità è che il collegame finge asocialità perchè fa stile ma poi in queste situazione ci sguazza dentro con gioia. io invece sono sociopatica davvero, ma mi confondo nella massa e va bene così. Stamattina appena aperto un occhio e aver realizzato che è la Vigilia di Natale sono stata anche un po' contenta ma mi è passato subito. Sono sempre stanca, anche se il pensiero di lunghe giornate vuote di vita casalinga lontana dall'ufficio mi fa sentire già un po' meglio. non sono poche, contando che oggi e domani io avrei preferito lavorare ancora, da giovedì a martedì prossimo - giorno in cui partiremo per Barcellona - sono ben cinque giorni, cinque, e la perfezione si raggiunge con il fatto che lunedì Ego lavorerà e io potrò pulirmi per bene casa senza di lui in mezzo ai piedi. non che la cosa mi entusiasmi ma lo devo fare perchè verrà l'amica gattara D. a vedere i pelosi nei tre giorni in cui noi non ci saremo.
Ce la posso fare, devo solo resistere al cenone dai suoceri di questa sera senza iniziare a dire andiamo? andiamo? andiamo? a mezzanotte e un minuto - e al pranzo di domani  + visita Cuginavrotica and family che conta un altissimo tasso di individui tra quelli che più odio a questo mondo senza accendere risse con nessuno o rapire le mie nipoti per non riconsegnarle mai più.
Vi lascio con il mio regalo handmade di quest'anno di cui vado terribilmente orgogliosa - del risultato estetico mentre di quello del contenuto non mi esprimo ma non credo che saranno in molti ad assaggiarlo quandi pazienza.



La stoffa è l'unica cosa che ho comprato, 3 euro, i barattolini li ho conservati durante l'anno e fatti bollire mezz'ora per sterilizzarli. La mia collega mi ha imprestato le forbici a zig zag per tagliare la stoffa perchè, ho imparato, questo tipo di taglio riduce al minimo la possibilità che la stoffa si sfilacci. I nastrini li avevo, ne ho una scatola piena perchè li conservo da sempre, il pezzo di stoffa è fissato con dei pezzetti di bioadesivo al tappo dei barattoli. Lo sbaglio che ho fatto è stato stamapare in rosso su carta adesiva, il colore viene via solo a guardarlo, infatti tutti i bordi delle etichette sono sbeccati dal movimenti delle dita necessario a staccare l'etichetta. Il Dulce de Leche conta solo un igrediente che è però molto caro ovvero il latte condensato a € 2,45 al barattolino. Ho calcolato di aver speso una media di € 2,80 a persona per 8 barattolini e non mi pare niente male.

Buon Natale a chi passa di qui, il mio augurio pragamatico e poco elegante è resistete, che poi c'è santo stefano.

mercoledì 17 dicembre 2014

Non potendo

scrivere l'ennesimo post a tema sono stanca/ sono stanca/ sono stanca, mi diletterò nella condivisione di altre scelte di un certo spessore.
Erano anni che ci pensavo, praticamente da quando ho lasciato la casa di mammà e mi sono trasferita nella Gcasa. un pensiero timido ma ben definito, che non osavo trasformare in parola se non quando, di rado, sentivo qualcuno che lo aveva fatto davvero e un briciolo di coraggio si faceva largo. Ogni tot mesi il pensiero si faceva più insistente, accompagnato da una buona dose di sensi di colpa, ma mai avevo trovato il coraggio di metterlo in atto. Qualche sabato fa ho passato una giornata di shopping in centro con l'ex collegaamica C., nota come casalinga perfetta, maniaca del pulito, precisa a livelli patologici. Lei lo fa per davvero e me lo ha detto così, senza mezzi termini, senza vergogna, mentre sfrecciavamo in autostrada che per poco non mi stampo contro un camion. Queste sono decisioni che vanno ponderate, prese con calma, valutandone tutti gli aspetti, magari dopo un periodo di prova. E invece l'ho deciso lì, così. e l'ho fatto, e sono già tre settimane: io non stiro più. non stiro più pigiami, tute e magliette da casa, strofinacci della cucina, legghins, magliette che staranno sotto vestiti o maglioni. Non li stiro più. li stendo con ancora più cura di prima e quando sono asciutti semplicemente li piego al meglio che si riesce e li metto al loro posto. e ciao bale, come si dice dalle mie parti.
Come mi sento? Strana, quasi stordita - sarà anche il vino del pranzo con il capo.
La prima settimana ero mossa da un esagerata quantità di adrenalina, sentivo la trasgressione scorrermi nelle vene e provavo un brivido di eccitazione ogni volta che passavo davanti allo stendino.
La seconda settimana sono iniziati i dubbi e le paure, sono stata tentata di andare avanti a stirare una volta stirato l'indispensabile ma poi la fine dell'acqua nella caldaietta mi ha fatto riflettere e non ho desistito.
Ora pare si sia trovato un equilibrio e mi sento abbastanza serena, ieri ho piegato e riposto tutto l'intimo, domani stirerò quello che va stirato e riporrò il non stirabile.
Se mi è cambiata la vita? per adesso no, queste settimane fanno talmente schifo e la schiena mi fa talmente male che probabilmente non me la cambierebbe nemmeno avere una governante dodici ore al giorno. Ma dovrebbe cambiarmela, in una routine vivibile, dovrei avanzar tempo, soldi di elettricità, spreco di acqua.
Ed ora che ci penso se questo per le persone normali è stato il mese dei luccichi, dei maglioni a collo alto con le renne, dei tazzoni di ciobar, di all I want for Christmas, di cene di Natale con amici, colleghi di lavoro, colleghi di hobby, colleghi alcoolisti anonimi, ...per me è stato decisamente il mese del bucato. La lavatrice mi ha fatto passare quarant'otto ore di terrore puro a lampeggiare come un ossessa, poi è finita bene perchè era solo l'ingranaggio che fa aprire l'oblò e ce la siam cavata con settanta euro ma la paura non la scorderemo facilmente. per me sarebbe proprio opportuna quell'immaginetta che gira in rete a cosa pensi quando vedi  spuntare un raggio di sole alto nel cielo? a poter fare finalmente il bucato!  

martedì 16 dicembre 2014

C'era da aspettarselo

perchè ormai le cose vanno così da un tot. sono andate così a pasqua, sono andate così per i vari ponti dell'anno, sono andate così persino ad agosto. Stamattina era scontato, ovvio, sottointeso, che lunedì e martedì prossimo si lavorerà. fino a ieri era altrettanto scontato, ovvio, sottointeso che si sarebbe lavorato fino al 19 e a chiedere conferma venivi persino guardato storto. ovviamente, come tutte le volte, clienti e fornitori allertati anzitempo - con autorizzazione del capo - quindi nessuno ci cagherà di striscio pensando che siamo chiusi. Veniamo a far niente, veniamo a fargli la corte, a limargli le carte di credito. Ma poi, vogliamo parlare di gente che non sa dove piazzare i bambini a casa da scuola cinque giorni prima? dopo che ha liquidato babysitter e mandato in settimana bianca i nonni da due mesi? vogliamo parlare di chi ha fatto prendere a moglie o marito i giorni di ferie in base a quelli che dovevano essere i suoi per passare quei pochi giorni all'anno in famiglia tutti insieme? E' il rispetto umano a mancare, alla base di tutto. Sappiamo che questo è il loro modus operandi, sappiamo che considerano l'umanità tutta ad esclusione di loro stessi e parenti più stretti, alla stregua di loro strumenti ma ogni volta la naturalezza dei loro gesti è spiazzante come la prima. Se qualcuno non avesse casualmente menzionato la chiusura aziendale imminente, forse venerdì alle 16.45 nel salutarci ci avrebbero detto "a lunedì". Questa volta non sono stata capace di nascondere l'incazzaura e il mio capo ha pensato di tamponare dicendomi di prendere ferie se volevo, cosa che farò per il 29 e il 30 - anch'essi considerati lavorativi soltanto da oggi - con il buon motivo di essere a Barcellona. poi in realtà parto il 30, ma son dettagli. Per lunedì e martedì prossimo non mi sento di farlo, anche se le ferie le ho e verrò in ufficio a farmi il plnanning dei giorni a Barcellona, le colleghe verranno e non mi va di essere sempre la cocca del capo che fa il cazzo che vuole.
Ma mi pesa come se mi avessero levato la tredicesima, sostituito la sedia dell'ufficio con uno sbabello di vimini a spunzoni, vietato di fumare alla scrivania. Sono stanca, è stato un anno lavorativamente estenuante, ho fatto il giocoliere tutto il giorno, tutti i giorni, tutte le settimane, ho saltato pause pranzo e serate personali per rispondere a e-mail di clienti, whastappate assurde del capo, telefonate di fornitori con fuso orario inverso. Ho bisogno di riposarmi, ho bisogno di non vedere questo cazzo di posto per qualche giorno di seguito, di scaricarmi il cervello per affrontare un nuovo anno lavorativo che si prospetta ancora più tosto di questo. Grazie al cazzo delle feste comandate, che uno si passa in giro tra parenti, le ferie vere non sono quei giorni lì. E non ho Ego a casa, altrimenti questa volta gli avrei davvero ribaltato la scrivania addosso.  
va bene fare il lavoro di due/tre persone da sola in sei ore senza punti di riferimento brancolando nel buio, prendendomi le colpe ma mai i meriti con uno stipendio da impiegata sempilce e un orario di merda. 
ma io ogni tanto devo andarmene affanculo qualche giorno o prima o poi uccido tutti, e non ne faccio segreto.
Questa è un altra settimana per nulla rilassante, devo ultimare i regalini handmade, impacchettare il resto, gestire un wc che perde acqua e dei pelosi che ci zampettano dentro e se ne vanno in giro a fare impronte, stolkerare l'idraulico perchè venga prima che la Gcasa si trasformi in un acquario, uscire con la B. domani sera,  accompagnare mia madre nella scelta di un orologio per Ego a seguito di insistenti implorazioni. Sapere che da lunedì ero a casa e potevo eventualmente fare quello che non ero riuscita a fare prima o semplicemente rilassarmi, era un altra cosa. Correrò come una disperata fino alla vigilia e forse riuscirò a tirare un sospiro di sollievo un giorno intero prima di partire, ma probabilmente no perchè verrà fuori qualcosa di nuovo. E oggi gli spunto nel caffè. per citare Mara Maionchi, orca mignotta.

lunedì 15 dicembre 2014

Scelte importanti,

scrivere all'alba. che son le h 9.32 eh, non è che non lo so, ma per me è l'alba. non dimentichiamo che è anche lunedì e che c'è la nebbia. Una volta scrivevo sempre a quest'ora - che poi era un ora prima, perchè si entrava in ufficio alle otto e mezza e io ero ancora una brava impiegata quindi arrivavo alle otto e quindici e alle otto e trenta ero già lì che scrivevo caffettata e fumata. Mi piace scrivere a quest'ora perchè sì, sono rincoglionita come una foca, ma i pensieri sono puliti, ligi, chiari. sono tutti qui dentro anche se non parlo e vedendomi da fuori pare il nulla che cammina con gli occhi stropicciati, dentro c'è tutto. poi si apre la bocca ed è come se l'oscurità delle parole usate male e dei convenevoli entrasse a fare la consueta confusione. Oggi è un giorno importante perchè senza capo, cosa ormai rarissima. Più invecchia più ci sta in mezzo ai coglioni, una volta non averlo in ufficio almeno un giorno a settimana era consuetudine, ora è il miracolo. attendo giorni come questo come si attende che la lavatrice abbia finito, programmando tutto quello che accenderai in sequenza non appena il più grande consumatore di kw della tua casa andrà a dormire. Programma di oggi: stampare i definitivi delle etichette per i miei regali handmade, pagare l'F24 dell'imu, scrivere qui e scrivere una mail all'avvocatA. poi, se rimane tempo, anche due o tre cosine lavorative che quando c'è lui mi rimane impossibile fare. La busta dell'Imu l'ho dimenticata, ma le recupererò in pausa pranzo e riuscirò comunque a pagarla prima che arrivi lui, perchè tanto ormai lo sanno anche i muri che quando dice "se ci vediamo, ci vediamo in tardo pomeriggio" alle h 15.00 è qui carico come una molla. 
Mi sono svegliata di nuovo con un gran mal di schiena, meno impresso nella parte destra e più generico... lo definirei lombare ma chissà, non me ne intendo. Sto iniziando a pensare che sia il mio materasso, o il mio modo di dormire, o di stare seduta qui in ufficio. sta diventando un dolore cronico e sto iniziando ad agitarmi anche se rimango dell'idea che il piano di reazione giusto sia sempre quello sostenuto con Ego settimana scorsa: io lo ignoro e lui passa. e se non passa, poi ci penso
Non è stato un buon weekend, anche se dal punto di vista della scrivania con panorama statale - nebbia di un lunedì mattina di dicembre col mal di schiena, non sembra poi così pessimo. Altri due giorni insieme, quarantotto ore, probabilmente non accadrà più fino alla prossima primavera. ero così gonfia di aspettative da rimanerne terribilmente delusa, come ogni volta d'altronde. Non ho ancora imparato che se ha un giorno in più per stare a casa, lui si rilassa totalmente, non è che pensa "due giorni per stare insieme invece di uno" come faccio io, pollaccia, ma "oh un bel giorno per dormire e poi la solita domenica per stare insieme". Così sabato l'abbiamo passato nel sonno dormito fino alle 9.30, colazione di quelle casalinghe belle spesse con brioche alla nutella e caffèlatte, poi lui si è riaddormentato sul divano fino alle tredici quando l'ho svegliato con un piattone di capppelletti in brodo e nel frattempo io avevo rassettato casa, fatto una lavtrice, passato l'aspirapolvere e lavato i pavimenti. Dopo pranzo solita pennichella sul divano, impostata di un ora che poi diventano due e resto del pomeriggio in conseguente coma - perchè lui se non ha dormito troppo poco, ha dormito troppo. alla sera siamo usciti con una coppia di Amici che non vedevamo da agosto al mare, la sera prima lui aveva dato la sua festa di laurea alla quale noi non abbiamo partecipato a casua della cena aziendale natalizia di Ego, quindi loro erano due merdacce che stavano in piedi per miracolo, lui in particolare - sono ancora di quelli che si ammazzano di alcool tutti i weekend e dicono il giorno in cui metto la testa apposto... e quest'anno han fatto tutti trent'anni - di conseguenza a mezzanote e mezza eravamo già tutti sotto le coperte e Ego si ri-addormentava come una bambino. Ieri invece avevamo il nostro bel programma di giro in centro per vetrine, acquisti natalizi e pranzo da Eataly. Tutto fatto ma io avevo lo scazzo aberrante, un po' per i dolori del ciclo, un po perchè il riposino del giorno prima lo avevo pagato non prendendo sonno fino alle quattro, un po' per la delusione della giornata precedente che avevo immaginato assai più ricca di cose. ho come al solito alienato la giornata col mio muso e la mia acidità così, ci eravamo comprati da Eataly dei raviolini fonduta e tartufo per la cena, mentre l'acqua bolliva ci siamo scannati per bene e dopo la solita gara di insulto libero ci siamo pure riapacificati ma erano ormai le undici e ce ne siamo andati a letto. 
Cose che capitano. spesso.
Ma va bene anche così, altrimenti poi ci si annoia.
 

mercoledì 10 dicembre 2014

Roba da Gatti: Amore della mamma




Piccolo scalatore di alberi di Natale,
Ladro compulsivo di elastici per i capelli,
Notturno impastatore seriale del mio collo,
Amore della mamma


 










Ora anche tu vieni definito tale, ora anche tu ti senti ripetere che sono la tua mamma. abbiamo fatto grandissimi progressi.
Tu lo hai capito che per me eri un intruso. quello che sporca, che non sta mai fermo, che fa spidercat sulle zanzariere, che bisogna controllare a vista. e con grande dignità ne hai preso atto, hai continuato a rincorrere palline e prenderti le coccole quando arrivavano cercando di disturbare il meno possibile.
Tu sei molto diverso dalla Gigghi, lei alla tua età era pretenziosa da morire. chiedeva coccole, attenzioni, cibo, e guai a non assecondarla.
Tu sei l'opposto di lei, non chiedi mai nulla e se ti viene dato ringrazi con quegli occhioni grandi che esistono soltanto da tre mesi ma portano dentro tante cose.
Tu l'hai capito che sei stato fortunato. l'hai capito che la tua prima mamma ti ha salvato a pochi giorni di vita. L'hai capito che il tuo primo mese in quel bagno di pochi metri con i tuoi fratellini era un privilegio in confronto al parcheggio di quell'aereoporto dove la tua mamma vera non sarebbe più tornata. Quando hai visto per la prima volta il papà gli sei andato subito incontro, ti sei fidato di lui, hai capito, e anche se arrivando hai trovato una mamma nervosa e una sorella per niente felice di conoscerti, tu hai capito che eri a casa.
Sei bellissimo per noi anche se in questo momento stai crescendo tantissimo e sei tutto sproporzionato. noi ti chiamiamo il pipistrello, perchè adesso hai orecchie grandissime ma il faccino ancora piccolo piccolo. 
Con quegli occhioni grandi guardi il mondo con l'entusiasmo di un bambino e l'umiltà di chi sa già stare al mondo.
Sei l'amore della mamma, anche se a volte si comporta come se tu e tuo padre foste il male nel mondo, quelli che sporcano e disordinano dove lei pulisce e riordina in un giro di boa senza fine - un po' come te quando tenti di afferrarti la coda. 
La mamma non vede l'ora di arrivare a casa la sera e affondare il naso in quel tuo pelo argento, anche se la prima cosa che fa quando apre la porta è urlarti di stare indietro perchè tu cerchi di uscire sul pianerottolo in tutti i modi. anche se vi lascia zampettare per giorni su una stuola di capelli, polvere e sabbietta di lettiera e le vostre ciotole non sono sempre pulite, perchè sei piccolo e fai macelli e la mamma a volte non gliela fa'.
Passerei ore a guardarti mentre segui La Gigghi e la imiti in tutto quello che fa. quando sale nel punto più alto dove tu non sai ancora arrivare e tu ti metti seduto e la guardi con l'ammirazione di chi sogna davvero, quando sale sulla cucina a reclamare la cena e allora ci sali anche tu ma non ti osi a chiedere e rimani lì a guardarci curioso.
 Non ti ho voluto ma sei esattamente come ti avrei desiderato se ti avessi voluto.
Amore della mamma, questa è la tua casa.
 

giovedì 4 dicembre 2014

Sono ufficialmente

entrata nel mood natalizio. nel mio caso sarebbe più corretto definirlo stato d'ansia, ma mood è sicuramente più stiloso. Ieri con il mio giro di commissioni ho risolto più del previsto, sono andata alla coop con l'intento di prendere qualcosa di pronto per la cena dato che si erano fatte le diciannove passate e sono stata accolta da un'immensa area dedicata ai giocattoli, come era prevedibile. A quel punto mi sono scazzata, senza pensarci due volte ho chiamato miacuginanevrotica e le ho chiesto se sapesse dirmi cosa prendere a LaPiccola. Portato così a casa cavallo di tale "Mia" per quaranta euri - quaranta di equino con chioma bionda. e no, la bambola insieme non c'è, cavallo e basta. cavallo in plastica esattamente come quello che tutte noi abbiamo avuto della barbie. e chi cazzo è sta "Mia" che c'ha il cavallo da ottantamilalire? ho preso informazioni, e pare essere l'ennesima copia della barbie ma con pelle olivastra, occhi a palla e stile street tamarro. Non contenta oggi ho acquistato al discount anche una valigetta di pongo e attrezzi sempre marchiato sta tipa, ma a dieci euro che mi pare ragionevole,  che darò alla piccola per la Befana. Ancora non ho avuto indicazioni per LaGrande ma con i giocattoli anche per questo Natale dovrei aver finito. Da Bottega Verde ho preso una cosa per LadyD - fidanzata del cognato - e per le amiche M. e B., come da programma, ma non quello che avevo ipotizzato perchè come ogni anno i furboni del marketing di BV fanno pubblicità ultraingannevole con il catalogo di Natale ovvero mettono nel catalogo i prezzi già scontati senza specificarlo. tu non puoi quindi utilizzare i tuoi sconti, o meglio puoi utilizzarli partendo dal prezzo di listino, che tradotto in volgare è fuffa. Ho usato lo sconto del 50% su una confezione che era scontata al 41% ma ce n'è davvero poche che non sono già al 50% o al 60%. In sostanza non ho preso nulla solo al fidanzato della cognata perchè i pacchetti uomo economici erano davvero ridicoli da regalare a un ragazzino di diciotto anni. Domenica 14, data addirittura fissata, procederemo con lui, cognati e cognata. per la S. e la B. vado di Amazon e per la M. aspetto che al mio discount adorato arrivino gli elettrodomistici mignon (li trovo adorabili!) di ogni anno, l'anno scorso gli avevo preso la macchinetta per i pop corn, quest'anno vediamo un po' cosa mi propone. E' ora che mi metta sotto con i vari incartamenti e le prove del mio regalo hand made che quest'anno dovrebbe essere il dulce de leche, scopiazzato dalla collega che ce lo ha fatto assaggiare l'anno scorso ed è stato subito amore. La prossima settimana ne farò un po di prova ma mi sento positiva, niente di paragonabile ai biscotti dell'anno scorso... farina ovunque per un mese, colleghi e amici costretti a mangiare biscotti duri come il marmo e sopratutto giornata della vigilia allucinante a impastare e infornare tutto il giorno. avevo dichiarato che non avrei mai più fatto i biscotti? ebbene, non li ho mai più fatti e non ne ho assolutamente l'intenzione, a dirla tutta non mi ispirano neanche più da mangiare. 
Finalmente è arrivato il weekend lungo che vedrà me e Ego insieme quarantotto ore. Questo è il primo anno in cui entrambi non vediamo l'ora di fare l'albero di Natale ed è una cosa molto molto strana. io ho sempre avuto più entusiasmo di lui ma niente di significativo, a lui invece non è mai fregata una mazza mentre ieri mi ha detto ma lo sai che non vedo l'ora? In effetti sono giornate di cose strane tra noi, stamattina per esempio mentre lui mi mandava un immagine simpatica di un gatto come sms, io pubblicavo la stessa immagine su facebook. I primi anni accadevano molto spesso questi tipo di coincidenze, poi non è mai più successo, ed ora... chissà. Sabato me lo passerò a pulire da sola, tanto per cambiare, domenica probabilmente ce ne staremo in panciolle e usciremo al massimo per un pasto dai suoceri e lunedì a fare l'albero - con due pelosi quest'anno ci sarà proprio da ridere.    

martedì 2 dicembre 2014

Per oggi avevo

in testa una bel post felino, degno di un martedì di pioggia. 
arrivata in ufficio dopo la pausa pranzo scopro di aver dimenticato il cellulare personale a casa, cellulare contenente le preziose foto per il post.
Egnente, tutto rimandato al prossimo martedì. 
che poi diciamocelo, ho un gran voglia di scrivere a vanvera e senza tema.
Pare, che nel mio outlook troneggi nelle mail contrassegnate il numero 0.
Pare, che tutti i campioni di ciarpame nel mio ufficio siano stati catalogati/custoditi/buttati.
Pare, che i fogli che stavao qui a prender polvere riguardanti la fiera del 20 settembre scorso, siano nei loro posti con le loro clips, cartelline, etichette.
Pare, che ci sia il punto e a capo lavorativo che bramavo da prima dell'estate.
Così pare.
Poi. ho da metter su il listino per l'anno nuovo, dare direttive ai grafici per l'immagine di buon natale 2014 e altre cose sui generis che vengono sempre posticipate dalle urgenze e che andrebbero fatte proprio in momenti come questo. ma farò un altra volta.
Non mi prodigherò per l'ennesima post nella dettagliata specifica di cosa mi manca per arrivare a quel limbo di nullafacenza che mi sogno la notte, tanto pare che più sembra vicino più in reltà si allontana all'orizzonte. Più che altro il fatto è che siamo ormai giunti al secondo giorno di dicembre quindi nella migliore delle ipotesi quando avrò finalmente finito sarà ora di iniziare a pensare al Natale - e pure di corsa.
Stamattina mentre mi crogiolavo in questo spazio magicamente pulito e vuoto, con il capo assente, ho buttato giù la solita listina di nomi che ogni anno pare accorciarsi con buona pace del portafoglio e un po' meno della mia coscenza sociale. Ne ho concluso che per quanto riguarda gli acquisti, sono già a buon punto senza aver mosso un dito. L'unica cosa che ho fatto è stata passare al negozio di giocattoli del mio paese e bloccare il treno dei dinosauri con annessa locomotiva e un indovina chi elettronico .- ma che davvero?? la cosa più figa era buttare giù le teste con un colpo di dita preciso! - per i nipoti maschi, come da consiglio di Miacuginanevrotica che, molto più efficente dell'altra, oltre a dirmi cosa mi dice anche dove lo trovo e quanto spenderò. lo step successivo sarebbe darle i soldi e dirle incartateli. Questo significa che come bimbi, che sono poi i regali "importanti", mi manca solo LaPiccola quando sua madre si degnerà di darmi direttive. LaGrande ormai so già che non necessiterà di nessun acquisto ma si tratterà di qualcos altro come è stato gli ultimi compleanni e natale scorso - giri di shopping, weekend a Miramilandia e simili. In realtà mi piacerebbe tanto portarla a vedere il concetto di Fedez per cui entrambe sbaviamo senza pudore - questa poi ve la dovò spiegare, lo so - ma se non aggiunge al tour 2015 la tappa di Torino, la vedo un impresa infattibile andare fino a Milano io e lei da sole, più che altro per il viaggio di ritorno che sarebbe verso l'una di notte.
Ai parenti "adulti" faccio il mio regalo handmade, gli unici acquisti quindi saranno per cognati e cognate, e per le amiche S., B. e M. Con Ego abbiamo già deciso di inglobare il tutto in una bella giornata in centro insieme, pranzo fuori e Via Roma addobbanata a festa. Io però intendo fare un pezzetto già domani, devo andare a fare il mio solito giro mensile da Bottega Verde con il mio mazzetto di sconti e vorrei aggiustare così fidanzata del cognato e fidanzato della cognata - unici ai quali non ancora regalato nulla della suddetta marca, me li gioco quest'anno, amica B. che mi ha detto espressamente volere un determinato profumo e amica M. con un pensierino a cui abbinerò il regalo per la casa che esiterà (forse) da gennaio. Poi farò dei giri in ultimo per carte, sacchetti, fiocchetti, borsine e altre bazzechole sui generis ma questo è un altro discorso perchè è una cosa che mi piace un molto fare e mi esalto solo all'idea. Sarà un Natale light, il primo forse non tanto per esigenza quanto per intenzione, il che personalmente mi riempe di orgoglio. la differenza la farà il fatto che quest'anno nessuna paranoia mi farà compagnia durante la consegna dei regali. l'anno scorso mi sono riempite di pippe per poi scoprire che proprio le persone verso le quali mi facevo più problemi, il regalo non ce lo avevano fatto proprio giustificandosi con la mancanza di soldi e io, che forse soldi ne avevo pure meno di loro, ho fatto un figurone con i miei regalini hadmade super lowcost. Il discorso del decluttering mi si è radicato in testa in maniera seria, è eveidente, perchè nel pensare agli ipotetici regali che potrei ricevere la prima cosa che mi viene in mente è che entreranno in casa cose. nessuna emozione, nessuna gioia del nuovo, nessun sentimento positivo. vecchia che sto diventando, non mi riconosco più. certo - se potessi sceglierli io i regali sarebbe tutta un'altra storia, è ovvio. In realtà uno che posso scegliermi c'è, quello dei miei suoceri, come ogni anno, superpilotando Ego. negli anni passati mi sono fatta il ferro da stiro, la piastra per capelli, una collana di ops, un bracialetto di swaroski e il mini aspiretto della whirpol compagno fedelissimo di briociole. è una scelta importante quindi che quest'anno mi coglie davvero imprerata. la piastra per capelli che fa le onde forse? ma poi sarei capace di farle? la userei o rimarrebbe l'ennesimo cimelio inutilizzato? bisogna che ci faccia una pensata, son cose serie queste.   

lunedì 1 dicembre 2014

Diciamo

che ho preso un po' troppo seriamente questa cosa del "riposarmi". Al momento sono in preda a un jet leg personale, con stomaco sotto sopra, emicrania e scazzo potente. Ho iniziato male sabato e da lì è stato un susseguirsi di errori dal quale ora non so come uscire. Per essere dalla terapeuta alle 11.00 ho fatto le corse folli alzata dal letto alle 9.15 con ancora i capelli bagnati dalla sera prima, dopo l'ora di seduta - puttusto serena - sono andata a farmi un giro in un polo commerciali di cinesi più o meno a metà strada tra casa mia e il paese dove riceve la mia psicologa e me ne sono fatta per 35 euri di cose di cui potevo fare sicuramente a meno. arrivata a casa alle 14.00 e trenta con una fame primordiale, mi sono mangiata un po' di tutto quello che trovavo in frigo e, giusto il tempo di fumare una sigaretta, mi sono sdraiata sul divano con la copertina e l'intenzione di fare un riposino. erano le 15.22, ho riaperto gli occhi grazie soltanto allo squillo del cellulare alle 18.41. era Ego che mi diceva tra poco parto per venirmi a prendere e andare a cena con gli Amici straordinariamente al nord per questo weekend. Con un acidità di stomaco e di animo paranormale ho giusto fatto il letto e altre due o tre cose al fine di non rendere evidente come avessi passato il pomeriggio e mi sono fiondata a ridarmi un aspetto accettabile per uscire. Destino ha voluto che all' 01.20 fossimo già a casa, cosa che quando usciamo con loro non succede mai, e questo perchè per la prima volta mi sono rifiutata di decidere io un posto dove andare a bere qualcosa dopo la cena e di conseguenza senza sapere cosa fare ci siamo dati la buonanotte - questo è un altro discorso però. all' 01.30 Ego russsava, io pareva mi fossi appena fatta un iniezione di adrenalina. Ero pronta per cucinare il cenone di capodanno, per una lezione di zumba fitness, per tenere una conferenza sulle cellule staminali. Dopo essermi letta centosessantacinque post del gruppo di gattari pazzi di cui faccio orgogliosamente parte su facebook, ho iniziato a vagare per casa in cerca dei gatti. Tormentavo un po' uno finchè non si addormentava e passava all'altro, poi quando entrambi mi hanno sfanculato andandosene a dormire nei posti più alti possibili per scappare dalle mie coccole indesiderate, mi sono messa a leggere testi, traduzioni e ringraziamenti di ogni copertina di ogni cd di Elisa che possiedo. alle 5.00 ho deciso che potevo provare a mettermi a letto e dopo svariati giri di fianco, di cuscino e di palle ho finalmente preso sonno. Per ieri mattina la sveglia era puntata alle 10.00 per essere in tempo a pranzo dai suoceri. se la Gigghi in preda a una fame incontenibile non mi avesse buttato a terra il porta anelli facendoci svegliare di soprassalto alle 10.20, probabilmente staremmo ancora dormendo. Correndo, tanto per cambiare, abbiamo fatto la nostra solita colazione domenicale con brioche farcita di abbondante nutella e siamo arrivati con un modestissimo ritardi di dieci minuti dai suoceri - che se arrivi in ritardo mio suocero si agita. Ovviamente mia suocera aveva preprarto uno dei suoi soliti pranzi di nozze, noi avevamo la brioche ancora lì in digestione e in più io ero ancora vittima dei succhi gastrici del giorno prima, sostenere primo e secondo è stata davvero dura. Quando mia cognata ha tirato fuori dal frigo i cupcakes al cacao con crema al burro e gocce di cioccolato pensavo di morire. finito il supplizio, al solito, Ego è sparito in camera con suo fratello a fare una partita alla play station - di solito poi finchè io non entro in camera lanciandogli il giubottio e un occhiata gelida, lui non si alza. con mia grande sorpresa ieri dopo soli dieci minuti è arrivato in cucina con la faccia stropicciata dei bambini quando a tarda sera stanno morendo di sonno ma piuttosto di ammeterlo si farebbero gambizzare. andiamo a casa? andiamo a dormire. Arrivati a casa neanche il tempo di dare la pappa ai pelosi che già dormivamo come due merdacce. Alle 17.00 ho ripreso conoscenza e con ormai un tasso di acidità alle stelle ho svegliato lui che, a suo dire, avrebbe volentieri dormito ancora. Inutile dire che dopo le lasagne, che non sono riuscita a mangiare, probabilmente grazie anche al mezzo pacchetto di patatine alle 18.30 nell'estremo tentativo di asciugare l'acidità, e la partita, eravamo di nuovo a letto allo scocchare della mezzanotte, e esattamente come la sera prima io ero carica come una molla. Questa volta ho fatto le 3.00, leggendo di nuovo centosessantacinque post gattari ma altrettanti di due blog meravigliosi appena scoperti. Ora, sono uno zombie con la nausea verso qualsiasi forma di cibo ma anche la fame e me ne sto rintanata in ufficio che il cinguettare delle colleghe oggi lo trovo davvero insostinible. Se fosse un giornata normale non sarebbe un gran problema, faticoso arrivare fino a fine giornata ma finalmente stasera dormirei e da domani riprenderei il giro sonno-veglia corretto. Invece oggi non è un giorno normale dato che sarò in permesso. lo avevo preso per il concerto di Biagio di questa sera, perchè io ai concerti vado sempre ore prima, in realtà invece partiremo alle 19.00 da casa quindi potevo nomalmente lavorare. e cosa credete che farò dopo pranzo? farò un riposino sul divano, mi pare ovvio. lo so, lo so, lo so che non lo devo fare sennò non ne esco più ma so che non ce la faro, che dopo essermi mangiata un pezzo di lasagna a forza inizierò a vedere le stelline e non potrò fare a meno di cadere tra le braccia di Morfeo. 
Non so come uscirne, aiutatemi.

venerdì 28 novembre 2014

A garanzia

della giornata di merda in corso ho l'imbarazzo della scelta. l'alzata dal letto un ora e dieci minuti dopo rispetto all'orario fissato e conseguente colazione al bar con Ego saltata, il mal di schiena che non mi da pace da giorni che questa mattina pare amplificato, il lancio libero di un intero bicchierino di caffè addosso. E' la terza volta di quest'anno che mi lancio letteralmente del caffè addosso, più tutte gli schizzetti vari su maglie o sciarpe. le mie colleghe ormai non sanno più cosa dirmi, tantomeno il pavimento del mio ufficio. Poi ovviamente mi diletto sempre in giornate in cui non posso essere impresentabile, normalmente mi sarei cambiata in pausa pranzo e pazienza, ma oggi ovviamente no. Oggi in pausa pranzo c'è la prima riunione condominiale con il nuovo amministratore che abbiamo nominato, personagggio con cui tra l'altro mi scambio e-mail da anni senza mai esserci visti di persona e che l'ultima volta mi ha scritto "sarà un piacere stringerci finalmente la mano". Come glielo dico mo' che non sarà affatto un piacere perchè io arriverò con una lunga manglia di lana color panna con una chiazzona marrone che nasconde un legghins sotto anch'esso sporco , con una viso cadaverico perchè nella fretta di stamattina mi sono dimenticata il blush e i capelli sporchi del venerdì aggravati dalla pioggia che ho preso prima e prenderò dopo uscendo dato che naturalmente non ho preso un ombrello?
Questa settimana è stata davvero fantascentifica. Un fatica immensa. Sono fisicamente stanchissima, ho un dolore incessante alla parte destra della schiena, gli occhi che al mattino bruciano e son gonfi come zampogne. La domenica da sola è stata tutt'altro che rilassante, ho rispettato il mio programma nel senso che non ho fatto niente di più di quello che volevo fare ma ero ansiosa e angosciata senza motivo particolare. Il lunedì sera con nonna e nipote LaGrande è stato piacevole, abbiamo fatto gli gnocchi insieme e li abbiamo mangiati, il tutto facendoci un sacco di risate incontaminate. è stato divertente e mi ha lasciato addosso una gran soddisfazione ma è stato anche stancante a livelli estremi...gestire i pelosi, sopratutto il piccolo che voleva stare sul tavolo in mezzo alla farina a tuti i costi, gestire mia nonna con lui che non saprei scegliere tra i due chi sia più pericoloso, gestire mia nipote che ormai è entrata in quella fase in cui è potenzialmente pericolosa ogni volta che apre bocca davanti a mia nonna, gestire i minuti che passavano velocissimi con mia nonna che è abituata a cenare alle sette in punto e mia nipote che dovrebbe andare a dormire ad un orario ragionevole dato che il giorno dopo ha la scuola. Organizzare questa serata il giorno prima di una giornata come quella di martedì è stata davvero una pessima idea, tutto il giorno in riunione con i fornitori, solo due ore di tempo a casa di cui una passata a prepararmi per la cena e l'altra a sul divano a pregare che il Voltaren facesse effetto, sono poi sopravvissuta alla cena solo grazie all'effetto del rilascio prolungato ma verso le ventitrè ormai non parlavo più nè in inglese nè in italiano, sorridevo invocando il mio vangelo interiore e il mio capo prima di partire verso casa ha ancora voluto fare una passeggiata per le vetrine dato che ci trovavamo in centro Torino. Mercoledì sarebbe stata una giornata di recupero in cui occuparmi solo di valigia e detriti vari portati dal rientro di Ego e dall'abbondono a se stessa della Gcasa con ancora i piatti da lavare del lunedì sera, ma il mal di schiena mi ha reso il tutto molto arduo. Ieri ho saltato la pausa pranzo per andare a fare un giro alla fiera del mio paese anche se ridotta ad uno straccio ormai avevo organizzato con la B. e non volevo pacchare... un ora e mezza di camminata al freddo e un panino zuppo d aceto che devo ancora digerire - il tutto inutile dato che la fiera faceva veramente schifo quest'anno. il colpo di grazia definitivo alla mia schiena l'ha dato la stirata settimanale di ieri sera che non potevo davvero evitare se non mandando Ego a lavorare in pigiama quest'oggi. Infine oggi, saltando di nuovo la pausa pranzo, non sarà di certo una giornata migliore - devo trovare il tempo di fare una capatina al supermercato perchè ormai siamo sprovvisti di tutto e in breve ci ritroveremo a pulirci il sedere con la carta da forno e zuccherare il caffè con l'origano, poi dovrò lavarmi i capelli e chissà cos'altro. Ho però deciso che anche questa settimana le pulizie salteranno, se riuscirò domani pomeriggio darò una lavata ai pavimenti altrimenti neanche quello e buonanotte ai suonatori, un po' perchè ho paura di spezzarmi in due un po' perchè ne sono davvero nauseata. e sono stanca, stanchissima, non ho dormito due notti consecutive, una a causa del piccolo che ha passato la notte ad agitarsi svegliandomi ogni mezz'ora per leccarmi, mordicchiarmi o graffiarmi, quella seguente a causa del male alla schiena e di una tosse magica che si manifestava solo nel momento in cui mi sdraiavo e chiudevo gli occhi. Domenica voglio dormire, dormire, dormire, ho bisogno di riposare il corpo, tenerlo fermo, rispettare i suoi tempi e i suoi modi. sento di averne abusato e lunedì prossimo avrei in programma di scatenarmi un po' al concerto di Biagio. si puo dichiarare formalmente che non è più cosa opinabile che io stia invecchiando.

giovedì 20 novembre 2014

La giostra

non si fermerà più ed è ora che io me ne faccia una ragione e impari a scendere e salire all'evenienza "al volo". La situazione in ufficio non tonerà più quella che era, e se mai dovesse accadere non sarà nulla di buono. Devo farmene una ragione, devo abituarmi a questa nuova condizione, devo tirare fuori dal cilindro tutta l'elasticità che non ho. Devo imparare a fermarmi e prendermi la mia mezz'ora, devo ricordarmi che il momento di calma che aspetto non esiste più, non arriverà, e se proprio non ci riesco devo imparare a farlo a casa con la medesima filosofia. Devo abituarmi ad avere una scrivania cosparsa di fogli, polvere e cenere che ci trovi un accendino o una penna solo a tastoni. Devo abituarmi ad avere la casella postale sempre piena di e-mail contrassegnate o da aprire, dimenticarmi delle mie belle categorie divese per colore. Devo abituarmi a parlare al telefono mentre scrivo un'e-mail e a leggere un'e-mail capendone il significato  mentre nell'ufficio a fianco sta avvendendo la terza guerra mondiale a porte aperte. Devo abituarmi a non avere più il tempo di far nulla che non sia lavoro, pagarmi le bollette da casa, guardarmi le novitè di amazon, leggeri gli spettegolozzi su facebook. 
Mi conforta sapere che sto arrivando al famoso punto di svolta nella mia vita vera, quella fuori da qua dentro. Il decluttering è finito, la pila di panni da stirare occumulati con stasera sarà smaltita, i cambi stagione sono fatti e anche lo smaltimento degli indumenti declutterati è terminato. Ora che ho ben presente di cosa ho bisogno procederò con piccolissimi acquisiti amazon e ikea di contenitori, ceste e separatori per gli interni. Domani pomeriggio conto di fare la pulizia della lavatrice, del ferro per il calcare e del forno generale. Questa domenica sarò sola, Ego partirà per la Germania subito dopo pranzo, avrò un intero pomeriggio e un intera serata solo per me e conto di sistemare le ultime foto al pc ma nient'altro, al massimo darò una pulita ai pavimenti e farò un ragù se poi il lunedì sera sarà confermata la visita di nonna + nipote LaGrande per conoscere il piccolo ma per il resto conto di riposarmi e finalmente proseguire nella lettura di un libro abbondanato a settembre. La prossima settimana non sarà una settimana tranquilla, Ego rientrerà solo martedì sera, serata in cui io sarò a cena con dei fornitori dopo una sfiancante giornata di riunione, mercoledì dovrò stirare e giovedì detartrasi dal dentista ma senza niente d'altro da fare in casa a parte l'ordinario, sarà già tutta un altra vita. Faccio un respiro profondo e penso che dal primo dicembre finalmente si cambia registro, si ricomincia a vivere. arriverò a casa dall'ufficio e se avrò fatto il grosso in pausa pranzo potrò starmene almeno un oretta sul divano prima di preparare a cena, a leggere un libro, o scrivere, o dedicarmi al blog, o giocare con i pelosi, o a fare un po' di creatività. Ci sarà aria di Natale, dovrò fare le prove dei regali che voglio confezionare, procurarmi le cose che mi mancano. Per l'Immaccolata avremo ben due, ripeto due, giorni consecutivi di Ego a casa, ho il concerto di Biagio con la B., poi ci saranno le vacanze di Natale e poi ci sarà capodanno e il nostro viaggetto. Abbiamo prenotato la settimana scorsa, tre giorni a Barcellona. quasi non mi pare vero. è dall'anno scorso ai Santi che non visitiamo una capitale, per non parlare di quanto tempo è che non facciamo una cosa da soli io e lui, senza nemmeno i pelosoni. Faccio un respiro profondo e cerco di ricordarmi che la mia vita è bella, che ho sudato per costruirla esattamente com'è ora ed è arrivato il momento di godermela. che non ha senso lamentarmi che non si vada avanti quando sento di non aver nemmeno ancora succhiato tutto il possibile da quello che ho adesso. Non sono capace di sdraiarmi in mezzo al caos a fare un pisolino, a quasi trent'anni l'ho accettato e ho lavorato perchè quel caos non ci fosse più ed ora ci siamo, ora posso sdraiarmi e ammirare il panorama. l'ufficio non è casa mia, l'ufficio mi sevre solo per riempire il frigo. arrivare al mattino sciatta perchè la notte le mie paranoie sulle norme ADR non trovano conforto fino alle ore beate, non ha un senso. Faccio un respiro profondo. Inshallah.     

martedì 18 novembre 2014

Paparazzate 3

Oggi post fotografico, perchè non c'è miglior modo di raccontarvi cosa combinano questi due qui - e manco il tempo, a dire il vero.








Scrivete anche voi per la Roba da Gatti e venite ad aggiungere il vostro post qui sotto alla faccia di rana!

martedì 11 novembre 2014

Roba da Gatti: Tutto da rifare

Pare un complotto. Umore nero - ma nero davvero, mica per ridere - dolori del ciclo, pioggia incessante. voglia di buttarmi sotto un tir. Questo è il tipo di giorno che l'Omino del Cervello passa a piangere e ulrare battendo pugni sulle mie tempie mio padre è mortoooo anche se fondamentalmente non c'entra una sega con gli ormoni e tantomeno con la pioggia.
Tuttavia è martedì, lo spettacolo deve continuare. e non sta scritto da nessuna parte che la rubrica felina debba essere sempre e solo assolutamente allegra.
Perchè loro sono una cosa meravigliosa, un miracolo per il mio personale modo di interpretare i miracoli, una forza della natura, un motivo che spesso basta e avanza. ma questo sono loro, non loro con noi, non loro con me. Tutto avevo immaginato fuorchè che il problema alla fine diventassi io. Si perchè è così, Ego adora il piccino e lo considera ormai come considera la Gighhi, la Gigghi l'ha ormai accettato, io invece non ci riesco.
E' difficile da spiegare. è un sentimento che sto cercando di elaborare per poterlo gestire ma è nuovo e oscuro e mi fa paura. Adoro quel piccino, ogni volta che lo guardo in quegli occhietti grigi mi si apre il cuore, è puro, pulito, buono. è al mondo da poco più di due mesi, non conosce cattiveria, rancori, delusioni. conosce la pappa, la sorellona nera, il lettone dove gettarsi a nanna tuti insieme, il tappeto verde in cui appisolarsi. quando non riesce a trovare la posizione giusta per dormire inizia a piangere, un pianto che pare lo squittio di un topo, e noi ci spostiamo, sorellona compresa, cercando di farlo stare più comodo e lo accarezziamo finchè si addormenta. io lo chiudo in bagno quando è ora della pappa in modo che non se la scambino e lui aspetta lì composto, quando riapro la porta mi guarda dritto negli occhi ma non è arrabbiato, se lo prendo in braccio mi fa subito le fusa e mi lecca il collo. Non è lui il problema, lui è meraviglioso, sono io che non riesco a provare per lui quello che provo per lei. Come temevo si è perso ogni nostro momento insieme, le coccole dopo pranzo sono ormai un lontano ricordo. mi metto vicino a lei quando lui dorme altrove, lei si prende le coccole ma non mi fa nemmeno più le fusa, poi sistematicamente arriva lui e lei si innervosisce. la cosa che mi fa più male è che lei non dorme neanche più con noi. Non è mai stata un tipo da dormire addosso a noi ma non ha mai mancato l'appuntamento, ai piedi del letto, tutte le notte, cascasse il mondo. Ora sta sul tappetto in entrata davanti alla porta della camera, lui invece mi dorme sulla testa, inutile cercare di dissuaderlo con giochini o coccole da Ego poco più in là. lui dorme solo sulla mia testa dopo aver fatto dieci minuti di pasta nei miei capelli e avermi dato qualche leccatina a un orecchio, altri dieci minuti di fusa che è come aver un vibratore sulla fronte e poi nanna tutta la notte. io non dormo un cazzo perchè è ancora in una fase in cui si sveglia praticamente ogni ora e ripete gli stessi gesti ma non è ovviamente questo il problema. La Gigghi mi manca da morire. Mi mancano le nostre ore da sole in casa magari in totale silenzio, lei che mi guarda e io che faccio cose e di tanto in tanto mi fermo a farle una coccola e lei mi risponde a testatine. mi manca arrivare a casa e inizia a parlare e parlare con lei che mi segue e mi risponde a suoni di miao. mi manca sentirmi chiamare nell'altra stanza, correre a vedere e trovarla lì a pancia all'aria che vuole solo un poì di coccole, mi manca il pisolino sul divano abbracciata a lei che dopo un poì si addormenta e ci svegliamo naso naso. Mi manca e vorrei tanto non aver cambiato le carte in tavola, che erano carte così belle. ovviamente mi sento in colpa nei confornti del piccolo che non fa nulla di male per meritarsi una mamma che non lo vuole. e sto davvero odiando Ego che mi ha spinto a fare questa scelta rovinando una delle poche cose che funzionava benissimo, mi calzava a pennello tanto da sembrarmi cucita addosso. 

Ieri sera ero a pezzi fisicamente e non, mentre quello piccolo mi faceva uno shampo mi sono letta due o tre cose orribili sul rifiuto del secondo figlio post gestazione e poi ho pianto dieci minuti un po' per quell'articolo orrendo, un po per la situazione. 
 Si, è sempre martedì e sto sempre parlando di gatti signori.
Mi auguro che passi in fretta - che la Gigghi torni com'era, che io mi abitui, che la situazione prenda un altra piega, l'importante è che passi.
Mi sento la peggio non solo madre ma anche persona sulla faccia della terra.
Scrivete anche voi per la Rubrica Felina... un aneddotto, una foto, o a questo punto, una paranoia - e non dimenticate di aggiungere il vostro post qui sotto alla faccia di rana!

venerdì 7 novembre 2014

Pare

che questo sia l'unico ambito nel quale non riesco a fare le cose come dico io. Non raggiungo gli obbiettivi che mi pongo, non rispetto i propositi, non mantengo le promesse. Perchè alla fine a colpi di cornate, in barba ai lividi, io arrivo sempre dove voglio arrivare ed è una delle poche cose che di me non cambierei. sono così dal giorno in cui ho fatto il salto da bambina complessata ad adolescente problematica e propabilmente lo sarò sempre, aggiungendo pezzetti di razionalità che grazie al cielo la maturità regala. Qui non riesco. questo è il mio spazio di procrastinazione, di domani è un altro giorno, di c'è tempo - e questi tutti concetti che mi danno l'orticaria, che cozzano terribilmente con i mio modo di essere. Ormai sono mesi che è così, eppure oggi in particolare mi girano come eliche perchè è venerdì, la collega a fianco che da quando ci stiamo simpatiche - dal giorno in cui dopo otto anni di collegame le ho detto allora mia cara managerdistacip...: o ci stiamo simpatiche e prendiamo il caffè assime o siamo in rivalità e appena c'è l'occasione lo mettiamo una nel didietro all'altra, ma così a giorni alterni no, non mi sta bene. decidi se mi ami o mi odi, prendi una posizione e mantienila che se tu sei bipolare io no, ho tanti difetti ma questo mi manca. e lei ha evidentemente scelto la prima opzione - ogni mezz'ora ha un chiacchericcio da intavolare, il capo è in giro, non ho scadenze, eppure ho accumulato una serie di cose come campioni e fogli sparsi per l'ufficio ma anche file nel desktop e se non lo faccio oggi os che rimarranno lì per almeno un altra settimana e io - torniamo al punto di partenza - non ci riesco a stare nel disordine o con qualcosa che so di dover/voler fare senza farlo. Va a finire sempre così, la priorità ce l'ha sempre qualcos'altro, e mica sempre solo cose lavorative che avrebbe almeno un senso, finisce che mi tengo cose che vorrei scrivere, mi perdo scritti importanti, tralascio pezzi, progetti, idee. E' assurdo che sia più di una anno ormai che il settanta per cento dei miei crucci ed è dedicato ad una certa questione e a colpi di due/tre post a settimana io in quest'anno non ne abbia mai parlato. mai. perchè? perchè lo voglio fare bene, perchè ho voluto partire dall'alba dei tempi... e poi? poi mi sono arenata come una cozza perchè sono cose che richiedono tempo che non ho, concentrazione, e spesso e volentieri anche una buona dose di dolore che quando sei già a pezzi non è proprio l'ideale. Oggi va così, mi sono svegliata con il lamentone libero. Sarà che questa settimana me l'aspettavo diversa, pensavo di finire il decluttering, smaltire tutta la pila dei panni da stirare, liberarmi di un fardello mentale andando dall'avvocato... Invece è successo che mercoledì sera pastrugnando la pelosa abbiamo scoperto una pallina in mezzo alle scapole dove ha fatto il vaccino, abbiamo chiamato il veterinario che è poi venuto ieri sera a vederla. nonostante già il telefono lui ci abbia rassicurato io ormai ero partita per la mia starda del tumore incurabile, sono andata iperventilazione e ho pianto fino all'una di notte. Ieri dato che doveva venire lui a casa, ho dato una parvenza di pulizia e ordine quindi ho perso tempo per iniziare a stirare, lui è rimasto venti minuti buoni al termine dei quali come per magia è comparso Ego in uno straordinario seppur mal riuscito tentativo di arrivare entro l'orario d'arrivo del veterinario. per cui ho stirato niente, e la pila è sempre lì, la prossima settimana devo tassativamente darmi al cambio stagione, non posso proprio più rimandare, non ero mai arrivata a metà novembre con ancora addosso i vestiti di mezza stagione e gli shorts nell'armadio. e aldilà dell'estetica inizio ad avere anche un discreto freddo - questo siginifica che quella roba la stirerò non si sa quando, forse per Natale. Il Vet comunque si ritiene piuttosto certo che sia una reazione al vaccino che si riassorbirà in qualche settimana, io di lui mi fido davvero ma non sarò tranquilla finchè non vedrò che quella pallina non c'è più e mi sento vittima di ingiustizia divina perchè puttanatroiatutteanoi. Dall'avvocato ci sono andata ma, ormai dovrei saperlo eppure ogni volta cado dal pero, cose semplici nella mia vita mai... quindi non mi sono tolta alcun fardello mentale andandoci, semplicmente il fardello è mutato come ogni volta, si è evoluto, ha assunto altre sembianze ma è lì e lo sarò sicuramente fino al termine di tutta questa cosa e si parla di anni, non di mesi. Il weekend non sarà tanto meglio, domani da sola e pulirò tutto il giorno, i miei mobili ad oggi son grigi e non più venghè. Domenica invece andremo al pranzo per il compleanno di mia madre, in un ristorante in inculandia con amici e parenti, e al solo pensiero sfioro l'attacco epilettico. non so nemmeno perchè ho accettato di andare, il ragionamento con Ego è stato quello che se non fossimo andati sarei passata per l'ennesima volta come la stronza della situazione agli occhi di tutti, sopratutto degli amici e non parenti che non conoscono la situazione. facile ragionare così venti giorni prima, poi quando mancano poche ore ogni ratiocinio scompare e pensi solo limortaccimia che non ho detto che andavao a sciare - mai sciato in vita mia ma la carta dell'influenza l'ho già giocata una volta.
Tra pochi minuti Ego dovrebbe partire dall'ufficio per andare a casa, prendere il piccino con annesso campione di cacca, aspettare che arrivi io alle dodici e insieme andremo al primo controllo del piccolo per visita generale, libretto sanitario, controllo feci e primo vaccino. poi pranzeremo insieme, cosa che essendo molto rara dovrebbe farmi felice, invece oggi non ne ho proprio voglia perchè quando sono di questo umore già mi do fastidio da sola. Tra l'altro sento che stiamo già rientrando in fase insoddisfazione lavorativa - tre mesi del nuovo lavoro, entusiasmo sfumato, primi battibecchi con i responsabili, prime fuffe che si sgonfiano lasciando spazio alla normale realtà di ogni posto lavorativo con i suoi pregi e i suoi difetti ed ecco che mi ritorna L'Ego scassacazzo, logorroico, umorale, pessimista. A volte mi chiedo perchè non mi sono trovata un uomo semplice, tipo il Tonno, il marito di miacuginanevrotica. operaio su tre turni da tutta la vita, arriva a casa, si fa la doccia e sceglie se andare a fare aperitivo con gli amici al bar o a portare a fare un giro un qualche figlio o aiutare lei a casa, in base a che ora sia e a cosa chieda lei. risponde ai comandi, butta l'immondizia, svuota la lavastoviglie, porta tutti i mesi lo stesso giorno lo stesso stipendio a casa, prende ferie e permessi in base alle visite mediche dei bambini e sta in mutua due settimane se ha il raffreddore. se si lamenta eventualmente gli dai un birra fresca di frigo in mano e la risolvi. chissà come sarebbe la mia vita se avessi trovato un uomo così.

martedì 4 novembre 2014

Roba da Gatti: Vi presento il Gigatto - quello maschio

Non so se sono più incazzata per il raffreddore/mal d'orecchie/mal di gola proprio a una settimana dai miei due giorni di ferie e a due dalla mia finta mutua così da non potermene stare a casa sotto una coperta. o perchè per una volta che mi decido a fare la figa e comprare due libri su Amazon invece di andare alla Feltrinelli ad annusare la carta mi si sminkia tutto sul più bello e non riesco a cambiare inidirizzo di spedizione - ergo non ho idea di come ritirerò il pacco. oppure perchè ieri mi sono poco bonariamente mandata a quel paese con il mio capo o perchè aspettiamo lo stipendio da venti giorni o perchè piove a secchiate.

L'appuntamento felino di oggi mi solleverà dall'inquietudine (?)
Ci siamo, nonostante le notti insonni a rifletterci su, la mia fantasia non è stata in grado di produrre altro che quanto segue: il nuovo arrivato è maschio, la Gigghi è femmina, per cui saranno semplicemente il Ggatto e la Ggatta. Vi prego di essere buoni nei commenti e vi ricordo che io son quella che è stata sei mesi con non ho ancora deciso come titolo del blog. ho tanti pregi ma la fantasia non è uno di questi. e ancora una volta vi voglio rassicurare sul fatto che il nome vero è molto più bello di così, in particolare questo è bellissimo perchè è in onore del mio papà - non l'ho chiamato Giuseppe, per esempio, ma una versione ironica e abbreviata del nome di mio papà che a lui piaceva molto.

Le cose stanno così: a una settimana ieri che il piccino è con noi, lui e la Gigghi sono inseparabili. E giuro che non sto esagerando. Ancora non li ho trovati a dormire insieme, che ho letto sia l'apice della simbiosi tra felini, per adesso ognuno dorme per i fatti suoi ma appena uno si sveglia va a svegliare l'altro e mentre sono svegli non si separano mai, quando per osservare insieme qualcosa, quando per giocare, quando per fare baruffe. Quando è entrato dalla porta di casa nel trasportino, la pelosa non se n'è subito accorta. dopo qualche minuto lui ha iniziato a miagolare - ha una vocina talmente flebile che pare lo squittio di un topo - da in mezzo alla stanza dove lo avevamo posato, a quel punto la Gigghi ha capito e senza avvicinarsi troppo ha iniziato a soffiargli. Lo abbiamo poi messo subito in bagno per dargli un po' di tregua dopo il viaggio di tre ore, ha fatto la pappa, bevuto un po' d'acqua e io l'ho preso in braccio per la prima volta... mi ha fatto subito un sacco di fusa, non so se sia perchè è ancora piccino o è un socievole di carattere, lo scopriremo man mano che cresce, era un pochino spaventato e scombussolato e si è preso tutte le care e i bacini che gli davo impazzita d'amore. Noi abbiamo cenato e poi abbiamo iniziato le prove... dato che La Gigghi si è nascosta nell'armadio, suo luogo prediletto ogni volta che qualcosa le fa paura o non le va a genio, abbiamo messo lui sul letto di fronte, prima nel trasportino e poi libero di scorazzare. lei è rimasta lì e ogni volta che lui si avvicinava un po' di più gli soffiava. Quello che però mi ha stupito è che non sembrava avercela con noi, ci guardava e comunicava a suo modo una sorta di scazzo, tipo ma che cazz è sta roba dai ma non era arrabbiata. Quella notte poi io e lei abbiamo dormito in camera mentre Ego ha dormito con il cucciolo in salotto. si sono incrociati due volte quella sera ed entrambe lei ha provato a picchiarlo di brutto, lui immobile. E' stato affascinante questo processo, da quando poi lei ha capito che lui non reagiva non ha più provato a picchiarlo ma gli andava a pochi cm dal muso a soffiare e fare versi gutturali spaventosi, lui si appiattiva al suolo e rimaneva completamente immobile. Mi hanno spiegato che lei affermava la sua supremazia sul territorio e lui gli dimostrava la sua sottomissione totale. I due giorni seguenti in cui io sono stata a casa con loro sono stati tutti così, ogni tanto chiudevo lui in bagno per dare a entrambi un po' di tregua anche se in reltà lui non pareva risentirne affatto, giocava, correva, saltava e sopratutto mangiava senza problemi. lei invece non ha mangiato per tre giorni e stavo iniziando a preoccuparmi, mi chiedeva la pappa ma poi non la mangiava perchè non era tranquilla a stare di spalle, doveva continuamente vedere dove fosse lui e cosa facesse, pure se era chiuso in un altra stanza. Giovedì quando sono rientrata in ufficio lei gli soffiava ancora ogni tanto quindi al mattino li ho lasciati separati, al pomeriggio invece ho provato a lasciarli insieme e sono arrivata a casa alle diciassette con il terrore di trovarmi lui a brandelli...  invece con mia grande gioia da quel momento non ho mai più sentito lei soffiare o rantolare e da lì è stato tutto in discesa. Si attaccano di continuo, ora lui reagisce eccome, ma è evidente che giochino anche se secondo me qualche morso ben dato ogni tanto ci scappa sopratutto da parte di lui che ha i dentini affilatissimi - io sono piena di buchi e graffi che pare la notte pratichi bondage estremo. Ma la cosa che fanno di più in assoluto è sleccazzarsi l'un l'altro, sopratutto la Gigghi lo va a cercare proprio per lavarlo e se lui non ne ha voglia lo placca con una zampa intorno al collo e gli fa una toiletta completa, è fissata sopratutto con le orecchie. Sabato sera lo ha fatto addormentare a forza di leccatine e poi lo ha mollato lì sul tappeto a dormire e si è andata a fare un giro sul tirgraffi bella tranquilla. posso affermare che è andata veramente alla grande. ovviamente non abbiamo seguito nessun procedimento di inserimento che potevo pure evitare di leggermi articoli di trentadue pagine a riguardo che tanto Ego le cose le fa così, ad cazzum. eppure il risultato dopo una sola settimana mi pare eccellente, fatico davvero a credere che la mia pelosa tignosa, viziata, nervolitica e per niente incline ai contatti sociali abbia così ben preso l'arrivo di un nuovo membro della famiglia. La sua bontà nel condivivedere tutto con lui mi ha spiazzato. Se lui tenta di mangiare dalla sua ciotola mentre lei sta mangiando, lei lo guarda un po' così come si guardano i cagazzo, poi si sposta e inizia a mangiare da un altra angolazione in modo che ci stia anche lui. Stamattina Ego mi ha raccontato che le ha dato la sua pappa sul ripiano della cucina mentre a lui sul suo vassoietto a terra, lui ha finito prima di lei e ha iniziato a tentare un arrampicata sul forno per raggiungerla - è uno dei pochi posti sul quale ancora non riesce a salire - lei lo guardava e dopo un po' ha buttato giù il piattino con una zampata ed è scesa a terra a ha finito di mangiare con lui. Mi commuovo di continuo mentre scopro questo lato di lei che mai avrei pensato avesse, orgogliosa come se glielo avessi insegnato io. Nonostante tutto ciò io conitnuo a sostenere che lei non sia felice, che lo acetti perchè è lì, ma che stesse tanto bene prima. Ego mi dice di farmi furba che se così fosse non lo avrebbe preso così bene... ma le paranoie le affroniamo martedì prossimo con un'altra settimana da analizzare. Ora vi lascio una carrellata di foto del Ggatto che in foto non rende davvero quanto sia piccolino. lui sta palesemente bene, mangia tutto quello che trova senza fare complimenti, sbevacchia lavandosi tutto, corre dietro a qualsiasi cosa trovi a terra, ruba fazzoletti a tradimento e se li porta in giro inciampandoci dentro e sopratutto fa grasse dormite in ogni dove ma preferisce anche lui Ego a me per le coccole, come la Gigghi da piccola - sarò spigolosa?!





 

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Scrivete anche voi per la Rubrica Felina del martedì! Basta anche solo una foto o un'aneddoto dei vostri pelosi, poi venite ad aggiungere il vostro post alla faccia di rana qui sotto!


venerdì 31 ottobre 2014

Chiedo venia

a banda larga per aver allarmato mezza blogosfera e avervi poi lasciato così... a immaginare che la Gigghi si fosse mangiato il piccino o che si fosse talmente sdegnata della novità da far fagotto delle sue palline piumate e dei suoi croccanti coniglio e ginseng e essersene andata di casa.
Niente di tutto ciò è accaduto, ogni tanto anche io posso dire che ABBIAMO AVUTO UN GRAN CULO.
E' il momento delle presentazioni ufficiali:





Lui è il nuovo membro della Gfamiglia, rumore della Gcasa, tormento del Ggatto, anch'esso ovviamento Ggatto. 
Urge trovargli il suo nome da blog.
Non pastrugnarlo di coccole, grattini e bacini noncurante della Gigghi che ti guarda con quella faccia del iotivedo, è stato davvero davvero davvero difficile.
Lui è peloso, nel senso più peloso del termine, è color argento con occhi color argento, ha una vocina che ti scioglie anche l'ultimo remoto anfratto nel cuore, ed è un pazzo scalmato degno della famiglia.
Tutti i dettagli arriveranno martedì in una mega puntatone della rubrica felina - google: come creare odience nel tuo blog.
Non sono stata impegnatissima a dividerli mentre si menano come se non ci fosse un domani, anche se a tratti ce n'è stato bisogno, semplicemente mi sono data un gran da fare. pensavate mica che approfittassi di due giorni a casa per stare in panciolle e coccolare i pelosi, che poi è il motivo per cui ho preso ferie? figuratevi, ne ho approfittato per fare il cambio stagione delle scarpe e proseguire con il decluttering di tutta casa e poi ieri l'ansia del capo non mi ha peresso di respirare nemmeno mezz'ora. 
La Gigghi sta bene ma è ancora tanto scombussolata e non si comporta in maniera naturale, spero che per martedì quando racconterò il tutto le cose saranno già abbastanza rientrate alla normalità.

Quest'anno il cambio stagione delle scarpe è stato davvero indolore, nell'ultimo avevo fatto una grande cernita che mi ha permesso di fare fuori sole due paia di sandalini questa volta - uno perchè ammuffito e comunque decennale e un altro perchè vecchio che stava in piedi per miracolo. Devo riuscire a migliorare solo nei tempi, quello che ogni volta mi frega e che prima di riporle devo pulire tutte le scarpe estive che ho utilizzato e aspettare poi che asciughino per bene prima di andare a nasconderle in inculandia per non ritrovarmi ogni volta qualcosa con la muffa. l'ideale sarebbe che a fine stagione le pulissi man mano che decido di non metterle più, cosa assai difficile dato che capitano sempre quei venti giorni di clima altalenante in cui alterno lo stivaletto di mezza stagione ad ancora il sandalo. Giovedì invece mi sono data ai comodini e ho finito il beneddeto ordine della bigiotteria... il mio obbiettivo era liberare un un cassetto per ogni comodino con l'intento di destinarlo ai pigiami come facevano le nonne, liberando così due ripiani dell'armadio che ne ha sempre un gran bisogno. In quello di Ego ci sono riuscita, nel mio purtroppo no. mi fregano i ricordi, ho due scatole di biglietti - non passati, quelli li ho già nascosti in scatole e inculati nella parte superiore dello sgabuzzino, in queste metto quelli che mi arrivano in tempo reale. una è solo per quelli di Ego che fino a qualche tempo fa me ne faceva spesso, anche solo un post-it sul caffè la mattina e menomale che li ho conservati tutti perchè adesso non se ne vedono da un bel po'..., l'altra per tutti gli altri. crema per le mani, dispenser di fazzoletti, libro, due cofanetti con i bijoux che a vista non voglio lasciare e due cassetti sono andati. sono soddisfatta lo stesso però, perchè ho buttato un scco di ciarpame. alla faccia del fatto che mesi fa scrivevo io non ho bisogno di fare decluttering, tengo sempre solo l'essenziale e sticazzi, avevamo pure custodie vuote di cose buttate e annessi cartellini e scontrini. Sono riuscita anche ad arrivare a buon punto con salottto/cucina, anche lì buttando parecchia roba inutile, e sopratutto pulendo bene dentro pensili e e cassetti che altrimenti è una cosa che non farei mai. qui l'obbiettivo è ricavare più spazio per la dispensa di cibame dato che l'attuale è sacrificato dalle pappe della Gigghi e che ora essendo in due sarà ancora di più, e uno spazio per la mia miscellania creativa che un giorno poi faccio. Obbiettivo quasi raggiunto, mi bastano un paio d'ore che spero di ricavare la porssima settimana. Quel giorno tra l'altro mi sono svegliata alle otto come tutti i giorni lavorativi (lo so, è tardi, sono una privilegiata, non odiatemi) ho fatto colazione, ho riordinato, ho aspirato e lavato tutti i pavimenti, ho portato di sotto dell'immondizia e delle cose in garage, ho pulito lavandino e fornelli e alle undici arrivava a trovarmi la collega amica D. per conoscere il nuovo peloso in un ambiente apparentemente splendido splendente. e per me vi assicuro che questo è tanta roba, come si suol dire. In buona sostanza, oggi sono davvero serena. l'arrivo della new entry mi ha fatto stare più in ansia di quanto me ne rendessi conto, ieri che si è capito che le cose stanno andando bene ho avuto uno scarico di nervi pazzesco ed ora mi sento di nuovo carica e ben diposta a fare - per dirlo alla Renziana. Per la prossima settimana voglio finire il decluttering, andare dall'avvocato e almeno a uno dei tre appuntamenti dal dentista, fare almeno due sessioni di stiro in modo da riazzerare la montagna e poi nel fine settimana ripulire tutta casa che son di nuovo due settimane che non faccio le cose per bene. così da quella seguente potrò dedicarmi al cambio stagione dei vestiti che fatto a colpi di un ora al giorno è sempre un epopea interminabile. 
Oggi sono concentrata solo sul weekend... che suonino le trombe, Ego a casa sabato e domenica. programma? stare in morbidezza... tuta e ciabatte, quarant'otto ore, mangiare tante schifezze, fare la pizza e i ravioli insieme, guardare tanti film sul divano, fare tante coccole ai pelosi. quindi, come diceva mio padre buon allouino. se non avete idee su come passarlo, imitateci.

lunedì 27 ottobre 2014

Il grande giorno è arrivato.

Stasera Ego farà il suo ritorno con il piccolo peloso al seguito che spero non soffrirà il viaggio. Quando ad anni nove sono andata con mio padre a prendere la mia prima gattina, ho pianto per tutto il viaggio di ritorno per averla separata dalla sua mamma e quando mio padre nel tentativo di consolarmi mi ha detto che la mamma era morta, ho pianto cinque volte di più. lacrime a parte, non è che adesso il mio modo di ragionare sia molto cambiato. sarà che conosco bene la mancanza di una figura materna, in questo momento più che mai, quando abbiamo preso la Gigghi l'anno scorso ci ho pensato a lungo sentendomi una merdaccia. lei viveva proprio con la mamma e i fratellini, lui invece che una mamma non ce l'ha sarà attaccatissimo ai fratellini da cui lo separo quindi la canzone non cambia. Avevo messo in conto che oggi avrei provato sentimenti di un certo spessore ma avevo previsto soltanto quelli verso la Gigghi. Riassumendo: mi sento in colpa verso di lei perchè le faccio entrare in casa questo sconosciuto, spezzando i suoi equilibri felici, mi sento in colpa verso di lui perchè lo tolgo da un posto in cui ora sta bene per portarlo da una che non lo vuole e perchè non gli ho preparato niente. Sua sorella quando è arrivata ha trovato tante ciotole colorate, vassoietto per poter sporcare quanto voleva, due copertine solo sue, tanti giochini e un lettino caldo. per lui c'è giusto la pappa e la lettiera, tutto il resto ce n'è già abbstanza di sua sorella ma questo non è giusto. almeno una cuccetta avrei dovuto prenderla, sono stata egoista, ho pensato solo a casa mia che tra un po' con tutta sta roba non si cammina più, e me ne sono fregata di lui. Arriverà dopo essere stato strappato ai suoi fratellini da uno sconosciuto e aver affrontato un viaggio di tre ore dietro alle sbarre e non torverà nemmeno un luogo caldo in cui riposarsi e sentirsi al sicuro. sono una merda. e da ieri, dopo mesi e mesi che non la guardava di striscio, lo giuro che mi si fulmini all'istante se non è vero, la Gigghi ha ripreso a dormire nella sua cuccia. mivienedapiangere. Mi ero detta che avrei comprato oggi le lettiere, e al petshop avrei anche potuto rimediare con una cuccetta in calcio d'angolo anche se ne ha sempre di bruttissime e carissime, e ovviamente oggi il pet shop è chiuso. come tutti i lunedì. sono sempre lì dentro e cosa mi dimentico? la lettiera proprio nel giorno in cui lui arriva, mi sembra fantascienza. e sono solita a fare di queste cose, organizzo maniacalmente pure la depilazione delle ascielle e poi mi faccio di sti strafalcioni allucinanti su cose di fondamentale importanza. Tranquilli, non lo farò cagare per terra, rimedierò una lettiera che non è quella che piace a me al supermercato. ma non era così che doveva andare, e menomale che non faccio figli.

Avevo giusto giusto dichiarato che andare dalla psicologa non mi serviva a una mazza e sabato mi ha letteralmente sviscerato in un ora e venti che mi è sembrata una giornata intera. Era una giornata particolare perchè Ego non si è riuscito a svegliare e con mia grande sorpresa ha deciso che non sarebbe andato a lavorare l'intera giornata. Siamo andati a fare colazione, mi ha accompagnato dalla psicologa, è andato ad aspirare la mia macchina da un distributore mentre io ero in seduta e poi siamo andati a pranzo in un centro commerciale lì vicino, abbiamo passato il pomeriggio tra i negozi e lui si è speso il suo regalo di compleanno in shopping. Ero di buon umore, mi sembrava una giornata di festa, ero ben disposta a parlare e fortemente consapevole del mio stato d'animo, le ho detto un sacco di cose che normalmente mi dimentico di dirle - perchè non viaggio più col taqquino dei pensieri come una volta che arrivavo lì, srotolavo il papiro e lei si metteva le mani nei capelli. So che è così che deve essere ma è come si mi avessero sezionato e mi sento ancora tutta dolorante dopo due giorni. abbiamo preso appuntamento di nuovo per questo sabato anche se è festa, aveva posto solo alle cinque e io già so che lo cancellerò perchè Ego è a casa e a meno che non mi convinca lui dicendomi che vuole fare un qualche giro da qualche parte in quella zona so' già che con la scusa del desiderio pantofolaio di voler stare a casa tranquilli mi convincerò che far passare due settimane non cambierà niente... e poi sarò punto a capo. E' stato davvero un weekend pieno di roba, sabato poi siamo ancora andati a cena al ristorante arabo con la coppia amica e dopo al cinema a vedere The Judge - che, a meno che non abbiate anche voi perso un genitore negli ultimi anni, ve lo consiglio - domenica mattina alzati presto, raggiunto il paese dei suoceri, fermati a cercare un regalo per il cognato, pranzo dei suoceri per il compleanno del cognato, giro in due negozi diversi in cerca di una nuova cesta della biancheria che non ho trovato e poi finalmente a casa all'alba delle sedici. Praticamente la pelosa non ci ha visto due giorni e poi Ego è partito alle venti e trenta per Verona, proprio quello che ci voleva in vista dell'evento di oggi. quasi niente va mai come lo pianifico, però a volte non è così male. Incrociate ditine e zampette per noi questa sera, che tra un po' di tempo mi piacerebbe tanto cantare In quattro si sta beeeneee - ma il balletto dei Cesaroni lo faccio solo in privè con la pelosa che mi guarda sconvolta dall'alto del tiragraffi.

venerdì 24 ottobre 2014

Questa volta credo

di aver proprio fatto il passo più lungo della gamba. 
perchè sono una signora e non voglio scrivere che ho pisciato fuori dal vaso.
Ho il vizio di attribuire tutte le decisioni cazzare che prendo a Ego, ma non è esattamente così. 
Lui riesce a condurmi sempre nella direzione che più gli aggrada e lo fa con grande classe perchè riesce a non farmene accorgere finchè la frittata non è fatta. d'altronde è un venditore. mi sono innamorata di lui proprio per questo, perchè è stata la prima persona che ho incontrato capace di smuovere le mie montagne interiori. Sono sempre stata irremovibile sulle mie scelte e i miei desideri, non ne discutevo nemmeno e guai a chiedermi di farlo che partiva un arrogante non ho chiesto il tuo parere. Il mio primo fatti i cazzi tuoi l'ho sputato verso i sei anni di vita in vacanza al mare con miacuginanevrotica in visita da noi che nonostante avesse abbastanza anni in più da poter ridere di una bambina scaltra, è stata così infantile da tenermi il broncio per un bel po' ed è per questo che me lo ricordo. Mio padre era l'uncica persona con cui mettevo a tavolino i miei argomenti ma lo facevo per la ragione opposta, per avere le sue rassicurazioni, per sentirmi dire da lui che era la cosa giusta da fare e vedere eclissarsi così ogni mio ultimo dubbio. nemmeno lui è mai riuscito, le poche volte che ci ha provato, a farmi cambiare idea su qualcosa. Ego è arrivato e ha cambiato le carte in tavola, con la sua caparbietà nell'insistere davanti a un muro di cemento armato, con la sua pazienza mai arrendevole di vedermi tornare sui miei passi senza imporsi e mi ha insegnato che se ogni tanto lasciavo le redini della mia vita a quacun'altro, a qualcos'altro o semplicemente alla vita stessa non implodevo nel mio corpo vittima di autocombustione. 
Ecco, il punto è che ora si sta un tantino esagerando. Sedersi su gli allori, come si suol dire. 
Non avendo più le linee sicure e confortanti che tracciava mio padre con il suo atteggiamento maternopaterno, di punto in bianco i miei dubbi rimangono dubbi, che crescono ad un ritmo esasperato e diventano giganti. impererò, come tutti quelli che hanno perso i gentitori relativamente anzitempo, a gestire questa cosa e magari a darmi da sola confortanti pacche sulla spalla di rassicurazione. Il problema è che, in questo stato confusionale di insicurezza emotiva, ora tendo a procrastinare e poi succede che qualcun'altro o qualcos'altro decide per me. 
Il punto è che mi sento un attimo sovraccarica in questo momento. Un attimino appesantita, senza aria e possibilità di fuga. e so che questo concentrarsi di cose nello stesso periodo è dovuto al fatto che non ho deciso io, perchè io non lo avrei mai permesso. Ego è capace di instradare mille progetti, partorire diverse idee, tenere in piedi più rapporti e contatti e farsi una partita alla playstation ogni tanto, con i suoi orari invivibili e il suo addormentarsi appena si poggia a una sedia come i lattanti. poi, dal mio punto di vista, fa tutto ma lo fa male, ma questa è un'altra questione. Questa roba non è frutto del mio modo di vivere ma è palese che sia del suo. Nella pratica - da pochi mesi abbiamo concluso che iniziamo ad avere una certa. i trenta son qui che lampeggiano sornioni, vogliamo sposarci e poi comprarci una casa. robe non da nulla, robe per la vita, che per carità, c'è anche chi le fa a cuor leggero in quattro e quattr'otto ma non è esattamente il mio stile, ormai lo avrete capito. Ecco, dando priorità all'eventuale matrimonio, io lo vorrei organizzare con la calma e la concetrazione degna di un evento che sperò sarà unico nella sua categoria e che sogno da quando son bambina. questo per una folle perfezionista maniaca del dettaglio significa avere non dico un anno, anche perchè forse per me sarebbe controprudecente - troppo tempo per cambiare idea troppe volte - ma almeno una serie di mesi in cui faccio solo quello, niente d'altro. e sopratutto ci vuole che io sia in forma, che stia bene. Ai limiti dell'umanità, è ovvio, perchè lo so che tanto certe cose non le puoi prevedere e lo so che tanto qualcosa c'è sempre e di certo non si puo pensare di non vivere un anno per organizzare un singolo giorno, ma la mania del controllo è una patologia vera, me ne sono fatta una ragione ormai tanto tempo fa e la gestisco come posso. Ecco, facciamo finta che noi lo vogliamo fare il prossimo anno verso luglio. siamo a novembre, per le prossime due/tre settimane dovrò cercare di schizzare a casa ogni sera dopo l'ufficio per non lasciare da soli i due pelosi che ancora non sappiamo quando come e se staranno insieme in una sorta di civile convivenza. Si farà dicembre in men che non si dica, e nel mentre ci sono altre cose di cui mi devo necessariamente occupare. ho finito le mascherine dall'apparecchio da ormai più di un mese e continuo a viaggiare con gli attachment stile robocop perchè per concludere dovrei andare dal dentista per un minimo di tre appuntamenti dolorosi e lunghi. Devo ricominciare con il trantran degli avvocati altrimenti la storia infinita del famoso portone che non sono ancora arrivata a raccontarre non vedrà mai davvero la sua fine. Vorrei dedicarmi ad altre piccole migliorie di me stessa, niente di trascendentale ma mi sono trascurata tantissimo negli ultimi anni e ora che ho due soldi lascitimi da mio padre vorrei andarmi a fare almeno due o tre controlli che ho sempre posticipato. Il matrimonio è il collo di bottiglia della questione, ma anche escludendolo rimane il fatto che non ha senso il periodo che mi si sta intavolando davanti nello stato d'animo in cui sono - che in parole povere è quello di una che ha l'impressione di star correndo senza fiato inseguita da qualcuno da un anno e mezzo e non desidererebbe fare altro che fermarsi. A volte credo di non volere bene quanto basta a me stessa, perchè se così fosse mi sarei impegnata a ricavarmi ciò di cui penso necessitare, avrei azzerato l'agenda, smesso di fare qualsiasi cosa, limitandomi alle prime necessità quali andare a lavorare e proacciare cibo per la cena e poi avrei ripreso a vivere solo il giorno in cui ne avrei avuto basta. magari mi sarei accorta che non era vero che ne avevo bisogno, che stava tutto nella mia testa, e avrei ricominciato a camminare. Che sia la volta buona per imparare che devo riprendere da me l'amministrazione dell'omino del cervello? Conferma la mia tesi, se non ti decidi a far qualcosa che devi fare, qualcun'altro o qualcos'altro, lo deciderà per te.