Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

venerdì 31 ottobre 2014

Chiedo venia

a banda larga per aver allarmato mezza blogosfera e avervi poi lasciato così... a immaginare che la Gigghi si fosse mangiato il piccino o che si fosse talmente sdegnata della novità da far fagotto delle sue palline piumate e dei suoi croccanti coniglio e ginseng e essersene andata di casa.
Niente di tutto ciò è accaduto, ogni tanto anche io posso dire che ABBIAMO AVUTO UN GRAN CULO.
E' il momento delle presentazioni ufficiali:





Lui è il nuovo membro della Gfamiglia, rumore della Gcasa, tormento del Ggatto, anch'esso ovviamento Ggatto. 
Urge trovargli il suo nome da blog.
Non pastrugnarlo di coccole, grattini e bacini noncurante della Gigghi che ti guarda con quella faccia del iotivedo, è stato davvero davvero davvero difficile.
Lui è peloso, nel senso più peloso del termine, è color argento con occhi color argento, ha una vocina che ti scioglie anche l'ultimo remoto anfratto nel cuore, ed è un pazzo scalmato degno della famiglia.
Tutti i dettagli arriveranno martedì in una mega puntatone della rubrica felina - google: come creare odience nel tuo blog.
Non sono stata impegnatissima a dividerli mentre si menano come se non ci fosse un domani, anche se a tratti ce n'è stato bisogno, semplicemente mi sono data un gran da fare. pensavate mica che approfittassi di due giorni a casa per stare in panciolle e coccolare i pelosi, che poi è il motivo per cui ho preso ferie? figuratevi, ne ho approfittato per fare il cambio stagione delle scarpe e proseguire con il decluttering di tutta casa e poi ieri l'ansia del capo non mi ha peresso di respirare nemmeno mezz'ora. 
La Gigghi sta bene ma è ancora tanto scombussolata e non si comporta in maniera naturale, spero che per martedì quando racconterò il tutto le cose saranno già abbastanza rientrate alla normalità.

Quest'anno il cambio stagione delle scarpe è stato davvero indolore, nell'ultimo avevo fatto una grande cernita che mi ha permesso di fare fuori sole due paia di sandalini questa volta - uno perchè ammuffito e comunque decennale e un altro perchè vecchio che stava in piedi per miracolo. Devo riuscire a migliorare solo nei tempi, quello che ogni volta mi frega e che prima di riporle devo pulire tutte le scarpe estive che ho utilizzato e aspettare poi che asciughino per bene prima di andare a nasconderle in inculandia per non ritrovarmi ogni volta qualcosa con la muffa. l'ideale sarebbe che a fine stagione le pulissi man mano che decido di non metterle più, cosa assai difficile dato che capitano sempre quei venti giorni di clima altalenante in cui alterno lo stivaletto di mezza stagione ad ancora il sandalo. Giovedì invece mi sono data ai comodini e ho finito il beneddeto ordine della bigiotteria... il mio obbiettivo era liberare un un cassetto per ogni comodino con l'intento di destinarlo ai pigiami come facevano le nonne, liberando così due ripiani dell'armadio che ne ha sempre un gran bisogno. In quello di Ego ci sono riuscita, nel mio purtroppo no. mi fregano i ricordi, ho due scatole di biglietti - non passati, quelli li ho già nascosti in scatole e inculati nella parte superiore dello sgabuzzino, in queste metto quelli che mi arrivano in tempo reale. una è solo per quelli di Ego che fino a qualche tempo fa me ne faceva spesso, anche solo un post-it sul caffè la mattina e menomale che li ho conservati tutti perchè adesso non se ne vedono da un bel po'..., l'altra per tutti gli altri. crema per le mani, dispenser di fazzoletti, libro, due cofanetti con i bijoux che a vista non voglio lasciare e due cassetti sono andati. sono soddisfatta lo stesso però, perchè ho buttato un scco di ciarpame. alla faccia del fatto che mesi fa scrivevo io non ho bisogno di fare decluttering, tengo sempre solo l'essenziale e sticazzi, avevamo pure custodie vuote di cose buttate e annessi cartellini e scontrini. Sono riuscita anche ad arrivare a buon punto con salottto/cucina, anche lì buttando parecchia roba inutile, e sopratutto pulendo bene dentro pensili e e cassetti che altrimenti è una cosa che non farei mai. qui l'obbiettivo è ricavare più spazio per la dispensa di cibame dato che l'attuale è sacrificato dalle pappe della Gigghi e che ora essendo in due sarà ancora di più, e uno spazio per la mia miscellania creativa che un giorno poi faccio. Obbiettivo quasi raggiunto, mi bastano un paio d'ore che spero di ricavare la porssima settimana. Quel giorno tra l'altro mi sono svegliata alle otto come tutti i giorni lavorativi (lo so, è tardi, sono una privilegiata, non odiatemi) ho fatto colazione, ho riordinato, ho aspirato e lavato tutti i pavimenti, ho portato di sotto dell'immondizia e delle cose in garage, ho pulito lavandino e fornelli e alle undici arrivava a trovarmi la collega amica D. per conoscere il nuovo peloso in un ambiente apparentemente splendido splendente. e per me vi assicuro che questo è tanta roba, come si suol dire. In buona sostanza, oggi sono davvero serena. l'arrivo della new entry mi ha fatto stare più in ansia di quanto me ne rendessi conto, ieri che si è capito che le cose stanno andando bene ho avuto uno scarico di nervi pazzesco ed ora mi sento di nuovo carica e ben diposta a fare - per dirlo alla Renziana. Per la prossima settimana voglio finire il decluttering, andare dall'avvocato e almeno a uno dei tre appuntamenti dal dentista, fare almeno due sessioni di stiro in modo da riazzerare la montagna e poi nel fine settimana ripulire tutta casa che son di nuovo due settimane che non faccio le cose per bene. così da quella seguente potrò dedicarmi al cambio stagione dei vestiti che fatto a colpi di un ora al giorno è sempre un epopea interminabile. 
Oggi sono concentrata solo sul weekend... che suonino le trombe, Ego a casa sabato e domenica. programma? stare in morbidezza... tuta e ciabatte, quarant'otto ore, mangiare tante schifezze, fare la pizza e i ravioli insieme, guardare tanti film sul divano, fare tante coccole ai pelosi. quindi, come diceva mio padre buon allouino. se non avete idee su come passarlo, imitateci.

lunedì 27 ottobre 2014

Il grande giorno è arrivato.

Stasera Ego farà il suo ritorno con il piccolo peloso al seguito che spero non soffrirà il viaggio. Quando ad anni nove sono andata con mio padre a prendere la mia prima gattina, ho pianto per tutto il viaggio di ritorno per averla separata dalla sua mamma e quando mio padre nel tentativo di consolarmi mi ha detto che la mamma era morta, ho pianto cinque volte di più. lacrime a parte, non è che adesso il mio modo di ragionare sia molto cambiato. sarà che conosco bene la mancanza di una figura materna, in questo momento più che mai, quando abbiamo preso la Gigghi l'anno scorso ci ho pensato a lungo sentendomi una merdaccia. lei viveva proprio con la mamma e i fratellini, lui invece che una mamma non ce l'ha sarà attaccatissimo ai fratellini da cui lo separo quindi la canzone non cambia. Avevo messo in conto che oggi avrei provato sentimenti di un certo spessore ma avevo previsto soltanto quelli verso la Gigghi. Riassumendo: mi sento in colpa verso di lei perchè le faccio entrare in casa questo sconosciuto, spezzando i suoi equilibri felici, mi sento in colpa verso di lui perchè lo tolgo da un posto in cui ora sta bene per portarlo da una che non lo vuole e perchè non gli ho preparato niente. Sua sorella quando è arrivata ha trovato tante ciotole colorate, vassoietto per poter sporcare quanto voleva, due copertine solo sue, tanti giochini e un lettino caldo. per lui c'è giusto la pappa e la lettiera, tutto il resto ce n'è già abbstanza di sua sorella ma questo non è giusto. almeno una cuccetta avrei dovuto prenderla, sono stata egoista, ho pensato solo a casa mia che tra un po' con tutta sta roba non si cammina più, e me ne sono fregata di lui. Arriverà dopo essere stato strappato ai suoi fratellini da uno sconosciuto e aver affrontato un viaggio di tre ore dietro alle sbarre e non torverà nemmeno un luogo caldo in cui riposarsi e sentirsi al sicuro. sono una merda. e da ieri, dopo mesi e mesi che non la guardava di striscio, lo giuro che mi si fulmini all'istante se non è vero, la Gigghi ha ripreso a dormire nella sua cuccia. mivienedapiangere. Mi ero detta che avrei comprato oggi le lettiere, e al petshop avrei anche potuto rimediare con una cuccetta in calcio d'angolo anche se ne ha sempre di bruttissime e carissime, e ovviamente oggi il pet shop è chiuso. come tutti i lunedì. sono sempre lì dentro e cosa mi dimentico? la lettiera proprio nel giorno in cui lui arriva, mi sembra fantascienza. e sono solita a fare di queste cose, organizzo maniacalmente pure la depilazione delle ascielle e poi mi faccio di sti strafalcioni allucinanti su cose di fondamentale importanza. Tranquilli, non lo farò cagare per terra, rimedierò una lettiera che non è quella che piace a me al supermercato. ma non era così che doveva andare, e menomale che non faccio figli.

Avevo giusto giusto dichiarato che andare dalla psicologa non mi serviva a una mazza e sabato mi ha letteralmente sviscerato in un ora e venti che mi è sembrata una giornata intera. Era una giornata particolare perchè Ego non si è riuscito a svegliare e con mia grande sorpresa ha deciso che non sarebbe andato a lavorare l'intera giornata. Siamo andati a fare colazione, mi ha accompagnato dalla psicologa, è andato ad aspirare la mia macchina da un distributore mentre io ero in seduta e poi siamo andati a pranzo in un centro commerciale lì vicino, abbiamo passato il pomeriggio tra i negozi e lui si è speso il suo regalo di compleanno in shopping. Ero di buon umore, mi sembrava una giornata di festa, ero ben disposta a parlare e fortemente consapevole del mio stato d'animo, le ho detto un sacco di cose che normalmente mi dimentico di dirle - perchè non viaggio più col taqquino dei pensieri come una volta che arrivavo lì, srotolavo il papiro e lei si metteva le mani nei capelli. So che è così che deve essere ma è come si mi avessero sezionato e mi sento ancora tutta dolorante dopo due giorni. abbiamo preso appuntamento di nuovo per questo sabato anche se è festa, aveva posto solo alle cinque e io già so che lo cancellerò perchè Ego è a casa e a meno che non mi convinca lui dicendomi che vuole fare un qualche giro da qualche parte in quella zona so' già che con la scusa del desiderio pantofolaio di voler stare a casa tranquilli mi convincerò che far passare due settimane non cambierà niente... e poi sarò punto a capo. E' stato davvero un weekend pieno di roba, sabato poi siamo ancora andati a cena al ristorante arabo con la coppia amica e dopo al cinema a vedere The Judge - che, a meno che non abbiate anche voi perso un genitore negli ultimi anni, ve lo consiglio - domenica mattina alzati presto, raggiunto il paese dei suoceri, fermati a cercare un regalo per il cognato, pranzo dei suoceri per il compleanno del cognato, giro in due negozi diversi in cerca di una nuova cesta della biancheria che non ho trovato e poi finalmente a casa all'alba delle sedici. Praticamente la pelosa non ci ha visto due giorni e poi Ego è partito alle venti e trenta per Verona, proprio quello che ci voleva in vista dell'evento di oggi. quasi niente va mai come lo pianifico, però a volte non è così male. Incrociate ditine e zampette per noi questa sera, che tra un po' di tempo mi piacerebbe tanto cantare In quattro si sta beeeneee - ma il balletto dei Cesaroni lo faccio solo in privè con la pelosa che mi guarda sconvolta dall'alto del tiragraffi.

venerdì 24 ottobre 2014

Questa volta credo

di aver proprio fatto il passo più lungo della gamba. 
perchè sono una signora e non voglio scrivere che ho pisciato fuori dal vaso.
Ho il vizio di attribuire tutte le decisioni cazzare che prendo a Ego, ma non è esattamente così. 
Lui riesce a condurmi sempre nella direzione che più gli aggrada e lo fa con grande classe perchè riesce a non farmene accorgere finchè la frittata non è fatta. d'altronde è un venditore. mi sono innamorata di lui proprio per questo, perchè è stata la prima persona che ho incontrato capace di smuovere le mie montagne interiori. Sono sempre stata irremovibile sulle mie scelte e i miei desideri, non ne discutevo nemmeno e guai a chiedermi di farlo che partiva un arrogante non ho chiesto il tuo parere. Il mio primo fatti i cazzi tuoi l'ho sputato verso i sei anni di vita in vacanza al mare con miacuginanevrotica in visita da noi che nonostante avesse abbastanza anni in più da poter ridere di una bambina scaltra, è stata così infantile da tenermi il broncio per un bel po' ed è per questo che me lo ricordo. Mio padre era l'uncica persona con cui mettevo a tavolino i miei argomenti ma lo facevo per la ragione opposta, per avere le sue rassicurazioni, per sentirmi dire da lui che era la cosa giusta da fare e vedere eclissarsi così ogni mio ultimo dubbio. nemmeno lui è mai riuscito, le poche volte che ci ha provato, a farmi cambiare idea su qualcosa. Ego è arrivato e ha cambiato le carte in tavola, con la sua caparbietà nell'insistere davanti a un muro di cemento armato, con la sua pazienza mai arrendevole di vedermi tornare sui miei passi senza imporsi e mi ha insegnato che se ogni tanto lasciavo le redini della mia vita a quacun'altro, a qualcos'altro o semplicemente alla vita stessa non implodevo nel mio corpo vittima di autocombustione. 
Ecco, il punto è che ora si sta un tantino esagerando. Sedersi su gli allori, come si suol dire. 
Non avendo più le linee sicure e confortanti che tracciava mio padre con il suo atteggiamento maternopaterno, di punto in bianco i miei dubbi rimangono dubbi, che crescono ad un ritmo esasperato e diventano giganti. impererò, come tutti quelli che hanno perso i gentitori relativamente anzitempo, a gestire questa cosa e magari a darmi da sola confortanti pacche sulla spalla di rassicurazione. Il problema è che, in questo stato confusionale di insicurezza emotiva, ora tendo a procrastinare e poi succede che qualcun'altro o qualcos'altro decide per me. 
Il punto è che mi sento un attimo sovraccarica in questo momento. Un attimino appesantita, senza aria e possibilità di fuga. e so che questo concentrarsi di cose nello stesso periodo è dovuto al fatto che non ho deciso io, perchè io non lo avrei mai permesso. Ego è capace di instradare mille progetti, partorire diverse idee, tenere in piedi più rapporti e contatti e farsi una partita alla playstation ogni tanto, con i suoi orari invivibili e il suo addormentarsi appena si poggia a una sedia come i lattanti. poi, dal mio punto di vista, fa tutto ma lo fa male, ma questa è un'altra questione. Questa roba non è frutto del mio modo di vivere ma è palese che sia del suo. Nella pratica - da pochi mesi abbiamo concluso che iniziamo ad avere una certa. i trenta son qui che lampeggiano sornioni, vogliamo sposarci e poi comprarci una casa. robe non da nulla, robe per la vita, che per carità, c'è anche chi le fa a cuor leggero in quattro e quattr'otto ma non è esattamente il mio stile, ormai lo avrete capito. Ecco, dando priorità all'eventuale matrimonio, io lo vorrei organizzare con la calma e la concetrazione degna di un evento che sperò sarà unico nella sua categoria e che sogno da quando son bambina. questo per una folle perfezionista maniaca del dettaglio significa avere non dico un anno, anche perchè forse per me sarebbe controprudecente - troppo tempo per cambiare idea troppe volte - ma almeno una serie di mesi in cui faccio solo quello, niente d'altro. e sopratutto ci vuole che io sia in forma, che stia bene. Ai limiti dell'umanità, è ovvio, perchè lo so che tanto certe cose non le puoi prevedere e lo so che tanto qualcosa c'è sempre e di certo non si puo pensare di non vivere un anno per organizzare un singolo giorno, ma la mania del controllo è una patologia vera, me ne sono fatta una ragione ormai tanto tempo fa e la gestisco come posso. Ecco, facciamo finta che noi lo vogliamo fare il prossimo anno verso luglio. siamo a novembre, per le prossime due/tre settimane dovrò cercare di schizzare a casa ogni sera dopo l'ufficio per non lasciare da soli i due pelosi che ancora non sappiamo quando come e se staranno insieme in una sorta di civile convivenza. Si farà dicembre in men che non si dica, e nel mentre ci sono altre cose di cui mi devo necessariamente occupare. ho finito le mascherine dall'apparecchio da ormai più di un mese e continuo a viaggiare con gli attachment stile robocop perchè per concludere dovrei andare dal dentista per un minimo di tre appuntamenti dolorosi e lunghi. Devo ricominciare con il trantran degli avvocati altrimenti la storia infinita del famoso portone che non sono ancora arrivata a raccontarre non vedrà mai davvero la sua fine. Vorrei dedicarmi ad altre piccole migliorie di me stessa, niente di trascendentale ma mi sono trascurata tantissimo negli ultimi anni e ora che ho due soldi lascitimi da mio padre vorrei andarmi a fare almeno due o tre controlli che ho sempre posticipato. Il matrimonio è il collo di bottiglia della questione, ma anche escludendolo rimane il fatto che non ha senso il periodo che mi si sta intavolando davanti nello stato d'animo in cui sono - che in parole povere è quello di una che ha l'impressione di star correndo senza fiato inseguita da qualcuno da un anno e mezzo e non desidererebbe fare altro che fermarsi. A volte credo di non volere bene quanto basta a me stessa, perchè se così fosse mi sarei impegnata a ricavarmi ciò di cui penso necessitare, avrei azzerato l'agenda, smesso di fare qualsiasi cosa, limitandomi alle prime necessità quali andare a lavorare e proacciare cibo per la cena e poi avrei ripreso a vivere solo il giorno in cui ne avrei avuto basta. magari mi sarei accorta che non era vero che ne avevo bisogno, che stava tutto nella mia testa, e avrei ricominciato a camminare. Che sia la volta buona per imparare che devo riprendere da me l'amministrazione dell'omino del cervello? Conferma la mia tesi, se non ti decidi a far qualcosa che devi fare, qualcun'altro o qualcos'altro, lo deciderà per te.

giovedì 23 ottobre 2014

Roba da Gatti: La new entry

Rettifico, la new entry pelosa farà il suo debutto in scena lunedì prossimo, con una settimana di anticipo. 
e niente, a casa nostra va così, immaginate un po' come sia facile accettarlo per una maniaca dell'organizzazione ossessivo compulsiva.
Ma andiamo con ordine. Il fracassamento di maroni da parte di Ego per aggiungere un pet alla nostra felice famigliola è ricominciato a pochi mesi dall'arrivo della Gigghi con la scusa di quanto si sentisse sola e si annoiasse lei nei momenti di nostra assenza. e io ero stata categorica, in questa casa due gatti mai. e appunto. La settimana in Sardegna è stata quella che mi ha fatto vacillare per la prima volta, da lì ho iniziato a pensarci seriamente, perchè effettivamente se fossero stati in due sarebbe stato diverso che saperla da sola. L'amicagattaraD. mi ha dato il colpo di grazia ripetendomi più volte che per la pelosa ci voleva un fratellino, che si sarebbe rilassata un po', divertita di più e sopratutto avrebbe avuto compagnia e io avrei potuto assentarmi più a cuor leggero. Da lì è stato un altenarsi di sentimenti a riguardo, un giorno pensavo che fosse la cosa più giusta da fare, il giorno dopo che fosse impensabile e nel mentre si facevano i primi di ottobre e io rimbalzavo le insistenze di Ego a dopo i santi, data in cui sarà un anno che la Gigghi è con noi nonchè mese del rinnovamento vaccini. Diciamo che Ego, tra i tanti difetti, oltre a quello di perseguire i suoi desideri nella maniera più istintiva e puerile possibile ad un uomo di anni trenta, ha anche quello di non saper rispettare per niente i sentimenti altrui. Sapeva che ci stavo pensando, sapeva che i miei dubbi erano ragioni più che valide, ma incurante di tutto ciò ogni giorno mi mandava foto di annunci di randagini, mi faceva vedere inserzioni di cucciolate e così via. E io, ormai lo avrete capito, sono tanto dura e impenetrabile con il resto del mondo quanto sono facilmente plasmabile dall'uomo a cui lavo le mutande. Finisce che un giorno sono in banca, attendo nervosamente il mio turno e vedo pubblicato in un gruppo di gattari su facebook l'annuncio di una ragazza di Verona che regala una cucciolata di quattro gattini tra cui due totalmente grigi stile certosino, che è proprio come lo avrei voluto io. Le scrivo immediatamente un messaggio per sapere se uno dei due grigi è maschietto, mi faccio raccontare la loro storia, lei mi tartassa di domande manco dovesse concedermi un mutuo e alla fine le dico di tenermelo che quando sarà svezzato lo prendiamo. Tutto nei dieci minuti di attesa in banca. quando risalgo in macchina e mi rendo conto di cosa ho fatto mi cade un mattone in testa. ma ormai è fatta. nei giorni subito successivi avrei potuto anche dirle che avevamo cambiato idea ma l'entusiasmo di Ego non mi ha lasciato ragionare con lucidità, intanto i giorni passavano e di certo non mi metto a fare un pacco del genere alla ragazza dopo che con grande fatica li ha piazzati tutti, tra l'altro bravissima che con tre gatti suoi a casa, di cui una con problemi motori, ha raccolto questi quattro cuccioli abbandonati, li ha allattati e svezzati e ora si farà dei bei kilometri per portarli alle famiglie affidatarie perchè vuole conoscerne ognuna personalmente, vedere le case e i gatti che già le abitano. tanto di cappello, insieme a dei colleghi si prende cura da anni di una colonia felina in cui bazzica la mamma di questi cuccioli solita a mollarli lì, l'unica a suo dire che ancora non sono riusciti a prendere per far sterilizzare. Trovare la data perfetta è stato un parto perchè io dopo la mutua di qualche settimana fa non mi osavo a chidere delle ferie, perchè Ego tanto per cambiare non puo' prendersi neanche mezza giornata e perchè la ragazza fa un lavoro che non ha festivi e feriali e con i turni, ma alla fine ci eravamo accordati per il weekend dei santi, caso particolare in cui Ego sarà a casa due giorni consecutivi grazie al sabato festivo. Stamattina la novità, Ego sarà a Verona per un corso e rientrerà alla sera, abbiamo quindi pensato di proporle questa soluzione, anche per evitargli il viaggio e, detto sinceramente, evitarmi io l'ansia da prestazione per l'ispezione della casa. gliel'ho chiesto convintissima di ricevere risposta negativa, era stata molto chiara fin da subito, voleva guardarci in faccia, vedere la casa, vedere la Gigghi, se li è allattati e non li molla ai primi che passsano. e invece mi ha detto di si, che si fida perchè ha capito che sono una brava persona. nonostante le abbia fatto un testone così sul pericolo di felv e fiv, nonostante le richieste quotidiane di fotine del cucciolo, nonostante la telecronaca in diretta mentre acquisto pappa prima fascia d'età tra gli scaffali del pet-shop, nonostante le ripetute rassicurazioni su quanto come e dove lo abbia visto bene il veterinario, lei mi ritiene una brava persona. a questo punto mi auguro solo che Ego non si spari una colossale figura di merda e mandi tutto all'aria. 
A livello logistico siamo abbastanza organizzati, le toilette nuove che vi mostrerò al prossimo appuntamento felino perchè sono orgoglioserrima di quanto sono belle, sono arrivate oggi col corriere. la pappa ce l'abbiamo. debbo solo più acquistare un saccone di lettiera e un dolce tipico del mio paese che vogliamo regalare alla ragazza e compagno giusto per farle un presente per quanto fatto. ho preso martedì e mercoledì prossimo di ferie, Ego starà a casa il giovedì, il venerdì andremo entrambi a lavorare e in base a come staranno le cose decideremo se chiudere ancora il piccolo in una stanza o meno e poi ci sarà nuovamente il weekend quindi potrò stare a casa con loro. La soluzione iniziale era diversa perchè i primi due giorni con lui eravamo a casa entrambi, in questo modo invece mi smazzerò io da sola tutta la parte più difficile e me la sto facendo sotto abbastanza, ma tanto alla fine va sempre così a casa nostra salvo rarissime occasioni tipo oggi che Ego porterà da solo la piccola a fare il vaccino. 
A livello psicologico appunto, non siamo per niente pronti. sarebbe più corretto parlare al singolare perchè Ego avendo l'età cognitiva di mio nipote IlGrande anni 5 - è sempre ponto a tutto. Non è l'aspetto personale a precoccuparmi - doppi soldi, doppio impegno, doppia ansia, doppie ciotole da lavare, doppia lettiera da svuotare e così via - ma unicamente quella che sarà la reazione della Gigghi. Lo facciamo per lei, o almeno io lo faccio soltanto per lei perchè per quanto l'idea di un batuffolino di 500 grammi da spupazzare a primo acchito mi alletti, non ne sento il bisogno e lei mi basta e mi avanza. ma lei come reagirà? Sto imparando a memoria i manuali di inserimento e non è la parte iniziale, normale, animale a preoccuparmi ma il dopo, perchè c'è accettazione e accettazione. temo che non sarà più felice com'è ora, temo che ci porterà rancore, temo che ne risenta anche fisicamente dato il suo carattere tanto sensibile, che vada in depressione, che smetta di mangiare, che le vengano delle reazioni cutanee, o l'alopecia felice. e ho paura che si perda quel rapporto esclusivo che abbiamo io e lei, quello fisico, di quelle coccole solo nostre all'ora di pranzo quando papà non c'è, ci guardiamo negli occhi senza dire niente, fusa a più non posso e nei giorni di sole lei mi ricambia pure le carezze con una zampetta sulla guancia. quell'altro, piccino, di sicuro verrà a saltellarci addosso e non sarà più la stessa cosa. Mi auguro con tutti il cuore che le cose vadano meglio di come le sto immaginando e che un giorno, come accade quasi sempre, rileggerò questo post sorridendo con quei due che se la dormono avvinghiati poco più in là!
Le presentazioni al prossimo martedì...
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lo so che oggi non è martedì ma voi fate finta, ieri è stata una giornata terribile, abbiate pietà di me!

martedì 21 ottobre 2014

Anche la festa di compleanno di Ego

è andata. mi direi che la vita è così, che c'è sempre, continuamente, un obbiettivo, un traguardo, una scadenza, se vivi davvero - e di conseguenza che vivere le cose come le vivo io è stupido, inutile e a lungo andare probabilmene devastante. ma da "dentro" non riesco a far diversamente. E' andata benone, tanto che Ego ancora non ha smesso di "ringraziarmi". che poi.. cosa c'è da ringraziare? per un persona, donna, normale, non ci sarebbe veramente nulla di speciale in quello che ho fatto considerando che non ho nemmeno cucinato. evidentemente Ego ormai conosce bene la donna che si è scelto e sa quanta fatica mi sia costata. Piatti, bicchieri, posate e compagnia bella hanno fatto egregiamente il loro dovere, tutti han mangiato e bevuto, la torta è stata gradita, gli spazi sacrificati sono bastati e nessuno ha dato una gomitata sui denti al vicino commensale. nessuna tragedia o imprevisto mi ha obbligato ad aprire un anta, che era tra i miei peggior timori. Dopo aver lucidato ogni anfratto più nascosto del bagno, in bagno non c'è andato nessuno, solo mia cognata che per come è fatta ci sarebbe potuto pure essere il wc spalmato di cacca e le sarebbe rimasto indifferente. Anche la camera da letto, che con la storia dei porta bijoux mi ha fatto impazzire, l'han vista giusto i miei sucoeri per riprendere la giacche. Avrei potuto pulire solo l'ingresso e il salone insomma. Ho pure ricevuto complimenti per l'arredamento e le foto da mia cognata l'altra, che non era mai stata a casa nostra e con la quale non c'è ancora un rapporto che vada al di là dei convenevoli. Insomma, è andata benone. certo, se avessi trovato le quattro posate spaiate che cercavo e non mi fossi dimenticata che i cucchiaini servivano anche per la torta evitando così di mettermi a lavarli mentre Ego faceva i caffè, sarebbe andata pure meglio, ma come dice Ego nonseimaicontenta. Sono contenta invece, sopratutto perchè ora tutto quanto è lì, il decluttering che era necessario fare da tempo, le aggiunte, gli spostamenti... passato l'evento tutto il lavoro che c'è dietro rimane quindi adesso, la Gcasa è di nuovo il luogo che mi piace. Naturalmente, che da ieri me ne sarei stata in panciolle sul divano non era vero, ho già tutto un altro piano di guerra in testa, con tanto di scadenziario. E' da ieri mattina che ci penso e ne concludo che probabilmente io sono fatta così, amo lamentarmi ma in reltà non so vivere senza degli obbiettivi personali, che siano pure avere il forno che brilla entro la determinata data. se mi fermo a pensarci mi accorgo che non sono mai stata senza, poi  ovviamente se è un obbiettivo interiore mi permetto di modificarlo, posticiparlo o addirittura a volte annullarlo, ma qualcosa cè sempre e appena lo porto a termine me ne invento un altro. forse non me ne rendo conto ma non saprei vivere senza. sarebbero giornate sempre uguali tra di loro, con obbiettivi al massimo quotidiani da riformattare il giorno dopo e sarebbe una vita vuota, ripetitiva. La routine senza impegno, che imploro di arrivare nella mia vita nei momenti di caos in cui mi pare di non farcela come la settimana scorsa, probabilmente è giunta l'ora di ammettere che non fa per me, che morirei. In ogni caso pensavo di provare un minimo di entusisamo ieri e invece no, anzi, l'adrenalina ha lasciato spazio alla tensione da domenica mattina in poi la quale è scomparsa ieri notte quando tutti se ne sono andati e ieri mattina ho trovato sul cuscino questa sensazione di nulla, un nulla pesante, angosciato. un po' di sconforto e sfiducia. mi ha ricordato di prenotarmi un ora di psicoterapia per sabato prossimo, un ora che mi toglierà cinquanta euro dal portafoglio e probabilmente non mi aggiungerà niente. Perchè parliamoci chiaro, allo stato delle cose, la terapia non è che una chiacchera, a volte fatta di ascolto, a volte di monologo, che a volte serve a chiarirmi in testa due o tre concetti disordinati, altre ad aprirmi grandi fertite che in un ora non si rimarginano e continuano a sanguinare per venti giorni, altre proprio a nulla. Mi fa un gran piacere passare un'ora con l'amica psicologa, è una persona che mi piace, che ha punti di vista interessanti e una dialettica che adoro, ma in fondo ci vado perchè è l'unica cosa che sento di fare per me stessa. quando non vado mi dico che sto male ma chè è colpa mia perchè non faccio niente per stare meglio, quando ci vado mi dico che sto male ma sto facendo tutto il possibile per star meglio e amen. forse se me la portassi a casa e facessi un quaotidiano di terapia con lei che mi monitora ogni pensiero, forse, serverebbe a qualcosa. un ora così, ogni due settimane quando va bene, è del tutto inutile e a volte controproducente perchè mi costringe a rivere certi dolori per raccontarli a lei.
Con ieri scatta anche il conto alla rovescia, meno due settimane all'arrivo della new entry in Gfamiglia. e anche lì - l'ansia inizia a farsi spazio, i dettagli domani per la risurrezione della rubrica felina pietosamente ferma a settembre!  

venerdì 17 ottobre 2014

I miei peggiori incubi

delle ultime due settimane stanno prendendo vita. Oggi tutti gli infissi dovevano essere puliti, tutte le nuove cornici con nuove foto dovevano essere appese, il macello della mia bigiotteria doveva essere ben ordinato e le mie unghie non di certo sbeccate. La realtà invece è che uscita di qui dovrò recarmi al supermercato perchè mi sono svegliata con l'angoscia dei miei suoceri che andando a lavarsi le mani notano i nostri spazzolini senza beccucci, scoloriti dal calcare e con le setole tutt'altro che intonse. non pranzerò e finirò di ritagliare delle foto, attaccarò una lavastoviglie che ho della farina e del sugo di pomoro in posti chevoiumani. E come se non bastasse farò ritardo sul ritardo perchè oggi avremo una riunione alle h 16.00 con uno stronzo che non rinuncia mai ai suoi presidenziali quaranta minuti di ritardo e come minimo arriverò a casa almeno un ora dopo l'orario accettabile, dovrò depilarmi, mettermi sotto la doccia e asciugarmi i capelli che non ho più vent'anni e la cervicale si inizia a far sentire - addio capelli bagnati e sgocciolanti per casa. Poi dovrò riuscire ad occuparmi della bigiotteria perchè ho comprato uno di quegli alberelli e uno di quei gatti dalla coda lunga, aggeggi a cui mi ero sempre categoricamente opposta perchè trovo siano la migliore cosa per rovinare i bijoux lasciandoli esposti alla polvere e più che mai ora sarebbero impensabili con la Gigghi che adora buttarmi giù tutto e i braccialetti li ruba letteralmente per portarseli a spasso per la casa, ma non ho avuto scelta. con tutto quello che lei mi ha rotto e la mia avversione generale verso i soprammobili ero ormai arrivata ad avere un comò e dei comodini sgombri in camera da letto, mi sono arresa a queste soluzioni per niente funzionali ma molto ornamentali da mettere in vista solo in caso di visite. Dovrei anche riuscire a spazzolare il lettino della pelosa che pare nero da quanti peli ci sono e farle il cambio con la sua copertina di pile che non è più stagione del lenzuolino e me lo schifa, preparare la cena e dopo cena smaltarmi le ughie o almeno togliermi quel che resta dello smalto attuale. Gli infissi ormai sono rimandati a domani che sarà la giornata delle grandi pulizie generali, ed era esattamente quello che non volevo. credo che ripiegherò facendo solo quello del bagno, che è quello bianco mentre i restanti sono neri e sul nero lo sporco non si vede. Ringrazio di aver fatto gli altri la scorsa settimana altrimento io rinunciavo, gettavo la spugna, letteralmente, adios. Se solo Ego si potesse rendere conto di quanta fatica mentale e fisica mi sta costando questa sua festa di compleanno, potrebbe apprezzare il grande regalo che gli sto facendo. A portare la giornata di domani al livello di difficoltà estremo è il fatto che dopo tutto quello che debbo fare non potrò semplicemente farmi una doccia, infilarmi un piagiama e morire sul divano dopo cena ma dovrò infigarmi perchè andremo a cena in un bellissimo ristorante per il festeggiamento nostro, io e te, tu e io. Mai come questa volta mi sono resa conto di quanto io non sia una donna normale. mi manca qualcosa, esattamente non so cosa. le altre, le donne normali, possono fare questo anche tutte le settimane, anche più volte a settimana, senza che la loro psiche e la loro ernia del disco ne risenta in alcun modo. e non mi riferisco a pulire tutto il giorno, affrontare una cena in ghingheri e poi avere ancora la forza di darla al proprio marito, ma a ricevere gente nella loro casa pulita, prepare con le loro mani più portate di una cena e servirla. come cazzo fanno? come fanno a cucinare se devono pulire? se pulisci giorni prima poi la casa si risporca, se pulisci poco prima, poi cucinando si risporca, se pulisci e cucini poi sei una merda e ti devi dare una lavata e acconciata. se ti dai una lavata e un acconciata riporchi il bagno e se sei in bagno non sei ai fornelli e la roba non cuoce. e comunque, io mi stanco solo a scriverlo. Da lunedì... vabbè, se lo scrivo porta sfiga, ma voi sapevatelo che io da lunedì non avrò più scadenze, limiti, impegni perchè altri dieci giorni così e io accoppo qualcuno.  

venerdì 10 ottobre 2014

Scrivere di sera mi inquieta assai,

le poche volte in cui l'ho fatto la situazione era tragica oppure giorni dopo sono accadute cose tragiche. non che oggi effettivamente ci sia molto da ridere, ma siamo fortunatamente molto lontani da tali esempi. In questo preciso istante, la pelosa ha deciso che il mio pestare sulla tastiera la infastidisce durante la sua accurata operazione di toiletta e mi ha azzannato con ferocia inaudita un polso. così, a gratis. Comunque, scrivo di sera perchè da dopo la fiera in ufficio c'è stato il delirio più assoluto e pare persistere, interrotto soltanto dalla mia assenza. ho disertato, per ben tre giorni, come mai avevo fatto in dieci anni di onorato servizio, nel pieno del caos più totale, in barba al senso del dovere. e l'ho fatto per: riordinare definitivamente l'archivio foto del pc di casa, decidere quali foto stampare per le nuove cornici e arrangiarle per la stampa nel primo giorno, stirare tutto l'arretrato da novembre 2010 ad oggi nel secondo giorno, pulire il forno e tutta la Gcasa, porte, finestre e porte finestre comprese nel terzo giorno. oggi sono rientrata in ufficio ad annusare le bombe esplose in mia mancanza, domani me ne andrò in centro con la S. per l'ultimo dei nostri sabato dato che nelle prossime settimane ci sarà il suo definitivo trasferimento in terra straniera per iniziare la sua nuova vita con il fidanzato adultero, domenica solita domenica in famiglia con Ego... e ci penso lunedì. Eh no, non sono diventata improvvisamente matta, non mi è partita la vena germofobica e per il neurone del decluttering ossessivo da cambio stagione è ancora presto. mi sono inventata di invitare suoceri e cognati tutti, che tutti fanno dieci, a cena da noi per il compleanno di Ego domenica prossima. non me l'ha chiesto Ego, non me l'ha proposto una vocina notturna con le corna, non ho coscienza del ricambiare gli inviti, non ho secondo fini, non ho falli da farmi perdonare. sono solo cretina. l'ho fatto in un momento di buio, sull'onda dell'entusiasmo con i muri appena pittati e la casa completamente sottosopra, ho chiesto a mio cognato di venire lui a mangiare una pizza e poi come un'idiota ho cinguettato anzi, venite tutti, chiamiamo anche i cesaroni, cognata, cognato, festeggiamo il compleanno! Ego mi ha lanciato uno sguardo di incredulità mentre sfregava una piastrella semidraiato sotto al divano ma vedendomi apparentemente lucida non ha indagato, ed era fatto. inculata. non fossi una signora aggiungerei a sangue. perchè i weekend sembravano ancora tanti, i soldi sembrano sempre più di quelli che sono, l'ansia da prestazione da lontano pare più gestibile. a mia discolpa c'è da dire che non potevo di certo prevedere che la Gigghi avrebbe deciso di farsi un carpiato sulle mensole della cucina e distruggermi due delle quattro botticine ikea delle spezie che chi mai l'ha usate quelle ma lì stavano tanto bene e mo' non dormo la notte perchè non so cosa mettere in quel buco. o che i pesetti delle tende, da sempre fuori misura, nessun ferramenta, ma proprio nessuno, sarebbe stato disposto a tagliarmeli e domenica con grande gioia di Ego ci gireremo tutti i self della provincia per trovare qualcosa che ci assomigli e mi tenga le tende perfettamente dritte senza spuntare antiesteticamente. o che gli stronzi fossero in dieci e che io i servizi li ho da sei così, oltre a farmi la figura di quella che non ha voglia di fare un cazzo perchè la pizza sarà d'asporto e la torta di pasticceria, farò pure la burina che inquina e non c'ha voglia di attaccare la lavastoviglie con i bicchieri di plastica. fortuna che mia suocera è un po' scema, col bene che le voglio, ma le cognate non lo sono affatto, aimè. Quindi va così, sono tre settimane che ogni giorno in pausa pranzo e dopo l'ufficio giro come una trottola in negozi di arredamento, tessili, self-service e propino pizze surgelate al coinquilino arrivando in extremis all'ora di cena, per fare quello che lagnavo di voler fare da mesi ovvero rinnovare un po' la casa. peccato che fatto così faccia schifo e sia un incubo. all'inizio mi ero pure detta che forse avere una scadenza fosse un bene, che forse se non la avessi avuta non avrei mai finito di farlo davvero... ma è una grande cazzata, una gara a godimento zero, neanche dovessero darmi un premio per il miglior maialino in ceramica ferma libri dell'anno. Ah, e come se non bastasse, in tutto questo non solo ci siamo decisi a dare un fratellino alla pelosa, lo abbiamo anche cercato, trovato, confermato e per il ponte dei santi arriverà, in tutti i suoi travolgenti 500grammi di pelo. che quando la ragazza che me lo darà mi ha detto te lo potrei portare il 15 le ho risposto no, ti prego no, io mi butto giù dal balcone e poi ci è voluto un tot per convircela che non eravamo due pazzi squilibrati e poteva fidarsi per l'affidamento. 
Oggi è arrivato il ciclo, con i suoi crampi, il suo mal di schiena, le sue botte di calore e il suo scazzo incalzante a ricordarmi che se non mi do' una calmata mi verrà un ictus, Ego mi ha fatto la grazia di avere un evento lavorativo che lo terrà fuori a casa fino alle ventitrè, così ho saltato a piè pari il momento cena e le natiche si stanno ricongiungendo con l'amato divano ciao, ma come stai, ma quanto tempo, che bello rivederti, quanto mi sei mancato, ti vedo in gran forma, forse un po' troppo...