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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

martedì 31 maggio 2016

E' come se

la vita continuasse a farsi beffa di me.
Potremmo pensare che voglia mettermi alla prova oppure più semplicemente che mi prenda per il culo.
Forse è la mia punizione per tutte le volte che mi sono sentita arrivata, le volte in cui ho azzardato uno sguardo di compassione verso le amiche single per le quali il matrimonio è un utopia, quelle in cui mi sono addirittura permessa di pensare che forse dopo un padre morto, una madre matta e una famiglia stronza, almeno almeno meritavo un matrimonio felice, una mia di famiglia che non fosse matta o stronza o morta.
Non bastava evidentemente la crisi di Ego di novembre e la rottura di tutti gli equilibri, l'arrivo di uomo che sembrava fatto su misura per me ad offrirmi una via di fuga. ora che sono serena e convinta delle mie decisioni, ma sopratutto legalmente e - pare - felicemente sposata, ad un mese e mezza dal matrimonio "di vetrina" mi si palesa una situazione che ho sognato e desiderato per circa quindici anni.
I pochi di voi che mi seguono dal primissimo blog potrebbero ricordarsi di quello che chiamavo l'ex-storico - che passati dieci anni, storico non lo è per niente - con cui non ci siamo mai più rivolti la parola da quando ci siamo lasciati a sedici anni io e diciassette lui.
Quello che è rimasto lì, che quando in tutti questi anni l'ho incrociato al supermercato, alla festa del paese, nel parcheggio delle poste, mi ha fatto quell'effetto lì. per rendere l'idea, l'ultima volta era natale dell'anno scorso... dovevo andare a pagare il bollo in autoscuola, sono scesa dalla macchina, l'ho visto davanti alla porta dell'agenzia e me ne sono tornata in macchina a testa bassa come una ladra... gambe che tremavano e farfalle nello stomaco.
L'unico essere maschile con cui ho avuto un qualcosa che ha sempre avuto il peso di quelli con cui non ho avuto qualcosa.. non so se mi spiego. gli altri sono c''è stato quello che c'è stato e poi è finito, lui è non mi ha voluto abbastanza e non ci è stato quello che ci poteva essere.
L'unico che ho sempre pensato potesse avere una chance contro il mio Ego.
Mi si palesa suo fratello, che ai tempi aveva una decina d'anni e adesso è un venticinquenne figo da paura. mi chiede perchè mangio crecker alle quattro e mezza di sabato notte in una discoteca, gli rispondo perchè asciuga e lui rilancia dicendomi che sotto c'è suo fratello e potrei andare a salutarlo. gli rispondo che con il fratello non ci si è mai salutati e lui se ne va. dopo una quindicina di minuti mentre ci mettiamo in coda per uscire me li vedo arrivare insieme, e l'ex-storico con cui il saluto non c'è mai stato mi bacia e mi abbraccia come se fossi sua sorella. Iniziamo un discorso che finirà alle 8.30 del mattino daavanti a un caffè in autogrill. un discorso di quelli tutto un ma ti ricordi? ma ce l'hai ancora la mia maglietta? come si chiamava quello lì?! aspetta, aspetta, non dirmelo che indovino.
mi annusa tipo segugio e dichiara che la mia pelle ha lo stesso profumo di quindici anni fa. mi si infila in macchina.
Io muoio di sonno e gioco con i capelli per non svenire, lui parla e parla e parla. mi racconta della lontananza con lei e della sua sofferenza. 
Sostiene che: in tutti questi anni non ha mai smesso di pensarmi e avrebbe sempre voluto cercare un contatto. di aver avuto un sacco di problemi con lei  a causa mia nei primi anni, così come io ne avevo con il Topo. si mangia le mani per non aver saputo quando mi sono lasciata col Topo prima che mi mettessi con Ego. di ricordarsi ogni volta che in questi anni ci siamo guardati dritto in faccia senza salutarci - data, luogo e com'ero vestita. - e, gran finale, che se ci siamo incontrati proprio adesso un motivo c'è e che se io voglio lui è pronto a lasciare baracche e burattini e frequantarci. 
così. 
senza mezzi termini. 
senza patemi d'animo verso la tipa con cui sta da un anno dopo essersi lasciato con me, col quale però pare sia in rotta dato che lei vive da due anni a londra senza intenzione di tornare e lui non ha alcuna intenzione di trasferirsi. 

Va considerato che, cose come queste dette da lui, io me le sono sognate la notte ad un ritmo di una volta a settimana fino ai venticinqueanni circa... fino a Ego.
Perchè tra me e lui è stata una storiella ma mica neanche tanto. Ora la vedo con gli occhi di un adulto ma capisco che come prima esperienza di entrambi non sia stato qualcosa che si dimentica e forse, prendendo per vero almeno la meà delle cose che mi ha detto, sono stata stupida in tutti questi anni a pensare che sia stato così solo per me.
Tra tutti i tira e molla siamo stati insieme quasi tre anni. prime esperienze sessuali, prime uscite pubbliche accompagnati, primi coinvolgimenti dei genitori. per me primi dolori, primi malatissimi modi di misurare l'amore verso me stessa attraverso gli occhi di un uomo. per lui prime delusioni, quando per vendetta ho limonato con suo cugino, e con il suo amico, e con l'altro suo amico. 
Queste cose, tre anni di queste cose, avrebbero un valore anche oggi, come potrebbero non averle a quell'età lì? Forse anche io in qualche modo l'ho segnato seppur in maniera differente.
Lui è stato il mio primo argomento di discussione in terapia, stavo con gli Occhiazzurri eppure continuavo a non sentirmi degna di nulla perchè non c'era più lui ad apprezzarmi ed era un po' come se il suo dirmi non vai bene bastasse a farmi pensare che non sarei andata bene mai e per nessuno. era come se mi avesse lasciata lui mentre ero io che ero scappata a gambe levate da un giorno all'altro senza alcun preavviso non facendomi mai più nè vedere nè sentire. All'inizio vevo troppa paura che tornando indietro non avrei trovato niente di diverso, poi di un rifiuto da quando è subentrata lei.
Quella sensazione lì, quella di non essere amata abbastanza, di avere un occhio perennemente critico e blaterante di disapprovazione puntato addosso, se mi concentro riesco ancora a sentirla. 
Esco tranquilla per il mio paese da pochissimi anni e solo grazie a mio padre e Ego che al ritmo di colazione e aperitivo al bar mi hanno fatto scoprire che il mio è sì un paese piccolo, ma oltre all'ex-storico ci sono più o meno altre 6.900 persone che lo abitano secondo l'ultimo istat. 
La mia terapeuta sostiene che io sia stata cresciuta senza insegnamenti verso un patrimonio di autostima e fiducia in me stessa e che quel poco che ognuno di noi ha naturalmente in dotazione mi sia stato distrutto da quel ragazzo che avevo in adolescenza, che è lui.

Lo guardavo, a pochi centimetri da me, constatavo che ha dei bruttissimi denti adesso ma che se si esclude quello è diventato un gran bel ragazzo, cosa che quando eravamo ragazzini non era affatto. i miei gusti per l'uomo non bello erano già quelli da bambina e lui mi faceva letteralmente impazzire mentre ora, ad averlo così vicino da sentirne il profumo, non ho sentito niente. sarà stato anche il sonno, mi è sembrato di vivere un film. Mi sono sentita dire delle cose che avrei pagato per sentire, mi sono presa delle soddisfazioni enormi... gli ho detto che la sua fidanzata è un cesso - perdonatemi, lo so che non si fa - che pure lui pensavo sarebbe cresciuto meglio, che era un ragazzino psicopatico e che adesso gli stava bene che si mangiasse le mani perchè se solo si fosse sforzato ai tempi di farmi sentire un po' più al sicuro, un po' più apprezzata, probabilmente non lo avrei mai lasciato. Siamo riusciti a discutere un ora abbondante di situazioni verificatesi quindicianni fa tra adolescenti sotto un viale alberato con l'ombelico di fuori e gli zaini invicta. Ci siamo fatti un sacco di risate. mi ha ripetuto il suo numero di telefono una decina di volte perchè gli ho detto di non ricordarlo più e non volerlo salvare, ma la realtà è che me lo ricordavo eccome ...mi ricordo pure quello di casa sua qua e quello della casa al mare in Campania. mi ha fatto promettere che gli avrei mandato le foto della scatola che ho dichiarato di avere nell'armadio di casa dei miei dentro cui ci sono i pochi bigliettini che mi aveva scritto, l'unico regalo che mi aveva fatto e la sua boccietta di profumo vuota.
Questa scatola in realtà ce l'ho a casa mia, me la sono portata quando mi sono trasferita li con Ego a mo di cimelio. Per ora non gli ho mandato un bel niente e spero di riuscire a resistere. ho guardato la sua foto  profilo di whatsapp e la frequenza con cui accede.
La tentazione ce l'avrei, per riaprire quella scatola, per fare ancora due risate, ma ho paura di riannegare in un mare infinito di merda e ritrovarmi, di nuovo, tra tre mesi a chiedermi come è potuto accadere e come si fa ad uscirne.   

Se sto buona e brava è la chiusura di un cerchio, l'ultimo della mia vita rimasto aperto sul quale nutrivo pochissime speranze di recupero. devo solo stare brava e buona.
Ci sentiamo Michi, si divorzia anche.

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