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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

martedì 9 aprile 2013

Sono arrivata a quel momento

che tanto ho desiderato da gennaio, quello in cui non ci sono cose da fare né nuove né arretrate, quei progetti scritti su carta di prosciutto in una lingua sconosciuta sono stati completati o declinati, non ci sono pile di foglie impolverati sparsi per l'ufficio e le pagine dell'agenda splendono di una candida luce bianca . E io non ci sono abituata e mi viene un sonno bestiale che mi fa impiegare le tre ore del mattino per scrivere un'e-mail e le tre del pomeriggio per scrivere un'altra e-mail.
Una cosa però l'ho fatta, una di quelle cose che volevo fare da tantissimo tempo. Ho esportato la mia casella e-mail personale su una piattaforma decente e selezionato, archiviato e cancellato le 7.284 e-mail di numero che giacevano abbandonate lì dalla creazione dell'account che risale a circa dieci anni fa. ci è voluta una giornata intera ma sono davvero soddisfatta, ora non mi dovrò più vergognare quando mi viene chiesto di lasciare l'indirizzo e-mail, non avrò più l'iconcina centoquarantasette e-mail da aprire nell'i-phone e tutta un'altra serie di vantaggi che contribuiscono a farmi sentire una tipa figa e al passo con i tempi. Ora posso concentare tutte le mie ansie sulla metà della cucina che non ho pulito - sono in quel periodo dell'anno in cui sento l'impellente bisogno di svuotarla, pulirla e ricomporla - e poi sul cambio stagione di vestiti e scarpe ormai, graziesignoregrazie, imminente. 
Da venerdì scorso è ufficiale, cambio macchina. e non perchè la mia abbia qualcosa che non va, ma sono riuscita come al solito ad infilarmi nella giusta situazione con estrema abilità guadagnandoci una macchina nuova e facendolo anche passare come un caritatevole atto di generosità. La macchina di mio padre è ormai vecchiotta e dotata di idroguida pressochè inesistente, con i problemi che ha alle mani fa davvero fatica a guidarla da qualche tempo ormai, così dopo "anni" di riflessioni come è consueto per ogni tipo di acquisto da parte di chi porta il mio cognome, si è finalmente deciso che io avrei lasciato a loro la mia macchina - che ai tempi hanno pagato loro - e che loro me ne avrebbero comprata una nuova. Così dopo mesi in cui io Ego abbiamo girato per concessionari alla ricerca della macchina che volevo io con le caratteristiche opportune e il prezzo che stanziava mio padre, in costante discesa di settimana in settimana..., nel giro di tre ore venerdì mattina mio padre ha firmato l'assegno senza fare una piega. La prossima volta me lo porterò dietro dal primo giro. L'auto è quella che ho sempre sognato, mi piaceva già quando presi la patente ma non era opportuna per una neopatenta che collezzionava bolli come figurine ed era comunque molto cara. adesso ne è uscito un modello nuovo quindi quella che piace a me si trova a prezzi abbordabili e abbiamo trovato un 23.000 km ad un buon prezzo, che con i km che faccio io all'anno lavorando a soli quattro da casa, mi durerà per i prossimi dieci anni esattamente come mi è durata questa. E' quell'auto che ogni volta che l'ho vista passare mi sono girata a guardarla, che ho sempre detto "un giorno ce l'avrò", quella di cui conosco i nomi dei modelli e di altre informazioni tecniche dal significato a me sconosciuto. l'unica. e ne sono contenta, è in fin dei conti un obbiettivo raggiunto anche se non per mio merito, ma adesso che la cosa è concreta mi sta iniziando a venire una gran malinconia. La mia macchina, compagna di avventure indimenticabili, primo regalo di una certa entità ricevuto nella mia vita, segno inconfutabile di libertà e indipendenza, la prima, quella che anche se non è vera va avanti a sembrarti così per parecchi anni. L'odore di nuovo che aveva e che per me significava andare, volare, con la musica a palla, verso chissà cosa o dove. Ci ho fatto davvero di tutto in quella macchina, cose che a nessuno interesserebbe sapere. E' stata un'amica prima di tutto, un'amica rosa piena di segni che la rendono inconfondibilmente mia, che si faceva sempre trovare lì ad aspettarmi. Dieci anni sono più di un terzo della mia vita, dieci anni determinanti in cui la mia vita si è capovolta e ricapovolta e ricapovolta cambiando un sacco di volte ma lei è rimasta dov'era. Si lo so, sto parlando di un aggeggio a quattro ruote su cui si poggia il chiulo, ma ho le lacrime agli occhi. Se avessi dovuto venderla non lo avrei mai fatto, mi sarei tenuta stretta stretta la mia bella auto che a livello tecnico è ancora praticamente nuova e non mi ha mai dato problema di alcun tipo, quello che mi ha spinto a cogliere la palla al balzo è stato sapere che ce la avranno i miei e non qualcun'altro e che ogni volta che vorrò potrò prenderla e andarmici a fare un giretto.
Ora ci sono tutta una serie di rotture di balle di cui mi devo occupare, sono andata in assicurazione a costatre che la polizza per quella nuova mi costerà un centinaio di euro in più, devo pagare l'ultimo bollo e poi fare la voltura a mio padre, nei giorni antecendi l'arrivo dell'altra che mi hanno detto essere più o meno tra due settimane. prima vorrei riuscire a portarla dal carrozziere in modo da darla a mio padre perfetta, così, per dire grazie per aver speso già circa ventimila euro per me dall'inzio dell'anno eh, tra macchina e apparecchio, e siamo solo ad aprile papi caro. 
Per il futuro devo ricordarmi di non fare un figlio unico pronto a succhiarmi anche l'anima.

Ego: Amore non comprare mai più il bagnoschiuma al "Fresco Pino verde".... hai presente la publicità della vigorsol? Immagina nel buco del...

Perchè usare il sapome intimo si sa, è poco virile.

2 commenti:

  1. Auguri per la macchina! Ma adesso voglio sapere che macchina è...

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    1. Grazie cara... Mercedes Classe A!

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