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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

martedì 18 febbraio 2014

The Listography Project

Ecco che vado ad occuparmi dell'arretrato, gli innumerevoli progetti ai quali voglio partecipare.
Inizio da The Listography Project, la bellissima iniziativa di Nadia di The Life In a Year, che mi piace sopratutto perchè permette di spiattellare una discreta quantità di cavoli propri, cosa che mi entusiasma sempre molto.
L'autrice mi ha ufficialmente autorizzato a partecipare ad cazzum, ovvero quando l'argomento della settimana mi aggrada. 
procedo quindi con quello che fu il primo: "FIRSTS"

  • First car: ypsilon - color perla sironi. un incanto, nonchè comodissima da guidare e davvero poco pretenziosa a livello di consumi. non la avrei mai cambiata se non per cogliere l'occasione di avere quella attuale aggratis passandola al mio papà. la vedo/guido ancora dato che ora è la macchina di mia madre. E' stato il regalo dei diciottanni dei miei genitori, ai tempi era appena uscita e io avrei fatto carte false per averla, negli ultimi mesi prima del suo arriva l'ho configurata nel sito Lancia una volta al giorno tutti i giorni. E' uno scrigno prezioso di ricordi per me, dai più dolci ai più inconfessabili... nonchè testimone dei miei ultimi dieci anni di vita e primo di una serie non lunghissima di regali del pappo con valore superiore ai cinquanta euri.
• First kiss: in questo vado controcorrente perchè è stato bello, quasi magico direi. e come in un qualsiasi gioco di prestigio che si rispetti, quasi non me ne sono accorta. dopo mesi di scervellamenti e richieste di istruzioni alla S. che già aveva dato, è accaduto con una naturalezza tale da farmi domandare se fosse successo davvero o me lo fossi sognato. Lui l'avevo conosciuto al carnevale del suo paese, era forse la prima volta che io e la S. avevamo libertà di zonzo, con i suoi genitori comunque in giro per il paese. poi l'ho rivisto la sera seguente in una di quelle discoteche improvvisate nei tendoni per le feste di paese ed ecco che lui mi ha dato il catartico bacio. e non l'ho mai più rivisto.  
• First drug: del simpatico hashish, fumato nella piazzetta dove ho poi passato parecchi anni con Topo e amici. ma la mia prima vera droga per me è stata un altra: la prima sigaretta, malboro rossa, fumata alternando sorsi del mio primo alcolico, Bacardi al limone, con quasi immediata super vomitata dietro agli spalti del parco di pattinaggio del mare. insieme alla S., già allora mia migliore amica, e alla V., migliore amica del mare. un trio pericoloso ma inutile dire che l'idea era stata mia. di solito si inizia a fumare perchè qualcuno ti chiede se vuoi provare, io invece in un noioso pomeriggio agostale ho volutamente proposto alle mie amiche di entrare in tabaccheria e comprare un pacchetto.. e non ho mai più smesso. 
• First religion: nessuna. ho ricevuti tutti i consueti sacramenti che prevede il cattolicesimo come imposto dai miei genitori, o meglio da mia madre, ma senza rendermi sinceramente conto di cosa facevo e quindi senza neanche troppo fastidio. lo facevano tutti, era normale, non sarebbe stato normale il contrario. Litigavo però con le catecachiste sempre di più man mano che crescevo e quando ero abbastanza grande da mettere la leccaprè di turno in difficoltà mi sono sentita dire: non si fanno domande, la fede significa credere e basta. e dopo aver risposto ma siamo mica dei piciu che non si fanno domande mi si è aperto un mondo. non ci ho mai creduto in realtà, da bambina mi sono inventata un dio particolare di cui davvero non ho memoria delle origini, dal nome o'mistero (diosantissimo) con il quale ho patteggiato per un po' finchè mi ha deluso quando non siamo andati a fare il giro sul trenino turistico quella sera... ed è così pietosamente terminata la mia esperienza di credente - quanto darei per avere più chiari certi ricordi!
• First best friend: anche se la  prima vera e unica è la S. che tutt'ora è fedele compagna di vita con pregi e difetti reciproci... la prima a definirsi tale è stata una tale Alice, all'asilo. lei mi ha insegnato tutto il repertorio di parolacce e per questo non era ben vista da mia madre. in particolare l'esclamazione "o madonna" che aveva contagiato tutto l'asilo. è sempre stata una tipa più sveglia della media ma la nostra amicizia di migliori non è durata molto, probabilmente era troppo sveglia per me che ero tutto il contrario. 
• First telephone: contrariamente al solito andandamento della mia adolescenza, il telefono sono stata la prima della mia classe ad averlo. come si puo intuire non sapevo quindi che farmene e per quasi un anno è rimasto per lo più spento. nokia 3310 blu, con il barbatrucco per mettere il topino di sfondo. mio papà è arrivato un giorno a casa con questo nuovo di zecca senza alcun preavviso o mia richesta, lo sgomento di mia madre è memorabile. Mio padre era un fanatico dei cellulari, c'è una collezione di telefoni a banana con l'antenna, pesanti come mattoni, da qualche parte a casa sua.
• First book: non ricordo di preciso quale ma la collana era Le Avventure di Valentina, Battello a Vapore. ne ho letti tantissimi, adoravo leggere per spirito di emulazione dato che i mei genitori leggevano sempre un oretta prima di dormire. Questa Valentina ce l'ho nel cuore come fosse una vera amica d'infanzia, ho sempre immaginato che un giorno LaGrande, mia nipote, li avrebbe letti e poi passati a sua sorella ma ahimè la bimba non legge (....) e sono pronta a scommettere che non lo farà nemmeno LaPiccola per cui rimarranno lì ancora un po con la speranza che un giorno magari li leggerà... la Pelosa, da grandina.

Miro a rimettermi molto presto in pari con gli altri. 
Vi consiglio di dare un occhiata a tutto il progetto, arrivato alla sesta settimana, passando dal bannerino qui sotto e qui a fianco! 


http://www.thelifeinayear.com/p/2014-listography-project_6.html

4 commenti:

  1. Ma la storiella del primo bacio e proprio una figata *_* e che "trasgressiv" Micol che dice "oh fumiamocene una va!" :P

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  2. Oddio i libri di Valentina li ho letti e adorati anche io! Che bei tempi :)

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  3. ciao .ho conosciuto il tuo blog grazie all'iniziativa di Kreattiva e mi sono unita al tuo blog,se ti va passa nel mio ,mi farebbe molto piacere..http://ciochehoimparatodallavita.blogspot.it/

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  4. Anche io leggevo i libri del Battello a Vapore!! (lacrimuccia)..Ora dò un'occhiata a questa cosa, non ho ancora tanto capito di che si tratta!!!

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Io sono per l'insulto libero quindi, dai, che è gratis.. e non c'è neanche il codice captcha!