Informazioni personali

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Ufficialmente sono un'impiegata commerciale e tento di vendere qualcosa all'estero in un orario part-time che di part-time ha solo il nome. Nell'altra parte del "time", quella immaginaria, sono una casalinga disperata. Vivo da sei anni nella Gcasa con un megalomane egocentrico spesso in preda a deliri di onnipotenza che qui chiamo amorevolemente Ego e recentemente pare sia diventato mio marito, una Ggatta convinta di essere la padrona di casa e un Ggatto suo sottoposto. Sono sociofobica, germofobica e un altro paio di cose che finiscono con "obica". Sono silenziosa, amo le parole ma uso scriverle piuttosto che buttarle al vento. Dico sempre esattamente quello che penso ma solo se interpellata - quando apro bocca o ho fame o sono incazzata. Maniaca dell'ordine, del pulito e in generale della perfezione ma non a casa mia. Sono una tormentata, per motivi non ancora chiari, ma non ho tempo per disperarmene perchè ho da correre alla ricerca della perfezione di cui sopra. Per i pregi purtroppo non c'è più spazio. Ballerina mancata, nella prossima vita vorrei fare l'ereditiera depressa, scrittrice nel tempo libero. Sogni nel cassetto: pubblicare un libro e girare il mondo.

mercoledì 17 dicembre 2014

Non potendo

scrivere l'ennesimo post a tema sono stanca/ sono stanca/ sono stanca, mi diletterò nella condivisione di altre scelte di un certo spessore.
Erano anni che ci pensavo, praticamente da quando ho lasciato la casa di mammà e mi sono trasferita nella Gcasa. un pensiero timido ma ben definito, che non osavo trasformare in parola se non quando, di rado, sentivo qualcuno che lo aveva fatto davvero e un briciolo di coraggio si faceva largo. Ogni tot mesi il pensiero si faceva più insistente, accompagnato da una buona dose di sensi di colpa, ma mai avevo trovato il coraggio di metterlo in atto. Qualche sabato fa ho passato una giornata di shopping in centro con l'ex collegaamica C., nota come casalinga perfetta, maniaca del pulito, precisa a livelli patologici. Lei lo fa per davvero e me lo ha detto così, senza mezzi termini, senza vergogna, mentre sfrecciavamo in autostrada che per poco non mi stampo contro un camion. Queste sono decisioni che vanno ponderate, prese con calma, valutandone tutti gli aspetti, magari dopo un periodo di prova. E invece l'ho deciso lì, così. e l'ho fatto, e sono già tre settimane: io non stiro più. non stiro più pigiami, tute e magliette da casa, strofinacci della cucina, legghins, magliette che staranno sotto vestiti o maglioni. Non li stiro più. li stendo con ancora più cura di prima e quando sono asciutti semplicemente li piego al meglio che si riesce e li metto al loro posto. e ciao bale, come si dice dalle mie parti.
Come mi sento? Strana, quasi stordita - sarà anche il vino del pranzo con il capo.
La prima settimana ero mossa da un esagerata quantità di adrenalina, sentivo la trasgressione scorrermi nelle vene e provavo un brivido di eccitazione ogni volta che passavo davanti allo stendino.
La seconda settimana sono iniziati i dubbi e le paure, sono stata tentata di andare avanti a stirare una volta stirato l'indispensabile ma poi la fine dell'acqua nella caldaietta mi ha fatto riflettere e non ho desistito.
Ora pare si sia trovato un equilibrio e mi sento abbastanza serena, ieri ho piegato e riposto tutto l'intimo, domani stirerò quello che va stirato e riporrò il non stirabile.
Se mi è cambiata la vita? per adesso no, queste settimane fanno talmente schifo e la schiena mi fa talmente male che probabilmente non me la cambierebbe nemmeno avere una governante dodici ore al giorno. Ma dovrebbe cambiarmela, in una routine vivibile, dovrei avanzar tempo, soldi di elettricità, spreco di acqua.
Ed ora che ci penso se questo per le persone normali è stato il mese dei luccichi, dei maglioni a collo alto con le renne, dei tazzoni di ciobar, di all I want for Christmas, di cene di Natale con amici, colleghi di lavoro, colleghi di hobby, colleghi alcoolisti anonimi, ...per me è stato decisamente il mese del bucato. La lavatrice mi ha fatto passare quarant'otto ore di terrore puro a lampeggiare come un ossessa, poi è finita bene perchè era solo l'ingranaggio che fa aprire l'oblò e ce la siam cavata con settanta euro ma la paura non la scorderemo facilmente. per me sarebbe proprio opportuna quell'immaginetta che gira in rete a cosa pensi quando vedi  spuntare un raggio di sole alto nel cielo? a poter fare finalmente il bucato!  

1 commento:

  1. Cara Micol, buon Natale di cuore...un mega abbraccio

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Io sono per l'insulto libero quindi, dai, che è gratis.. e non c'è neanche il codice captcha!